Il termine arabo Isrāʾīliyyāt () viene usato negli ambienti storici e teologici islamici per indicare quell'antico e vasto materiale di ispirazione ebraica la cui origine viene attribuita all'ambiente culturale religioso ebraico (ma anche cristiano),Mair Bar-Asher, «Isrâ'îliyyat», in M. A. Amir-Moezzi, Dictionnaire du Coran, éd. Robert Laffont, 2007, p. 430. e, in senso esteso, proveniente dall'Ahl al-Kitāb (Gente del Libro).
Queste fonti sono servite la maggior parte delle volte a interpretare alcuni versetti del Corano, in particolare i riferimenti in esso contenute della "antiche storie" dei profeti preislamici e antico-testamentari. I Compagni di Maometto non hanno quasi mai attribuito soverchia importanza a questi racconti, forti dell'ammonimento rivolto loro dallo stesso loro Profeta:
Anche ʿAbd Allāh b. Masʿūd avrebbe dichiarato: "Non domandate nulla alla gente del Libro (in materia di Tafsir), dal momento che, essendo nell'errore, non possono guidarci».Muqaddima fī Uṣūl al-tafsīr (Introduzione alle basi dell'interpretazione esegetica), Ibn Taymiyya, p. 57..
Tuttavia, con le conversioni all'Islam di ebrei come Ka'b al-Ahbar, Wahb ibn Munabbih, o anche Abd Allah ibn Salam, quelli tra i salaf,I "pii antenati" delle tre prime generazioni che sono considerati dai musulmani particolarmente vicini e fedeli a Maometto e ai suoi insegnamenti dettatigli da Allah. così come i Tabiʿūn e i tabiʿūn al-Tabiʿīn (i Seguaci dei Seguaci), cominciarono a condurre l'esegesi del loro Testo Sacro (Tafsīr) utilizzando anche questi racconti, pur stando attenti a identificarne la provenienza. In qualche misura le isrāʾīliyyāt sono comunque considerate abbastanza affidabili dall'insieme dei muḥaddithūun (specialisti dei ʾaḥādīth), malgrado essi non possano essere considerati a pieno titolo come rispondenti ai requisiti richiesti per considerare ḥasan ("buona" sotto il profilo formale e sostanziale) una tradizione islamica, giuridicamente rilevante, a meno che essi non rinviino direttamente a Maometto o ai suoi Compagni.
Le fonti delle isrāʾīliyyāt sono di tre tipi: quelle considerate come autentiche, perché confermate da quanto detto da Maometto; quelle su cui non ci si pronuncia, perché non si sa se esse siano vere o false; quelle che sono respinte, perché sono contraddette da quanto afferma il Corano o Maometto attraverso ʾaḥādīth.
Note
Bibliografia Camilla Adang, Muslim Writers on Judaism and the Hebrew Bible: from Ibn Rabban to Ibn Hazm, New York, E.J. Brill, 1996. G.H.A. Juynboll, The Authenticity of the Tradition Literature: Discussions in Modern Egypt, Leida, E.J. Brill, 1969. Uri Rubin, Between Bible and Qur'an: The Children of Israel and the Islamic Self-Image, Vol, 17 degli Studies in Late Antiquity and Early Islam, Princeton, The Darwin Press, 1999. Roberto Tottoli, I profeti biblici nella tradizione islamica, Brescia, Paideia, 1999 (trad. inglese Biblical Prophets in the Qur'ān and Muslim Literature, Richmond (Surrey), Curzon, 2002).
Voci correlate Ibn Kathir
Collegamenti esterni Terry Newman, The Isra'iliyyat Literature, November 2003.
Categoria:Lessico islamico