La guerra d'indipendenza indonesiana (; ) fu un conflitto armato e diplomatico tra la Repubblica d'Indonesia e l'Impero coloniale olandese e contemporaneamente una rivoluzione sociale interna al paese tra il periodo successivo all'occupazione giapponese delle Indie Orientali Olandesi e il periodo postcoloniale.

Il conflitto ebbe inizio con la proclamazione d'indipendenza indonesiana del 1945 e terminò con il trattato di pace olandese-indonesiano dell'Aia alla fine del 1949.

I quattro anni di lotta che si susseguirono videro sporadici ma sanguinosi conflitti armati, sconvolgimenti politici e rivolte interne, e due grandi interventi diplomatici di rilevanza internazionale. Le forze militari olandesi e, almeno per un certo periodo di tempo, anche le forze alleate della seconda guerra mondiale furono in grado di controllare i centri urbani principali del paese, soprattutto a Giava e Sumatra, ma non l'intero territorio indonesiano. A partire dal 1949 la pressione internazionale sui Paesi Bassi era così forte ed il parziale stallo erano tali che alla fine ci fu il riconoscimento dell'indipendenza indonesianaFriend, Theodore, Indonesian Destinies, The Belknap Press of Harvard University Press, 2003, p. 35. ISBN 0-674-01834-6.. Essa segnò la fine dell'amministrazione coloniale esercitata dalle Indie orientali olandesi, fatta eccezione per la Nuova Guinea Olandese. Essa modificò radicalmente il meccanismo delle caste su base etnica e limitò il potere dei sovrani locali o raja.

Le origini del conflitto Il movimento di indipendenza indonesiano nacque nel maggio del 1908, ancora oggi commemorato come "Giorno del Risveglio Nazionale" (in lingua indonesiana: Hari Kebangkitan Bangsa). Il nazionalismo indonesiano ed i gruppi che sostenevano l'indipendenza dal colonialismo olandese, come il Budi Utomo, il Partito Nazionale Indonesiano, il Sarekat Islam o il Partito Comunista Indonesiano, crebbero rapidamente durante la prima metà del XX secolo. La maggior parte di questi movimenti perseguì una via pacifica all'indipendenza sotto il segno della cooperazione politica con il colonialismo olandese ed entrò a far parte del Volksraad (Consiglio del Popolo) istituito dagli olandesi, con la speranza di ottenere gradualmente l'autogoverno del paeseAmry Vandenbosch, Nationalism in Netherlands East India, in Pacific Affairs, University of British Columbia, Vol.4, n.12, 1931, pp. 1051–1069. doi:10.2307/2750579.. Altri, tuttavia, scelsero la via della non-cooperazione, reclamando la libertà di autogovernarsi direttamente alla Compagnia olandese delle indie orientaliGeorge Mc.T Kahin, In Memoriam: Mohammad Hatta (1902–1980), Indonesia, Southeast Asia Program Publications at Cornell University, Vol. 20, n.20, 1980, pp. 113–120. I leader più importanti di questo secondo gruppo di movimenti erano Sukarno e Mohammad Hatta, due studenti a capo di gruppi nazionalisti che avevano beneficiato dei risultati della cosiddetta politica etica olandese.

Il periodo di occupazione giapponese delle Indie Orientali Olandesi durato tre anni e mezzo fu cruciale per lo scoppio della successiva rivolta nazionalista. I Paesi Bassi avevano scarse capacità di proteggere le proprie colonie dall'esercito giapponese ed in soli tre mesi l'Esercito imperiale giapponese si impossessò di tutto il territorio indonesiano. Sia a Giava che a Sumatra i giapponesi incoraggiarono i sentimenti indipendentisti indonesiani per utilizzarli a loro vantaggio. Per questo motivo, essi distrussero e ricostituirono tutte le infrastrutture politiche, economiche e amministrative create dagli olandesiVickers, Adrian, A History of Modern Indonesia, New York, Cambridge University Press, 2005, p. 85, ISBN 0-521-54262-6..

Il 7 settembre 1944, con l'avanzata statunitense nel Pacifico, il primo ministro giapponese Kuniaki Koiso promise l'indipendenza all'Indonesia, senza fissare tuttavia alcuna data precisa.

La dichiarazione d'indipendenza Sotto la pressione dei movimenti giovanili più radicali, Sukarno ed Hatta dichiararono l'indipendenza dell'Indonesia il 17 agosto 1945, due giorni dopo la resa dell'imperatore giapponese Hirohito. Il giorno successivo il Comitato Centrale Nazionale Indonesiano (Komite Nasional Indonesia Pusat) nominò Sukarno presidente dell'Indonesia ed Hatta vicepresidenteTaylor, Jean Gelman, Indonesia: Peoples and History, Yale University Press, 2003, p. 325, ISBN 0-300-10518-5.

La rivoluzione e il periodo del Bersiap Alla metà di settembre la notizia della nuova dichiarazione si diffuse fino nelle isole più estreme, ma molti indonesiani lontani dalla capitale Giacarta rimasero increduli rispetto a questo evento. Quando la notizia fu data per certa, la maggior parte degli indonesiani si considerò a favore della nuova repubblica ed un sentimento di rivoluzione e cambiamento si diffuse in tutto il paeseRicklefs, M.C., A History of Modern Indonesia Since c.1300, San Francisco, Stanford University Press, 1993, p. 215-16. Le potenze coloniali erano assenti, ci sarebbero voluti mesi prima che le forze alleate raggiungessero il paese, e gli olandesi erano stati sfiniti dalla guerra. Ai giapponesi, d'altro canto, era stato chiesto di deporre le armi, ma nel contempo di mantenere l'ordine sul territorio indonesiano, una contraddizione che alcuni decisero di risolvere dando le armi agli indonesiani addestrati dai giapponesiRobert Cribb, A revolution delayed: the Indonesian Republic and the Netherlands Indies, August–November 1945, in Australian Journal of Politics and History, Vol. 32 no. 1, 1986, pp. 72–85..

Il risultante vuoto di potere creatosi con la resa giapponese creò un'atmosfera di incertezza, ma fu anche una grande opportunità per il movimento repubblicano. Nacquero diversi gruppi di lotta (badan perjuangan) in favore della repubblica indonesiana; molti di essi, i più disciplinati, erano composti da soldati giapponesi sbandati o da indonesiani appartenenti al gruppo paramilitare della PETA. Molti altri di questi gruppi, tuttavia, si mostrarono molto meno disciplinati, creando gravi disordini; contro di essi i giapponesi preferivano ritirarsi ed evitare lo scontro.

A partire dal settembre del 1945 la maggior parte delle infrastrutture e delle stazioni ferroviarie erano in mano alla milizia repubblicana, che aveva incontrato scarsa resistenza da parte giapponeseAnthony Reid, Indonesia: revolution without socialism, in Robin Jeffrey (a cura di), Asia: the Winning of Independence, Londra, MacMillan, 1981, pp. 107–57.. Per diffondere il messaggio rivoluzionario, i gruppi rivoluzionari repubblicani installarono le loro stazioni radio e crearono propri giornali; nella maggior parte delle isole sorsero comitati di lotta e milizie repubblicane.

I quotidiani e i giornali repubblicani erano molto comuni a Giacarta, Yogyakarta e Surakarta e formarono una generazione di intellettuali, nota come angkatan 45 (generazione del 45), convinta di partecipare alla rivoluzione per mezzo delle proprie opere.

I leader repubblicani si sforzarono di incontrare il sentimento popolare, ma mentre alcuni proclamavano la lotta armata, altri preferivano un approccio più ragionato. Alcuni di essi, tra i quali il filosofo e guerrigliero Tan Malaka, sostenevano che la lotta repubblicana dovesse essere guidata e vinta dai gruppi di combattimento repubblicani. Sukarno ed Hatta, al contrario, erano più concentrati a pianificare un governo e delle istituzioni per poter ottenere l'indipendenza per mezzo della diplomaziaVickers, 2005, p. 97. Nelle città più importanti vi furono manifestazioni in favore della rivoluzione; la più importante fu quella guidata da Tan Malaka a Giacarta, composta da più di persone; a causa di ciò sia Sukarno che Hatta iniziarono a temere lo scoppio di una violenza incontrollabile. Ormai la maggior parte dei gruppi rivoluzionari era impaziente ed iniziarono a verificarsi atti di violenza, intimidazione, rapine e massacri di massa contro le minoranze etniche, come gli internati giapponesi, gli indo, gli abitanti dell'isola di Ambon ed i cinesi, considerati tutti come spie. Aggressioni simili sarebbero continuate per tutto il periodo rivoluzionario, ma furono più intense tra il 1945 ed il 1946, periodo noto nella storia indonesiana come Bersiap (Stare pronti). Nel 1947 le autorità olandesi cercarono di recuperare i corpi delle vittime di questi massacri e diversi sopravvissuti di quel periodo fornirono testimonianze legali di fronte al Procuratore Generale olandese. Nel cimitero di guerra di Kembang Kuning di Surabaya si possono ancora trovare circa tombe delle vittime del Bersiap.

Formazione del governo repubblicano Dalla fine di agosto 1945 era stato istituito un governo centrale repubblicano a Giacarta, adottando una costituzione redatta durante l'occupazione giapponese dal Comitato Preparatorio per l'Indipendenza Indonesiana. Con le elezioni generali ancora da fare, venne proclamato un "Comitato Centrale Nazionale Indonesiano" (KNIP) per assistere il presidente Sukarno; comitati simili vennero istituiti anche a livello regionale.

Tuttavia sorsero immediatamente questioni di lealtà alla causa repubblicana fra i potentati locali: mentre i governatori della regione di Giava Centrale non esitarono a dichiararsi in favore della repubblica, quelli delle isole più esterne, che si erano arricchiti grazie alla collaborazione con gli olandesi, si mostrarono molto meno entusiasti; tale riluttanza era spesso motivata dall'elemento radicale, non aristocratico ed in parte ispirato alla fede musulmana presente nella leadership politica della nuova repubblica. Però il supporto venne dal Sulawesi Meridionale, (soprattutto dal Sultanato di Bone, ancora memore delle lotte sanguinose con gli olandesi agli inizi del secolo), dai raja di etnia Makassar e Bugi, che appoggiarono il governatore repubblicano di Giakarta, un cristiano originario di Manado. Molti raja di Bali accettarono la nuova repubblicaRicklefs, M.C., 1991, p. 214. Nel timore che gli olandesi tentassero di ripristinare il loro potere sull'Indonesia, il nuovo governo repubblicano ed i leader repubblicani si adoperarono per rafforzare il più rapidamente possibile le istituzioni e l'amministrazione repubblicane ancora alle prime armi. Il nuovo governo repubblicano, per quanto sostenuto da diffuso entusiasmo, era tuttavia molto fragile e concentrato quasi interamente nel territorio dell'isola di Giava. Esso era tuttavia scarsamente presente nelle altre isole, dove erano maggiormente presenti truppe giapponesi (soprattutto nelle aree dove erano presenti le basi della marina imperiale giapponese) e dove erano meno presenti i gruppi di lotta repubblicani. Nel mese di novembre 1945 venne istituita una forma parlamentare di governo, con l'intellettuale Sutan Sjahrir come primo ministro.

Una settimana dopo i giapponesi si arresero e i gruppi PETA e Heiho vennero sciolti dall'esercito giapponese. Le strutture di comando militari vitali per il nuovo esercito repubblicano vennero così smantellate; di conseguenza, invece di essere composto da soldati ben addestrati, armati ed organizzati, l'esercito della repubblica d'Indonesia era composto da giovani male armati e male addestrati, riuniti in gruppi legati ai loro leader carismatici. Quello della creazione di una struttura militare organizzata in modo razionale e obbediente ad un comando centrale fu uno dei problemi principali della neonata repubblica indonesiana. All'interno dell'esercito repubblicano prevaleva la presenza di ufficiali addestrati dai giapponesi rispetto a quelli addestrati dall'esercito olandese. Un maestro di scuola trentenne, Sudirman, venne eletto comandante in capo al primo convegno dei comandanti di divisione tenutosi a Yogyakarta il 12 novembre 1945Anthony Reid, 1974, p. 78.

La contro-rivoluzione degli Alleati