Biografia Nacque dall'amore della signorina inglese Annie James per l'esule patriota Giuseppe Pica -abruzzese, docente universitario a Modena dopo l'Unità e futuro senatore del Regno-, conosciutolo in Inghilterra nel '60 e divenuta sua moglie, per lui in seconde nozze, una ventina di anni dopo, allorché la coppia decise di riconoscere il loro figlio Vittorio.
Vincitore, nel 1882, con un contributo sui Goncourt, del concorso indetto,Edmond (1822-1896) e Jules de Goncourt (1830-1870), scrittori francesi, esponenti del naturalismo letterario. url=http://digiteca.bsmc.it/?l=periodici&t=Fanfulla%20della%20domenica per un saggio letterario inedito, dal Fanfulla della domenica, Fonte: V. Mariani, Enciclopedia Italiana, riferimenti e link in Bibliografia.la sua formazione critica, ispirata in particolare dai numerosi scritti del più anziano dei due fratelli -Edmond- il cui ricordo oggi si tramanda soprattutto per il valore testimoniale dell'amplissimo Diario, è ancor sulla linea del metodo imposto da questi che venne elaborata l'allor celebre conferenza di Pica dal titolo Arte Aristocratica: la quale si chiude con una dura critica all'estetismo decadente, personificato in primis dalla narrativa a inclinazione satanica di Huysmans e seguaci.
Per motivi di studio, si trasferì, ancor giovane, a Roma; poi a Venezia, stabilendosi definitivamente a Milano. Rapidamente divenne, con Capuana Scarfoglio Ojetti, tra i maggiori critici italiani durante la 'belle époque' e decisivo nel formare il gusto della classe media colta italiana prima della Grande Guerra.
Alla sua precipua opera critica, consacrata a studi letterari, si deve la diffusione in Italia, a partire dalla seconda metà del penultimo decennio del XIX secolo, di grandi poeti simbolisti francesi, soprattutto Paul Verlaine e Stéphane Mallarmé (con entrambi, Pica fu in rapporto epistolare). I saggi a loro dedicati, già editi in rivista a partire dal 1885, poi li raccolse in Letteratura d'eccezione, editagli da Baldini e Castoldi, l'editore di Fogazzaro, nel 1898: anno in cui Pica avvia la sua collaborazione anche al prestigioso Marzocco. Sarà Pica a coniare il termine 'avanguardia' per definire l'insieme delle forme d'arte novatrici, a fine '800, operative nel segno del simbolico.
Svolse un ruolo fondamentale nella creazione della Biennale Arte di Venezia, della quale fu curatore di diverse edizioni. Fu anche tra i fondatori della rivista Emporium di Bergamo, divenendone nel 1900 il direttore editoriale e restando in redazione fino alla sua scomparsa. Collaborò anche alla rivista senese Vita d'Arte.
Ebbe grande importanza nella crescita della storica casa editrice di Luigi Pierro a Napoli, con la quale pubblicò le sue prime opere e nella cui libreria fondò, insieme a Benedetto Croce e ad altri intellettuali napoletani, la Società dei Nove Musi.
Opere Durante la sua carriera letteraria produsse numerose pubblicazioni tra monografie, saggi, cataloghi per mostre ed esposizioni, prefazioni. Tra i più importanti:
Ristampata nel volume antologico, a cura di Nicola D'Antuono, Arte aristocratica e altri scritti su naturalismo, sibaritismo e giapponesismo (1881-1892). Napoli, Edizioni Scientifiche Italiane, 1995.
L'arte medioevale a Venezia, Napoli, Pierro, 1897.
Note
Bibliografia voce 'Pica, Vittorio' in: 'Dizionario Bompiani degli autori, delle opere e dei personaggi' -Milano, 1957.
Voci correlate Biennale di Venezia Alberto Martini
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