La sua attività multiforme ne ha fatto una delle figure più importanti nello studio, nella ricerca e nell'esecuzione della tradizione musicale popolare italiana; fu anche autrice di canzoni e cantate di propria composizione.
Biografia Giovanna Marini nacque a Roma da una famiglia di musicisti, Giovanni Salviucci (1907-1937) e Ida Parpagliolo (1904-1994). Rimasta orfana di padre poco dopo la sua nascita, nel 1959 si diplomò in chitarra classica presso il conservatorio di Santa Cecilia a Roma, perfezionando gli studi e la pratica con il massimo chitarrista classico allora vivente, lo spagnolo Andrés Segovia. Contemporaneamente si dedicò allo studio e alla pratica di strumenti a corda antichi, come il liuto, che suonò nel Concentus Antiqui del M° Quaranta. Il cognome Marini venne aggiunto, e poi usato per tutte le produzioni artistiche, dopo il matrimonio col fisico nucleare Pino Marini.Giovanna Salviucci Marini. Enciclopedia delle donne Prima del divorzio Giovanna Marini visse brevemente con lui a Boston, negli Stati Uniti, esperienza che in seguito ispirò Vi parlo dell'America.
Fu all'inizio degli anni sessanta che Giovanna Marini fece la conoscenza personale con i maggiori intellettuali e studiosi della tradizione popolare italiana, tra i quali Pier Paolo Pasolini (il cui incontro venne poi narrato dalla stessa Marini in una registrazione dal vivo, rimasta una delle migliori descrizioni del carattere e del modo di fare di Pasolini), Italo Calvino (a sua volta anche autore di testi di canzoni per Cantacronache), Roberto Leydi, Gianni Bosio, Diego Carpitella, Alberto Mario Cirese, Cesare Bermani, Giulio Angioni e Alessandro Portelli.
Con il Nuovo Canzoniere Italiano prese parte, durante il Festival dei Due Mondi 1964, allo spettacolo Bella ciao, ideato da Roberto Leydi e Filippo Crivelli. L'evento suscitò scandalo, tentativi di censura e interrogazioni parlamentari per l'esecuzione di O Gorizia tu sei maledetta insieme ad altri artisti folk come Giovanna Daffini, Caterina Bueno, Ivan Della Mea e Michele Straniero. Tale canto, scritto durante la prima guerra mondiale, fu eseguito con l'aggiunta di una strofa antimilitarista recitante «Traditori signori ufficiali / che la guerra l'avete voluta / scannatori di carne venduta / e rovina della gioventù», a seguito del quale in sala si crearono tumulti tra giovani allievi ufficiali e borghesia conservatrice da un lato che intonò Faccetta nera, e pubblico di sinistra dall'altro a rispondere con Bandiera rossa, e che sfociò in una denuncia contro gli organizzatori dello spettacolo per vilipendio delle forze armate.
Continuò nel frattempo a girare tutta la penisola, raccogliendo una massa sterminata di canti popolari in lingua italiana e nei vari dialetti e lingue regionali. Ciò fu il nucleo fondante del Nuovo Canzoniere Italiano, con il quale Giovanna Marini si esibì assieme ai gruppi formati dai maggiori cantautori italiani della cosiddetta Nuova canzone politica, come Ivan Della Mea, il veneziano Gualtiero Bertelli e Giovanna Daffini (una "cantante contadina" dalla quale Marini apprese la particolare emissione vocale e il repertorio), Paolo Pietrangeli (con il quale successivamente incise come seconda voce le celebri Valle Giulia e Contessa), Caterina Bueno, il Duo di Piadena e i sardi Pastori di Orgosolo. Collaborò anche con il celebre poeta in lingua sarda Peppino Marotto, dal quale imparò l'arte della versificazione popolare improvvisata. Giovanna Marini diventò una colonna portante dell'Istituto Ernesto De Martino, nel quale raccolse tutta l'enorme quantità di canti popolari da lei scoperti e catalogati, e per i quali arrivò a creare persino uno speciale sistema di notazione musicale. La sua fu una vera opera di trascrizione della memoria, che le permise di trasportarla sul palcoscenico.
Nell'ambito della ricerca etnomusicale rivestì una particolare importanza il materiale sonoro raccolto nel Salento tra il 1960 e gli inizi degli anni Settanta.Vincenzo Santoro: Il Salento di Giovanna MariniArchivio sonoro della Puglia: Fondo Circolo Gianni Bosio L'attività di Giovanna Marini proseguì con spettacoli e iniziative che fecero la storia del recupero delle tradizioni popolari italiane, come Ci ragiono e canto (1965), nel quale collaborò in veste di assistente musicale con Dario Fo. Iniziò anche a comporre lunghe ballate (più propriamente delle cantate) nelle quali raccontò la sua esperienza e che interpretò da sola in scena accompagnandosi esclusivamente con la chitarra. Nacquero così Vi parlo dell'America (1965), Chiesa Chiesa (1967) e altre composizioni che arrivarono fino allEroe (1974).
Nel 1972 fu tra i fondatori del Circolo Gianni Bosio https://www.circologiannibosio.it/circolo/ dove venne depositato, insieme all'Istituto Ernesto de Martino https://www.iedm.it/istituto/, tutto il suo archivio di registrazioni.
Fu una fra i primi musicisti attivi presso la Scuola Popolare di Musica di Testaccio a Roma, di cui fu presidente e in seguito presidente onorario. Lì trovò finalmente altri musicisti assieme ai quali poter suonare: Giancarlo Schiaffini, Michele Iannaccone e Eugenio Colombo. Scrisse La grande madre impazzita (1979) e affrontò la scrittura per strumenti e voci con Il regalo dell'imperatore (1983) e Requiem (1985). Per il bicentenario della Rivoluzione francese, nel 1989, mise in musica la Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo.
Contemporaneamente, e a sottolineare la sua importanza estrema come ricercatrice etnomusicale, a Giovanna Marini venne conferita la cattedra di etnomusicologia applicata presso lo SPMT. Dal 1991 al 2000 Giovanna Marini fu anche titolare della cattedra di etnomusicologia presso l'Università di Paris VIII-Saint Denis, a Parigi. Con le allieve e gli allievi romani e parigini, Giovanna Marini compì viaggi di studio per ascoltare e trascrivere i canti di tradizione orale ancora presenti in Italia nelle feste religiose e profane. Nel 1976 fondò il Quartetto Vocale con lo scopo di eseguire musiche scritte con intento polifonico. Nacquero, tra le altre, le cantate Correvano coi carri (1977), la Cantate de tous les jours prodotta nel 1980 dal teatro Gérard Philippe di Saint Denis, con un impianto narrativo che si richiamava agli schemi dei cantastorie meridionali, la Cantate profane à quatre voix, prodotta nel 1990 dal Théâtre de la Bastille di Parigi per iniziativa del ministro della cultura francese Jack Lang, Sibemolle - O dell'ineffabile incertezza del non temperato (1999), la Cantata del Secolo Breve (ispirata all'opera storica di Eric Hobsbawm, Il Secolo breve) presentata al Théâtre de Vidy di Losanna nel 2001. Dagli anni novanta il quartetto fu composto da Giovanna Marini, Patrizia Nasini, Patrizia Bovi e Francesca Breschi.
Nell'estate del 2000 lavorò insieme a Marco Paolini a un progetto di spettacolo I-TIGI Canto per Ustica, tragedia per narratore e coro su una delle storie più intollerabili dell'Italia di fine novecento, l'aereo esploso in volo il 27 giugno 1980 sul mare di Ustica. Nel 2002, assieme a Francesco De Gregori, Giovanna Marini incise l'album Il fischio del vapore, che ottenne un successo di vendite senza precedenti facendo, dopo quarant'anni, conoscere il suo nome anche al grande pubblico.RadioRai2 HIT PARADE del 23/11/2014 - Francesco De Gregori e Giovanna Marini Nello stesso anno compose le musiche per Villarosa dramma di Enzo Alaimo sull'emigrazione in Belgio, che venne rappresentato al Festival di Gibellina.
Nel 2004, tra le altre cose, mise in musica la Ballata del carcere di Reading e il De Profundis di Oscar Wilde. Nel 2005, per AngelicA - festival internazionale di musica Contemporanea, compose le musiche sul testo di Pasolini Le ceneri di Gramsci, eseguito dal coro Arcanto di Bologna, da cui venne edito il disco Le ceneri di Gramsci - Oratorio a più voci - dal canto di tradizione orale al madrigale d'autore nel 2006. Nel 2011 fu testimonial dell'evento Pasolini il canto del mio tempo presso l'Aula Magna dell'Università per stranieri di Perugia, focus sulla figura del grande intellettuale in relazione al dialetto e ai canti popolari, assieme al critico Gianni Borgna, l'antropologo Valentino Paparelli, il complesso salentino Sud Sound System e l'ideatore dell'evento Giuseppe Sterparelli.
Nel 2012 la Scuola Popolare di Musica di Testaccio presentò Spesso il male di vivere ho incontrato - Montale e Leopardi in musica, due oratori di Giovanna Marini per quartetto vocale (Quartetto Urbano),Michele Manca, Germana Mastropasqua, Xavier Rebut, Flaviana Rossi: cfr. Quartetto Urbano quartetto di sassofoni (4 Venti), soli (Germana Mastropasqua, Patrizia Rotonda, Flaviana Rossi) e Coro Favorito,Giuseppe Caltabiano, Gian Paolo Castelli, Sandra Cotronei, Stefano De Felici, Sabine Fontaine, Michele Manca, Germana Mastropasqua, Bruno Mattei, Andrea Monaco, Xavier Rebut, Flaviana Rossi, Patrizia Rotonda, Susanna Ruffini, Enrico Scarinci, Lucia Staccone, Antonella Talamonti, Fiammetta Tosti, Vincenzo Zappa (cd+booklet, edizioni Nota 2013). su liriche di Eugenio Montale e Giacomo Leopardi con citazioni da Cassandra di Christa Wolf e Antigone di Sofocle, direzione musicale di Xavier Rebut.
Nel 2015 promosse, in collaborazione con la Scuola Comunale di Musica di Monte Porzio Catone, la realizzazione del 1º Festival del Canto Sacro, Cantate Domino, Incontro tra musica colta e musica contadina, con lo scopo di far incontrare la musica popolare e contadina con la musica classica per esprimere il Sacro attraverso canti di tradizione orale, corali polifoniche e gruppi vocali. All'interno delle iniziative Pasolini 1975/2015 riconosciute dal MIBACT, portò in scena Sono Pasolini, un oratorio per coro e voce recitante: la voce quale identificazione del Pasolini scrittore, critico e saggista, che legge I giovani infelici dalle Lettere luterane, e il Coro come identificazione del poeta, che ascolta, canta e commenta con le parole delle poesie friulane de La nuova gioventù. Del progetto vennero realizzate due produzioni parallele legate a due città connesse alla vita di Pier Paolo Pasolini, Bologna e Roma. La prima, in forma di concerto, con il Coro Arcanto di Bologna diretto da Gloria Giovannini (presentato in anteprima europea al 12º Festival Voix de Femmes - Teatro di Liegi) e la seconda, nella sua forma scenica, con la regia e la voce recitante di Enrico Frattaroli e il Coro FavoritoTeresa Bausano, Giuseppe Caltabiano, Gian Paolo Castelli, Stefano De Felici, Vittoria Gallo, Daniele Guaragna, Michele Manca, Germana Mastropasqua, Bruno Mattei, Andrea Monaco, Sergio Polimene, Xavier Rebut, Flaviana Rossi, Patrizia Rotonda, Susanna Ruffini, Enrico Scarinci, Lucia Staccone, Antonella Talamonti, Fiammetta Tosti, Vincenzo Zappa: cfr. https://www.giovannamarini.it/copia-di-eventi e Jo i soi, cd+libretto edizioni Nota 2016. della Scuola Popolare di Musica di Testaccio diretto da Patrizia Rotonda. Nell'ambito di Più moderno di ogni moderno. Pasolini a Bologna (settembre 2015 – marzo 2016), il progetto speciale promosso dal Comune di Bologna e dalla Fondazione Cineteca di Bologna, compose e portò in scena Te Deum per un amico dedicato a Giuseppe Bertolucci, per tre voci, coro femminile e coro misto, per l'esecuzione del Coro Arcanto di Bologna, ispirato al libretto del Dialogo delle Carmelitane di Georges Bernanos. Nel 2016 proseguì la collaborazione con la Scuola Comunale di Musica di Monte Porzio Catone, e curò la realizzazione del 2º Festival Cantate Domino, La Cantata Narrativa ed Epico Lirica.