La lingua tigrina (nome nativo ልሳነ-ትግራይ, Lesanne-Tigray) è una lingua semitica parlata dall'omonima etnia, presente soprattutto in Eritrea e nel nord dell'Etiopia, per l'appunto nel Tigrè. È, inoltre, parlata in Israele dagli immigrati di origine falascia. Per assonanza è facile confonderla con la lingua tigrè, parlata a ovest della regione di diffusione del tigrino. Come l'amarico, essa viene scritta con l'alfabeto ge'ez.
Diffusione In Etiopia il tigrino è la terza lingua per diffusione, subito dopo l'oromo e l'amarico, ed è la lingua principale in Eritrea. La maggior parte dei locutori si trova in Etiopia (nella regione del Tigrè), con sette milioni di locutori (sebbene sia la terza lingua più parlata nel paese), mentre in Eritrea è la lingua parlata dalla etnia tigrina ed è infatti la lingua principale del paese.
Poiché esistono molte varianti e dialetti e non c'è ancora una standardizzazione, benché le lievi differenze non precludano la comprensione reciproca, questo articolo non pretende di trattare tutte le varianti dialettali.
Fonologia Consonanti Il tigrino si presenta come una tipica lingua semitico-etiopica, con consonanti eiettive e con la presenza di sette vocali.
La tabella in basso rappresenta i fonemi della lingua.
La consonante /v/ è tra parentesi, perché ricorre solo nelle parole che recentemente sono state prese in prestito dalle lingue europee.
Bilabiale/LabiodentaleDentalePostalveolare/PalataleVelareFaringaleGlottaleOcclusivaMutaptSonorabdEiettivap't'AffricataMutaSonoraEiettivaFricativaMuta()Sonora(v)Eiettiva()NasaleApprossimanteVibrata
Vocali AnterioreCentralePosterioreAlteMedieBasse
Allofoni Le consonanti velari /k/ e /k'/ sono pronunciate come le fricative (o, nel caso di /k'/ talvolta come le affricate quando subito dopo c'è una vocale e non sono raddoppiate. Nel caso di /k'/, la fricativa o l'affricata è molto spesso pronunciata più dietro, nella posizione di articolazione delle consonanti uvulari (che in questo articolo viene rappresentata da /x'/). Questa consonante è un suono molto insolito, forse unico per il tigrino. Poiché questi due suoni sono completamente condizionati dalle consonanti vicine, possono essere considerati allofoni di /k/ e /k'/. Questo è particolarmente chiaro per le radici verbali, nelle quali una sola consonante è formata come l'uno o l'altro allofono, secondo la consonante che li precede. Per esempio, per il verbo che significa 'piangere', che ha una radice triconsonantica {bky}, ci sono forme come ምብካይ 'piangere' e በኸየ bäxäyä 'egli pianse', e per il verbo che significa rubare, {srk'}, ci sono forme come ይሰርቁ 'essi rubano' and ይሰርቕ 'egli ruba'. Quello che è molto interessante per questo paio di foni è che non sono distinguibili nell'ortografia del tigrino. Poiché questi allofoni sono completamente prevedibili, è un po' insolito che vengano rappresentate in scrittura con simboli distinti.
Sillabe Una sillaba nel tigrino è formata da una sequenza consonante-vocale o consonante-vocale-consonante. Quando tre consonanti (o una consonante raddoppiata più una semplice) si trovano insieme in una parola, il raggruppamento è rotto da una vocale di epentesi //, e quando due consonanti (o una consonante raddoppiata) si trova a fine parola, viene inserita la vocale /i/ dopo di esse, o quando questo accade per la presenza di un suffisso, viene aggiunta prima dei questo. Per esempio, ከብዲ käbdi 'pancia', ልቢ 'cuore' -äy 'mio', ከብደይ käbdäy 'la mia pancia', ልበይ 'il mio cuore' -ka 'tuo (masc.)', ከብድኻ 'la tua (masc.) pancia', ልብኻ 'il tuo (masc.) cuore' -n...-n 'e', ከብድን ልብን 'pancia e cuore'
L'accento non è particolarmente significativo nel tigrino. Sembra dipendere dal raddoppiamento, ma sembra che non sia ancora stato sistematicamente studiato.
Grammatica Sostantivi Genere Come altre lingue afro-asiatiche, il tigrino ha due generi, il maschile e il femminile, per cui i sostantivi appartengono o all'uno all'altro genere. Il genere ha alcune caratteristiche che non sono riscontrabili in italiano, come: I verbi si accordano con il soggetto nel genere. La seconda persona, e non solo la terza come in italiano, si distingue nel genere (tu masc. e tu femm.)
Alcune coppie di sostantivi distinguono il maschile dal femminile tramite il suffisso 't'. Questo avviene per i nomi d'agente derivati dai verbi e per nomi che riguardano le persone, come nel caso dell'appartenenza ad una popolazione. Es. — ከፈተ käfätä 'aperto', ከፋቲ käfati 'colui che apre', ከፋቲት käfatit 'colei che apre' — ትግራዋይ t́ǝgraway 'del Tigré (m.)', ትግራወይቲ t́ǝgrawäyti 'del Tigré (f.)'.
Normalmente il genere biologico di persone o animali si accorda con quello grammaticale, come per ኣቦ 'abbo 'padre', ወዲ wäddi 'figlio', e ብዕራይ bǝ‘ǝray 'bue' che sono maschili, mentre ኣደ addä 'madre', ጓል gʷal 'figlia', e ላም lam 'mucca' sono femminili. Invece molti nomi di animali non specificano il loro genere (per esempio in italiano vi è il sostantivo 'corvo'), per cui sono preceduti dalle parole ተባዕታይ täba‘tay 'maschio' e ኣንስተይቲ anǝstäyti 'femmina'.
Di molti soggetti inanimati non si può intuire il genere né dalla forma né dal significato, ed inoltre talvolta i grammatici sono in disaccordo, come per il sostantivo ጸሓይ ṣäḥay 'sole' che è maschile per il LeslauLeslau, Wolf (1941) Documents Tigrigna (Éthiopien Septentrional): Grammaire et Textes. Paris: Librairie C. Klincksieck. e femminile per AmanuelAmanuel Sahle (1998) . Lawrenceville, NJ: Red Sea Press. ISBN 1-56902-096-5. Sembra che ciò derivi da differenze dialettali.
Numero Nel tigrino ci sono il singolare ed il plurale, ma talvolta dei sostantivi che sono multipli non sono per regola plurali. Se non ci sono ambiguità, un sostantivo singolare si può riferire ad entità multiple: ሓሙሽተ ḥammuštä «cinque», ሰብ säb'ay «uomo», ሓሙሽተ ሰብኡት ḥammuštä säb'ut, «cinque uomini». È anche possibile che un nome che si presenta nella forma singolare concordi al plurale con aggettivi e verbi: ብዙሓት bǝzuḥat «molti (pl.)», ዓዲ ‘addi «villaggio»; ብዙሓት ዓዲ bǝzuḥat ‘addi «molti villaggi». Comunque sembra complesso determinare quando tali combinazioni siano possibili.
Come in arabo, in ge'ez, in amarico e in ebraico i sostantivi si modificano al plurale sia con l'aggiunta di un suffisso (plurale «esterno»), sia attraverso la modifica dello schema delle vocali (plurale «interno»). In alcuni casi le due varianti si sommano. Gli schemi più frequenti sono i seguenti, dove la C rappresenta una delle consonanti della radice del nome. Da notare che alcuni nomi possono avere più di una forma di plurale (es. ዓራት, ‘arat «letto»).
Plurale esterno -at, -tat ዓራት 'letto', ዓራታት 'letti' እምባ 'montagna', እምባታት 'montagne' -ot (in seguito alla caduta di -a o -ay) ጐይታ 'maestro', ጐይቶት 'maestri' ሓረስታይ 'fattore', ሓረስቶት 'fattore' , (talvolta con la caduta della -t finale) ገዛ 'casa', ገዛውቲ 'case' ዓራት 'letto', ዓራውቲ 'letti' Plurale interno
ፈረስ färäs 'cavallo', ኣፍራሰ 'cavalli' እዝኒ 'orecchio', ኣእዛን 'orecchi'
ንህቢ 'ape', ኣናህብ 'api' በግዕ 'pecora', ኣባግዕ 'pecore' CäCaCu ደርሆ därho 'gallo', ደራሁ därahu 'galli' ጕሒላ 'ladro', ጕሓሉ 'ladri'
መንበር mänbär 'sedia', መናብር 'sedie' ሓርማዝ 'elefante', ሓራምዝ 'elefanti' per sostantivi d'agente che derivano dai verbi ቀላቢ 'colui che nutre', ቀለብቲ 'coloro che nutrono' ኣገልጋሊ 'servo', ኣገልገልቲ 'servi' መኽደኒ 'colui che copre', መኽደንቲ 'coloro che coprono'
ክዳን 'vestito', ክዳውንቲ 'vestiti' ሕጻን 'bambino', ሕጻውንቲ 'bambini'
መጽሓፍ 'libro', መጻሕፍቲ 'libri' ኮኸብ 'stella', ከዋኽብቲ 'stelle' , dove la "C*" rappresenta una singola consonante radicale ወረቐት 'carta', ወረቓቕቲ 'carte' ተመን tämän 'serpente', ተማምን 'serpenti' Ci sono anche nomi completamente irregolari: ሰበይቲ 'donna', ኣንስቲ 'donne' e ጓል 'figlia', እዋልድ 'figlie' (o anche ኣጓላት ).
Espressioni di possesso Il Tigrino ha due modi di esprimere le relazioni di possesso, una usando la preposizione appropriata (come nell'italiano 'le strade della città'), l'altra usando un costrutto simile all'inglese ('city streets').
Uso della preposizione ናይ nay 'di' ሓደ 'uno una', ሰብ säb 'persona', ቈልዓ 'figlio', ናይ ሓደ ሰብ ቈልዓ 'figlio di una persona' መስተዋድድ 'preposizione', ተሰሓቢ 'oggetto', ናይ መስተዋድድ ተሰሓቢ 'oggetto di una preposizione' Costrutto sostantivo-sostantivo, con il possessore che segue la cosa posseduta ጓል 'figlia', ሓወይ 'sorella di mio padre', ጓል ሓወይ gʷal ḥawwäy 'la figlia della sorella di mio padre (cugina)' መዓልቲ 'giorno', ሓርነት 'libertà', መዓልቲ ሓርነት ኤርትራ 'giornata (festa) della liberazione dell'Eritrea'.
Pronomi Personali In molte lingue, c'è un piccolo numero di distinguenti di base circa la persona, il numero e il genere, che giocano un ruolo nella grammatica. Vediamo questi distinguenti anche nella serie dei pronomi personali soggetto. Per esempio, in italiano io, in tigrino ኣነ , in italiano ella (lei), in tigrino ንሳ . Nel tigrino, come in altre lingue semitiche, gli stessi distinguenti appaiono almeno in altre tre parti della grammatica del linguaggio.
Concordanza verbo-soggetto Tutti i verbi nel tigrino concordano con il soggetto, secondo la persona, il numero e, per quanto riguarda la seconda e la terza persona, il genere, attraverso la modifica del verbo con suffissi e prefissi. Poiché questi significanti che segnalano le concordanze, variano grandemente secondo i tempi, l'aspetto e i modi, questi non sono normalmente considerati pronomi e sono discussi altrove in questo articolo, nella sezione riguardante i verbi. Suffissi dei pronomi oggetto I verbi nel tigrino spesso hanno una morfologia aggiuntiva che indica la persona, il numero e il genere (seconda e terza persona) dell'oggetto del verbo. {| border="0" cellspacing="0" cellpadding="0" |- | ንኣልማዝ | ርእየያ
| style="width:80px" | Almaz-ACC | style="width:80px" | Ho-visto-lei |- | colspan="2" | 'Ho visto Almaz' |} Mentre i suffissi come -yya in questo esempio, sono talvolta descritti come concordanze che segnalano l'oggetto, essi sono molto spesso pensati come suffissi di pronomi oggetto, perché, a differenza dei marcatori della concordanza del soggetto, non variano significativamente con il tempo/aspetto/modo del verbo. Oltre al soggetto e all'oggetto, c'è un altro argomento del verbo con il suo suffisso, solitamente assimilabile ad un dativo. Es: italiano chiedilo (oggetto), chiedigli (dativo) {| border="0" cellspacing="0" cellpadding="0" |- | ንኣልማዝ | ማዕጾ | ኸፊተላ |- | style="width:80px" | | style="width:80px" | ma‘s'o | style="width:80px" | xäfitä-lla |- | per-Almaz | porta | Ho-aperto-per-lei |- | colspan="3" | 'Ho aperto la porta ad (a favore di) Almaz' |} I suffissi come -lla in questo esempio saranno chiamati in questo articolo come suffissi di pronome oggetto obliqui perché corrispondono ad un caso obliquo con preposizione ('per lei'), per distinguerli dai suffissi di pronome oggetto diretti, come -yya 'lei'. Suffissi possessivi Il tigrino ha un'ulteriore serie di forme che sono suffissi sia ai nomi che alle preposizioni. Queste segnalano il possesso su un nome o l'oggetto della preposizione su una preposizione, e sono chiamate suffissi possessivi. ገዛ gäza 'casa', ገዛይ gäza-y 'la mia casa', ገዛኣ gäza-'a 'la sua (di lei) casa' ብዛዕባ 'su, a proposito di', ብዛዕባይ 'a proposito di ma', ብዛዕብኣ 'a proposito di lei'
In ognuno di questi quattro aspetti della grammatica, pronomi personali soggetto, concordanza verbo-soggetto, suffissi del pronome oggetto e suffissi possessivi, il tigrino distingue dieci combinazioni di persona, numero e genere. Per la prima persona c'è la distinzione doppia riguardo al numero, singolare ('io') e plurale ('noi'), mentre per la seconda e terza persona, c'è la distinzione quadrupla, aggiungendo alla distinzione nel numero, anche quella del genere ('tu m.', tu f.', 'egli', 'ella', 'voi m.', 'voi f.', 'essi', esse'). Questo risulta simile all'italiano, tranne che nel caso della seconda persona, singolare e plurale, a cui si aggiunge la distinzione del genere, sconosciuta alle lingue romanze e in generale alle lingue dell'Europa occidentale.