Un cypherpunk è un attivista libertario che sostiene l'uso intensivo della crittografia informatica come parte di un percorso di cambiamento sociale e politico. Gruppi informali, che comunicavano tra loro attraverso la mailing list Cypherpunks, ambivano ad ottenere privacy e sicurezza attraverso l'uso proattivo della crittografia. I cypherpunk sono un movimento attivo sin dalla fine degli anni '80. Esempio di attivismo cypherpunk è il sito WikiLeaks di Julian Assange.Arvind Narayanan: What Happened to the Crypto Dream?, Part 1. IEEE Security & Privacy. Volume 11, Issue 2, March–April 2013, pages 75-76, ISSN 1540-7993

Storia

Prima della mailing list Fino agli anni 1970, la crittografia veniva praticata in segreto dalle agenzie militari o di spionaggio. Tuttavia, la situazione cambiò quando due pubblicazioni portarono alla luce la crittografia al pubblico: la pubblicazione da parte del Governo statunitense riguardo alla Data Encryption Standard (DES), un algoritmo di cifratura a blocchi che divenne molto diffuso, fu inoltre il primo ad essere disponibile anche al pubblico, è tutt'oggi basato sulla crittografia asimmetrica ideata da Whitfield Diffie e Martin Hellman.

Le radici tecniche riguardo all'ideologia del cypherpunk provengono dagli studi condotti dal crittografo David Chaum su tematiche come il denaro digitale anonimo e i sistemi di reputazione pseudonimizzati, descritti approfonditamente nel suo articolo "Security without Identification: Transaction Systems to Make Big Brother Obsolete" del 1985.

Alla fine degli anni 1980, queste idee si coalizzarono in un qualcosa simile a un movimento.

Origine del termine Alla fine del 1992, Eric Hughes, Timothy C. May e John Gilmore fondarono un piccolo gruppo che si riuniva mensilmente alla Cygnus Solutions (l'azienda di Gilmore), presso la San Francisco Bay Area, ed è stato umoristicamente chiamato cypherpunks da Jude Milhon in uno dei primi incontri. Il termine coniato deriva da cypher (cifrario) e cyberpunk. A novembre 2006, la parola è stata aggiunta nell'Oxford English Dictionary.

La mailing list dei cypherpunk fu avviata nel 1992, mentre nel 1994 aveva raggiunto 700 abbonati. Al suo apice, fu un forum molto attivo con discussioni tecniche che spaziano dalla matematica, crittografia, informatica, politica fino alla filosofia, con un discreto spam nelle argomentazioni. Un'email di John Gilmore riporta che le discussioni nel gruppo avevano una media di 30 messaggi al giorno in un intervallo di tempo che andava dal 1º dicembre 1996 fino al 1º marzo 1999, suggerisce inoltre che il numero fosse ancora più alto nei primi anni. Nel 1997, è stato stimato che il numero degli abbonati raggiunsero i 2000.

A febbraio 1997, Jim Choate e Igor Chudov istituirono il Cypherpunks Distributed Remailer, un network di mailing list indipendenti a nodi che avevano lo scopo di eliminare il Single point of failure inerente a un'architettura a lista centralizzata. Al suo culmine, la Cypherpunks Distributed Remailer aveva almeno sette nodi. A metà 2005, al-qaeda.net rimase l'unico nodo attivo. A metà 2013, a seguito di una breve interruzione, il software del nodo al-qaeda.net fu cambiato da Majordomo a Mailman, successivamente il nodo fu rinominato in cpunks.org. L'architettura del Cypherpunks Distributed Remailer non è più attiva, anche se l'amministratore della lista dichiarò nel 2013 che stava cercando un modo per integrare questa funzionalità nel nuovo software della mailing list.

Per un certo periodo, la mailing list dei cypherpunk era divenuto uno strumento popolare grazie anche ai mailbomber, coloro che iscrivono la vittima alla mailing list al fine di inviare a lui o lei una marea di messaggi (questo atto viene praticato solitamente come scherzo, in contrasto con lo stile del terrorista definito come un mailbomber). Questi avvenimenti hanno fatto precipitare la mailing list del SysOp, istituendo un sistema di risposta riservato agli abbonati. All'incirca la mailing list aveva duecento messaggi al giorno, divisi fra argomentazioni personali, discussioni politiche e tecniche.

La mailing list dei cypherpunk ebbe ampie discussioni sulle questioni politiche pubbliche relative alla crittografia e ad alcuni concetti come: l'anonimato, gli pseudonimi, la reputazione e la privacy. Queste discussioni continuano sia sul nodo rimanente sia altrove, visto che la lista è divenuta sempre più moribonda.

Eventi come il GURPS Cyberpunk raid hanno dato peso all'idea che i privati avevano bisogno di prendere provvedimenti per proteggere la loro privacy. Nel suo periodo d'oro, la lista discuteva di questioni politiche relative alla crittografia, oltre a questioni matematiche, computazionali, tecnologiche e crittografiche più pratiche. La lista aveva una serie di punti di vista e probabilmente non c'era un accordo completamente unanime su nulla. L'atteggiamento generale, mette la privacy e la libertà personali al di sopra di tutte le altre considerazioni.

Discussione iniziale sulla privacy online La lista discuteva su questioni riguardanti la privacy, il monitoraggio governativo, il controllo corporativo delle informazioni e questioni correlate all'inizio degli anni 1990 che non divennero temi principali fino al prossimo decennio. Alcuni partecipanti della lista furono più radicali di chiunque altro su questi temi.

Coloro che desiderano comprendere il contesto della lista devono prima conoscere la storia della crittografia; agli inizi degli anni 1990, il Governo statunitense considerava il software della crittografia una munizione a fini commerciali. (Il codice sorgente del Pretty Good Privacy è stato pubblicato come libro cartaceo per aggirare queste regole e dimostrare la loro inutilità). Nel 1992, National Security Agency e SPA fecero un accordo per l'esportazione consentita della crittografia basato su RC2 a 40 bit, RC4 invece è stato considerato un cifrario a blocchi relativamente più debole (soprattutto dopo la creazione di SSL, c'erano molti concorsi che lo oltrepassavano). Il Governo statunitense cercò di sovvertire la crittografia attraverso schemi come Skipjack. Non era ancora ben noto che tutte le comunicazioni fossero registrate dalle agenzie governative (tale evento dopo essere stato rivelato creò uno scandalo contro NSA e AT&T) anche se tutta questa situazione venne interpretata come un assioma palese da parte dei cypherpunks.

La mailing list originale dei cypherpunks e la lista spin off che ne deriva da essa ovvero i coderpunks, erano originariamente ospitati su toad.com, il cui proprietario era Gilmore, ma dopo un disaccordo con il sysop oltre alla moderazione, la lista è migrata su diversi server di posta interconnessi, in quella che poi verrà chiamata la "distributed mailing list". La lista dei coderpunks poteva essere aperta solamente su invito ed è esistita per un certo periodo di tempo, venivano trattate questioni tecniche ed ebbe meno discussione riguardo alla politica pubblica. Ci sono diverse liste che oggi hanno preso ispirazione dalla lista originale dei cypherpunks: la lista della crittografia, la lista della crittografia finanziaria e tante altre piccole liste chiuse (al quale è possibile accedervi solo tramite invito).

Toad.com continuò a funzionare grazie agli abbonati della lista, nonostante comunque i messaggi della "lista distribuita" non comparivano su Toad.com. Come per la popolarità della lista che presto si appassì, anche il numero dei nodi disponibili agli abbonati si ridussero drasticamente, fino a quando il servizio divenne inattivo.

In parte, la lista della crittografia fa da successore ai cypherpunks; di fatto ha molti membri attivi su tematiche simili a quelle dei cypherpunks. Tuttavia, si tratta di una lista moderata, notevolmente meno scherzosa ma più tecnica e seria. Un certo numero di sistemi ancora oggi in uso seguono la mailing list, tra cui Pretty Good Privacy e /dev/random basati su Linux Kernel, (il codice effettivo è stato modificato diverse volte) e gli anonymous remailers.

Principi fondamentali Gli ideali principali li possiamo trovare in un saggio scritto da Eric Hughes e pubblicato il 9 Marzo 1993 intitolato A Cypherpunk's Manifesto: «La privacy è necessaria per una società aperta nell'era digitale. Non possiamo aspettarci che i governi, le aziende o altre grandi organizzazioni senza volto ci concedano la privacy. Dobbiamo difendere la nostra privacy se ci aspettiamo qualcosa. I cypherpunk scrivono il codice. Sappiamo che qualcuno deve creare i software per difendere la privacy, e ... lo stiamo facendo».

La prima discussione dei mass media sui cypherpunks fu in un articolo scritto dal giornalista Steven Levy di Wired nel 1993, intitolato Crypto Rebels:

Successivamente, Levy scrisse un libro intitolato Crypto: How the Code Rebels Beat the Government – Saving Privacy in the Digital Age, il quale tratta dettagliatamente le Crypto Wars (le guerre della crittografia), degli anni 1990. L'uso di "Code Rebels" nel titolo del libro è un sinonimo per riferirsi ai cypherpunks.

Il cypherpunk è un termine è leggermente ambiguo. Nella maggior parte dei contesti può significare l'individuo che sostiene la crittografia come strumento per il cambiamento, l'impatto e l'espressione sociale. Tuttavia, il termine può essere usato anche per indicare un partecipante della mailing list dei cypherpunks. Le due definizioni si sovrappongono ma non sono affatto sinonimi.

I documenti che esemplificano l'ideologia dei cypherpunks sono: The Crypto Anarchist Manifesto del 1992 e The Cyphernomicon del 1994, entrambi i testi sono stati scritti da Timothy C. May e A Cypherpunk's Manifesto scritto da Eric Hughes nel 1993.

Privacy nelle comunicazioni Un problema di base che si verifica nei cypherpunks è la libertà e segretezza della corrispondenza e la conservazione dei dati. John Gilmore disse che voleva: "una garanzia tramite la fisica e matematica e non con la legge... avere la possibilità di avere la vera privacy nelle comunicazioni personali."

Tali garanzie richiedono una crittografia forte, i cypherpunks sono fondamentalmente contrari alle politiche governative che tentano di controllare l'uso o l'esportazione della crittografia, il quale rimase un problema fino alla fine degli anni 1990. Il Cypherpunk Manifesto stabilisce che "I cypherpunks si lamentano delle norme sulla crittografia, perché di fatto essa è fondamentalmente un atto privato".

Questo fu un serio problema per molti cypherpunks. La maggior parte erano contrari ai vari tentativi governativi di limitare la crittografia... come ad esempio le leggi di esportazione, la promozione dei cifrari di lunghezza limitata ma soprattutto la key escrow.

Anonimità e pseudonimi Nonostante le questioni dell'anonimato, dello pseudonimo e della reputazione sono state ampiamente discusse.

Probabilmente, la possibilità di parlare e pubblicare in forma anonima è vitale per una società aperta che concede una vera libertà di parola... questo è ciò che pensano la maggior parte dei cypherpunks. Il fatto che gli articoli e i saggi contenuti nel The Federalist Papers siano stati originariamente pubblicati con uno pseudonimo è un chiaro esempio.

Censura e monitoraggio Generalmente, i cypherpunks erano contrari alla censura e al monitoraggio da parte del governo e della polizia.

In particolare, lo schema del chip Clipper sviluppato dall'Agenzia per la sicurezza nazionale per la cifratura a key escrow per le conversazioni telefoniche (un tipo di crittografia presumibilmente sicura contro la maggior parte dei malintenzionati, ma facilmente vulnerabile per il governo). Questo fu un problema che provocò una forte opposizione ma al tempo stesso portò molte nuove reclute nei ranghi dei cypherpunks. Matt Blaze il quale faceva parte della lista, trovò un grave errore nel protocollo, contribuì involontariamente ad accelerare la scomparsa di tale schema.