Jason Voorhees è un personaggio cinematografico immaginario ideato da Victor Miller e Sean S. Cunningham come protagonista della serie di film horror slasher Venerdì 13.
Inizialmente concepito come una vittima, è stato trasformato da Steve Miner, produttore esecutivo del primo film (Venerdì 13) e regista dei primi due sequel (Venerdì 13 parte II - L'assassino ti siede accanto e Venerdì 13 parte III - Week-end di terrore), in un'icona malvagia del cinema horror.
Ideazione del personaggio Inizialmente creato da Victor Miller, il design finale di Jason fu il frutto dello sforzo congiunto di Miller, Ron Kurz e Tom Savini.David Grove; Making Friday the 13th: The Legend of Camp Blood; Godalming, Inghilterra; FAB Press; 2005; pp. 50, 55, 57; ISBN 978-1-903254-31-8. Il nome "Jason" è una combinazione tra "Josh" e "Ian", i due figli di Miller, e "Voorhees" fu ispirato da una ragazza che Miller conosceva al liceo il cui cognome era appunto Voorhees. Miller pensò che fosse un nome "dal suono inquietante", perfetto per il suo personaggio.Grove, 2005, p. 50, 55, 57 All'inizio Miller scrisse che Jason era un bambino dall'aspetto normale, ma la troupe dietro il film decise che doveva essere deforme. Victor Miller ha spiegato che Jason non era destinato ad essere una sorta di mostro della "laguna nera" nella sceneggiatura, e aveva descritto Jason come un ragazzo mentalmente disabile ma dall'aspetto fisico comune; fu Tom Savini che rese deforme Jason.Peter Bracke, Crystal Lake Memories, Londra, Titan Books, 2006, p. 206, ISBN 978-1-84576-343-5. Ron Kurz confermò che l'idea originale di Miller era quello di un Jason che fosse un ragazzo normale, ma sostenne che fu sua l'idea di trasformare Jason in una "creatura mongoloide" e di farlo "saltare fuori dal lago alla fine del film". Miller in seguito ammise che il finale non sarebbe stato altrettanto bello se fosse stata "Betsy Palmer (Pamela Voorhees) a otto anni" a saltare fuori dal lago. Miller aveva scritto una scena in cui Alice sogna di essere aggredita in canoa da Jason e poi si sveglia in un letto d'ospedale. L'intenzione di Miller era di avvicinarsi il più possibile al finale di Carrie - Lo sguardo di Satana. Savini credeva che far uscire Jason dal lago sarebbe stato psicologicamente disturbante per il pubblico e, poiché Alice stava sognando, la troupe poteva farla franca aggiungendo qualsiasi cosa volesse...Bracke, 2006, p. 206
Quando arrivò il momento di scegliere l'attore per il ruolo di Jason, Ari Lehman, che aveva già ricevuto una parte in Manny's Orphans di Sean Cunningham, arrivò per un provino per il personaggio di Jack, Cunningham entrò e gli offrì una parte diversa: Jason. Senza aver letto una sola parola, Cunningham si limitò a guardare Ari e a dirgli: «Hai la taglia giusta, ce l'hai fatta, la parte è tua». Nell'originale Venerdì 13, Ari Lehman è visto solo in un breve flashback nel finale a sorpresa. Tra gli attori successivi che hanno interpretato un giovane Jason ci sono Timothy Burr Mirkovich in Venerdì 13 parte VIII - Incubo a Manhattan e Spencer Stump in Freddy vs. Jason. Il ruolo adulto di Jason Voorhees è stato interpretato da vari attori, alcuni non accreditati, altri molto orgogliosi della loro parte. A causa delle esigenze fisiche richieste dal personaggio adulto e della mancanza di profondità emotiva rappresentata, molti degli attori successivi hanno lavorato come controfigure. Il più noto tra loro è Kane Hodder, citato come il migliore per interpretare il ruolo.
L'iconico e più riconoscibile aspetto di Jason, adulto sfigurato e con il volto coperto da una vecchia maschera da hockey, appare solo a partire dal terzo film del franchise, Venerdì 13 parte III - Week-end di terrore. La maschera originale di Jason fu modellata su quella di un portiere di hockey dei Detroit Red WingsBracke, Peter (2006). Crystal Lake Memories. Londra: Titan Books, p. 84; 86, ISBN 978-1-84576-343-5. e sarebbe diventata un elemento fondamentale del personaggio per il resto della serie.
Design
L'aspetto fisico di Jason Voorhees ha subito cambiamenti nel corso degli anni, alcuni sottili e altri radicali. Nel primo film Venerdì 13 del 1980, il compito di ideare l'aspetto di Jason fu responsabilità di Tom Savini, il cui design per il personaggio si ispirò a qualcuno che Savini conosceva da bambino i cui occhi e orecchie non erano allineati in modo simmetrico. Il progetto originale prevedeva che Jason avesse i capelli, ma Savini e la sua troupe scelsero di renderlo calvo, così avrebbe avuto l'aspetto di un "idrocefalo mongoloide", con una testa a forma di cupola. Savini creò uno stampo in gesso della testa di Ari Lehman e lo usò per creare delle protesi per il suo viso. Lehman si cosparse personalmente il corpo di fango, prelevato dal fondo del lago, per apparire "davvero viscido".
Per L'assassino ti siede accanto, Steve Miner chiese a Carl Fullerton, il supervisore del make-up, di attenersi al progetto originale di Savini, ma Fullerton aveva solo un giorno per progettare e scolpire una nuova testa. Fullerton disegnò uno schizzo approssimativo di come credeva dovesse apparire Jason e lo fece approvare da Miner.Bracke, 2006, p. 60–65 Fullerton aggiunse dei capelli lunghi al personaggio. Gillette dovette trascorrere ore su una sedia mentre gli applicavano delle protesi di gomma su tutto il viso, e dovette tenere un occhio chiuso mentre l'applicazione dell'"occhio cadente" era in atto. L'occhio di Gillette rimase chiuso per dodici ore consecutive durante le riprese delle scene finali del film. Per deformare il volto di Gillette furono utilizzate delle protesi dentarie create da un dentista locale. Gran parte del concetto di base del progetto di Fullerton venne eliminato per Week-end di terrore. Miner voleva utilizzare una combinazione dei progetti di Tom Savini e Carl Fullerton, ma con l'avanzare del lavoro il progetto iniziò ad avvicinarsi sempre di più al concetto di Savini.Grove, 2005, p. 103 Stan Winston fu assunto per creare un design per la testa di Jason, ma gli occhi erano allineati e Doug White, il truccatore di Week-end di terrore, aveva bisogno di un occhio destro cadente. White mantenne il design di Winston per la parte posteriore della testa, perché la troupe non aveva il tempo di progettare una testa completamente nuova per Jason. Il processo di creazione del look di Jason fu un duro lavoro per White, che dovette apportare continue modifiche al volto di Richard Brooker, anche fino all'ultimo giorno di riprese.
Il copione di Week-end di terrore richiese a Jason di indossare una maschera per coprirsi il viso, dopo aver indossato un sacco sopra la testa in Venerdì 13 parte II - L'assassino ti siede accanto; ciò che nessuno sapeva all'epoca era che la maschera scelta sarebbe diventata un marchio di fabbrica per il personaggio, immediatamente riconoscibile nella cultura popolare negli anni a venire. Durante la produzione, Steve Miner chiese un controllo luci. Nessuno della troupe degli effetti speciali voleva truccarsi per il controllo luci, quindi decisero di fare indossare una maschera a Brooker. Il supervisore degli effetti 3D del film, Martin Jay Sadoff, che era un appassionato di hockey e aveva con sé sul set una borsa con l'attrezzatura, tirò fuori una maschera da portiere dei Detroit Red Wings per il test.Bracke, 2006, p. 84, 86 Miner adorò la maschera, ma era troppo piccola. Utilizzando una sostanza chiamata VacuForm, Doug White ingrandì la maschera e creò un nuovo stampo con cui lavorare. Dopo che White ebbe terminato gli stampi, Terry Ballard applicò dei triangoli rossi sulla maschera per conferirle un aspetto unico. Furono praticati dei fori nella maschera e i segni furono modificati, rendendola diversa da quella di Sadoff. Furono create due maschere facciali per Richard Brooker da indossare sotto la maschera da hockey. Una maschera era composta da circa 11 apparecchi diversi e richiedeva circa sei ore per essere applicata al viso di Brooker; questa maschera veniva utilizzata per le scene in cui la maschera da hockey veniva rimossa. Nelle scene in cui la maschera da hockey copre il viso, veniva creata una semplice maschera per la testa. Questa maschera monoblocco si infilava sulla testa di Brooker, esponendo il viso ma non il resto della testa.
Tom Savini accettò di tornare a lavorare al trucco di Jason per Venerdì 13 - Capitolo finale perché sentiva che avrebbe dovuto essere lui a chiudere il cerchio di Jason in termini di aspetto da bambino a uomo.Grove, 2005, p. 124 Savini utilizzò il suo design tratto dall'originale Venerdì 13, con la stessa tecnica di applicazione di prima, ma modellata sul volto di Ted White. Poiché Jason non è il vero assassino in Venerdì 13: il terrore continua, non fu necessario alcun intervento di design particolare per il look di Jason. Per il film fu necessaria solo una maschera per coprire la parte superiore e posteriore della testa, come quella che Brooker indossava mentre aveva la maschera da hockey. Il truccatore Louis Lazzara, che cita Venerdì 13: il terrore continua quasi come un diretto sequel di Venerdì 13 - Capitolo finale, basò la sua maschera sul design di Tom Savini per Capitolo finale.Grove, 2005, p. 137
Venerdì 13 parte VII - Il sangue scorre di nuovo ha cercato di rendere Jason più simile a un "mostro classico sulla falsariga di Frankenstein".Grove, 2005, p. 157 Fin dall'inizio, Buechler cercò di collegare i film precedenti facendo in modo che l'aspetto di Jason riflettesse quello dei danni subiti nei capitoli precedenti. Poiché Jason era rimasto immerso nell'acqua nel film precedente, il team degli effetti speciali voleva che apparisse "marcio", con ossa e costole in vista, e che i suoi lineamenti fossero più definiti. Per Il sangue scorre di nuovo Howard Berger si ispirò al lavoro precedente di Carl Fullerton, e volle incorporare il concetto della carne esposta nel suo modello per Jason va all'inferno. Berger progettò la pelle di Jason in modo che si sovrapponesse alla maschera, per far sembrare che pelle e maschera si fossero fuse e che quest'ultima non potesse più essere rimossa.Bracke, 2006, p. 231–232 Gregory Nicotero e Berger scolpirono una tuta integrale in lattice di gommapiuma per Kane Hodder da indossare sotto il costume. L'idea era di rivelare il più possibile la pelle di Jason, perché Nicotero e Berger sapevano che il personaggio non sarebbe stato visibile per la maggior parte del film.
A Stephan Dupuis fu ffidato il compito di ridisegnare l'aspetto di Jason per il decimo film della serie. Uno dei concetti introdotti nel film furono le capacità rigenerative di Jason. Dupuis diede al personaggio più capelli e un aspetto più naturale per illustrare la costante rigenerazione che il personaggio attraversa; Dupuis voleva un design più "gotico" per Jason, quindi aggiunse catene e ceppi e rese la maschera da hockey più spigolosa. Jim Isaac e il resto della sua troupe volevano creare un Jason completamente nuovo a un certo punto del film. L'idea era che gli adolescenti distruggessero completamente il corpo di Jason, permettendo alla tecnologia futuristica di riportarlo in vita. Quello che venne chiamato "Über-Jason" era progettato per avere pezzi di metallo che crescevano dal suo corpo, legati da viticci che crescevano nel metallo, il tutto spingendo attraverso una tuta di pelle. Il metallo era creato in VacuForm, lo stesso materiale utilizzato per aumentare le dimensioni della maschera da hockey originale, ed era fissato tramite velcro. I viticci erano realizzati in silicone. Tutti i pezzi furono realizzati su un'unica tuta, incluso un intero copricapo, che Hodder indossava. Il team degli effetti speciali del trucco aggiunse delle cerniere lungo i lati della tuta, che consentirono a Hodder di indossarla e estrarla in 15 minuti.Bracke, 2006, p. 243, 248, 257–258