Il Direttorio fu l'organo politico-istituzionale posto al vertice delle istituzioni francesi nell'ultima parte della Rivoluzione francese, istituito come potere esecutivo dalla Costituzione dell'anno III (22 agosto 1795).

Da esso ha preso nome la forma di governo direttoriale che fu la forma adottata da tutte le "repubbliche sorelle" e che oggigiorno è la forma di governo della Svizzera e dei cantoni membri della Confederazione Elvetica.

Origini e forma Il Direttorio era un'assemblea composta da 5 membri che fungevano come da capo del governo. Dal Direttorio dipendevano sette ministri che non potevano riunirsi in consiglio ed avevano un ruolo esclusivamente esecutivo e di fatto subordinato ai direttori che avevano il potere deliberativo. Coloro che idearono il Direttorio si posero l'obiettivo di evitare altre derive autoritarie e assolutistiche, come quella di Robespierre, da parte dell'esecutivo.

La costituzione promulgata nell'agosto del 1795 fu redatta sulla base di una rigida applicazione del principio della separazione dei poteri, così rigida che tale rigidità causò una paralisi politica, rendendo i colpi di Stato spesso efficaci nel loro intento. In questa forma il governo direttoriale tradisce maggiormente la propria somiglianza con il sistema presidenziale, nel quale, appunto, il Presidente si avvale della collaborazione di ministri da lui nominati.

I membri del direttorio erano nominati da uno dei due organi legislativi: il Consiglio degli Anziani, sulla base di una lista decupla presentata dall'altra assemblea legislativa, il Consiglio dei Cinquecento, che votava le leggi. La preoccupazione di evitare un nuovo accentramento dei poteri fu tale che la costituzione prevedeva che la composizione del Direttorio potesse cambiare per un quinto ogni anno. Al Direttorio fu rimosso il comando delle forze armate e l'iniziativa legislativa; non aveva diritto di veto sulle leggi votate né poteva sciogliere le due assemblee legislative. Comunque ogni Direttore manteneva rapporti con le camere legislative tramite i suoi parlamentari di riferimento vicini della stessa idea politica.

Ai direttori erano date una serie di prerogative simboliche volte ad accrescerne l'autorità: alloggiavano nello stesso edificio, nell'esercizio delle loro funzioni dovevano sempre comparire con l'abito che li contraddistingueva (una sorta di alta uniforme militare, compresa di parrucca, mantello, spada cerimoniale e un peculiare cappello piumato, in cui le piume formavano il tricolore repubblicano), godevano di un trattamento superiore a quello di ogni altro funzionario pubblico, avevano la preminenza nelle cerimonie e nei cortei pubblici dove dovevano essere sempre accompagnati dalla loro guardia particolare formata da 120 uomini a piedi e altrettanti a cavallo.

Politica del Direttorio Economicamente venne perseguita una politica liberale e politicamente anti-monarchica (in seguito all'insurrezione realista del 1795 e allo sbarco a Quiberon in Vandea) e anti-montagnarda, continuando la repressione delle ali estreme cominciata nel periodo termidoriano e le guerre rivoluzionarie francesi. Fu garantita la libertà di parola come nel periodo 1789–1792.

Il Direttorio mantenne un atteggiamento religioso di stampo anticlericale moderato, ma la Francia, stato aconfessionale, continuò a non avere rapporti diplomatici con lo Stato della Chiesa e la Chiesa cattolica dopo la vicenda dell'omicidio di Ugo di Basseville a Roma nel 1793, fino al concordato di Napoleone nel 1801. L'anticlericalismo toccò l'apice con la deportazione e la morte in Francia di papa Pio VI. La libertà di culto e la Costituzione civile del clero rimasero in vigore grazie anche alle accademie sopravvissute degli idéologues, gli eredi diretti dei philosophes dell'illuminismo. Per un periodo tornò a diffondersi il culto dell'Essere Supremo deista nella forma della teofilantropia, ma il cattolicesimo costituzionale nel popolo, e l'ateismo o l'agnosticismo nell'élite e negli intellettuali rimasero predominanti. L'idea della scristianizzazione della Francia venne abbandonata, seppur rimase in vigore il calendario rivoluzionario francese. Per combattere nuovamente la diffusione del cattolicesimo, il Direttorio finanziò la stampa e la diffusione nei dipartimenti di libelli antireligiosi come il testo del barone d'Holbach La Contagion sacrée ou Histoire naturelle de la superstition.

Componenti del Direttorio + Direttori Paul Barras2 novembre 179510 novembre 1799 Louis-Marie de La Révellière-Lépeaux2 novembre 179518 giugno 1799 Jean-François Reubell2 novembre 179516 maggio 1799 Lazare Carnot2 novembre 17954 settembre 1797 Étienne-François-Louis-Honoré Letourneur2 novembre 179520 maggio 1797 François de Barthélemy20 maggio 17974 settembre 1797 Philippe-Antoine Merlin de Douai4 settembre 179718 giugno 1799François de Neufchâteau4 settembre 179715 maggio 1798Jean Baptiste Treilhard15 maggio 179817 giugno 1799Emmanuel Joseph Sieyès16 maggio 179910 novembre 1799Jean-François Moulin18 giugno 179910 novembre 1799Roger Ducos18 giugno 179910 novembre 1799Louis Gohier17 giugno 179910 novembre 1799

Ministri del Direttorio Ministri Segretariato Titolare PartitoMinistro degli affari esteri Charles-François Delacroix fino al 15 luglio 1797 Termidoriani Charles-Maurice de Talleyrand-Périgord dal 15 luglio 1797 al 20 luglio 1799 Marais (Pianura) Charles-Frédéric Reinhard dal 20 luglio 1799 MaraisMinistro degli affari interni Pierre Bénézech fino al 15 luglio 1797 Marais François de Neufchâteau dal 15 luglio al 13 settembre 1797 Marais François Sébastien Letourneux dal 13 settembre 1797 al 17 giugno 1798 Termidoriani François de Neufchâteau dal 17 giugno 1798 al 22 giugno 1799 Marais Nicolas Marie Quinette dal 22 giugno 1799 TermidorianiMinistro della Giustizia Philippe-Antoine Merlin de Douai fino al 5 gennaio 1796 Termidoriani Jean-Joseph-Victor Genissieu dal 5 gennaio al 4 aprile 1796 Termidoriani Philippe-Antoine Merlin de Douai dal 4 aprile 1796 al 24 settembre 1797 Termidoriani Charles Lambrechts dal 24 settembre 1797 al 20 luglio 1799 Marais Jean-Jacques Régis de Cambacérès dal 20 luglio 1799 TermidorianiMinistro della guerra Jean-Baptiste Annibal Aubert du Bayet fino all'8 febbraio 1796 Marais Claude-Louis Petiet dall'8 febbraio 1796 al 15 luglio 1797 Marais Lazare Hoche dal 15 luglio al 22 luglio 1797 Marais Barthélemy Louis Joseph Scherer dal 22 luglio 1797 al 21 febbraio 1799 Termidoriani Louis Marie de Milet-Mureau dal 21 febbraio al 2 luglio 1799 Marais Jean-Baptiste Jules Bernadotte dal 2 luglio al 14 settembre 1799 Club del Maneggio - Montagnardi Edmond-Louis-Alexis Dubois de Crancé dal 14 settembre 1799 TermidorianiMinistro della marina e delle colonie Laurent Truguet fino al 15 luglio 1797 Marais Georges-René Pléville Le Pelley dal 15 luglio 1797 al 27 aprile 1798 Termidoriani Étienne Eustache Bruix dal 27 aprile 1798 al 2 luglio 1799 Marais Marc-Antoine Bourdon de Vatry dal 2 luglio 1799 MaraisMinistro delle finanze Guillaume-Charles Faipoult fino al 14 febbraio 1796 Marais Dominique-Vincent Ramel-Nogaret dal 14 febbraio 1796 al 20 luglio 1799 Termidoriani Robert Lindet dal 20 luglio 1799 Club del Maneggio - MontagnardiMinistro della polizia Philippe-Antoine Merlin de Douai fino al 4 aprile 1796 Termidoriani Charles Cochon de Lapparent dal 4 aprile 1796 al 15 luglio 1797 Termidoriani Jean-Jacques Lenoir-Laroche dal 15 al 25 luglio 1797 Marais Pierre Jean-Marie Sotin de La Coindière dal 25 luglio 1797 al 13 febbraio 1798 Termidoriani Nicolas Dondeau dal 13 febbraio al 16 maggio 1798 Termidoriani Marie Jean François Philibert Le Carlier d'Ardon dal 16 maggio al 29 ottobre 1798 Club del Maneggio - Montagnardi Jean-Pierre Duval dal 29 ottobre 1798 al 23 giugno 1799 Marais Claude Sébastien Bourguignon dal 23 giugno al 20 luglio 1799 Termidoriani Joseph Fouché dal 20 luglio 1799 Indipendente

Moda e stile di vita

Come era accaduto durante il periodo termidoriano tra il 28 luglio 1794 e la fine del 1795, anche durante il quadriennio del Direttorio si verificò un periodo di rilassamento dei costumi, soprattutto a Parigi. Si verificarono la riapertura di salotti (tra cui quello del directeur Barras e dell'amante Teresa Tallien) e di sale da ballo, nuove mode nel vestiario e si diffuse un gusto neoclassico meno aspro (preludio allo stile Impero), come reazioni al severo periodo giacobino e al Regime del Terrore, con accenni agli ultimi anni dello stile Luigi XVI e dello stile Maria Antonietta.

I cittadini soffrirono a causa di una povertà economica generata dall'inflazione dell'assegnato e il freddo degli inverni particolarmente rigidi, al contrario la borghesia iniziò a vivere in maniera più dispendiosa: i magazzini traboccavano di merci e spesso i più ricchi incominciarono a riempire il posto lasciato dai nobili che o erano morti o erano fuggiti in altri paesi.

Pur essendo diffusi il matrimonio civile e il divorzio, così come in epoca rivoluzionaria molti convivevano apertamente senza essere sposati e si diffusero costumi privati libertini precedenti al 1792, in contrasto con la sobrietà pubblica.

Queste mode, specialmente il vestiario, assieme alle idee rivoluzionarie furono esportate in Europa insieme alle prime conquiste di Napoleone.

Valutazione storica Alcuni storici in passato, come Jules Michelet, escludevano il periodo direttoriale dalla Rivoluzione francese, considerata conclusa con la caduta di Robespierre o la fine della Convenzione termidoriana, e ritenevano il Direttorio una semplice fase intermedia tra il periodo rivoluzionario e l'età napoleonica. Fu però il Direttorio a mettere in pratica una moderata esportazione della rivoluzione, grazie alle guerre rivoluzionarie che continuarono. Napoleone dichiarò conclusa la rivoluzione nel 1799 e i contemporanei non ritenevano le due fasi separate.

Nel XX secolo Georges Clemenceau affermò che «la Rivoluzione francese è un unico blocco, da cui non si può sottrarre nulla, perché la verità storica non lo permette», non potendo eliminare dalla sua eredità né il Direttorio né il giacobinismo del '93, come si diceva durante i primi anni della Terza Repubblica francese per marcare la differenza tra la Repubblica e la Comune di Parigi sovversiva. La storiografia marxista, come ad esempio Albert Mathiez considerò il Direttorio come un periodo "reazionario" e controrivoluzionario moderato, caratterizzato dalla risposta che la borghesia diede all'agire politico dei sanculotti sconfitti nel 1795. Oggi gli storici considerano, in maggioranza, il Direttorio come parte dell'epoca rivoluzionaria.Jean Tulard, Le Directoire et le Consulat, Paris, Presses universitaires de France, coll. « « Que sais-je ? » », 1991, 128 p