La guerra dei Nasi Forati fu un conflitto armato tra numerose tribù di Nasi Forati con gli alleati Palus di Eco Rosso (Hahtalekin) e Testa Calva (Husishusis Kute) e lo United States Army.
Storia Il conflitto, combattuto tra giugno ed ottobre del 1877, fu causato dal rifiuto di molte tribù di Nasi Forati, soprannominati "indiani non-trattati", di rinunciare alle proprie terre natali sulle coste del Pacifico nordoccidentale per trasferirsi in una riserva indigena in Idaho. Questa deportazione forzata violava il trattato di Walla Walla firmato nel 1855 che concedeva alla tribù oltre 30 000 km² di terra ed il diritto di cacciare e pescare nelle terre vendute al governo statunitense. Dopo i primi scontri armati a giugno, i Nasi Forati si misero in viaggio verso nord per chiedere aiuto ai Crow. Dopo il rifiuto dei Crow, cercarono asilo presso i Lakota di Toro Seduto, fuggito in Canada nel maggio 1877 per evitare la cattura dopo la battaglia del Little Bighorn del 1876.
I Nasi Forati furono inseguiti da soldati dello United States Army, con cui avevano combattuto una serie di scontri durante una ritirata di quasi 1900 km. La guerra finì quando fu combattuta un'ultima battaglia di cinque giorni lungo lo Snake Creek alle pendici delle Bear Paw Mountains in Montana, a soli 65 chilometri dal confine canadese. La maggior parte dei Nasi Forati di Capo Giuseppe della tribù Wallowa si arresero ai generali Oliver O. Howard e Nelson Miles.Forest Service: Nez Perce Historic National Trailhttp: Uccello Bianco dei Lamátta riuscì a fuggire dopo la battaglia con un numero imprecisato di indiani e insieme raggiunsero il campo di Toro Seduto in Canada. I 418 Nasi Forati che si arresero, comprese donne e bambini, furono fatti prigionieri e mandati con un treno a Fort Leavenworth in Kansas.
Nonostante Capo Giuseppe sia il più famoso dei capi Nasi Forati, non ne fu l'unico capo. I Nasi Forati erano guidati da una coalizione di numerosi capi provenienti da diverse tribù che comprendevano i Nasi Forati "non-trattati", tra cui i Wallowa di Ollokot, o Lamátta di Uccello Bianco, Toohoolhoolzote dei Pikunin e Specchio degli Alpowai. Il generale Howard era a capo del dipartimento della Columbia dell'esercito statunitense, incaricato di scortare i Nasi Forati nella riserva la cui giurisdizione fu estesa al generale William Tecumseh Sherman per permettere ad Howard l'inseguimento. Fu durante la resa finale dei Nasi Forati che Capo Giuseppe tenne il famoso discorso "Non combatterò mai più", tradotto dall'interprete Arthur Chapman.
Il The New York Times scrisse in un editoriale del 1877 che "Dal nostro punto di vista, la guerra fu inizialmente non più di un enorme errore ed un crimine".Robert G. Hays: A race at bay: New York times editorials on "the Indian problem," 1860-1900; p. 243: Southern Illinois University Press (1997) ISBN 0-8093-2067-3 La guerra viene ricordata da numerosi siti del Nez Perce National Historical Park e del Nez Perce National Historic Trail.
La serie di operazioni di questa campagna è nota anche come Lunga Marcia; l'obbiettivo che perseguivano i Nasi Forati era infatti quello di raggiungere il confine canadese, ovvero la salvezza e la libertà. Il raggiungimento dell'obiettivo prevedeva un'estenuante marcia attraverso le Montagne Rocciose, un percorso pieno di insidie e, non ultimo, l'Esercito statunitense che cercò in ogni modo di ostacolarne il passaggio del confine.
Contesto storico
Nel 1855 durante il consiglio di Walla Walla i Nasi Forati furono obbligati dal governo federale a rinunciare alle loro terre natali ed a trasferirsi nella riserva Umatilla del territorio dell'Oregon con Walla Walla, Cayuse e Umatilla. Le tribù coinvolte si opposero talmente duramente all'accordo che Isaac Ingalls Stevens, governatore e sovrintendente degli affari indiani nel territorio di Washington, e Joel Palmer, sovrintendente degli affari indiani per il territorio dell'Oregon, firmarono il trattato dei Nasi Forati Nez Perce nel 1855, garantendo loro il diritto di restare in un'ampia porzione di terra in Idaho, Washington e Oregon, in cambio della cessione agli Stati Uniti di 22000 dei 52000 km² per del denaro, con in più il diritto di cacciare, pescare e pascolare i cavalli sul terreno venduto. Era in pratica lo stesso diritto concesso sui terreni pubblici ai cittadini anglo-americani.
La neonata riserva dei Nasi Forati era ampia 30 000 km² e si divideva tra Idaho, Oregon e Washington. Secondo i termini del trattato nessun colono bianco poteva entrare nella riserva senza il permesso dei Nasi Forati. Nel 1860 fu scoperto l'oro nei pressi dell'odierna Pierce e 5000 cercatori invasero la riserva, fondando illegalmente la città di Lewiston come deposito in terra dei Nasi Forati.Hampton, Bruce. Children of Grace: The Nez Perce War of 1877. New York: Henry Holt and Company, 1994, pp 28-29 Rancheros ed agricoltori seguirono i minatori ed il governo statunitense non riuscì a tenerli fuori dalle terre indiane. I Nasi Forati si infuriarono per il fallimento del governo nel rispetto delle clausole dei trattati, e per il fatto che non si oppose agli invasori che saccheggiavano le loro praterie, dalle quali dipendevano per la sopravvivenza.
Nel 1863 un gruppo di Nasi Forati fu obbligato a vendere il 90% della riserva al governo, ed a loro rimasero solo 3000 km² in Idaho. Secondo il trattato tutti i Nasi Forati si sarebbero dovuti trasferire nella nuova minuscola riserva ad est di Lewiston. Numerosi Nasi Forati non considerarono valido l'accordo rifiutandosi di trasferirsi.Josephy, Alvin M., Jr. The Nez Perce Indians and the Opening of the Northwest. Boston: Mariner, 1997, p 428-429. I Nasi Forati che accettarono l'accordo erano in gran parte cristiani, mentre gli altri seguivano la religione tradizionale nativa. I Nasi Forati "non-trattati" comprendevano la tribù di Capo Giuseppe che viveva nella valle del Wallowa in Oregon nordorientale. Le dispute con i coloni bianchi portarono a molti omicidi, i cui responsabili non furono mai puniti.Hampton, pp. 32-36, 43
Le tensioni tra Nasi Forati e coloni bianchi aumentarono nel 1876 e nel 1877. Il generale Oliver O. Howard convocò un consiglio nel maggio 1877 ordinando alle tribù ribelli di trasferirsi nella riserva, ponendo un improbabile ultimatum di 30 giorni.West, Elliott, pp. 14-15 Howard umiliò i Nasi Forati imprigionandone il capo anziano Toohoolhoolzote, il quale si era dichiarato contrario allo spostamento.Josephy,Jr., Alvin M. The Nez Perce Indians the Opening of the Northwest, New Haven: Yale U Press, 1965, p. 504. Toohoolhoolzote condivise la cella con un soldato simpatico ma ubriaco, il trombettiere John Jones. Divennero entrambi famosi ma Jones, poche settimane dopo, fu il primo soldato ucciso nella guerra dei Nasi Forati. McDermott, p. 60 Gli altri capi Nasi Forati, tra cui Capo Giuseppe, considerarono futile una resistenza militare. Accettarono il trasferimento e si diressero come ordinato a Fort Lapwai, nel territorio dell'Idaho. Il 14 giugno 1877 circa 600 Nasi Forati delle tribù di Giuseppe e Uccello Bianco si radunarono nella prateria Camas, 10 km ad ovest dell'attuale Grangeville.West, Elliott, p. 5-6
Il 13 giugno, poco prima del termine dell'ultimatum, la tribù di Uccello Bianco celebrò una cerimonia tel-lik-leen presso il campo del lago Tolo con guerrieri che sfilarono a cavallo in cerchio attorno al villaggio vantandosi delle battaglie combattute e del loro comportamento in guerra. Secondo i racconti dei Nasi Forati, un vecchio guerriero di nome Hahkauts Ilpilp (Orso Grizzly Rosso) contestò la presenza alla cerimonia di numerosi giovani guerrieri che non avevano vendicato i genitori uccisi dai coloni bianchi. Uno di loro, Wahlitits, era il figlio di Abito da Aquila, a cui aveva sparato Lawrence Ott tre anni prima. Umiliato e forse inebriato dal liquore, Wahlitits e due cugini (Sarpsisilpilp e Wetyemtmas Wahyakt) partirono dagli insediamenti del fiume Salmon per vendicarsi. La sera dopo, il 14 giugno 1877, Wetyemtmas Wahyakt tornò al lago annunciando di aver ucciso quattro bianchi (nessuna donna né bambino) e ferito un altro che aveva in passato minacciato gli indiani. Ispirati dal furore della guerra, circa sedici altri guerrieri si unirono a Wahlitits nelle razzie.
Giuseppe ed il fratello Ollokot erano lontani dal campo durante le razzie del 14 e 15 giugno. Quando tornarono il giorno dopo molti Nasi Forati erano partiti per accamparsi lungo White Bird Creek ed attendere la risposta del generale Howard. Giuseppe considerò l'idea di chiedere la pace ai bianchi, ma capì che sarebbe stato inutile dopo le razzie. Nel frattempo Howard aveva mobilitato il suo esercito ed aveva mandato 130 uomini, tra cui 13 guide dei Nasi Fortati, con il capitano David Perry a punire i Nasi Forati e costringerli ad andare nella riserva. Howard aveva previsto che i suoi soldati "se la sarebbero cavata velocemente".McDermott, John D. Forlorn Hope. Boise: Idaho State Historical Society, 1978, pp. 12, 54 I Nasi Forati sconfissero Perry nella battaglia di White Bird Canyon ed iniziarono una lunga fuga verso est per fuggire dai soldati statunitensi.
Guerra
Giuseppe e Uccello Bianco si unirono con la tribù di Specchio e, dopo molte battaglie e schermaglie in Idaho il mese seguente, circa 250 guerrieri Nasi Forati e 500 donne e bambini con oltre 2000 cavalli ed altro bestiame iniziarono una ritirata non libera da scontri. Dall'Idaho attraversarono il passo Lolo entrando nel territorio del Montana, viaggiando verso sudest, entrando nel parco nazionale di Yellowstone per poi tornare in Montana,Malone, p. 135West, p. 4 percorrendo circa 1900 km. Cercarono di chiedere asilo ai Crow ma, dopo il rifiuto di questi, decisero di trasferirsi in Canada.
Alcuni guerrieri Nasi Forati, probabilmente meno di 200, sconfissero o bloccarono l'esercito statunitense in molte battaglie. La più famosa fu la battaglia del Big Hole che durò due giorni in Montana sudoccidentale, uno scontro con molti caduti da ambo le parti, comprese molte donne e bambini dei Nasi Forati. Fino a Big Hole i Nasi Forati rimasero convinti di poter concludere la guerra con gli americani in modo favorevole, o almeno accettabile.Josephy, pp. 587-588 Dopo la guerra "aumentò per ferocia e ritmo. Da allora in avanti i bianchi divennero i loro nemici e la loro forza militare fu ridotta".Beal, Merrill D. I Will Fight No More Forever: Chief Joseph and the Nez Perce War. Seattle: U of WA Press, 1963, p. 130
La guerra terminò quando i Nasi Forati si fermarono per accamparsi nella prateria adiacente a Snake Creek alle pendici del versante settentrionale delle Bears Paw Mountains nel territorio del Montana, a soli 65 km dal confine canadese.
Credevano di essersi scrollati di dosso Howard e gli inseguitori, ma non sapevano che il neo promosso generale Nelson Miles al comando del neonato distretto di Yellowstone era stato mandato da Tongue River Cantonment per trovarli ed intercettarli. Miles guidava un gruppo misto composto dal 5º fanteria, dal 2º cavalleria e dal 7º cavalleria dell'ormai deceduto George Armstrong Custer. A fianco delle truppe c'erano le guide Lakota e Cheyenne, molte delle quali avevano combattuto l'esercito meno di un anno prima durante le guerre Sioux.
Fecero un attacco a sorpresa all'accampamento dei Nasi Forati la mattina del 30 settembre. Dopo tre giorni di scontri Howard giunse col suo gruppo, ed il 3 ottobre l'equilibrio fu rotto. Capo Giuseppe si arrese il 5 ottobre 1877Malone, et al. Montana, p. 138 dicendo nel suo famoso discorso che non avrebbe "combattuto mai più".