Esperia è un comune italiano di abitanti della provincia di Frosinone nel Lazio.

Geografia fisica Territorio Il territorio comunale è il secondo più esteso della provincia, comprendendo le vette montagnose alle spalle della cittadina costiera di Formia (LT). È per lo più montuoso e boscoso con un'ampia escursione di quota: dai 300 ai della vetta del monte Forte. Il centro abitato, a , si trova alle pendici del monte Cecubo.

Clima Classificazione climatica: zona D, 1811 GG

Origini del nome Il toponimo Esperia risale al 1867, quando le attuali frazioni si unirono in un'unica amministrazione e Roccaguglielma venne scelta come sede municipale. Il nome scelto per la nuova realtà amministrativa indica l'astro Espero, ovvero il nome con cui gli antichi Greci indicavano la penisola italiana. Un'altra ipotesi vuole che il nome "Esperia" derivi dalla parola "spera", che indica i raggi solari. Un'altra ipotesi ancora vuole invece che il nome sia dovuto allo “sperone” alle cui pendici è posto il paese. Non è comunque da escludere che il toponimo faccia riferimento a entrambe le parole.

Storia Alcuni studiosi fanno risalire i primi insediamenti sul territorio esperiano o all'epoca preromana e romana (come nel caso della vicina Interamna Lirenas) o all'epoca tardo-antica; certa è invece la creazione di borghi nell'area voluta da Montecassino nel X secolo. La popolazione, che prima di allora abitava in piccoli insediamenti sparsi sul territorio, fu fatta progressivamente convogliare nei pressi di San Pietro e di San Paolo della Foresta, due monasteri benedettini costruiti per sostituire l'antico Santo Stefano, distrutto nel IX secolo dai Saraceni.

Nel XII secolo il normanno Guglielmo di Blosseville fece confluire la popolazione, sempre da insediamenti locali, nel castrum sul monte Cecubo da lui voluto. Il castello prese il nome di Roccaguglielma e aveva il fine di controllare il passo che permette di giungere da Pontecorvo e Aquino, città dei Normanni, a Gaeta senza dover passare per Cassino.

Nei secoli la collocazione strategica di Roccaguglielma e del suo feudo ne fece un territorio spesso conteso. Tra le famiglie nobili che ne presero possesso si ricordano gli Spinelli, che nel XIV secolo realizzarono molte opere edilizie, i della Rovere e i Farnese. A Roccaguglielma è documentata nel Cinquecento la presenza di un piccolo nucleo di ebrei insediato nella zona di Portella. Nel 1497 e nel 1503 il centro e il suo territorio subirono pesanti distruzioni a opera del generale spagnolo Gonzalo Fernandez de Cordoba. Il periodo più florido fu tra il XVI e il XVII secolo. Nel 1636 il feudo fu devoluto alla camera regia. Nel 1654, a seguito di un violento terremoto, si ebbe una nuova devastazione.

L'esperiano Clino Roselli ebbe parte attiva nella Repubblica Partenopea, ma venne giustiziato dai Borbonici nel 1799. Erano gli anni di maggiore diffusione locale del brigantaggio, che aveva forte presa sulla popolazione rurale spesso in funzione anti-napoleonica; agirono sul territorio l'itrano Fra Diavolo nel periodo napoleonico e Chiavone nel periodo post-unitario. Sotto il governo di Manuel Cerrito, si realizzò una nuova sistemazione amministrativa del territorio: Roccaguglielma fu separata dalle attuali frazioni di Esperia inferiore e Monticelli che costituirono il comune di San Pietro in Curolis. Dopo l'unità d'Italia, nel 1867, Roccaguglielma e San Pietro si fusero e presero il nome di Esperia. Con il declino delle opportunità date da un'economia rurale, Esperia iniziò a spopolarsi progressivamente.

Esperia si trova lungo quella che fu la linea Gustav durante il secondo conflitto mondiale: il territorio fu più volte bombardato, la popolazione fuggì ma ci furono comunque ingenti perdite. Lo sfondamento del fronte avvenne proprio a Esperia per opera delle truppe franco-maghrebine, le quali commisero le marocchinate, episodi di violenza sulla popolazione locale che portarono allo stupro di 700 donne locali. Per questi episodi di sofferenza, al comune fu conferita l'onorificenza della medaglia d'oro al merito civile.

Simboli

Il gonfalone è un drappo partito di bianco e di azzurro.

Onorificenze

Monumenti e luoghi d'interesse

Architetture religiose Chiesa di Santa Maria Maggiore; nella chiesa, situata a Esperia superiore, si possono ammirare un'opera del pittore Taddeo Zuccari, la statua lignea del protettore San Clino Abate, che si dice riprenda i lineamenti di Clino Roselli, e un bassorilievo del 1521. Chiesa della Madonna di Loreto; nella chiesa barocca si conserva una Madonna lignea risalente al XVI secolo e due opere del pittore Luca Giordano. Chiesa di Santa Maria di Montevetro, con affreschi del XV secolo. Chiesa di San Donato.

Architetture militari Castello.

Architetture civili Palazzo baronale Spinelli.

Altro Orme di dinosauro di diverse specie; scoperte recentemente (2006) in località San Martino, sono attualmente in fase di studio. Risalgono presumibilmente a 250 milioni di anni fa.

Cippo di età borbonica.

Aree naturali Parco naturale dei Monti Aurunci.

Società Evoluzione demografica

Religione La parrocchia di Esperia rientra nella zona pastorale di Pontecorvo nell'ambito della diocesi di Sora-Cassino-Aquino-Pontecorvo.

Cultura Istruzione Scuole Nel territorio comunale al 2026 sono presenti 3 scuole dell’infanzia (asilo), 2 scuole primarie (elementari) e 1 scuola secondarie di primo grado (medie), organizzate in un unico Istituto Comprensivo.

Musei Museo del carsismo, che illustra la storia geologica del territorio, dalla formazione delle rocce ai fenomeni naturali che le hanno modellate, con particolare accento sul rapporto tra l'uomo e le grotte carsiche nel corso dei secoli.

Economia Di seguito la tabella storica elaborata dall'Istat a tema "Unità locali", intesa come numero di imprese attive, ed addetti, intesi come numero di addetti delle imprese locali attive (valori medi annui). +201520142013Numero imprese attive% Provinciale Imprese attive% Regionale Imprese attiveNumero addetti% Provinciale Addetti% Regionale AddettiNumero imprese attiveNumero addettiNumero imprese attiveNumero addettiEsperia1400,42%0,03%2510,24%0,05%147259145261Frosinone7,38%6,92%Lazio Nel 2015 le 140 imprese operanti nel territorio comunale, che rappresentavano lo 0,42% del totale provinciale ( imprese attive), hanno occupato 251 addetti, lo 0,24% del dato provinciale; in media, ogni impresa nel 2015 ha occupato poco meno di due addetti (1,79).

Agricoltura

Allevamento Esperia dà il nome ad una razza di pony, il Pony di Esperia – originaria dei monti Aurunci ed Ausoni, che viene allevato allo stato brado, senza mai venire ricoverato in stalla, ed è quindi un pony molto rustico e frugale e resistente alle avversità. L'altezza minima al garrese è di 138 cm nei maschi e di 132 cm nelle femmine, mentre la circonferenza dello stinco è di 19 cm nei maschi e di 18 cm nelle femmine.

Amministrazione Nel 1927, a seguito del riordino delle circoscrizioni provinciali stabilito dal regio decreto n. 1 del 2 gennaio 1927, per volontà del governo fascista, quando venne istituita la provincia di Frosinone, Esperia passò dalla provincia di Caserta (all'epoca denominata provincia di Terra di Lavoro) a quella di Frosinone.

Altre informazioni amministrative È sede della XIX Comunità Montana "L'Arco degli Aurunci" e fa parte del Parco naturale dei Monti Aurunci.

Note

Bibliografia

In Gli Ebrei a Fondi e nel suo territorio, Atti del Convegno, Fondi, 10 maggio 2012, a cura di G. Lacerenza, Napoli, 2013, pp. 89-161.

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