Il concerto per pianoforte e orchestra n. 13 in Do maggiore K 415/387b fu completato da Wolfgang Amadeus Mozart a Vienna nella primavera 1783. Stabilitosi nella capitale asburgica come compositore e pianista indipendente, Mozart organizzava periodicamente concerti destinati ai propri abbonati, riscuotendo notevole successo.

Storia Contesto Dopo essersi stabilito a Vienna nel 1781, Mozart intraprese l'attività di musicista indipendente, rinunciando a un impiego stabile presso una corte e, a metà degli anni '80, si trovava nel periodo di maggiore affermazione della propria carriera, sia come compositore che come pianista. Mozart sosteneva la propria attività attraverso diverse fonti di reddito, fra cui il mecenatismo, le commissioni operistiche, la pubblicazione delle proprie opere, l'insegnamento privato e l'organizzazione di concerti. Fra queste, le esecuzioni pubbliche dei suoi concerti per pianoforte rappresentavano la principale risorsa economica e uno dei mezzi più efficaci per consolidare la propria reputazione artistica.

Poiché durante la quaresima e l'avvento la programmazione operistica era ridotta, questi due periodi erano comunemente scelti dai compositori per presentare nuovi lavori strumentali. Mozart dunque organizzò, negli anni, una serie di accademie per sottoscrizione, cioè concerti su abbonamento destinati a raccogliere fondi a beneficio del compositore, esibendosi in numerose occasioni che contribuirono ad accrescere la sua notorietà presso il pubblico viennese e favorendo l'acquisizione di nuovi allievi e committenti. Complessivamente, Mozart tenne quattro concerti in abbonamento nel 1784 e dieci nel 1785. Inoltre, si esibì in salotti privati almeno diciotto volte nel 1784 e cinque volte nel 1785..

Il fatto di scrivere per sé come solista gli consentì di non dover adattare la parte pianistica alle caratteristiche tecniche di altri esecutori, come era invece avvenuto in diversi concerti risalenti agli anni del periodo salisburghese. Ne derivò una maggiore libertà compositiva, evidente sia nella scrittura pianistica, sia nell'organizzazione formale delle idee, che riflettono in modo diretto la concezione musicale del compositore.

Composizione, prima esecuzione e pubblicazione Il concerto per pianoforte e orchestra n. 13 appartiene, insieme ai concerti n. 11 e n. 12, al gruppo di tre concerti destinati alle accademie per sottoscrizione della quaresima 1783. Mozart organizzava personalmente questi concerti affittando sale, ingaggiando strumentisti e vendendo biglietti, con un approccio imprenditoriale del tutto nuovo per l'epoca.

La composizione fu eseguita per la prima volta al Burgtheater di Vienna, con Mozart stesso come solista e direttore, alla presenza dell'imperatore Giuseppe II d'Asburgo-Lorena, ma le fonti non concordano sulla data, riportando sabato 22 o domenica 23 marzo 1783. In una lettera di Mozart a suo padre Leopold del 12 marzo, il compositore scrisse: «Ieri mia cognata Lange ha tenuto il suo concerto a teatro, nel quale ho suonato anch'io. La sala era gremitissima e sono stato nuovamente accolto dal pubblico in modo così straordinario che non posso che provare una vera soddisfazione. Ero già uscito ma il pubblico non smetteva di applaudire e fui costretto a ripetere il rondò. Fu davvero una pioggia di applausi. È un buon auspicio per il mio concerto, che terrò domenica 23 marzo».

Tuttavia, una cronaca pubblicata il successivo 26 marzo riportò che: «Sabato il famoso cavaliere Mozart ha tenuto un'accademia musicale a suo esclusivo beneficio presso il Teatro Nazionale, durante la quale sono stati eseguiti solo brani di sua composizione, che sono comunque molto popolari. L'accademia ha ricevuto un'accoglienza straordinariamente calorosa. I due nuovi concerti e le ulteriori fantasie che il cavaliere Mozart ha suonato al fortepiano sono stati accolti con grandissimi applausi. Il nostro imperatore, che contrariamente alle sue abitudini ha onorato l'intero concerto con la sua presenza, e tutto il pubblico, gli ha tributato un applauso unanime come non se ne erano mai visti qui. Gli incassi sono stati stimati in 1600 fiorini». L'articolo afferma che l'accademia si tenne di sabato, quindi il 22 marzo. I musicologi ritengono possibile che la data prevista da Mozart, il 23 marzo, sia stata anticipata e che il concerto si sia in realtà svolto il 22. In questo caso il giornalista, scrivendo dopo l'evento, potrebbe essere un testimone più attendibile del compositore, che scrisse prima.

Nella concezione dei tre concerti Mozart cercò un equilibrio fra le esigenze del pubblico più esperto e quelle degli ascoltatori meno specializzati. In una lettera a suo padre Leopold del 28 dicembre 1782, riferendosi a queste tre composizioni, scrisse infatti: «I concerti sono una via di mezzo fra il troppo facile e il troppo difficile; sono assai brillanti, piacevoli a udirsi e naturali, senza essere banali. Qua e là ci sono spunti apprezzabili soltanto dai conoscitori, ma questi passaggi sono scritti in modo che anche i meno colti possano essere soddisfatti, senza sapere il perché». Nel 1783 Mozart propose inoltre i tre concerti per la vendita in abbonamento sotto forma di partiture manoscritte. L'offerta prevedeva la possibilità di eseguire le opere non soltanto con l'organico orchestrale completo, ma anche in una versione destinata a un contesto cameristico, peculiarità che ne ampliava la fruizione sia fra i musicisti professionisti che fra i semplici amatori.

Sul quotidiano Wiener Zeitung apparve più volte il seguente annuncio: «Il direttore musicale, signor Mozart, annuncia al suo stimatissimo pubblico la pubblicazione di tre nuovi concerti per tastiera, appena completati. Questi tre concerti, che possono essere eseguiti sia con una grande orchestra con strumenti a fiato, sia con un'orchestra di quattro strumenti, ovvero con due violini, una viola e un violoncello, saranno pubblicati per la prima volta all'inizio di aprile di quest'anno e saranno forniti, con copie di pregio e sotto la sua supervisione, esclusivamente a coloro che si saranno abbonati. Si comunica inoltre che, a partire dal 20 di questo mese e fino alla fine di marzo, i biglietti di abbonamento saranno disponibili presso di lui al prezzo di 4 ducati»..

Mozart deve aver inizialmente incontrato un'inaspettata difficoltà nella vendita dei biglietti dal momento che, il 22 gennaio 1783, lamentò che l'annuncio, apparso «per la terza volta sul Wiener Zeitung», non aveva evidentemente trovato grande riscontro. Da una lettera alla baronessa Martha Elisabeth von Waldstätten del 15 febbraio si evince il suo disappunto per la lentezza nelle vendite. Il compositore, che era già in difficoltà finanziarie, scrisse infatti alla nobildonna riguardo un prestito che doveva restituire: «Non posso pagare ora, nemmeno la metà! Se avessi immaginato che la sottoscrizione dei miei concerti sarebbe stata così lenta, avrei accettato di rimborsare il prestito in un periodo più lungo!».

L'accademia del 22/23 marzo 1783 venne descritta da Mozart, il successivo 29 marzo, in una lettera a suo padre Leopold: «Credo non sia necessario dilungarmi troppo sul successo del mio concerto, forse ne avrete già sentito parlare abbastanza. Basti dire che il teatro non avrebbe potuto essere più pieno e che tutti i palchi erano occupati. Ma ciò che mi ha fatto più piacere è stata la presenza dell'imperatore, la sua soddisfazione e gli applausi che mi ha tributato. È sua abitudine inviare il denaro prima di recarsi a teatro, altrimenti avrei sicuramente guadagnato una somma maggiore, visto che la sua soddisfazione non aveva limiti. Mi ha fatto pervenire 25 ducati. I brani eseguiti erano questi: 1) la nuova sinfonia Haffner. 2) La signora Lange ha cantato l'aria per quattro strumenti Se il padre perdei, tratta dalla mia opera di Monaco. 3) Ho eseguito il terzo dei miei concerti in abbonamento. 4) Adamberger ha cantato la scena scritta per Baumgarten. 5) La piccola sinfonia concertante tratta dalla mia ultima opera. 6) Ho suonato il concerto in Re maggiore, che qui è piaciuto molto, dal quale ti ho inviato la variazione del rondò. 7) La signorina Täuber ha cantato la scena Parto, m'affretto, tratta dalla mia ultima opera milanese. 8) Ho improvvisato una fuga perché l'imperatore era presente e ho variato un'aria tratta da un'opera intitolata I filosofi. Mi hanno chiesto il bis. Ho variato l'aria Unser dummer Pöbel meint tratta da I pellegrini della Mecca. 9) Lange ha cantato il nuovo rondò composto da me. 10) L'ultimo movimento della prima sinfonia».

Il successivo 30 marzo Mozart eseguì nuovamente il concerto per pianoforte e orchestra n. 13, ancora una volta alla presenza dell'imperatore, durante una serata organizzata della cantante Therese Teyber. Non volendo annoiare il sovrano con la stessa esperienza, Mozart aggiunse trombe e timpani per ravvivare il pezzo. La versione risultante è quella che ci è stata tramandata. La serata venne raccontata da Mozart in una lettera a suo padre Leopold del 12 aprile: «Nella mia ultima lettera avrete letto che dovevo ancora suonare in un concerto, precisamente in quello della signorina Teyber. C'era anche l'imperatore. Suonai il primo concerto, quello che avevo eseguito nel mio concerto. Vollero che ripetessi il rondò, così mi sedetti di nuovo. Ma, invece di ripetere il rondò, feci togliere il podio del direttore per poter suonare da solo. Avreste dovuto sentire quanto piacere procurò al pubblico questa piccola sorpresa! Non ci furono soltanto applausi, ma anche grida di "Bravo!" e "Bravissimo!". Anche l'imperatore mi ascoltò fino alla fine e, quando mi allontanai dalla tastiera, lui lasciò il palco. Era rimasto lì soltanto per ascoltare me!». Un'ulteriore esecuzione, senza trombe e timpani, ebbe luogo il 1° ottobre 1783 a Salisburgo, durante il soggiorno che Mozart fece nella sua città natale. I musicologi presumono che anche gli altri due concerti siano stati eseguiti durante i mesi trascorsi a Salisburgo, dalla fine di luglio a novembre.

Un mese dopo la prima esecuzione, con una lettera del 26 aprile, Mozart decise di proporre i tre concerti all'editore Jean Georges Sieber di Parigi, che aveva già pubblicato le sue sei sonate per pianoforte e violino: «Con la presente desidero informarla che ho pronti tre concerti per pianoforte, che possono essere eseguiti sia con un'orchestra completa di oboi e corni, sia con solo un quartetto d'archi. Artaria li inciderà. Ma lei, amico mio, ha la priorità». Tuttavia non venne raggiunto alcun accordo fra Mozart e Sieber, tanto che alla fine fu l'editore Artaria di Vienna a realizzare la prima edizione a stampa.

Da una lettera di Leopold Mozart a sua figlia Maria Anna si ricava che, in occasione di queste esibizioni, Wolfgang suonava il proprio fortepiano personale, che veniva trasportato di volta in volta dalla sua abitazione al luogo del concerto. La stessa lettera attesta inoltre che lo strumento era provvisto di una pedaliera separata, collocata sotto il fortepiano e presumibilmente impiegata per rinforzare la linea del basso: «Da quando sono qui, il fortepiano di tuo fratello è stato trasportato almeno dodici volte da casa a teatro o in un'altra abitazione. Si è fatto costruire una grande pedaliera per il fortepiano, che sta sotto lo strumento; è più lunga di tre spanne rispetto alla cassa ed è straordinariamente pesante».