Un bibliobus o biblioteca mobile o biblioteca itinerante è un veicolo che contiene libri sistemati su scaffali in modo da consentirne l'accesso agli utenti quando è in sosta, come se fosse una biblioteca.
Caratteristiche In conformità con le linee guida IFLA/UNESCO,. il bibliobus spesso fornisce servizi bibliotecari a luoghi privi di edifici adibiti a biblioteche, situati in zone rurali o montane, ovvero può raggiungere gruppi o singoli individui che abbiano difficoltà a recarsi in biblioteca, come gli ospiti delle case di riposo, o può essere destinato alla giocosa educazione alla lettura dei bambini. Alcuni bibliobus visitano le classi elementari in orario di lezione, fungendo in questo modo da biblioteche scolastiche. Inoltre «il servizio di Bibliobus può rappresentare una valida risposta nella diffusione dei servizi bibliotecari raggiungendo e collegando frazioni, piccoli comuni o grandi centri cittadini, (...) può valorizzare la visibilità della biblioteca, contribuire alla qualità del servizio bibliotecario e ad una razionalizzazione delle risorse»..
«Pensate in diverse città e Paesi del mondo, le biblioteche mobili sono state realizzate con i mezzi più disparati: l'autobus, la barca (nel 1958), la bicicletta, la moto (in Perù), elementari contenitori mobili (uno zaino, una cassa, una cesta).»
La forma e le dimensioni del bibliobus possono variare, a volte vengono modificati degli autobus, spesso vengono utilizzati camion di diversa grandezza. Talvolta sono semplici rimorchi anche di grandi dimensioni, dotati di sistemi di incastro sostenuti da pistoni. Con tali mezzi di trasporto speciali vengono stabilite fermate in un itinerario preciso, con cadenze settimanali o più lunghe, in modo che l'utenza possa effettuare prestiti e restituzioni, prenotare titoli o usufruire dei servizi interbibliotecari.
In genere le collezioni offerte dai bibliobus sono organizzate e gestite da personale adeguatamente preparato. Oltre ai libri, un bibliobus può contenere documenti cartacei di grandi dimensioni, audiolibri, CD-ROM, videocassette, DVD ed attrezzature informatiche anche con accesso ad Internet.
Storia «La prima iniziativa conosciuta è 1859, a Warrington (UK). Dopo la prima guerra mondiale biblioteche mobili furono create con l'eccedenza dei veicoli dell'esercito nelle contee inglesi, e altre iniziative simili furono organizzate privatamente anche in America e in Scandinavia. Nel 1938 un bibliotecario norvegese, che lavorava part-time, riempì il suo furgone con libri della biblioteca locale per distribuirli agli utenti.»
Italia
In Italia il bibliobus ha storia più recente, ma la sua diffusione riguarda tutto il territorio nazionale, dalle grandi città ai piccoli comuni.
Le primi disquisizioni circa la possibilità di una biblioteca ambulante e itinerante risalgono al secondo dopoguerra, anche se è ricordato un primissimo tentativo effettuato nella provincia di Pistoia all'inizio del secolo da Desiderio Chilovi, direttore della Biblioteca nazionale di Firenze.Desiderio Chilovi, Le librerie ambulanti, in «Nuova antologia», 38, 1903, pp. 463-480. Un progetto di furgone adattato al trasporto dei libri fu presentato in occasione del Convegno per le biblioteche popolari e scolastiche tenutosi a Palermo nel novembre 1948,Attilio Bramante, Progetto di un cinebibliocar utile per il servizio delle biblioteche popolari e scolastiche, in «La riforma della scuola», 3, n. 14, 1949, p. 52. e ampia diffusione ebbero gli studi sul tema di Virginia Carini Dainotti.Virginia Carini Dainotti, Biblioteche e lettura pubblica in Italia: invito a una riforma, in «L'Italia che scrive», 34, n. 10, 1951, p. 138.Virginia Carini Dainotti, I servizi mobili, in «Accademie e biblioteche d'Italia», 24, n. 4/5/6, 1956, pp. 260-273. Si stima che dal 1952 al 1956 furono almeno quindici le realtà in Italia a sperimentare l'utilizzo del bibliobus, sempre per singola iniziativa di bibliotecari e soprintendenti; nel 1956 la Direzione generale del Ministero della pubblica istruzione stanziò per la prima volta finanziamenti per l'acquisto di bibliobus.
I primissimi servizi di bibliobus in Italia furono quelli organizzati da Stelio Bassi, direttore della Biblioteca statale di Cremona, che coinvolse dodici comuni della provincia cremonese (1951),Il servizio arrivò a coinvolgere fino a quarantaquattro comuni nel 1953. Cfr. Stelio Bassi, Un esperimento di prestito librario, in «Accademie e biblioteche d'Italia», 20, n. 1/2, 1952, p. 76. e da Emma Coen Pirani, direttrice della Biblioteca Estense di Modena, la quale nel 1952 riuscì a istituire un nuovo organismo, la "biblioteca mobile di soprintendenza" ("Centro mobile di lettura" dal 1953) che permise la nascita in Emilia di un sistema di reti provinciali di posti di prestito (oltre a Modena il servizio si estese anche alle province di Reggio Emilia, Parma e Ferrara).
Tuttavia, il caso più noto di bibliobus fu quello organizzato a partire dal 1953 dallo scrittore Luciano Bianciardi, direttore della Biblioteca Chelliana di Grosseto, spesso erroneamente indicato come l'"inventore" del servizio...Nella ricerca di Elisabetta Francioni sull'attività di bibliotecario di Luciano Bianciardi, condotta su documentazione e materiali d'archivio, viene evidenziato come il luogo comune dell'attribuzione dell'invenzione del bibliobus a Bianciardi sia molto diffuso. Francioni riporta vari esempi di testi e siti web che hanno contribuito a perpetrare questo falso mito, e tra questi menziona anche la pagina "Bibliobus" su Wikipedia. Cfr. Sempre nel corso degli anni cinquanta, la soprintendente Angela Daneu Lattanzi istituì il servizio gestito dalla Soprintendenza bibliografica dell'Assessorato alla pubblica istruzione regionale "per le province della Sicilia Occidentale, prive di biblioteca", affidandolo a Giuseppina Li Calsi (1917-2001).. Del servizio scrisse. Anna Maria Dotto (1919-1994),. impiegata presso la Soprintendenza e successivamente direttore di biblioteca.
Della metà degli anni sessanta è il documento curato dalla Commissione di studio nata in seno all'Associazione italiana biblioteche per l'esame di un nuovo ordinamento delle biblioteche degli enti locali. In tale documento vengono evidenziate le stesse finalità che si troveranno in seguito indicate nelle linee guida IFLA/UNESCO., con il preciso riferimento alla necessità di dotare di biblioteche mobili le zone meno servite dai servizi bibliotecari stabili.. Diversi anni più tardi anche l'implementazione e la gestione dei bibliobus troveranno nella letteratura professionale una teorizzazione fra i compiti dei bibliotecari qualificati..
La maggior parte delle biblioteche mobili in Italia nasce fra la fine del XX e l'inizio del XXI secolo. La loro diffusione riguarda tutto il territorio nazionale da nord a sud, dai piccoli ai grandi centri, e molte sono le pubblicazioni e le iniziative che ne trattano: la Regione Toscana ha curato una bibliografia. ed un volume con le indicazioni per realizzare e gestire il servizio di bibliobus,. e sempre la stessa regione ha collaborato al «Primo raduno di Biblioteche Mobili toscane e nazionali», tenutosi nel 2005. Il sito web dell'Associazione italiana biblioteche. riporta molte notizie su nascita e sviluppo di questo tipo di servizio, come ad esempio le prime esperienze nella periferia nord-ovest di Roma nel 2001,. o il percorso di un bibliobus progettato per la spiaggia nel 2003 in Abruzzo..
Nel 2012, in occasione del terremoto dell'Emilia, vennero utilizzati bibliobus per aiutare in particolare le biblioteche di Mirandola. e di Finale Emilia..
Dal 2 settembre 2020 è in corso il servizio Bibliobus organizzato dalla biblioteca VEZ e dalla Rete Biblioteche Civiche di Venezia. 15 tappe sparse per i quartieri di Mestre e libri a bordo per età differenti.
Nel novembre 2020, a seguito della pandemia di COVID-19, le biblioteche della Toscana hanno iniziato ad adottare la prenotazione online con consegna a domicilio o ritiro in sede, senza contatto con il pubblico.
Paesi anglosassoni
La prima notizia relativa ad una biblioteca ambulante risale al 1857, in Cumbria, dove un mercante e filantropo vittoriano, George Moore, creò il progetto di «diffondere buona letteratura fra la popolazione rurale»: «un bibliotecario deve essere presente in ogni stazione, per ricevere i libri e prestarli ai membri della società»..
Nel 1858 l'Istituto tecnico di Warrington organizzò sempre sul suolo britannico la Warrington Perambulating Library, una biblioteca itinerante trainata da cavalli..
Nella parte nordoccidentale della Contea di Fairfax, in Virginia, una biblioteca mobile era attiva nel 1890, anche se soltanto nel 1940 venne istituito un servizio di bibliobus che interessava l'intera contea..
Una delle prime biblioteche mobili statunitensi fu quella creata nel 1904 dalla People's Free Library per le aree rurali della Contea di Chester (Carolina del Sud), costituita da un carro con contenitori in legno ricolmi di libri trainato da un mulo..
Un'altra fra le prime biblioteche mobili statunitensi fu quella sviluppata da Mary Lemist Titcomb (1857–1932), bibliotecaria presso la Free Library della Contea di Washington (Maryland), che si rese conto di come la sua biblioteca non riuscisse a raggiungere tutte le persone che avrebbe potuto, in particolare nelle zone rurali. Non essendo stata efficace nemmeno la presenza di casse contenenti ciascuna collezioni di 50 libri disponibili presso le botteghe e gli uffici postali della contea, nel 1905 la Free Library predispose l'utilizzo di un carro che provvedesse alla distribuzione porta a porta anche nelle parti più remote della contea stessa.Maryland State Archives, Maryland Women's Hall of Fame, Washington County Free Library.
La bibliotecaria Sarah Byrd Askew (1877–1942), alla guida della sua Ford Model T equipaggiata di una collezione di libri, fu una pioniera nell'utilizzo della biblioteca itinerante nelle aree rurali del New Jersey a partire dal 1920..
Durante i giorni della Works Progress Administration tra il 1936 ed il 1943, bibliotecari a cavallo o a piedi visitarono gli accessi più remoti del Kentucky e dei vicini Appalachi portando libri e documenti a chi non potesse raggiungere autonomamente una biblioteca. Talvolta facevano affidamento su un contatto centralizzato che li aiutava nella distribuzione..
Le biblioteche mobili nel mondo anglosassone raggiunsero il massimo della popolarità verso la metà degli anni venti del XX secolo.
Nel XXI secolo i bibliobus vengono ancora utilizzati da biblioteche, scuole, attivisti ed altre organizzazioni. Alcuni li trovano fuori moda a causa dei costi elevati e della loro scarsa funzionalità, mentre altri li considerano più convenienti rispetto alla costruzione di nuove biblioteche: la seconda tendenza è quella prevalente.. Per venire incontro alle esigenze ambientali, alcuni produttori hanno effettuato modifiche per diminuire l'inquinamento, ricorrendo per esempio all'energia elettrica.
Germania La prima biblioteca mobile regolare venne approntata fra il 1925 ed il 1928 dalla biblioteca civica di Worms, ma soltanto nel 1929 venne avviato in maniera continuativa il servizio itinerante della biblioteca comunale di Dresda. Nel Saarland intorno al 1927 apparve il precursore della biblioteca motorizzata, o meglio un deposito librario su ruote; distribuzione e prestito venivano effettuati normalmente in un edificio stabile.
Dal 1927 al 1970 a Monaco di Baviera circolò un tram che fungeva da biblioteca ambulante.. Tuttavia le fermate erano legate alla rete dei binari e non vi era la possibilità di soste intermedie a richiesta.
Verso la metà degli anni sessanta del XX secolo le biblioteche mobili ebbero un'ulteriore diffusione. Invece a partire dagli anni novanta le ristrettezze economiche spinsero al risparmio città, circondari e comuni e causarono un netto e costante calo del numero dei bibliobus in Germania.