A Cristo crocifisso (A Cristo crucificado, o No me mueve, mi Dios, para quererte) è un sonetto in lingua spagnola di autore anonimo composto nella seconda metà del XVI secolo o i primi decenni del XVII secolo. È giudicato da molti critici il miglior sonetto in lingua spagnola del Siglo de OroMarcel Bataillon, «El anónimo soneto "No me mueve mi Dios para quererte"», Príncipe de Viana 11:105-110, 1950; Nueva Revista de Filología Hispánica, 4:254-69, 1950.
Testo
Critica Il più antico documento in cui fu rinvenuto questo sonetto fu una copia dell'Arte doctrinal y modo general para aprender la lengua matlazinga scritto nel 1638 dal monaco agostiniano della Nuova Spagna Miguel de Guevara. Si ritenne pertanto che l'autore fosse lo stesso Guevara«Parece confirmarse que el famoso soneto No me mueve, mi Dios, para quererte, uno de los más bellos de la poesía religiosa en lengua española, fue escrito por este fraile de la provincia de Michoacán». Agustín del Saz (a cura di), Antología general de la poesía mexicana (siglos XVI al XX), Barcelona: Editorial Bruguera, 1972, p. 764Alberto María Carreño, Joyas literarias del siglo XVII encontradas en Mexico: Fr. Miguel de Guevara y el celebre soneto castellano "No me mueve mi Dios para quererte"; Apuntaciones por Alberto Maria Carreno, II ed, Mexico: Victoria, 1965. Successivamente, però, una versione del sonetto fu trovato nel Libro intitulado Vida del espíritu redatto dall'agostiniano madrileno Antonio de Rojas nel 1628; il sonetto era tuttavia anonimo e fu perciò attribuito, in base al contenuto, a numerosi mistici fra i quali Giovanni d'AvilaAngelo Di Salvo, «Soneto a Cristo Crucificado». In: Germán Bleiberg, Maureen Ihrie, Janet Pérez (eds.), Dictionary of the literature of the Iberian peninsula, Westport, Connecticut; London: Greenwood Press, 1993, vol. 2, pp. 1542-1543, ISBN 0-313-21302-X (Google libri), Francesco SaverioArnulfo Herrera, «Un avatar de San Francisco Xavier en su autoría del soneto "No me mueve, mi Dios, para quererte"». In: Ignacio Arellano; Alejandro González Acosta; Arnulfo Herrera (eds.), San Francisco Javier entre dos continentes, Madrid: Iberoamericana; Frankfurt am Main: Vervuert, 2007, pp. 123-132, ISBN 978-84-8489-290-8 (Google libri), Ignazio di Loyola, Luis de León o Teresa d'Avila. Il poeta ignoto ci rivela che l'amore di Dio che lo ispira è un amore non dettato dal timore della pena o dalla speranza di un premio, ma è fondato sul sentimento che sorge contemplando la passione di CristoAntonio Radames Ferrarin, Op. cit. in Bibliografia. Questi concetti sono presenti anche nel capitolo 7 del Sexta Morada di Teresa d'Ávila; ma anche in mistici medioevali cristiani e perfino islamiciGaetano Chiappini, «Il "puro amore" nel sonetto "No me mueve, mi Dios, para quererte"». In: Inos Biffi e Costante Marabelli (a cura di), Figure moderne della teologia nei secoli XV-XVII: Atti del Convegno internazionale promosso dall'Istituto di storia della teologia di Lugano, Lugano, 30 settembre-1º ottobre 2005; Lugano: IST-FTL; Milano: Jaca Book, 2007, pp. 187-191, ISBN 978-88-16-30439-0 Jaca book (Google libri).
Note
Bibliografia Antonio Radames Ferrarin, «A Cristo in croce|A Cristo crucifijado». In: Dizionario Bompiani delle Opere e dei Personaggi, di tutti i tempi e di tutte le letterature, Milano: RCS Libri SpA, 2006, Vol. I, p. 37,
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