Origini e carriera iniziale Esponente della nobile famiglia degli Scotti Douglas di Piacenza, intraprese la carriera militare nel 1816, entrando nella Reale Guardia del Corpo del Regno delle Due Sicilie. Durante i regni di Ferdinando II e Francesco II, compì una regolare ascesa gerarchica che lo portò, nel 1859, a conseguire il grado di Maresciallo di Campo.
Sposò Maria Giuseppina Carlier, dalla quale ebbe diversi figli; tra questi Ferdinando, Federico e Alfonso intrapresero a loro volta la carriera militare nell'esercito borbonico.
Onorificenze e titoli Il 14 novembre 1852, Luigi Scotti Douglas ricevette un’importante onorificenza quando fu nominato Commendatore dell’Ordine del merito sotto il titolo di San Lodovico dal duca Carlo III di Borbone-Parma. L'ordine, istituito nel 1836 dalla duchessa Maria Luigia, premiava i meriti civili e militari e la nomina a Commendatore includeva, secondo gli statuti, il privilegio della nobiltà ereditaria.
Il 13 ottobre 1856, tramite regio rescritto di Ferdinando II, gli fu conferito il titolo di Conte di Vigoleno, riconoscimento legato all'antico possesso feudale della sua casata nel piacentino.
La campagna del 1860 e la battaglia del Macerone Nell'ottobre del 1860, durante la spedizione dei Mille, Scotti Douglas fu incaricato di guidare una colonna di circa 6.000 uomini negli Abruzzi per contrastare l'avanzata dell'Armata Sarda proveniente da nord.
Il 20 ottobre 1860 fu impegnato con le proprie truppe nella battaglia del Macerone (nei pressi di Isernia). Sconfitto tatticamente in breve tempo dalle truppe guidate dal generale Enrico Cialdini, fu preso prigioniero insieme al suo intero Stato Maggiore.Archivio Borbone, rif. 1597, c. 289. Documento consultabile su dgagaeta.cultura.gov.it. La caduta del Macerone fu un evento cruciale, poiché permise alle truppe piemontesi di ricongiungersi con le forze di Giuseppe Garibaldi, accelerando il collasso del Regno.
Il passaggio al Regno d'Italia
La condotta di Scotti Douglas fu aspramente criticata dagli ambienti legittimisti, che lo accusarono di scarsa perizia militare o, secondo i più critici, di tradimento. Dopo la cattura, egli manifestò la volontà di aderire alla causa unitaria.
Nel 1861 pubblicò un opuscolo difensivo, intitolato Cenni storici e politici, nel quale giustificava il proprio operato e prendeva le distanze dal passato governo borbonico. Il 25 aprile 1861 ottenne ufficialmente la pensione militare dal governo del neonato Regno d'Italia. Morì a Napoli nel 1880.
Incaricato di fronteggiare l'invasione dell'Armata Sarda proveniente da nord, il 20 ottobre 1860 fu impegnato con le proprie truppe nella battaglia del Macerone. Sconfitto sul campo, fu preso prigioniero insieme al suo intero Stato Maggiore e fu messo agli arresti da Enrico Cialdini. Successivamente, pubblicò un opuscolo nel quale si scusava di aver prestato servizio nell'Esercito delle Due Sicilie.
Il 25 aprile 1861 ottenne la pensione dal governo del neonato Regno d'Italia.
Onorificenze Onorificenza Grado Data Ordine del merito sotto il titolo di san Lodovico Commendatore 1852 Reale ordine di San Giorgio della Riunione Cavaliere di Gran Croce -
Opere Cenni storici e politici del Maresciallo di Campo Luigi Scotti Douglas, Napoli, 1861.
Note
Bibliografia Giancarlo Boeri, L'Esercito Borbonico dal 1830 al 1861, Roma, Ufficio Storico dello Stato Maggiore dell'Esercito, 1998. Roberto Maria Selvaggi, Nomi e volti di un esercito dimenticato. Gli ufficiali dell'esercito delle Due Sicilie, Napoli, Grimaldi & C. Editori, 1990. Giuseppe Buttà, Un viaggio da Boccadifalco a Gaeta, Napoli, 1882.
Voci correlate Battaglia del Macerone Enrico Cialdini Esercito delle Due Sicilie Scotti (famiglia)
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