Porto Torres (Porthudòrra in turritanoToponimo ufficiale ai sensi dell'articolo 10 della Legge n. 482 del 15.12.1999, adottato con Delibera di Consiglio Comunale n. 70 del 03.09.2010) è un comune italiano di abitanti della rete metropolitana del Nord Sardegna, della città metropolitana di Sassari e del consorzio industriale provinciale.
Fondata dai Romani nel I secolo a.C sulla foce del Riu Mannu, fu la prima colonia romana dell'isola. Antica capitale del Giudicato di Torres-Logudoro con il nome di Torres, fu di grande prestigio nel contesto sardo per molti secoli in particolare per la presenza del suo porto.
Sede episcopale fino al 1441, fu sostituita dalla città di Sassari nella funzione di principale centro urbano nel Basso Medioevo. La borgata, diventata indipendente dal punto di vista amministrativo da Sassari nel 1842, ha guadagnato ufficialmente lo status di città nel 1960.
Sede di una delle più grandi zone industriali della Sardegna, dopo il crollo del settore e il processo di deindustrializzazione legato nel frattempo all'istituzione del parco nazionale dell'Asinara, si ritrova in una fase di riconversione da polo industriale a polo turistico.
Geografia fisica Territorio
Il nucleo di Porto Torres è situato sulla parte nord-occidentale delle coste sarde, all'interno del golfo dell'Asinara in una posizione strategica. Ha un territorio di ettari, l'esatta metà dei quali sono costituiti dall'isola Piana e dall'Asinara, che è sede dell'omonimo parco nazionale; la maggior parte del territorio non isolano è caratterizzato dalla seconda pianura sarda della Nurra, fatta eccezione di alcuni colli, il più alto dei quali è monte Alvaro (), che ospita una cava a cielo aperto dove si estrae il calcare.
Il territorio è attraversato da due fiumi: il Riu Mannu, che spezza l'agglomerato urbano fornendo un confine naturale fra la zona industriale e il centro abitato e sfocia nelle zone del ponte romano direttamente sulla spiaggia della Marinella, e il Fiume Santo, che delimita i confini del comune a ponente. Nel suo territorio è presente lo stagno di Gennano, situato nella zona industriale di Porto Torres, la più ampia della Sardegna con la sua superficie di . Presenta una particolare costa: a est si estende il litorale di Platamona, mentre lungo la cittadina sono presenti molte scogliere di tufo con falesie superiori ai , interrotte soltanto da spiagge come Balai, lo Scogliolungo e la Renaredda. Il territorio comunale è delimitato a nord dal golfo dell'Asinara e per i restanti punti cardinali confina esclusivamente con Sassari.
Clima Il clima è di tipo mediterraneo (classificazione dei climi di Köppen Csa); caldo e temperato e mitigato dalla vicinanza al mare. In inverno esiste molta piovosità rispetto all'estate che invece ha tendenza alla siccità. La temperatura media annuale di Porto Torres è e il valore di piovosità media annuale è stimato attorno ai . Nel mese di agosto, ovvero il mese più caldo dell'anno, la temperatura media è di . Il mese più freddo dell'anno è solitamente gennaio con la sua media di . La temperatura annuale dell'acqua è in media di . Intorno al 19 di agosto l'acqua raggiunge la più alta temperatura dell'anno con circa . Intorno al 2 di febbraio invece si manifestano le più basse temperature medie dell'acqua che si attestano circa sui . Per tutto il territorio dell'isola dell'Asinara è in servizio la stazione meteorologica dell'Asinara.
Origini del nome
Con la fondazione ufficiale del centro urbano nel 46 a.C. la neonata urbe venne battezzata con il nome di Colonia Iulia Turris Libisonis. Il toponimo è composto da Turris, cioè "torre" in latino, e dal nome Libisonis, di sicura connessione con la denominazione antica del Nord Africa (Libya), regione che ha avuto fin da età preistorica una rilevante continuità di rapporti con la Sardegna.
Nel periodo post-romano Porto Torres era nota semplicemente come Turris, che presto venne corrotto trasformandosi in Torres. Durante la dominazione aragonese data la sua principale funzione di approdo portuale in funzione di Sassari era semplicemente chiamata come lo Port in catalano antico. Nel XVII secolo accanto alla denominazione catalana port de torres si utilizza anche quella castigliana di puerto de torres o puerto torres.ASCSS, Archivio Antico, B. 13, f. 1, c. 14. In epoca preunitaria il paese era già indicato nei documenti con l'attuale denominazione, sebbene fosse conosciuto anche con il nome di Portotorre. Questo toponimo deriverebbe dall'associazione fra il porto dell'epoca e la torre aragonese costruita nel 1325. Il paese, finalmente, il 16 febbraio 1960 venne insignito del titolo onorifico di città e, da allora, il nome ufficiale è Porto Torres.
Porto Torres è nota come Poltu Tòrra in castellanese, Poltu Tùrri in gallurese e Portu Tùrre in sardo. Il nome riportato privo di spaziatura fra le due parole rimane vivo nella denominazione ufficiale in lingua sassarese, ovvero Posthudòrra.
Storia
Rinvenimenti paleontologici, preistoria ed età del bronzo/nuragica Nei pressi di Fiume Santo sono stati rinvenuti diversi resti di animali risalenti al tardo Miocene, circa 9 milioni di anni fa. La frequentazione umana sui territori di Porto Torres è attestata già nel periodo prenuragico
nel territorio comunale sono presenti diversi nuraghi: Nuraghe Nieddu, Nuraghe Minciaredda, Nuraghe monte aiveghe, Nuraghe Sant'elena, Nuraghe Ferralis, ecc.
Periodo romano Nel 46 a.C venne fondata la Colonia Iulia Turris Libisonis. Importante fu il Flumen TurritanumNome antico riportato negli infopoint turistici a cura del Comune di Porto Torres., navigabile per alcuni chilometri. Grazie alla costruzione del ponte romano nel I secolo d.C. si poté collegare la città direttamente con i vasti campi di frumento della Nurra e con i vicini giacimenti minerari.
Periodo medievale Prima della caduta dell'Impero romano d'Occidente la città di Turris fu conquistata dai Vandali. La dominazione durò fino al 533. Sconfitti i Vandali vi si insediarono i Bizantini e in quel periodo Turris era residenza di possessores e decuriones (esattori di tasse). Molto probabilmente era presente anche un curator urbis, ovvero un funzionario cittadino nominato dal vescovo.
La minaccia dei Longobardi portò Turris a predisporre pesanti difese e a ospitare contingenti militari. Dopo l'interruzione dei contatti con Costantinopoli nel corso del IX e del X secolo vennero a formarsi i quattro giudicati sardi, tra cui il Giudicato di Torres-Logudoro, con capitale iniziale proprio Torres. La città era ancora il secondo centro dell'isola politicamente, religiosamente e per dimensioni demografiche. Intorno al 1065 su iniziativa del Giudice Comita fu edificata la Basilica di San Gavino, cattedrale fino al 1441. In questo periodo la città di Torres iniziò il suo declino a causa della malaria e delle costanti incursioni piratesche che iniziarono ad affliggere le città costiere portando la popolazione a ritirarsi nell'entroterra rifugiandosi in luoghi come il vicino villaggio di Sassari, che proprio in questo periodo iniziò la sua ascesa nel diventare il maggiore centro del Nord-ovest. Nelle fasi finali del giudicato fu proprio Sassari a divenire la capitale (prima ancora vi fu Ardara, scelta sempre per gli stessi motivi). Il Giudicato di Torres cessò di esistere nel 1259. Dopo la dissoluzione la città venne assorbita dal libero comune di Sassari, che ebbe vita breve poiché con l'arrivo della flotta di Alfonso IV d'Aragona divenne uno Stato vassallo del nascente Regno di Sardegna e Corsica. Tale subordinazione divenne ufficiale il 4 luglio 1323, dando il via alla lunga dominazione aragonese che plasmò la città.
Il Regno di Sardegna e il periodo spagnolo/sabaudo Già nel periodo giudicale Torres cadde in un profondo oblio: da capitale del regno e sede arcivescovile divenne pressoché disabitata. Nel 1538 il corsaro Barbarossa saccheggiò e depredò la Basilica di San Gavino. Nel 1571 re Filippo I ordinò di costruire sui litorali della Sardegna delle torri di guardia contro l'invasione degli ottomani, le quali arrivarono complessivamente a un numero di centocinque strutture (nell'attuale territorio di Porto Torres furono costruite la torre di Abbacurrente, la torre di Trabuccato, la torre della Finanza, la torre di Cala d'Arena e la torre di Cala d'Oliva). Dal 1598 al trono di Spagna e re di Sardegna salì Filippo II. Nel 1621 a Filippo II succedette il figlio Filippo III di Spagna, che regnò sino al 1665. Alla sua morte gli succedette Carlo II di Spagna. Nel frattempo, le medesime galee che nel 1623 avevano assalito Posada tornarono a colpire le coste sarde nel 1627. In tale occasione saccheggiarono per la seconda volta la Chiesa di San Gavino, trafugando dalla cripta le lampade d'argento destinate all'illuminazione. ASCSS, Archivio Antico, B. 11, f. 1, c. 442v. Di fronte all'emergenza, il Consiglio Minore di Sassari inviò degli archibugi da distribuire agli abitanti della zona, rimasti disarmati all'arrivo delle imbarcazioni provenienti da Biserta.ASCSS, Archivio Antico, B. 11, f. 1, c. 239v. Per respingere l'attacco delle galee, sbarcate nei pressi di San Gavino descabexado,ASCSS, Archivio Antico, B. 11, f. 1, cc. 313-321v. furono acquistate dal munizioniere reale, Pietro Moros de Molinos, munizioni, archibugi, polvere da sparo, pallottole e micce. ASCSS, Archivio Antico, B. 11, f. 1, cc. 255v-256v. Nel 1700 Carlo II morì senza lasciare eredi. Per suo volere testamentario fu nominato Re di Spagna Filippo V. Nel frattempo Carlo d'Asburgo si stabilì a Barcellona e nel 1703 si fece nominare anch'egli re di Spagna con il nome di Carlo III. In tutto il regno ci furono due fazioni favorevoli per l'uno o per l'altro sovrano. Nel 1708 dopo una sanguinosa battaglia fu conquistata Cagliari e il vincitore Carlo III, diventato sia imperatore d'Austria sia Re catalano/aragonese, nominò viceré un suo fiduciario. L'isola di conseguenza divenne austriaca ufficialmente nel 1713, rimanendo tale sino a quando con un nuovo trattato la si cedette ai Savoia. Nel 1713 fu firmato un trattato dove si stabilì che Filippo V poteva continuare a essere Re di Spagna cedendo però parte dei territori del suo regno. La Sardegna fu ceduta agli Asburgo e la Sicilia e una parte del milanese ai Savoia. Filippo V di Spagna comunque non accettò il trattato e con una spedizione militare occupò la Sardegna e la Sicilia. Nel 1717 con una flotta e un esercito di uomini arrivò a Porto Torres costringendo i sassaresi alla resa, subordinandoli nuovamente al controllo spagnolo.
Nel 1718 fu firmato un nuovo armistizio stabilendo che la Sardegna anziché la Sicilia fosse data ai Savoia. L'accordo, ratificato a L'Aia nel 1720, fece abbandonare ai Savoia la Sicilia per prendere possesso della Sardegna costituendo il nuovo Regno di Sardegna. Nel 1756 Carlo Emanuele III approvò il restauro del porto. Nel 1765 l'opera di restauro venne bloccata per mancanza di fondi. Nel 1766 si procedette comunque al recupero della torre del porto. Il porto nel frattempo, mai restaurato completamente, andava rovinandosi fino a diventare parzialmente inagibile. Nel 1791 si fece ricorso a Vittorio Amedeo III per l'anticipazione dei fondi da elargire per intraprendere le operazioni di riqualificazione.