I Jacksonville Jaguars sono un club di football americano professionistico nato nel 1995 con sede a Jacksonville, Florida, USA. Questa voce approfondisce la storia della franchigia dalla fondazione ad oggi.

Era pre-franchigia Ogni anno Jacksonville ospita il Gator Bowl, una tradizione cittadina che è accompagnata da feste, cerimonie, parate e altri eventi che portano alla partita. L'annuale classico Florida vs. Georgia, una sentita rivalità collegiale tra i Gators della University of Florida i Bulldogs della University of Georgia, è giocata anch'essa a Jacksonville.

Lo stadio Gator Bowl è stato costruito da capriate in acciaio durante la Grande depressione ed è stato spesso ricostruito, con l'aggiunta finale del cemento armato nell'ala ovest nel 1982. La struttura ospitò la breve vita delle franchigie della World Football League (i Jacksonville Sharks/Express) e della United States Football League (i Jacksonville Bulls) ed occasionali esibizioni di partite dell'NFL. La città ospitò anche l'All Star Game dell'American Football League nel 1967 e nel 1968. Jacksonville inizialmente tentò di attirare i Baltimore Colts, il cui proprietario, Robert Irsay, divenne famoso per essere atterrato in elicottero nello stadio con migliaia di cittadini di Jacksonville che gli chiedevano di trasferire lì il team. I leader della città cercarono inoltre di convincere gli Houston Oilers a spostarsi Jacksonville verso la fine degli anni ottanta. Grandi sforzi furono compiuti per tentare di convincere gli Oilers, inclusa la creazione del simbolo "Jacksonville Oilers" e la designazione di una specifica sezione del Gator Bowl per famiglie in cui era vietato consumare alcolici (una caratteristica delle attuali gare casalinghe dei Jaguars).

Nel 1992 l'NFL annunciò che avrebbe aggiunto due nuove franchigie a partire, in origine, dalla stagione . L'ultima espansione della lega era datata 1976 con l'aggiunta dei Seattle Seahawks e dei Tampa Bay Buccaneers; con la crescita dello sport, la lega sentì che era giunto il momento di creare due nuove franchigie. Cinque città furono alla fine scelte come finaliste per le due squadre: Charlotte nella Carolina del Nord, Saint Louis nel Missouri, Baltimora nel Maryland, Memphis nel Tennessee e Jacksonville. Dall'inizio, Charlotte e St. Louis erano considerate le maggiori favorite; anche Baltimora sembrava avere notevoli possibilità. Anche se non era considerata una candidata forte, anche Memphis era considerata una possibile outsider, dal momento che l'NFL non aveva una presenza nell'area.

Per diverse ragioni, Jacksonville era considerata la sfavorita del gruppo. La Florida aveva già due squadre nell'NFL: i Tampa Bay Buccaneers, che giocavano a circa quattro ore di viaggio di distanza, e i Miami Dolphins. Ogni expansion team avrebbe inoltre dovuto competere con le tre maggiori squadre di football collegiali della Florida: Florida State, Florida e Miami e i Georgia Bulldogs. Jacksonville era anche l'unico mercato televisivo fuori dalla top 50 dei maggiori mercati americani. Mentre Jacksonville era la 15ª più grande città della nazione all'epoca, era (e rimane tutt'oggi) solo un mercato di grandezza media poiché la periferia e le aree rurali erano più piccole della città stessa. Secondo il censimento del 1990 c'erano 635.000 abitanti a Jacksonville ma solo 900.000 persone nell'area metropolitana.

Ad ogni modo, il più grande ostacolo potenziale per Jacksonville erano la grande confusione e conflitto attorno al potenziale gruppo proprietario. Questo si era già formato ancor prima che l'NFL avesse annunciato la sua intenzione di espandersi, nel 1989. Il gruppo, chiamato "Touchdown Jacksonville!", fece la richiesta formale alla NFL nel 1991. Il nucleo originale includeva il futuro governatore Jeb Bush e il produttore e politico di Jacksonville Tom Petway. Nel 1991 questo gruppo annunciò fiduciosamente che avrebbe chiamato il proprio team Jacksonville Jaguars. Dopo alcune defezioni e rinunce, il gruppo venne guidato da J. Wayne Weaver, un magnate delle calzature che era stato il primo presidente della Nine West dal 1978 al 2 febbraio 1993 e in seguito fondatore della Shoe Carnival.

Nell'aprile 1993, l'NFL indicò ai dirigenti di Jacksonville che sarebbero stati necessari diversi rinnovi al Gator Bowl. Dopo diverse settimane di trattative e rischi di un nulla di fatto, un accordo fu raggiunto demandando la responsabilità della ristrutturazione alla città e sottoponendo tale proposta al Consiglio Cittadino per l'approvazione. Il 21 luglio 1993, però, il consigliò rigettò la proposta, condannando la candidatura di Jacksonville. I soldi pagati per i biglietti della stagione successiva furono rimborsati e gli uffici di Touchdown Jacksonville! furono chiusi.

A causa della non totale fiducia nei pretendenti rimasti, l'NFL incoraggiò Jacksonville a rivedere il problema e a ripresentare la propria candidatura. Circa un mese dopo, i negoziati tra la città e Touchdown Jacksonville! furono ripresi e un pacchetto di aiuti leggermente modificato fu approvato a larga maggioranza dal Consiglio Cittadino. Tornati ufficialmente in gara, i dirigenti di Jacksonville furono rinvigoriti e ciò fu confermato dalla vendita dei posti a sedere che fece registrare 10.000 acquirenti in 10 giorni. I Jaguars ottennero anche un investitore di alto profilo come l'ex star della NFL Deron Cherry che firmò un accordo come partner esclusivo.

Dopo che Charlotte fu unanimemente aggiunta come 29ª franchigia il 1º novembre, la lega annunciò che avrebbe confermato il secondo nome entro il 30 novembre 1993. All'epoca, la convinzione comune era che St. Louis avrebbe avuto la 30ª franchigia. Infatti, magliette dei "St. Louis Stallions" (il nome proposto per il nuovo team) iniziarono ad essere vendute nell'area di St. Louis dai negozi di articoli sportivi. Le cose però andarono diversamente.

Alle 16.12 del pomeriggio del 30 novembre, Jacksonville fu annunciata come la nuova franchigia di espansione. La sera successiva, 25.000 tifosi celebrarono al Gator Bowl, mentre veniva dato il via alla vendita dei biglietti per la gara inaugurale della successiva stagione. Meno di dieci giorni dopo, il Florida Times-Union (il quotidiano di Jacksonville) annunciò che le vendite avevano superato quota 55.000 biglietti (Il caso volle che tutte e tre le altre finaliste avrebbero avuto anch'esse la loro squadra professionistica: i Los Angeles Rams si spostarono a St. Louis nel 1995, i Cleveland Browns si trasferirono a Baltimore venendo rinominati Baltimore Ravens e Memphis sarebbe diventata la nuova casa degli Houston Oilers nel 1996 prima che il club si trasferisse a Nashville, venendo rinominato Tennessee Titans).

Dopo la gara al Gator Bowl il 31 dicembre 1993 il vecchio stadio fu demolito quasi interamente e rimpiazzato con una superstruttura rinforzata. Tutto ciò che rimase del vecchio stadio furono l'atrio superiore ad ovest e una parte del sistema di rampe. Per favorire la costruzione, le gare del "The World's Largest Outdoor Cocktail Party" del 1995 furono divise tra i campi della Florida e della Georgia e il Gator Bowl del 1994 fu giocato al Ben Hill Griffin Stadium a Gainesville. Il nuovo stadio (ora chiamato EverBank Field) aprì il 18 agosto 1995 con una gara di pre-stagione contro i St. Louis Rams.

L'era di Tom Coughlin (1995–2002) 1995: la stagione inaugurale Nel 1995 Tom Coughlin fu assunto come primo capo-allenatore della storia dei Jaguars. Questi aveva avuto precedentemente grande successo come allenatore al Boston College ma molti credettero che fosse una mossa rischiosa a causa della mancanza di esperienza di Coughlin nella NFL. Con i Carolina Panthers, i Jacksonville Jaguars entrarono nell'NFL come prima nuova formazione negli ultimi vent'anni. Entrambe le squadre parteciparono all'Expansion Draft NFL 1995, con i Jaguars che scelsero Steve Beuerlein come prima scelta. Beuerlein perse velocemente il suo posto da titolare in favore dell'ex riserva dei Green Bay Packers Mark Brunell. I Jaguars finirono la loro stagione inaugurale con un record di 4–12. Sia i Jaguars che i Panthers (7–9) batterono il precedente record per il maggior numero di vittorie per un expansion team (3), firmato dai Cincinnati Bengals nel 1968. La stagione inaugurale vide la partecipazione di molti dei giocatori che avrebbero guidato Jacksonville ai playoff nelle quattro stagioni successive, compreso il quarterback Mark Brunell, l'offensive lineman Tony Boselli (selezionato come seconda scelta assoluta nel Draft NFL 1995), il running back James Stewart (anche dal Draft 1995) e il wide receiver Jimmy Smith (firmato come free agent).

La squadra giocò la prima gara della stagione in casa di fronte a una folla di 72.363 spettatori il 3 settembre 1995, perdendo 10–3 contro gli Houston Oilers. La sua prima vittoria giunse nella quarta settimana battendo gli Oilers 17–16 il 1º ottobre a Houston. La settimana seguente, contro i Pittsburgh Steelers, futuri campioni dell'AFC, i Jaguars ottennero la prima vittoria casalinga per 20–16. Le altre due vittorie della squadra giunsero entrambe contro i Cleveland Browns. La seconda vittoria, per 24–21 nella settimana 17, fu guidata da un field goal di Mike Hollis dalle 34 yard, nell'ultima gara dei Browns prima di essere trasferiti a Baltimora ed essere rinominati Ravens.

1996: "Jacksonville, credi nei miracoli?" La stagione 1996 di Jacksonville fu marchiata dal successo in sei delle ultime sette gare, terminando con un record di 9–7. I meriti per questa svolta di metà stagione probabilmente stettero nella sostituzione del wide receiver Andre Rison in favore di Jimmy Smith dopo una gara contro i St. Louis Rams, in cui Brunell subì 5 intercetti. La colpa degli intercetti fu data a Rison che fu messo in panchina. Nell'ultima gara della stagione regolare contro gli Atlanta Falcons, necessitando di una vittoria per raggiungere i playoff, i Jaguars ebbero un po' di fortuna quando, a meno di un minuto dalla fine, Morten Andersen sbagliò un field goal da 30 yard che avrebbe dato la vittoria ai Falcons. I Jaguars conclusero col quinto record della AFC.

La loro prima gara di playoff fu contro i Buffalo Bills a Buffalo, una sfida che i Jaguars vinsero 30–27. La successiva fu contro i Denver Broncos che avevano dominato l'AFC con un record di 13–3 (guadagnando il vantaggio del fattore campo contro tutti gli avversari). Gli ultimi arrivati Jaguars non furono intimiditi dai Broncos o dai loro tifosi e dominarono largamente dal secondo quarto in poi. Un passaggio da touchdown da Mark Brunell a Jimmy Smith diede ai Jaguars il vantaggio 30–20. Questi conservarono il vantaggio e vinsero a sorpresa 30–27, in una gara che molti ancora reputano la migliore della storia della franchigia. Al ritorno a Jacksonville, i Jaguars furono acclamati da 40.000 tifosi festanti allo stadio, dove avevano visto la partita proiettata sui maxi-schermi. Nella finale della AFC, i Jaguars si arresero ai New England Patriots per 20-6, dopo aver retto bene in difesa per più di tre quarti di partita. Curiosamente anche l'altro team di espansione nato coi Jaguars, i Panthers, giunse in finale di conference (nella NFC), dove perse 30–13 contro i futuri vincitori del Super Bowl, i Green Bay Packers.

1997–99: Qualificazioni ai playoff e titoli di division Nel 1997 i Jaguars terminarono la stagione regolare al primo posto della AFC Central Division a pari merito con i Pittsburgh Steelers con un record di 11–5. Pittsburgh vinse la division avendo risultati migliori di Jacksonville contro le dirette avversarie di division. I Jaguars vennero sconfitti nel wild card match per 42-17 dai futuri vincitori del Super Bowl, i Denver Broncos di John Elway al Mile High Stadium. I Broncos, guidati da Terrell Davis, corsero per 5 touchdown e oltre 300 yard.