Il Pontificio Seminario Romano Minore è il seminario minore della diocesi di Roma, nato per volere di papa Pio X il 29 giugno 1913 dalla divisione del Seminario romano in maggiore e minore e con la confluenza in quest'ultimo del Seminario vaticano.
Storia Seminario Romano
Il 15 luglio 1563, nel corso della XXIII sessione del concilio di Trento, con il canone XVIII fu stabilita per la formazione al sacerdozio degli adolescenti l'istituzione dei seminari; questi avrebbero avuto un carattere diocesano o provinciale a seconda del numero degli alunni.
A Roma, già dal 1457 esisteva un collegio fondato dal cardinale Domenico Capranica per assicurare ai giovani meno abbienti della città una formazione adeguata al sacerdozio, la cui gestione amministrativa era affidata all'Arciconfraternita del Santissimo Salvatore ad Sancta Sanctorum e i cui alunni seguivano il corso di teologia presso la vicina Università della Sapienza. Papa Pio IV decise di istituire un seminario diocesano da collocarsi nel palazzo Pallavicini in Campo Marzio, all'angolo tra le odierne via dei Prefetti e via di Campo Marzio, che fu aperto con la denominazione di "Seminario Romano" il 1 febbraio 1565 e, secondo accordi presi in precedenza, affidato alla Compagnia di Gesù, senza però l'intenzione di far entrare i futuri sacerdoti, dopo la loro ordinazione, all'interno della Compagnia stessa; gli alunni del seminario, ben presto aumentati di numero, frequentarono le lezioni presso il Collegio Romano fino al settembre 1772, quando il seminario chiuse. Alla riapertura, nel novembre 1774, fu affidato a sacerdoti diocesani, essendo stata nel frattempo soppressa la Compagnia di Gesù (21 luglio 1773).
La comunità del Seminario Romano non era formata soltanto da giovani maturi già decisi di voler diventare sacerdoti, ma anche da più giovani ancora non certi della loro vocazione, mentre i primi avevano bisogno di concentrazione per lo studio e pratiche di pietà severe, i secondi necessitavano di una formazione diversa, con esercizi di pietà adeguati alla loro età; per questi motivi, sul finire del XIX secolo la situazione non era semplice da gestire e in merito Domenico Maria Jacobini, allora nunzio apostolico per il Portogallo, tra il 1891 e il 1895 auspicò la costruzione di due nuovi edifici nella zona dei Prati di Castello, uno per il seminario minore e l'altro per il seminario maggiore, uniti da un'unica chiesa, cosicché gli alunni potessero essere seguiti adeguatamente in base alla loro età. La riforma auspicata da monsignor Jacobini, che riguardava anche i programmi delle materie di studio, non trovò applicazione e il Seminario Romano rimase nel palazzo annesso alla basilica di Sant'Apollinare, attualmente sede della Pontificia Università della Santa Croce.
Seminario Vaticano
Papa Urbano VIII, con la bolla Quoniam ad agrum del 25 ottobre 1636 fondò un seminario, chiamato "Seminario Vaticano", i cui alunni avevano anche il compito del servizio liturgico presso la basilica di San Pietro.
La sua prima sede fu nei pressi della chiesa dei Santi Michele e Magno, prima di trasferirsi all'interno delle Mura Leonine, in un palazzo appositamente costruito nel 1729 per volere del cardinale Annibale Albani di fianco alla chiesa di Santa Marta, attualmente sede del Tribunale di prima istanza della Città del Vaticano.
Nel 1886 il Seminario Vaticano entrò in possesso dello stabile che era stato fino al 1861 un convento dell'Ordine dei frati minori cappuccini, situato a Torri in Sabina, riadattato come residenza estiva del seminario per la villeggiatura estiva da luglio a ottobre.
Gli alunni furono esclusivamente ragazzi frequentanti il ginnasio, quando alla struttura fu annessa una facoltà teologica (chiusa agli inizi del secolo successivo) e, con la bolla di papa Leone XIII Quod Romani Pontifices del 1896, anche una filosofica; lo stesso documento stabilì che rettore, canonico prefetto e canonici deputati fossero di nomina pontificia (pertanto il seminario assunse il titolo di "pontificio"), mentre l'arciprete della basilica di San Pietro avrebbe avuto sull'istituto la stessa giurisdizione che un vescovo ha nella propria diocesi.
Pontificio Seminario Romano Minore
Papa Pio X emanò il 29 giugno 1913 la costituzione In praecipuis con la quale riformò i seminari romani: il Seminario Romano fu diviso in maggiore e minore. Il primo, accorpato al Seminario Pio e al Seminario Lombardo, avrebbe accolto gli alunni dediti allo studio della filosofia e della teologia e avrebbe avuto la sua sede in un nuovo palazzo presso la basilica di San Giovanni in Laterano; il secondo, nel quale sarebbe confluito il Seminario Vaticano, avrebbe avuto la medesima sede di quest'ultimo e avrebbe accolto gli alunni del ginnasio;. entrambi avrebbero avuto superiori propri e il minore sarebbe rimasto, come un tempo il Vaticano, amministrato dall'arciprete della basilica Vaticana, allora Mariano Rampolla del Tindaro, e, solo dopo la morte di quest'ultimo (16 dicembre 1913), dal 6 gennaio successivo dal cardinale vicario.
Subito dopo la firma dei Patti Lateranensi (11 febbraio 1929) su volontà di papa Pio XI cominciò un radicale intervento urbanistico all'interno della Città del Vaticano in base ad un piano regolatore ideato dal papa stesso; nel 1931 il palazzo del Seminario Romano Minore fu pesantemente rimaneggiato su progetto di Giuseppe Momo ed adibito a sede del Tribunale di prima istanza, mentre l'annessa chiesa di santa Marta fu demolita. Lo stesso architetto aveva progettato nel 1926 l'attuale palazzo del Governatorato come più grande sede per il seminario; tuttavia esso non svolse mai questo compito in quanto sorse soltanto tra il 1929 e il 1931 per accogliere il governatorato dello Stato della Città del Vaticano.
Il Pontificio Seminario Romano Minore si trasferì nel 1933 in un nuovo palazzo appositamente costruito subito fuori dalle Mura Vaticane, all'incrocio tra via Aurelia e viale Vaticano, nei pressi dell'antica Porta Pertusa. Il nuovo edificio si rivelò presto insufficiente cosicché, nel 1953, papa Pio XII ordinò l'ampliamento della struttura con l'edificazione di un ulteriore piano e di una nuova cappella – completata nel 1954 – dedicata alla Madonna della Perseveranza, patrona del seminario. Nel 1992, su progetto dell'architetto Carlo Bevilacqua, la cappella è stata restaurata con l'installazione delle vetrate policrome e la realizzazione della nuova area presbiterale comprendente il coro.
In vista del Giubileo del 2000 l'intero edificio fu interessato da un intervento di restauro ed in parte convertito (ala ovest e piani superiori dell'ala nord) in una struttura per l'accoglienza dei pellegrini gestita dal Vicariato di Roma. Il 7 maggio 2010 fu inaugurata la nuova sede della biblioteca e dell'archivio del seminario, mentre nella prima metà del 2014 fu restaurata l'aula magna "Giovanni XXIII".
Strutture Sede
La sede del Pontificio Seminario Romano Minore si trova a Roma, in viale Vaticano 42, prospiciente l'eliporto della Città del Vaticano; l'edificio fu appositamente costruito su progetto di Giuseppe Momo agli inizi degli anni 1930, ed entrò in funzione nel novembre 1933.
L'edificio si articola su tre lati attorno ad un cortile centrale quadrangolare: l'ala orientale è interamente adibita a seminario, come parte di quella centrale, nella quale si trovano le due cappelle; quella occidentale, invece, ospita la Casa Bonus Pastor, una struttura per pellegrini gestita dal Vicariato di Roma. All'interno dell'edificio, dal 1970-1972, trova sede l'Istituto pontificio sant'Apollinare che occupa interamente la quarta ala, lungo il versante meridionale.
Il palazzo si eleva per quattro piani, esternamente presenta un paramento murario in mattoncini marroni con elementi decorativi e architettonici d'intonaco crema, parimenti ai timpani triangolari che adornano alcune finestre del secondo piano. Il portone d'ingresso, situato nell'ala est, è sormontato dallo stemma marmoreo di papa Pio IX, similmente alla finestra centrale della biblioteca, posta al centro dell'ala nord, con affaccio sul cortile, al secondo piano.
Nel 2024 uno studente universitario di nazionalità americana si tolse la vita all'interno di una delle camere della Casa Bonus Pastor , ma la camera è stata comunque utilizzata anche successivamente, senza alcun avviso agli ospiti riguardo quanto successo. La Diocesi di Roma, da cui dipende la Struttura, non formulò alcun comunicato in merito e, nonostante la presenza di 2 Cappelle, non fu celebrata alcuna funzione liturgica per il triste accadimento. La Procura della Repubblica di Roma avviò un indagine per istigazione al suicidio .
Cappelle Cappella maggiore dei santi Protomartiri Romani
La cappella maggiore, dedicata ai santi Protomartiri Romani per volere di papa Pio XI, è collocata al primo piano dell'edificio, con triplice ingresso lungo il corridoio dell'ala settentrionale; il portale centrale è sormontato da una lunetta semicircolare che presenta, al suo interno, un altorilievo raffigurante lAngelo delle arti di Antonio Maraini (1932), originariamente destinato ad adornare il portone interno dell'ingresso dei Musei Vaticani.
L'ambiente è costituito da un'unica navata coperta con soffitto a cassettoni in muratura e illuminata da slanciate finestre rettangolari che si aprono nelle pareti laterali. Al di sopra dell'ingresso, vi è un'ampia cantoria, sorretta da tre archi a tutto sesto poggianti su pilastri a pianta quadrata rivestiti da lastre marmoree; essa ospita un piccolo altare con busto raffigurante papa Pio X, e un armonium costruito agli inizi del XX secolo dalla ditta Cottino di Parigi.
Nella parete di fondo si apre l'abside semicircolare, interamente occupata dall'area presbiterale, rialzata di due gradini rispetto al resto della chiesa. In posizione avanzata, trovano posto, al centro, l'altare maggiore e a sinistra, l'ambone, ambedue in marmo bianco di Carrara. La parete al di sopra dei seggi lignei è decorata con l'affresco San Pietro benedice i Protomartiri Romani di Mario Barberis, autore anche della fascia decorativa dipinta che corre lungo le pareti della cappella, con citazioni e metafore bibliche; su soffitto dell'ambiente, piano, la Colomba dello Spirito Santo.
Ai lati dell'abside, vi sono due absidiole poco profonde: quella di destra ospita il tabernacolo barocco in marmi policromi (installato nel 2011), sormontato da una copia dipinta su legno dell'immagine della Madonna della Perseveranza, inserita all'interno di una ricca cornice scolpita e dorata, che ospitò l'originale fino al 1954; quella di sinistra, invece, ospita l'organo a canne, costruito da Zeno Fedeli nel 1906. Lo strumento è racchiuso all'interno di una cassa lignea in stile neogotico e dispone di duecento canne per un totale di quattro registri (Principale 8', Bordone 8', Viola 8', Ottava 4', i primi tre con la prima ottava in comune); la trasmissione è meccanica e la consolle ha un'unica tastiera di cinquantasei note e pedaliera dritta di dodici note, priva di registri propri e costantemente unita al manuale.
Cappella della Madonna della Perseveranza
Lungo il corridoio dell'ala settentrionale dell'edificio, si trova una seconda cappella dedicata alla Madonna della Perseveranza, patrona del Seminario; essa fu costruita nell'ambito degli ampliamenti del 1954 in sostituzione di una cappella più piccola che, divisa da una parete in due ambienti, ne costituisce attualmente l'ingresso e la sacrestia.