Rodengo Saiano (Rudènch Saià in dialetto bresciano) è un comune italiano di abitanti della provincia di Brescia in Lombardia.
Geografia fisica
Territorio Il paese è ubicato in Franciacorta. Rodengo-Saiano dal punto di vista della geografia fisica è collinare, ma presenta comunque un rilievo montano, il Monte Pianello (678 m s.l.m.), situato tra Rodengo e Ome. Altri rilievi collinari sono il Monte Delma () e il colle della Rocca ().
Clima Il clima a Rodengo-Saiano è caldo e temperato, con piovosità significativa durante tutto l'anno.
La temperatura media annuale è di 12,1 °C, essendo luglio il mese con temperature più alte (26,4 °C) e gennaio il mese con temperature più basse (-1,6 °C).
La piovosità media annuale è di 1077 mm. In particolare le piogge sono più scarse nel mese di gennaio (54 mm) e più abbondanti nel mese di novembre (122 mm).
Origine del nome
Ci sono diverse ipotesi sull'origine del nome Saiano. La ragione più accreditata prevede che il nome deriverebbe dalla parola etrusca Sejù, di significato ignoto. Un'altra ipotesi prevede che il nome si riferirebbe ad un insediamento di Franchi salii, un popolo germanico, ed indicherebbe "campi seminati." Secondo altri, deriverebbe dal nome della famiglia romana Seiana, in quanto i nomi Seia e Seius furono trovati incisi su una lapide rinvenuta nella frazione. Un'altra ipotesi, sostenuta da scrittori come Gabriele Rosa e Cesare Cantù, prevede che il nome deriverebbe invece dal supposto "fundus Sallianus" del gentilizio Sellius. Secondo altri ancora, deriverebbe dalla Lex salica, codice professato dai coloni francesi giunti dopo la vittoria di Carlo Magno a Brescia.
Per quanto riguarda il nome Rodengo, esso deriverebbe dal nome di persona germanico Hroding.
Storia
Epoca romana Rodengo, in epoca romana, era attraversato da un'importante strada romana consolare che metteva in comunicazione Brescia (lat. Brixia) con la Val Camonica (lat. Vallis Camunnorum) costeggiando il lago d'Iseo (lat. Sebinus lacus: da cui il nome della strada) e terminando a Rogno (lat. Rognum). In località Ponte Cingoli sorgeva il più importante presidio sulla strada consolare, difeso dall'alto dal complesso della Rocca.
Saiano nasce in epoca romana, come provato dal rinvenimento di un cippo funerario conservato al Museo di Santa Giulia di Brescia; Rodengo, invece, ha un’origine longobarda, come attestato da una carta topografica del 910 d.C.
Nel 1970, a Rodengo, in località Bettola, furono rinvenuti lungo il torrente Livorna dei resti di un ponte romano e tombe di epoca sconosciuta durante dei lavori stradali.
Epoca medievale Probabilmente, intorno al VI secolo, a Saiano sorse un castello o un piccolo borgo rettangolare, in parte recuperato successivamente da una villa e il quale fossato era visibile sino ad alcuni decenni fa. Nel castello di Saiano era presente anche una cappella, ufficiata da un sacerdote. Il primo documento in cui esso viene citato è lIstromento, datato 3 aprile 1019, un rogito redatto da Aldo, notaio del sacro palazzo, alla presenza di tre testimoni, tali Giselberto, Wazo e Giraldo, nel quale è riportato che la signora Ermengarda Azzanelli, vedova Poncarali, donava beni all'esterno e all'interno del castello, come la cappella all'interno, al prete di Acqualunga. Il castello venne coinvolto anche nelle battaglie tra guelfi e ghibellini; inoltre, nel 1439 fu distrutto dalle truppe viscontee di Niccolò Piccinino, durante il loro secondo tentativo di conquistare Brescia.
Il castello di Saiano fu inizialmente di proprietà del vescovo, poi passò in mano alla famiglia Turriceni e successivamente ai Bettoni Cazzago, che trasformarono il vecchio castello nella loro dimora estiva, Villa Paolina, ora Villa Maria. La villa fu in possesso dei Bettoni Cazzago fino alla prima metà del Novecento, quando passò di proprietà alla famiglia Giro, poi alla famiglia Maifredi e poi di nuovo ai Bettoni Cazzago.
Intorno alla fine dell'XI secolo, venne fondata a Rodengo l'abbazia di San Nicola. L'abbazia venne nominata per la prima volta in un documento del 1085, un atto di donazione di un terreno, destinato a un monastero dedicato a San Pietro. L'abbazia aveva un ruolo importante nella comunità, in quanto serviva per dare alloggio e ristoro a coloro che erano in pellegrinaggio verso Roma. Intorno al Trecento il cenobio stava subendo una lenta decadenza, che fu oggetto di contesa tra i monaci e il priore Corradino Caprioli. Appena ottenuto il pieno controllo dell'abbazia, i monaci riempirono l'abbazia di magnifiche opere d'arte, realizzate anche da pittori celebri come il Foppa, il Romanino, il Gambara, il Moretto e altri.
Secondo dei documenti databili tra l'XI e il XIII secolo, l'abbazia di San Nicola era in possesso di cinque mulini situati sulla Seriola Molinaria (così definita proprio per i mulini), che scorre nelle frazioni Corneto e Cantarane, costruiti per fini economici. Non furono solo i monaci a costruire i mulini sulla Seriola Molinaria, ma più avanti anche le famiglie nobili del paese fecero costruire dei propri mulini. Il periodo di massima diffusione dei mulini nel paese coincide con la fine del XVII secolo.
Una tradizione che si narra nel paese è che nell'inverno del 774 Carlo Magno, non potendo celebrare il Natale nella chiesa di san Dionigi ad Aquisgrana, avrebbe fatto costruire nel paese una chiesa dedicata al santo,Come riportato sulla targa posta sulla facciata della casa dove un tempo si trovava quella chiesa, visibile al link: e avrebbe battezzato la zona "piccola Francia", da qui il nome Franciacorta. Non si hanno documenti che possano confermarne la veridicità, ma è quasi sicuro questo fatto sia falso.
Epoca moderna Nel 1589, il piccolo convento di Saiano, situato sulle pendici del monte Delma, venne affidato ad una comunità di terziari francescani. Accanto al convento, si trovava la chiesa, all'epoca dedicata a Santa Maria in Colle. Con l'arrivo nel 1671 dei frati minori osservanti, che diedero al convento la denominazione di Convento del Calvario, il convento venne ampliato ancora. In quel periodo la chiesa del convento venne sistemata nelle condizioni in cui è ancora oggi, e venne dedicata non più a Santa Maria in Colle ma a Santa Maria degli Angeli. Nel 1769 la Repubblica di Venezia ordinò la soppressione del convento. Nel 1787, nell'ex convento venne aperta un'accademia dove gli alunni venivano istruiti in grammatica, lettere, aritmetica e agricoltura; pochi anni dopo, nel 1792, l'arciprete don Palmierino Fattori, acquistò una casa vicino alla chiesa di Saiano per sistemarci la scuola.
Tra il 1810 e il 1816, i due comuni di Saiano e Rodengo furono aggregati. Riacquistarono l'indipendenza, quando Saiano e il nuovo comune di Rodengo con Borbone vennero assegnati al distretto II di Ospitaletto del Regno Lombardo-Veneto.
Nel 1841 il convento venne acquistato dal beato Lodovico Pavoni, e lo fece diventare la sede della sua congregazione. Pavoni trasformò il convento in una scuola di artigianato per sordomuti e fece costruire, sulla strada per raggiungerlo, le quattordici stazioni della Via Crucis, presenti ancora oggi.
Nel 1897 il convento ritornò in mano ai frati minori osservanti, che nel 1903 istituirono il Collegio Serafico Missionario, per l'educazione primaria dei ragazzi, chiamati fratini. Tra il 1903 e il 1933 il convento venne ampliato di nuovo, e venne costruita un'altra chiesa, questa dedicata a sant'Antonio da Padova. Nel 1984, anno in cui chiuse il collegio, nel convento nasce la sede bresciana della comunità di vita Mondo X, un'associazione fondata nel 1960 da padre Eligio Gelmini. Dal 2018 il convento è diventato sede dellAccademia Symposium, un istituto di formazione agroalimentare.
Del patrimonio storico di Rodengo-Saiano è parte anche la Villa Fenaroli, costruita all'inizio del XVIII secolo per la famiglia Fenaroli e ristrutturata nel XIX secolo dall'architetto Antonio Tagliaferri.
Dopo l'unità d'Italia Nel 1898, fu fondato da Madre Teresa Gabrieli l'asilo di Saiano, affidato alle Suore delle poverelle. Le Suore delle poverelle diventarono punto di riferimento per la comunità, e, fin dal loro arrivo, fecero opera di catechesi, aprirono una scuola di lavoro per le giovani donne e si offrirono di assistere ammalati e bisognosi.
Nel 1909, il prete di Saiano don Giambattista Salvi fece aprire una scuola di cucito alle suore di Santa Maria di Chiavari. La scuola era situata in località Muraga, all'interno di un'ex villa di campagna appartenuta alla famiglia Borgondio, ovvero la Casa San Giuseppe. Ad oggi la scuola è ancora aperta, ed è una scuola primaria paritaria dove ancora insegnano le suore.
Nel 1920, i fascisti entrarono nel paese; con il loro arrivo presero il controllo della cooperativa Le Famiglie, fondata nel 1919 da don Salvi, nel 1923 fondarono la sede cittadina dei Fasci italiani di combattimento e fecero aprire il Parco delle rimembranze, fecero ampliare il cimitero comunale, imposero la chiusura delle attività degli oratori e del teatro della parrocchia, nel 1927 unificarono i due comuni di Rodengo e Saiano e nel 1928 fecero realizzare un acquedotto.
Nel 1936 venne costruita la scuola elementare di Rodengo-Saiano, presente ancora oggi. Venne inaugurata il 18 ottobre 1936, con la presenza di personaggi illustri tra cui il prefetto Edoardo Salerno. La scuola mantiene tuttora la struttura delle facciate originale, ma sono stati fatti adeguamenti agli interni ed è stata aggiunta un'ala più recente all'inizio degli anni 2000.
Durante la Seconda guerra mondiale, il paese si riempì di sfollati e successero fatti terribili. Uno dei più famosi eventi accaduti durante la guerra avvenne tra il 26 ed il 27 aprile 1945, quando, a guerra ormai conclusa, un gruppo di dieci partigiani vennero torturati e uccisi da un reparto di SS stanziato in paese, nella Villa Fenaroli di Corneto.
Nella metà del 1945, dopo la fine della guerra, venne inaugurata la Chiesa di Cristo Re, consacrata nell'ottobre 1946 dal vescovo Giacinto Tredici. Attualmente, il parroco è don Fulvio Ghilardi.
Simboli Lo stemma e il gonfalone sono stati concessi con decreto del presidente della Repubblica del 6 aprile 1987.
Il gonfalone è un drappo troncato d'azzurro e di bianco.
Economia A Rodengo-Saiano, fino agli anni '70, l'economia era basata principalmente sull'agricoltura e l'allevamento, soprattutto sulla coltivazione di viti, cereali, e la produzione di formaggi. Inoltre, anche la bachicoltura era diffusa sul territorio. Ancora oggi, numerosi alberi di gelso sono presenti sul territorio, soprattutto nella zona vicino alla Cascina Benedetta di Rodengo. Vi era anche una ricchezza costituita dai folti boschi che ricoprivano le colline. Nel paese sono presenti numerose coltivazioni di viti, che vengono utilizzate per la produzione del vino, soprattutto del Franciacorta. La viticoltura iniziò a svilupparsi nel paese nel XVI secolo, ed ebbe un incremento nel 1906 quando il Consorzio Antifillosserico Bresciano aprì a Rodengo una delle tre Distillerie Agrarie Cooperative per la Franciacorta. Una delle cantine più famose del paese è la Cantina Mirabella, aperta nel 1979, con sede in località Cantarane.
Le prime industrie di Rodengo-Saiano sono state aperte tra gli anni '50 e '70. Nel 1962 apre la Metallurgica Trafilati Alluminio (METRA), una fabbrica attiva ancora oggi nel settore metallurgico, con diverse sedi in Italia e due in Canada. La METRA è anche nota anche per aver fornito rivestimenti per il Bosco Verticale, la Piramide del Louvre e il One Vanderbilt.