Proveniva da una famiglia aristocratica della Provenza con antiche tradizioni militari. Uno dei suoi antenati aveva lottato con il paladino Orlando contro i mori in Spagna. e un altro, membro dellentourage del re d'Inghilterra Riccardo I Cuor di Leone, era nato nelle Crociate.

Biografia L'inizio della carriera Pierre Charles Jean Baptiste Sylvestre de Villeneuve entrò nella Marina Reale di Luigi XVI nel 1778, all'età di 15 anni,. facendosi le ossa come marinaio sulle navi del Sovrano Ordine Militare di Malta. Venne nominato aspirante guardiamarina nel luglio 1778, imbarcato prima sulla Flore e poi sulla Montréal, prestando servizio nelle acque europee.

Sottotenente di vascello nel 1781, s'imbarcò sul vascello Le Marseillais, appartenente alla squadra dell'ammiraglio François Joseph Paul de Grasse, partendo per le Antille. Partecipò a tutti i combattimenti della Guerra d'indipendenza americana, combatté alla Martinica (29 aprile 1781), partecipò alla presa di Tobago (30 maggio), alla battaglia della baia di Chesapeake (5 settembre), alla presa di Saint-Christophe (gennaio 1782) e alla battaglia delle Saintes (12 aprile). Terminò la guerra d'America imbarcato sul vascello Le Destin, passando poi sulla fregata La Blonde.

I servizi resi durante il conflitto gli valsero la promozione a tenente di vascello nel maggio 1786, partecipando poi alla spedizione dell'ammiraglio Pierre André de Suffren de Saint Tropez nell'Oceano Indiano, unica occasione in cui la marina francese riuscì a contrastare efficacemente la Royal Navy. Tra il 1787 e il 1788 prestò servizio nel Mediterraneo, imbarcato sulla fregata Alceste.

Con la Rivoluzione francese corse numerosi rischi, al pari di ogni giovane aristocratico. Si dichiarò favorevole alle riforme introdotte nel 1791, che creavano un amalgama tra i vecchi ufficiali titolati e i quadri provenienti dalle classi popolari. Nel 1793, in pieno periodo del regime del Terrore, rinunciò al "de" nobiliare, venendo promosso al grado di capitano di vascello. Nel novembre dello stesso anno fu destituito del grado perché ritenuto di origini nobiliari. Fu pienamente reintegrato nei ranghi della marina nel maggio 1795, ottenendo il comando del vascello di linea Le Peuple Souverain. Durante l'assedio di Tolone si distinse particolarmente per la fedeltà al nuovo regime, ottenendo il grado di maggior generale.

Nel settembre 1796, all'età di 33 anni, venne promosso al grado di contrammiraglio. In quello stesso anno ottenne il comando di una divisione navale impegnata a sostenere la fallita insurrezione in Irlanda. Si trattava di una divisione di cinque vascelli della squadra del Mediterraneo, che dovevano rinforzare quella di Brest per concorrere con essa all'invasione dell'Irlanda. Purtroppo la squadra lasciò Tolone solo il 1º dicembre e non riuscendo più a entrare a Brest, bloccata da una squadra inglese, dovette ripiegare su Lorient. Sotto il suo comando ebbe due eccellenti capitani, Denis Decrès, con il quale sarebbe rimasto legato da una grande amicizia per tutta la vita, e Honoré-Joseph-Antoine Ganteaume.

La campagna d'Egitto e la battaglia di Abukir Nel 1798 partecipò alla spedizione in Egitto, imbarcato sul vascello da 80 cannoni Guillaume Tell, al comando della divisione di retroguardia della squadra navale dell'ammiraglio Brueys.. Il 1º agosto 1798 la squadra francese venne sorpresa all'ancora, nella rada di Abukir, dalla flotta inglese comandata dall'Ammiraglio Horatio Nelson.. Durante il violentissimo combattimento che ne seguì, detto battaglia del Nilo, la divisione di retroguardia rimase indenne e lui si distinse per la sua inazione.. Le navi della sua divisione non presero parte al combattimento, rimanendo inerti anche quando la squadra francese risultava pesantemente impegnata dal nemico.

Divenuto comandante della squadra dopo la morte di Brueys e il grave ferimento di Blanquet du Chayla, approfittò del sopraggiungere del nuovo giorno per lasciare la rada con la sua nave di bandiera il Guillaume Tell, il vascello da 74 cannoni Le Genereux e le fregate Diane e Justice. Le sue navi, assieme a due fregate, tagliarono l'ancora e salparono alle 11:30 del 2 agosto, dirigendo verso il largo.. Le navi inglesi, troppo danneggiate nella battaglia, rinunciarono a inseguire la formazione francese. Durante la navigazione verso Malta le navi francesi s'imbatterono nel vascello inglese da 50 cannoni Leander, anch'esso reduce dalla battaglia.

La nave recava a Gibilterra la notizia della grande vittoria inglese. Il Leander, al comando del capitano di vascello Edward Berry, si difese egregiamente, ma dovette arrendersi alla superiore potenza di fuoco avversaria. Il capitano Berry rimase gravemente ferito e la nave fu catturata. Ritirandosi a Malta, assieme a Decrés, concorse validamente alla difesa dell'isola attaccata dagli inglesi venendo fatto prigioniero alla capitolazione dell'isola, nel settembre del 1800. Tra il 1801 e il 1804 non ebbe incarichi operativi di rilievo, fu Comandante delle forze navali francesi stazionanti nelle Piccole Antille e poi comandante della piccola squadra navale basata a Rochefort. Il 30 maggio 1804, lo stesso giorno di Denis Decrès e Honoré-Joseph-Antoine Ganteaume, fu promosso al grado di viceammiraglio.

Il ritorno in azione Il 26 aprile 1803 l'ambasciatore britannico a Parigi, Charles Whitworth, presentò un ultimatum a Napoleone Bonaparte con cui perentoriamente si chiedeva la consegna dell'isola di Malta alla Gran Bretagna per dieci anni.. Visto il tergiversare dei francesi, che avevano richiesto la mediazione della Russia, il 12 maggio l'ambasciatore lasciava Parigi e la Royal Navy, senza che vi fosse stata alcuna formale dichiarazione di guerra, iniziò le operazioni di blocco dei porti continentali francesi, interrompendo nel contempo il traffico commerciale coloniale. A partire dal 2 dicembre, forti contingenti di truppe francesi iniziarono a concentrarsi nella zona di Boulogne, dando vita allArmée d'Angleterre, iniziando contemporaneamente i preparativi per la costituzione di un'imponente flottiglia da sbarco..

Il 19 agosto 1804 l'ammiraglio Louis-René-Madeleine de Latouche-Tréville, comandante della squadra del Mediterraneo, morì a causa di una crisi cardiaca a bordo della sua nave, il vascello da 80 cannoni Bucentaure, ancorato nella rada di Tolone.. All'età di quarantuno anni, considerato giovane e fortunato, due qualità che Napoleone prediligeva, venne scelto per il comando della squadra di Tolone, preferito a Louis Thomas Villaret de Joyeuse, che aveva fama di essere sfortunato.

L'ammiraglio raggiunse il suo nuovo comando nel mese di settembre, fiducioso di poter adempiere al piano di Napoleone relativo all'invasione dell'Inghilterra. Egli espresse subito valutazioni (errate) sia sulle navi inglesi («Non abbiamo motivo di temerle: i loro vascelli non hanno neanche 500 uomini a bordo e sono sfiniti da due anni di mare»), sia al riguardo delle condizioni della sua squadra. Latouche-Tréville aveva indubbiamente fatto un ottimo lavoro organizzativo, ma la realtà scoraggiò subito l'animo del nuovo comandante: «La squadra di Tolone sembrava bella e forte quando era in rada, gli equipaggi ben vestiti e addestrati: ma appena abbiamo incontrato un fortunale tutto è cambiato. Non erano addestrati per affrontarlo»... Egli chiese di essere sostituito, ma il ministro rifiutò.

La squadra francese era bloccata nel porto di Tolone dalla flotta britannica dell'ammiraglio Nelson. L'imperatore Napoleone Bonaparte gli affidò il compito di distogliere la Royal Navy dalla sorveglianza del canale della Manica, per poter invadere la Gran Bretagna: Villeneuve avrebbe dovuto rompere il blocco di Tolone, raggiungere la Spagna (nuova alleata della Francia), congiungersi con una flotta spagnola comandata dall'ammiraglio Federico Carlo Gravina e puntare sulle Antille.. Qui avrebbe solo finto di minacciare le colonie inglesi, per attirare laggiù la flotta britannica: in realtà si sarebbe solo ricongiunto con la squadra francese dell'ammiraglio Ganteaume, salpata dal porto di Brest. Le due squadre riunite si sarebbero subito dirette verso l'Europa per assumere il controllo del canale della Manica, dando via libera all'invasione dell'Inghilterra da parte dell'armata francese riunita a Boulogne.

Il 30 marzo 1805 al comando di 11 vascelli di linea, riuscì a lasciare Tolone,eludendo la sorveglianza di Nelson, per raggiungere la Spagna.. A Cartagena non riuscì a congiungersi con i sei vascelli di linea dell'ammiraglio José Justo Salcedo y Arauco., in quanto quest'ultimo non aveva ancora ricevuto ordini precisi. Il 9 aprile a Cadice si riunì alla squadra spagnola dell'ammiraglio Gravina, forte di 6 vascelli di linea e di una fregata, più il vascello francese da 74 cannoni lAigle. Con 18 vascelli oltrepassò l'Atlantico giungendo alla Martinica il 14 maggio.. Qui non trovò né la squadra di Rochefort, comanda da Édouard Thomas Burgues de Missiessy, che aveva già lasciato le Antille, né quella di Ganteaume, che non era riuscita a salpare dal porto di Brest, sempre bloccata da una squadra inglese al comando del viceammiraglio William Cornwallis. In compenso si riunì con altre due navi di linea da 74 cannoni, lAlgésiras e lAchille, e alla fregata La Didon, giunte da Rochefort al comando del contrammiraglio Magon de Médinie.

Il 9 giugno, stimando che Ganteaume non sarebbe più arrivato e temendo l'arrivo delle squadre inglesi di Nelson e Cochrane, rinunciò ad invadere Barbados e decise di ripartire per l'Europa. Napoleone reagì allo scacco elaborando un ulteriore piano: la squadra franco-spagnola avrebbe ripassato l'Atlantico, liberato i reparti bloccati a El Ferrol, Rochefort e Brest, per poi fare irruzione in massa nel canale della Manica, assumendone il controllo. L'ammiraglio fece quindi rotta verso l'Europa, sorvegliato dalle fregate britanniche, con gli equipaggi già di per sé inesperti, infiacchiti dalla forzata inattività e per giunta logorati dalla doppia traversata oceanica, e con le navi danneggiate dal lungo tempo trascorso in mare. Il 22 luglio la squadra franco-spagnola affrontò la flotta britannica della Manica, comandata da Sir Robert Calder, presso Capo Finisterre. Il combattimento, denominato Battaglia dei Quindici-Venti, terminò con un successo tattico a favore degli inglesi, che catturarono due vascelli spagnoli, il Firme ed il San Rafael, ma il risultato strategico fu a favore dei franco-spagnoli..

Il 28 luglio la squadra franco-spagnola entrò nel porto di Vigo, con tre vascelli danneggiati e 1.200 ammalati a bordo. Il 1º agosto raggiunse el Ferrol, effettuando il ricongiungimento con le squadre di Antoine Louis de Gourdon e Domingo Pérez de Grandallana y Sierra.. Il 13 agosto, al comando di 29 vascelli di linea, salpò con il favore del vento, incontrastato e temporaneamente incontrastabile, verso Brest. Il piano di Napoleone, emesso nella sua terza versione il 13 aprile 1805, sembrava sul punto di riuscire, tanto che la flottiglia d'invasione fu posta in allerta.. Purtroppo il 15 agosto, dando adito ad alcune voci a lui pervenute, invertì nuovamente la rotta quando incontrò, nottetempo, un convoglio mercantile che scambiò per una squadra inglese di 25 vascelli, comandata da Nelson. In realtà l'ammiraglio inglese stava rientrando a Spithead per un periodo di riposo, sostituito da Calder. La flotta franco-spagnola si portò a sud, raggiungendo il porto di Cadice, il 20 agosto e qui fu bloccata dalla squadra inglese.