Lanafora () è una figura sintattica che consiste nel ripetere una o più parole all'inizio di frasi nello stesso verso o di versi successivi, per sottolineare un'immagine o un concetto: si tratta del modulo tipico della ripetizione.Beccaria, cit., p. 53.

La figura è indicata anche come epanàfora o iterazioneBeccaria, cit., p. 425..

Gli elementi ripetuti possono essere copiati o variati in qualche modo.

Analoga all'anafora è l'epifora, che però colloca gli elementi ripetuti alla fine. Anafora ed epifora possono combinarsi nella simploche. L'anafora può inoltre far parte di una climax o seguire un'anadiplosi. Se ad esser ripetuta è una congiunzione coordinativa (come in italiano è e), si ottiene un polisindeto.

Esempi Un esempio è nei versi di Dante, Divina Commedia:

e ancora:

Un altro esempio si ritrova nell'iterazione di "ascolta" e di "piove" che ricorre in La pioggia nel pineto di Gabriele D'Annunzio.

Un ulteriore esempio è in Cecco Angiolieri:

Un esempio illustre di uso in prosa, in lingua inglese, è il discorso tenuto da Martin Luther King a Washington D.C. durante la Marcia su Washington per il lavoro e la libertà il 28 agosto 1963. Il discorso sfrutta magistralmente diverse anafore in successione ("One hundred years later...", "Now is the time...", "We can never be satisfied...", "Let freedom ring...") e culmina con quella che più di tutte l'ha reso celebre:

Note

Bibliografia Gian Luigi Beccaria (a cura di), Dizionario di linguistica, ed. Einaudi, Torino, 2004, ISBN 978-88-06-16942-8

Voci correlate Ripetizione Polisindeto Epifora (figura retorica) Simploche Climax (retorica) Anadiplosi

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