Il cosiddetto palazzo di Teodorico (o Teoderico) è un avanzo murario situato a Ravenna, lungo la via di Roma e vicino alla basilica di Sant'Apollinare Nuovo.
Dal dicembre 2014 il Ministero per i beni e le attività culturali lo gestisce tramite il Polo museale dell'Emilia-Romagna, nel dicembre 2019 divenuto Direzione regionale Musei.
Descrizione
È chiamato per tradizione, "Palazzo di Teodorico", ma in realtà, questa facciata è quello che resta di una serie di costruzioni di epoche diverse.
Quanto resta oggi della costruzione si riduce al blocco di facciata. Resta ancora in discussione l'originaria funzione del fabbricato. Nei primissimi anni del Novecento alcuni studiosi (fra i quali Gaetano Savini, Corrado Ricci, Alessandro Testi Rasponi e Giuseppe Galassi) ritennero che potesse essere una costruzione risalente al VII-VIII secolo e legata al complesso palaziale nato per ospitare gli Esarchi (governatori della città). Nel 1921 Giuseppe Gerola, allora Soprintendente a Ravenna, formulò invece l'ipotesi che si trattasse degli avanzi della chiesa di San Salvatore ad Calchi (distrutta agli inizi del XVI secolo); questa ipotesi fu sviluppata qualche anno dopo da Paolo Verzone ed è tuttora quella prevalente.
La struttura fu costruita verosimilmente alla metà dell'VIII secolo. L'imponente facciata costituisce un'ampia porzione della parte anteriore di un edificio di culto e di alcuni muri rasi al livello della strada, pertinenti al corpo della fabbrica. La parte posteriore, con l'abside, non è visibile poiché è coperta da strutture moderne. La facciata subì probabilmente un intervento di ristrutturazione in un periodo successivo alla fondazione. Altre parti costitutive dell'edificio sono due scale circolari che consentivano l'accesso a un matroneo, la cui esistenza è documentata dai saggi di scavo eseguiti all'inizio del Novecento.
Negli anni tra il 1897 e il 1907 la struttura cessò di avere funzione abitativa e fu soggetta a un restauro, sotto la direzione di Corrado Ricci. Oltre alla ricostruzione di uno dei due scaloni, furono inserite due colonne nelle bifore che si affacciano sul piano stradale.
Negli anni cinquanta del Novecento l'archeologo don Mario Mazzotti ha realizzato alcune indagini archeologiche allo scopo di potere meglio comprendere la storia dell'edificio,
Lo studio storico del sito cominciò dopo la scoperta di alcuni mosaici pavimentali nel XIX secolo.
Note
Bibliografia Giuseppe Gerola, L'architettura deutero-bizantina in Ravenna, in Ricordi di Ravenna medioevale : nel 6. Centenario della morte di Dante, Ravenna 1921, pp. 15-112. Giuseppe Galassi, L'architettura protoromanica nell'Esarcato, suppl. 3 a "Felix Ravenna", Ravenna 1928, pp. 91-129. Paolo Verzone, L'architettura nell'XI secolo nell'Esarcato, "Palladio", 4 (1940), pp. 97-112. Mario Mazzotti, Il cosiddetto ''Palazzo di Teodorico'', "Corsi di cultura sull'arte ravennate e bizantina", 2 (1956), pp. 81-86. Antonino Rusconi, Una nuova ipotesi sul cosiddetto "palazzo di Teodorico" in Ravenna, "Corsi di cultura sull'arte ravennate e bizantina", 1971, pp. 475-506. Bengt Thordeman, Il palazzo di Teodorico a Ravenna: un palazzo reale longobardo?, "Opuscula romana", X/2 (1974), pp. 22-40. Palazzo di Teodorico, Palazzo degli Esarchi, S. Salvatore ad Calchi. Alcuni inediti di Mario Mazzotti, in Ubi multi peccatores occurrunt... Storia e archeologia della chiesa di Sant'Apollinare Nuovo, del monastero benedettino, poi convento dei Frati Minori Osservanti, e del quartiere ritenuto l'area palaziale della Ravenna tardoantica, a cura di Paola Novara, Ravenna 1999, pp. 69-78. Rita Romanelli, Reimpieghi a Ravenna tra X e XII secolo nei campanili, nelle cripte e nelle chiese, Spoleto 2011, ISBN 9788879883658.
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