La Contea di Modica (in latino: Comitatus Moticae; in siciliano: Cuntea di MòdicaProunciata nel dialetto modicano , cioè Cuntea 'i Muòrica.; in spagnolo: Condado de Módica) fu un'entità feudale esistita nella parte sudorientale della Sicilia dalla fine del XIII all'inizio del XIX secolo. Fu uno dei più importanti feudi del sud Italia, per dimensione ed importanza storico-politica, ed il suo territorio comprendeva quasi tutta l'area corrispondente all'odierno libero consorzio comunale di Ragusa.
Territorio
La Contea di Modica rappresentava il feudo più esteso del Regno di Sicilia, e il suo territorio, al momento della sua soppressione nel 1816, comprendeva oltre Modica, suo capoluogo, gli odierni comuni di Chiaramonte Gulfi, Ispica, Monterosso Almo, Pozzallo, Ragusa, Scicli e Vittoria, facenti parte dell'odierno libero consorzio comunale di Ragusa, ma anche Buscemi, afferente oggi al territorio del libero consorzio comunale di Siracusa. Dopo l'annessione al Regno d'Italia, la contea confluì amministrativamente nella provincia di Siracusa; subentrò in quella di Ragusa alla sua creazione nel 1927, durante il regime fascista. Benché non contigui con il resto del territorio della contea (cioè con le località già indicate) i conti di Modica furono anche baroni di Alcamo, Calatafimi, Bompietro e altri luoghi minori.Enciclopedia storico-nobiliare italiana (del marchese Vittorio Spreti) alla voce "Stuart Fitzjames" (la famiglia che dal 1802 ne porta i titoli), volume sesto, pp. 497-498.
Storia Le origini La terra ed il castello di Modica - - nel vallo di Noto, liberati dal dominio saraceno ad opera dei Normanni nel 1093, furono concesse in feudo dal re Ruggero II di Sicilia ad un cavaliere normanno di nome Gualtiero, in considerazione dei suoi servigi militari.. Gualtiero, divenuto signore di Modica, assunse il nome del suo feudo quale cognome divenendo così Gualtiero di Modica, e lo trasmise ai suoi discendenti.
Secondo alcune fonti, con Gualtiero II, già nel 1176 la signoria di Modica sarebbe stata elevata a rango di contea, ma non esistono documenti storici tali da provare l'attendibilità di questa tesi. Nel 1194, l'imperatore Enrico VI di Svevia si impossessò del Regno di Sicilia ai danni del legittimo sovrano Guglielmo III d'Altavilla, ed essendo Gualtiero II di Modica fedele a quest'ultimo, il feudo gli venne confiscato. L'Imperatore Enrico concedette il territorio di Modica nel 1200 in feudo al nobile svevo Riccardo di Mosca.
Alla dominazione sveva della Sicilia, a metà XIII secolo fece seguito quella angioina, che registrò l'insofferenza della nobiltà siciliana e sfociò nella rivolta dei Vespri siciliani, con l'appoggio degli Aragonesi. Feudatario di Modica a quel tempo era Federico Mosca, che il 5 aprile 1282 capeggiò la rivolta antiangioina a Modica e Scicli: nel Manifesto di re Pietro III di Aragona, datato 30 dicembre 1282, il Mosca è citato come Fridericus Musca Comes MohacR. Solarino, La Contea di Modica, II, Ragusa, 1905., e pertanto si potrebbe convenzionalmente collocare alla suddetta data la nascita della Contea di Modica.
I Chiaramonte (1296-1392) Il Re Pietro morì nel 1285, e gli successe sul trono della Corona d'Aragona il figlio Giacomo, il quale decise di cedere la Sicilia a Carlo II d'Angiò, con il Trattato di Anagni del 5 giugno 1295. Il Parlamento siciliano, riunito al Castello Ursino di Catania, il 15 gennaio 1296, dichiarò decaduto Giacomo da sovrano dell'isola ed elesse quale nuovo monarca il fratello minore il principe Federico - giunto in Sicilia nel 1291 come luogotenente e che insieme ai nobili isolani aveva avversato e combattuto gli Angioini - il quale assunse il nome di Federico III di Sicilia. Nel frattempo nel possesso della Contea di Modica si insediò Manfredi Mosca, figlio di Federico, che abbandonò la causa siciliana rimanendo fedele al re Giacomo II di Aragona, ed alla sua scelta in favore degli Angioini e della Chiesa.
Il nuovo Re di Sicilia privò il Mosca del possesso della contea, che passò a sua sorella Isabella Mosca, e per diritto coniugale al di lei consorte Manfredi Chiaramonte Prefoglio, che per averlo servito nella sua causa, il 25 marzo 1296, investì della Contea di Modica:
Con i Chiaramonte la Contea di Modica, il cui territorio era limitato soltanto alla sua capitale, alla signoria di Scicli e alla terra di Pozzallo (proprietà del Conte di Modica), si ingrandì, poiché ad essa furono aggregate le signorie di Ragusa (con la terra di Gulfi compresa) e Caccamo (possedimento quest'ultimo della famiglia Chiaramonte in provincia di Palermo), che il Conte Manfredi aveva ereditato dal nonno materno Giovanni Prefoglio.. A Manfredi Chiaramonte fu inoltre assegnato, come si legge nel Diploma di concessione, il feudo di Spaccaforno. Intorno al 1299, il Conte Manfredi rifondò Gulfi, rasa al suolo dagli Angioini, con il nome di Chiaramonte.
Il 22 febbraio 1361 con diploma conferito dal re Federico IV di Sicilia, la Contea di Modica ottenne la giurisdizione criminale amplissima, istituendo così la Gran Corte, che da quel momento Modica non cessò più di avere. Nel 1391, i Chiaramonte fondarono La Commenda di San Giovanni Battista di Modica del Sovrano Militare Ordine Gerosolimitano di Rodi, che ebbe vita fino al XIX secolo.
I nobili di tutta Europa, accolti in qualità di Cavalieri Ospitalieri nel succitato "Sovrano Militare Ordine Gerosolimitano di Rodi e di Malta", abbreviato in Sovrano Militare Ordine di Malta (SMOM), vennero suddivisi, dopo il 1319, in varie compagnie, per nazione di provenienza. Erano esclusi dalla possibilità di essere accolti nella Sacra Milizia coloro che provenivano da città macchiate dall'onta del vassallaggio feudale, con la sola eccezione, in Sicilia, della ammissione degli uomini della contea di Modica, forse perché il signore di quel luogo appariva così potente da essere considerato nell'isola un piccolo re che sovrastava in forze, ricchezza ed autorità finanche alcuni piccoli sovrani dell'Italia centro settentrionale..
Nel periodo dei Chiaramonte (1296-1392), a Ragusa erano presenti solo alcuni aspetti amministrativi, come la Cancelleria e l'Archivio (in pratica gli archivi di famiglia Chiaramonte coincidevano con gli archivi comitali), per il motivo che si trovavano in quella sede dal momento in cui aveva preso possesso della Contea di Ragusa la signora Marchisia Prefoglio, moglie di Federico Chiaramonte, signore di Agrigento. Il Castello della famiglia Chiaramonte a Ragusa Ibla continuava ad essere la residenza preferita dai Conti quando visitavano la loro Contea, visto che la loro attività politica si svolgeva alla corte di Palermo, dove già nel 1307 avevano iniziato la costruzione del Palazzo Chiaramonte detto Steri, e dove risiedevano di norma.
La Contea di Modica Regnum in Regno: i Cabrera (1392-1565) I Chiaramonte persero la Contea di Modica con Andrea, condannato alla decapitazione nel 1392 a Palermo dopo un sommario processo per presunto tradimento nei confronti della Corona d'Aragona, con il re Martino il Vecchio che aveva inviato una flotta a conquistare la Sicilia guidata dal generale il visconte catalano Bernardo Cabrera.
Il Visconte di Cabrera, Grande ammiraglio del Regno, il 5 giugno 1392 ricevette investitura dal re Martino I di Sicilia della Contea di Modica, con la formula sicut Ego in Regno Meo et Tu in Comitato tuo - contenuta nel documento d'investitura - che dotava questo territorio di ampia autonomia, e perciò nei secoli considerato un Regnum in Regno, tanto che le investiture erano in realtà una sorta di "atto dovuto", un cerimoniale che veniva fatto in date spesso posteriori all'insediamento dei nuovi conti, mentre il potere del conte in carica veniva esercitato senza alcuna soluzione di continuità.
Il 20 giugno 1392 il Re Martino concedette a Bernardo Cabrera un altro diploma con il quale alla Contea di Modica furono attribuiti diversi privilegi, tra cui il massimo imperio, di cui nessun territorio feudale della Sicilia godette. Modica divenne sede di un Tribunale di Gran Corte, con le stesse attribuzioni della Regia Gran Corte di Palermo, da cui era indipendente. Nel suo tribunale infatti, si poteva esercitare il diritto di appello, fino ad allora riservato esclusivamente dalla Regia Magna Curia di Palermo.
Il Tribunale della Gran Corte di Modica era presieduto dal Luogotenente del Conte, o dal Governatore, e composto di tre Giudici utriusque juris doctores e di un avvocato fiscale. Era sede inoltre della Curia di Appello non soltanto per le prime ma anche per le seconde appellazioni, che neppure la città di Palermo aveva: ad avere infatti il giudice delle seconde appellazioni erano, in Sicilia, soltanto il Conte di Modica e l'Arcivescovo di Monreale; tutte le altre città dovevano ricorrere per il secondo appello alla Regia Magna Curia..
Nel 1406 il Conte Cabrera codificò le Consuetudini di Modica, un insieme di norme giuridiche civili e penali preposto alla regolazione della vita sociale ed economica dei cittadini. Nel 1408 fu acquisito il casale di Biscari e integrato nella Contea, che poi però venne perso nel 1416 dopo una lite giudiziaria a seguito della quale fu assegnato al nobile catanese Antonio Castello.
A Bernardo Cabrera, morto nel 1423, succedette il figlio Bernardo Giovanni, che amministrò la Contea in maniera pessima: fu così che nel 1447 i cittadini ragusani, ormai esausti delle sue angherie e dei suoi soprusi, ma soprattutto delle sue ruberie e appropriazioni indebite, si ribellarono, assaltarono il castello, gli uccisero un figlio naturale, inchiodato in forma di crocifisso sul portone del Castello di Ragusa e bruciarono l'archivio feudale, distruggendo inconsciamente tutti i documenti di un secolo e mezzo di storia della Contea di Modica. Il Conte Bernardo Giovanni, accusato di tirannia dal viceré Lope Ximénez de Urrea, che intervenne facendo sedare la rivolta, fu condannato al pagamento di 60.000 scudi.. Per pagare questa sanzione inflittagli dal Viceré di Sicilia, il Conte di Modica non disponendo di questa cifra, fu costretto a ricavarla attraverso la vendita delle baronie di Alcamo, Calatafimi, Comiso, Giarratana, Monterosso e Spaccaforno, avvenute tra il 1450 e il 1455. Con la perdita di Comiso, Giarratana e Monterosso, la Contea di Modica vide perciò ridimensionato il proprio territorio.
Nel periodo del Conte Bernardo Giovanni iniziò la distribuzione dei terreni in enfiteusi ai contadini, che divennero piccoli proprietari de facto pagando un canone annuo al Conte. Nel giro di un secolo, i contadini più ricchi diventeranno proprietari di diritto delle loro terre, pagando un riscatto ai conti che si succedettero: fu così che nella Contea di Modica, con due secoli di anticipo rispetto al resto della Sicilia latifondista, nacque una ricca borghesia fondiaria.
Gli Enríquez-Cabrera (1565-1742)
Il dominio dei Cabrera sulla Contea di Modica ebbe a concludersi nella seconda metà del XVI secolo: la famiglia si estinse con Anna de Cabrera y Moncada, morta nel 1565, la quale aveva sposato nel 1530 lo spagnolo Luis Enríquez y Girón, II duca di Medina de Rioseco. La famiglia Enriquez era di origine reale e discendeva dal re Alfonso XI di Castiglia, e i suoi esponenti ebbero la carica di Almirante di Castiglia.
Gli Enriquez presero perciò possesso della Contea, e nessun componente di questa famiglia risiedette stabilmente a Modica, ad eccezione di Luis Enríquez de Cabrera, III duca di Medina de Rioseco, che vi dimorò dal 1564 al 1566, poiché inviato dal padre per rimisurare tutte le terre assegnate in enfiteusi, onde recuperare quelle usurpate, che poi provvide ad assegnare nuovamente, racimolando denaro contante.