Il Movimento Politico Forza Italia, conosciuto in breve come Forza Italia (FI), è stato un partito politico italiano di centro-destra, attivo dal 18 gennaio 1994 al 27 marzo 2009. Presidente e leader del partito è stato, dalla sua fondazione, Silvio Berlusconi; l'ideologia del partito comprendeva posizioni riconducibili al liberismo e all'economia sociale di mercato di ispirazione cristiano-democratica. A livello europeo aderiva al Partito Popolare Europeo, di cui costituiva il principale membro italiano.

Il colore ufficiale del partito era l'azzurro.

Forza Italia è stato il principale partito della coalizione di centro-destra denominata Casa delle Libertà, che ha governato l'Italia dal 2001 al 2006. Dopo la vittoria elettorale del 2008 della lista del Popolo della Libertà, a cui Forza Italia aveva aderito, nel 2009 il partito ha sospeso la sua attività politica confluendo nel neo-partito PdL.

Il 16 novembre 2013 il Consiglio nazionale del PdL decise all'unanimità "la sospensione delle attività del Popolo della Libertà", per riprendere l'attività rifondando Forza Italia.

Storia La nascita e i primi coordinamenti (1993)

Forza Italia! Associazione per il buon governo viene costituita, presso lo studio del notaio Roveda a Milano, il 29 giugno 1993 da alcuni noti professionisti, alcuni inseriti nelle aziende controllate da Fininvest, altri comunque vicini al fondatore e proprietario di quest'ultima, Silvio Berlusconi, tra i quali Marcello Dell'Utri, Antonio Martino, Gianfranco Ciaurro, Mario Valducci, Antonio Tajani, Cesare Previti e Giuliano Urbani. Il nome si ispirava allo slogan Forza Italia! utilizzato nella campagna elettorale della Democrazia Cristiana del 1987, curata da Marco Mignani.

Berlusconi inizia a parlare di politica già da mesi, forse fin dalla seconda metà del 1992. Il 19 marzo 1993 lascia intendere di essere preoccupato per la situazione politicaBerlusconi preoccupato per i politici emergenti, Corriere della Sera, 20 marzo 1993, pag. 2.. Il 10 maggio presiede il convegno Cambiare per rinascere: nuove idee, nuovi uomini, dove emerge il profilo del partito che vorrebbe il fondatore della FininvestR. Po., Il "sogno" politico di Berlusconi, Corriere della Sera, 11 maggio 1993, pag. 4..

Inizialmente Berlusconi preferisce agire con cautela, ma le indiscrezioni trapelano, come quella che vuole Giuliano Urbani ideologo del movimento berlusconianoRiccardo Chiaberge, Una "cosa" né Lega né Pds, Corriere della Sera, 28 luglio 1993, pag. 3..

Il 13 settembre Berlusconi si sbilancia con un vorrei fare un partito, ma non possoDavide Frattini - Gian Antonio Stella, Berlusconi è cauto ma Sgarbi già lancia CS, Corriere della Sera, 14 settembre 1993, pag. 6..

Il 16 ottobre il settimanale della Arnoldo Mondadori Editore, Epoca, mostra in copertina il logo dei Club Forza Italia, disegnato da Cesare Priori (storico ideatore di diversi simboli del gruppo Fininvest): una bandiera rosso-verde su cui si staglia in bianco la scritta "Forza Italia", inclinata verso l'angolo superiore destroSecondo quanto dichiarò al Corriere della Sera nel 1994 Franco Bassanini già la precedente apparizione di una campagna pubblicitaria, che mostrava su cartelloni stradali un bambino e la scritta "Fozza Itaia", “erano prove tecniche per la formazione di un partito: nessuno aveva capito che cosa propagandassero, un anno fa, quei 10 paffuti ragazzini che da migliaia di cartelloni gridavano “Fozza Itaia”. Ora, siccome sono convinto da altri indizi che Berlusconi aveva in mente da tempo il suo ingresso in politica, tutto mi è più chiaro”. Bastò una “erre”, dunque, al posto della prima “zeta”, più una “elle” e, oplà, l'Italia, anzi Forza Italia, fu fatta. Berlusconi è andato al potere grazie a uno slogan storpiato dai bambini? Ecco un anno dopo rivelato l'arcano segreto che ha dato la vittoria al Cavaliere". Contesta però questa ricostruzione Armando Testa, secondo cui fu un'iniziativa della Fispe (Federazione italiana sviluppo pubblicità esterna) "che intendeva sensibilizzare l'opinione pubblica sulle misure previste dal nuovo Codice della strada che, se approvate, avrebbero eliminato gli spazi destinati a cartelloni e manifesti”; lo scopo sarebbe stato quello di "dimostrare la potenza e immediatezza del “mezzo” affissione. Volgarmente: dare dignità al cartellone stradale” ().. All'interno vi è una lunga intervista a Silvio Berlusconi che nega si tratti delle sezioni di un futuro partito politico.

Il 22 ottobre il quotidiano la Repubblica pubblica alcuni documenti redatti da Urbani che circolano fra i dirigenti di Berlusconi di argomento politico. Berlusconi tuttavia nega la paternità di tali documenti e nega di essere il leader di un partito politicoBerlusconi: un partito tutto mio? "Non esiste e non è mai esistito", Corriere della Sera, 23 ottobre 1993, pag. 7.. Nei giorni successivi nega di organizzare direttamente i club Forza Italia e accusa il gruppo Repubblica-l'Espresso di metter in atto una campagna tesa alla distruzione del suo gruppoAntonio Macaluso, Berlusconi contro tutti, con rabbia, Corriere della Sera, 27 ottobre 1993, pag. 21..

Il 23 novembre, Silvio Berlusconi, a Casalecchio di Reno (Bo), durante l'inaugurazione di un ipermercato, dichiara ai giornalisti che se il centro moderato non dovesse organizzarsi, non potrei non intervenire direttamente, mettendo in campo la fiducia che sento di avere da larga parte della nostra gente. Inoltre afferma, riguardo alle elezioni comunali di Roma, che, se potesse votare, voterebbe per Gianfranco Fini; mai un imprenditore così importante si era schierato tanto apertamente per un candidato del Movimento Sociale Italiano - Destra Nazionale. Il 26 novembre Berlusconi, in una conferenza stampa presso l'Associazione stampa estera, rimarca e circostanzia lendorsement.

Un giorno prima, il 25 novembre, nasce l'Associazione nazionale dei club di Forza Italia, strettamente legata alle aziende facenti capo a Fininvest, con la sede in viale Isonzo a Milano. Essa mette in campo un semplice meccanismo per espandersi e radicarsi nel Paese: chiunque, su base volontaria, può fondare un club se è in grado di raccogliere almeno 10 seguaci. Una volta raggiunto l'obiettivo, il volontario-presidente riceve un plico contenente un manuale operativo, cravatte tricolori recanti la dicitura Forza Italia, la bandiera istituzionale disegnata da Cesare Priori, distintivi da bavero e un terminale videotel per lo scambio di comunicazioni con la sede centrale. Entro i primi del 1994 l'associazione dichiara la ricezione di circa moduli d'iscrizione e stima in circa 1 milione gli affiliati ai clubSimona Colarizi, Storia politica della Repubblica, 1943-2006, Laterza, Bari, 2007, ISBN 978-88-420-8259-0, p. 208.

Già il 10 dicembre a Brugherio Berlusconi inaugura il primo club Forza Italia e ne presenta l'inno. Il 15 dicembre viene aperta la sede centrale di Forza Italia in un palazzo in via dell'Umiltà a Roma che è lo stesso che fu la sede del Partito Popolare Italiano di don Luigi Sturzo. Il 18 gennaio 1994 Berlusconi, Tajani, Luigi Caligaris, Martino, Valducci, danno vita al Movimento Politico Forza Italia. L'annuncio della discesa in campo viene dato con un messaggio televisivo il 26 gennaio;

Fin dagli inizi il partito si configura come una novità assoluta anche nelle strutture organizzative: al posto della figura del segretario vi è un presidente, nella persona di Berlusconi stesso, coadiuvato non da una direzione nazionale, ma dal comitato di presidenza, in cui il capo del partito è affiancato da Antonio Martino, Luigi Caligaris, Antonio Tajani, Mario Valducci, che è anche amministratore nazionale. Non c'è nemmeno un'assemblea nazionale, ma l'assemblea degli associati. Il movimento non ha neppure sezioni comunali e provinciali, ma solo rappresentanze regionali che rispondono alla sede centrale romana; quanto ai club, invece, restano organizzati autonomamente sotto la direzione della sede di Milano. Al di fuori di essi, l'iscrizione a Forza Italia costa 100 000 lire annue; come gadget viene regalata una musicassetta con l'inno partitico.

Data la struttura, le origini e la presenza all'interno, in questa fase, di molti uomini di Fininvest e Publitalia '80, si parlerà subito fra i detrattori di partito-azienda, di partito di plastica, di partito personale, partito virtuale (in relazione alla facilità con cui è possibile fondare club e sezioni) o anche partito eversivo (nel senso di partito completamente nuovo, estraneo alla tradizione liberale, fondato sulla lealtà incondizionata nei confronti del capo, non nei confronti di un'idea o di un progetto)Norberto Bobbio e Maurizio Viroli, Dialogo intorno alla repubblica, Laterza, Bari, 2001, ISBN 88-420-6953-1, .

Elezioni del 1994 Nel discorso del 26 gennaio Berlusconi definisce Forza Italia un movimento politico piuttosto che un partito vero e proprio e con esso si candida alla guida del Paese.

Il 6 febbraio, al Palafiera di Roma, si tiene la prima convention di Forza Italia e Berlusconi pronuncia il primo discorso da leader politico.

Il 27-28 marzo, con i risultati delle elezioni politiche, Forza Italia si afferma come il primo partito italiano con il 21% dei voti e va alla guida del Governo insieme ad altri partiti dell'area di centro-destra: al Nord l'alleanza è denominata Polo delle Libertà e formata da Forza Italia, CCD e Lega Nord, mentre al Sud Polo del Buon GovernoNelle circoscrizioni Abruzzo e Campania 2, Forza Italia si presentò in concorrenza con Alleanza Nazionale con la lista elettorale Forza Italia - Centro Cristiano Democratico. Sulle schede elettorali, non figurò, quindi, il simbolo del Polo del Buon Governo. La lista portò all'elezione di un deputato. Risultati elettorali sul sito ufficiale del Ministero dell'Interno. formata da Forza Italia, Alleanza Nazionale, CCD, Unione di Centro e Polo Liberal Democratico. Escono sconfitte la coalizione di sinistra dei Progressisti e la coalizione centrista del Patto per l'Italia, formata da Partito Popolare Italiano e Patto Segni.

Il successo di Forza Italia può essere attribuito a due fattori: a differenza di altri personaggi nuovi comparsi sulla scena politica, come Mario Segni, Berlusconi si appellava a interessi sociali più precisi e focalizzati, come quelli dei lavoratori autonomi; inoltre Berlusconi puntava su una netta polarizzazione tra destra e sinistra, togliendo spazio a ipotesi di centrismo che venivano spazzate via dalla radicalizzazione dello scontro. Ovviamente la semplificazione dei termini dello scontro elettorale, anche per la sua lontananza dalla vecchia politica fatta di compromessi, faceva buon gioco ad una campagna di "lancio" del marchio sviluppata con un successo che ha ben pochi precedenti. Si possono aggiungere anche fattori come l'appello all'efficienza, la sfiducia verso la politica tradizionale e la costruzione dell'immagine del leader come uomo deciso ma disinteressato, forte ma generoso.

L'aspetto anomalo era rappresentato dagli alleati: Forza Italia era infatti coalizzata con la Lega Nord nelle regioni settentrionali, dove Alleanza Nazionale si presentava isolata, e con il partito guidato da Gianfranco Fini al centro-sud: non una coalizione, in sostanza, ma due.

Governo Berlusconi I (1994-1995)

Il 90% degli eletti nelle liste di Forza Italia risultò alla prima esperienza parlamentare. Il centrodestra riuscì ad ottenere la maggioranza dei seggi alla Camera dei deputati, ma non al Senato. Determinanti per la nascita del governo furono così i voti di tre senatori a vita (Gianni Agnelli, Francesco Cossiga e Giovanni Leone) e di quattro senatori eletti nelle liste del Patto per l'Italia (Nuccio Cusumano, Vittorio Cecchi Gori, Luigi Grillo e Tomaso Zanoletti), che uscirono dall'aula al momento del voto.