L'ipnaleLemma ipnale nel TLIO - Tesoro della lingua italiana delle origini. (in latino ypnalis o ipnalisEccezione probabilmente unica, Alberto Magno, nel De animalibus, riporta la dizione "ipnapis".; dal greco ὕπνος, hypnos, "sonno") è un serpente leggendario descritto nei bestiari medievali.
Caratteristiche L'ipnale, secondo la classificazione medievale, appartiene alla categoria degli aspidi, ossia dei serpenti dal morso velenosoIl bestiario di Aberdeen (XII secolo) spiega: . In particolare, il veleno dell'ipnale causa la morte facendo sprofondare le sue vittime in un sonno senza risveglio (da cui il nome). Secondo altre versioniIl testo latino del bestiario di Aberdeen presenta infatti un'ambiguità dal punto di vista della traduzione: somno necat può tanto significare "uccide col sonno" quanto "uccide durante il sonno". Ad esempio, Robert McQueen Grant, nel suo Early Christians and Animals, traduce dal libro XII (De animalibus) delle Etymologiae di Isidoro di Siviglia la descrizione dell'ipnale (che riporta lo stesso testo del bestiario di Aberdeen) come: «Hypnalis is a kind of asp, so called because it kills in sleep [...]», ossia «L'ipnale [...] uccide nel sonno». Robert McQueen Grant, Early Christians and Animals, Routledge, 1999, pag. 139. ISBN 0415202043., il sonno non sarebbe l'effetto del veleno del serpente, bensì il momento che questo sceglie per attaccare le sue vittime: l'ipnale si muove infatti silenziosamente.
Riferimenti storici
Secondo la tradizione il famoso aspide di Cleopatra, dal quale ella si fece mordere per suicidarsi, era proprio un ipnale. La dettagliata descrizione data da Plutarco degli effetti del suo veleno è concorde con quanto riportato in epoca medievale dai bestiariScriveva infatti nel suo Vita di Antonio: «[...] Cleopatra raccoglieva ogni sorta di veleni mortali, tra i più forti che ci fossero, e di ciascuno di essi provava se erano efficaci e nello stesso tempo indolori, propinandoli ai detenuti in attesa di morire. Poiché vide che quelli istantanei procuravano una morte subitanea, ma dolorosa, e i più dolci non erano rapidi, provò gli animali, osservandoli di persona, mentre venivano applicati uno dopo l'altro. Fra tutti trovò quasi solo il morso dell'aspide, che induceva nelle membra un torpore sonnolento e un deliquio dei sensi, senza per questo arrecare spasimo o provocare gemiti; non appariva che un lieve sudore alla fronte, mentre le facoltà percettive svanivano, si rilasciavano dolcemente, e resistevano a ogni tentativo di risvegliarle e richiamarle in vita, come chi dorme profondo[...]». Anche Boccaccio, nel suo commento alla Divina commedia, richiama esplicitamente l'ipnale nel riferirsi a questo episodio.
Influenza culturale L'ipnale compare nel novero degli animali, reali e leggendari, che formano la cornice del portale della chiesa ne Il nome della rosa, romanzo di Umberto Eco«[...] upupe, civette, basilischi, ypnali, presteri, spectafichi[...]». Umberto Eco, Il nome della rosa, Milano, Bompiani (collana Tascabili Bompiani), 2007 (ed. originale 1980), pag. 52, " - Sesta. Dove Adso ammira il portale della chiesa e Guglielmo ritrova Ubertino da Casale". ISBN 978-88-452-4634-0.. L'ipnale è un mostro nel gioco di ruolo Pathfinder, nel quale è rappresentato come un grosso serpente simile ad un cobra; in questa versione il potere del suo veleno consiste nell'espellere gli intrusi dal Piano EtereoPathfinder roleplaying game: Bestiary 4, Paizo Publishing, 2013, pag. 154 (edizione inglese). ISBN 978-1-60125-575-4..
Note
Voci correlate
Aspide Prestere Scitale Spectafico
Collegamenti esterni
Descrizione dell'ipnale nel bestiario di Aberdeen. L'ipnale nel De animalibus di Alberto Magno. La pagina con la descrizione dell'ipnale nello Speculum naturale di Vincenzo di Beauvais.
Categoria:Serpenti leggendari Categoria:Mitologia medievale europea Categoria:Mitologia cristiana