Montechiarugolo (AFI: ; Monc'rùggol in dialetto parmigiano) è un comune italiano di abitanti della provincia di Parma in Emilia-Romagna. Fa parte dell'Unione Pedemontana Parmense.
Montechiarugolo è un comune policentrico, articolato in cinque frazioni, ognuna sede di consulta frazionale: Basilicagoiano, Basilicanova, Montechiarugolo, Monticelli Terme e Tortiano. La sede amministrativa è collocata nella piccola località che dà il nome al comune, antica capitale della contea torelliana.
Geografia fisica Montechiarugolo sorge in posizione pre-collinare ai piedi dei primi rilievi appenninici, sulla sponda sinistra del torrente Enza che segna il confine con la provincia di Reggio Emilia...
Clima
Il clima di Montechiarugolo è tipicamente continentale. Per quanto riguarda le temperature, si passa dalle medie massime di 28,7 °C di luglio alle medie minime di -1,5 °C di gennaio. Per quanto riguarda la piovosità, in luglio cadono mediamente 45 mm di pioggia, mentre in novembre ne cadono 101 mm.
Origini del nome Il toponimo deriva probabilmente dal latino Mons Clariculus, ossia "Monte chiaro, spoglio di alberi"; in epoca medievale la località era nota come Monticulus rivulus, ossia "Montecchio rivolo", ma anche nelle forme di Monticulo Rivulo, Monticuli Rivuli,. Monticuli Reguli, Monte Clerevulo, Monteclariculo e Monteclaruguli.
Storia I più antichi insediamenti umani nella zona di Montechiarugolo sorsero già nel Paleolitico e nel Neolitico, mentre nei pressi dell'abitato di Basilicanova i Terramaricoli fondarono durante l'età del bronzo un villaggio su palafitte..
In seguito il territorio fu occupato dai Liguri, ai quali subentrarono intorno al 187 a.C. i Romani.
Il borgo medievale di Montechiarugolo sorse probabilmente nel X secolo, in seguito ai disboscamenti eseguiti dai monaci agostiniani dell'abbazia di Santa Felicola, menzionata per la prima volta nel 924.
Nel 962 il territorio fu assegnato al vescovo di Parma Oberto dall'imperatore del Sacro Romano Impero Ottone I di Sassonia; la diocesi mantenne il controllo del territorio fino al 1106, quando subentrò il Comune di Parma, che alcuni anni dopo lo cedette ai conti Sanvitale..
Nel 1121 la casata edificò l'originario castello difensivo; nel 1255 il feudo pervenne al conte Guido Anselmo, il cui ramo fu in seguito conosciuto col nome di Guidanselmi..
Nel 1313 il conte Giovannino Sanvitale, tradendo i guelfi parmigiani, si alleò col signore di Milano Matteo I Visconti; aiutato dai Baratti e dai da Palù, si ribellò al Comune di Parma e iniziò a compiere una serie di scorrerie nel territorio, incendiando anche dell'abbazia di Santa Felicola; il podestà cittadino e Giberto III da Correggio assediarono il castello, costringendo gli insorti alla resa; il maniero e il vicino borgo furono completamente rasi al suolo, mentre fu risparmiata soltanto la chiesa di San Quintino..
Nei decenni seguenti il paese seguì le sorti del Comune di Parma; nel 1316 Giberto fu cacciato dalla città, di cui si impossessò nel 1335 il signore di Verona Mastino II della Scala; nel 1341 la riconquistò Azzo da Correggio, che nel 1344 la alienò al marchese di Ferrara Obizzo III d'Este; quest'ultimo nel 1346 la rivendette infine al signore di Milano Luchino Visconti..
Nel 1402, dopo la morte di Gian Galeazzo Visconti, Ottobuono de' Terzi prese possesso di Parma, allontanandone i Rossi, che per reazione iniziarono a compiere una serie di scorrerie in tutto il Parmense; Montechiarugolo fu depredata nel 1403. e conquistata nel 1404 dai da Correggio, alleati rossiani, ma pochi giorni dopo ripresa dai Terzi;. nel 1406 Ottobuono convinse il duca Giovanni Maria Visconti ad assegnare al condottiero Guido Torelli il feudo di Montechiarugolo, comprendente anche le località di Monticelli, La Villa, Martorano, Marano, Tortiano, Basilicagoiano, Pecorile e Lesignano..
Il duca Filippo Maria Visconti confermò a Guido l'investitura nel 1415. e nel 1420,. mentre nel 1428 elevò al rango di contea il feudo..
Nel 1500, dopo la conquista del ducato di Milano da parte dei Francesi, il re Luigi XII, con l'intento di punire il conte Cristoforo II Torelli per l'appoggio dato al Ludovico il Moro, inviò a Montechiarugolo le truppe guidate da Gian Giacomo Trivulzio, che attaccarono il castello e depredarono il borgo adiacente; il condottiero consegnò il maniero ad Antoine de Gimel,. ma quattro anni dopo Francesco, fratello di Cristoforo, riacquistò la contea.
Nel 1551, durante la guerra di Parma, che oppose il duca Ottavio Farnese, appoggiato dal re di Francia Enrico II, e il papa Giulio III, alleato dell'imperatore del Sacro Romano Impero Carlo V d'Asburgo, il castello e il borgo furono nuovamente attaccati e occupati; al termine del conflitto i Torelli ne rientrarono in possesso.
Nel 1612 il conte Pio Torelli fu accusato, insieme alla contessa Barbara Sanseverino, al conte Orazio Simonetta, al marchese Girolamo Sanvitale, al conte Alfonso II Sanvitale, al conte Gian Battista Masi, alla marchesa Agnese Argotta e a molti altri nobili del Parmense, di aver preso parte alla presunta congiura ai danni del duca Ranuccio I Farnese, che ne ottenne la condanna a morte e la confisca di tutti i beni; il feudo di Montechiarugolo fu definitivamente assorbito dalla Camera Ducale di Parma e subì una lenta decadenza.
Il 4 ottobre del 1796 il maniero fu al centro di uno scontro di modeste dimensioni ma grande risonanza, noto come battaglia di Montechiarugolo: un gruppo di miliziani appartenenti all'esercito austriaco, in fuga dalle truppe napoleoniche che avevano assediato la città di Mantova, si diresse verso il Granducato di Toscana; la neonata Repubblica Reggiana inviò una spedizione che, con l'aiuto di alcuni soldati francesi, costrinse i nemici a cercare un riparo nel castello di Montechiarugolo, ove avvenne lo scontro armato, al cui termine gli austriaci furono costretti alla resa. Napoleone in persona commemorò i due reggiani caduti in battaglia ed elogiò l'impresa, che probabilmente rappresentò la prima avvisaglia del Risorgimento Italiano.
Nel 1806, dopo l'annessione del ducato di Parma e Piacenza all'Impero francese, Montechiarugolo divenne sede del nuovo comune (o mairie), comprendente le frazioni di Monticelli, Basilicanova, Basilicagoiano, Tortiano, Piazza, Sant'Ermanno e Pariano.
Alcuni anni dopo l'Unità d'Italia, il territorio di Montechiarugolo accrebbe la propria importanza grazie alla realizzazione del ponte sul torrente Enza e, nel 1901, della diramazione per Montecchio della tranvia Parma-Traversetolo, che consentirono un più rapido collegamento con le città di Parma e Reggio Emilia; vi sorsero alcune industrie, prevalentemente del settore agro-alimentare, tra cui la Mutti nella località di Piazza di Basilicanova.
Durante la seconda guerra mondiale, tra il giugno 1940 e l'estate del 1943, un'ala del castello di Montechiarugolo fu riadattata a ospitare un campo di internamento civile maschile, uno di tanti attivati dalle autorità fasciste per accogliere i "sudditi di paesi nemici" presenti sul territorio nazionale, inclusi numerosi profughi ebrei.
Simboli
Nello stemma è rappresentato il torello rampante della famiglia Torelli e il biscione dei Visconti (dai quali i Torelli ricevettero la contea di Montechiarugolo nel 1406), con sovrastante corona simbolo della contea.
Il gonfalone è un drappo di azzurro.
Monumenti e luoghi d'interesse Architetture religiose Chiesa di San Quintino
Menzionata per la prima volta nel 1230, la chiesa romanica fu quasi completamente ricostruita in stile neoromanico tra il 1901 e il 1910 su progetto dell'architetto Camillo Uccelli, conservando dell'edificio originario soltanto la zona absidale e il campanile; colpita dal terremoto del 2008, fu restaurata e consolidata strutturalmente nel 2014; il luogo di culto conserva al suo interno varie opere di pregio, tra cui la pala d'altare settecentesca, alcune statue e, nel locale attiguo al presbiterio, una serie di affreschi quattrocenteschi..
Abbazia di Santa Felicola
Costruita nell'XI secolo dagli agostiniani intorno all'oratorio di Santa Felicola menzionato per la prima volta nel 924, l'abbazia fu elevata a sede di priorato nel 1018; quasi completamente distrutta da un incendio durante gli scontri che nel 1313 opposero il conte Giovannino Sanvitale a Giberto III da Correggio e al podestà di Parma, fu abbandonata alcuni anni dopo la peste nera del 1348; riassegnata intorno alla metà del XV secolo ai Canonici Regolari Lateranensi, fu ceduta nel 1789 o 1793 all'ospedale della Misericordia di Parma; acquistata agli inizi del XIX secolo dal conte Giuseppe Simonetta di Torricella, fu trasformata in residenza privata, sede di una vasta tenuta agricola; ereditata dal conte Luigi Sanvitale Simonetta, fu alienata nel 1917 all'imprenditore agricolo Brandino Vignali, che avviò importanti lavori di modernizzazione dell'azienda agraria. La struttura, benché modificata più volte nei secoli, conserva varie testimonianze delle sue origini romaniche, tra cui la chiesa e il porticato est della corte, retto da colonnine binate; l'ala residenziale sud-est, circondata su due lati dal grande parco, presenta varie sale coperte da volte...
Convento di Santa Maria delle Grazie
Edificato in forme rinascimentali tra il 1489 e il 1523 per volere del conte Marsilio Torelli, il convento, donato ai francescani dalla contessa Damigella Trivulzio, vedova del conte Francesco, fu confiscato nel 1811 in seguito alla soppressione degli ordini religiosi sancita da Napoleone; utilizzato quale caserma militare e successivamente fabbrica di polvere da sparo, fu alienato nel 1870 a privati; ereditato dai salesiani nel 1914, il complesso, dopo la ricostruzione in stile neoclassico della chiesa, nel 1922 fu adibito a istituto di avviamento agrario e ampliato tra il 1933 e il 1947; divenuto nel 1964 sede di scuola media, fu chiuso nel 2002 a causa del drastico calo del numero di iscritti e acquistato da una società immobiliare costituita da un gruppo di ex allievi, che riaprì per alcuni anni l'istituto, poi fallito nel 2014; la chiesa, elevata nel 1962 a santuario diocesano intitolato a santa Maria Ausiliatrice, conserva al suo interno una statua lignea della Madonna col Bambino, realizzata da scultori della Val Gardena.
Oratorio del Romito
Edificato originariamente dai frati agostiniani della vicina abbazia di Santa Felicola tra l'XI e il XII secolo, l'oratorio, dedicato all'Annunciazione della Beata Vergine, fu donato dalla contessa Domitilla Trivulzio ai francescani del vicino convento di Santa Maria delle Grazie; profondamente degradato, fu completamente demolito dopo alcuni anni; ricostruito dai frati tra la fine del XVII e l'inizio del XVIII secolo, fu confiscato nel 1811 in seguito alla soppressione degli ordini religiosi sancita da Napoleone e alienato con le terre annesse dapprima nel 1817 al capitano Egidio Rossini, successivamente nel 1843 al giudice Remigio Villa e infine nel 1867 al conte Antonio Costerbosa; restaurato per volere del nuovo proprietario e della figlia Faustina, moglie del marchese Antonio Lalatta, fu adibito a cappella privata della villa La Vignazza; consolidato strutturalmente verso la fine del XX secolo, il luogo di culto conserva nel presbiterio alcuni affreschi tardo-seicenteschi.
Chiesa di Santo Stefano a Basilicagoiano
Edificata originariamente prima del 1169 per volere, secondo la tradizione, del vescovo di Piacenza, la pieve di Basilicagoiano fu completamente ricostruita in stile rinascimentale nel XVI secolo; modificata nel 1717 con l'aggiunta delle quattro cappelle laterali barocche a pianta ottagonale, fu arricchita della facciata neorinascimentale tra il 1936 e il 1937; al suo interno conserva due dipinti settecenteschi, un affresco staccato risalente al 1481 e un organo seicentesco..
Chiesa di San Donnino a Monticelli Terme