Velluto blu (Blue Velvet) è un film del 1986 scritto e diretto da David Lynch.

Il titolo originale è tratto dall'omonima canzone di Bobby Vinton. Il film segue Jeffrey Beaumont (interpretato da Kyle MacLachlan), uno studente universitario che, tornato nella sua città natale, rinviene un orecchio umano mozzato in un campo; la scoperta lo conduce a svelare una cospirazione criminale che coinvolge Dorothy Vallens (interpretata da Isabella Rossellini), una cantante di nightclub tenuta prigioniera da Frank Booth (interpretato da Dennis Hopper), un gangster sadico.

La sceneggiatura di Lynch era passata di mano diverse volte tra la fine degli anni '70 e l'inizio degli anni '80, con diverse importanti case di produzione che l'avevano rifiutata a causa dei suoi forti contenuti sessuali e violenti. Dopo il fallimento del suo film Dune (1984), Lynch tentò di sviluppare una storia più "personale", in qualche modo caratteristica dello stile surrealista già presente nel suo primo film Eraserhead - La mente che cancella. La casa di produzione indipendente De Laurentiis Entertainment Group, all'epoca di proprietà del produttore Dino De Laurentiis, accettò di finanziare e produrre il film.

Il film inizialmente ha ricevuto recensioni contrastanti, con molti che hanno affermato che il suo contenuto esplicito avesse scarso valore artistico. Ciononostante, il film valse a Lynch la sua seconda candidatura al Oscar al miglior regia e ottenne i riconoscimenti per il miglior film e la miglior regia dalla National Society of Film Critics. Negli anni successivi, il film è stato rivalutato ed è oggi ampiamente considerato uno dei capolavori di Lynch, oltre a essere frequentemente annoverato tra i più grandi film di tutti i tempi. Pubblicazioni come Sight and Sound, Time, e Entertainment Weekly lo hanno classificato tra i più grandi film americani di tutti i tempi. Nel 2008, l'American Film Institute lo ha selezionato come uno dei dieci migliori film gialli americani.

Trama Il giovane studente Jeffrey Beaumont torna nella città natale di Lumberton dal collegio di Oak Lake per assistere il padre, colpito da un malore. Di ritorno dall'ospedale, il ragazzo attraversa un terreno abbandonato e lì, in mezzo all'erba, scopre un orecchio umano mozzato. Jeffrey raccoglie il macabro reperto e lo porta al detective di polizia John Williams e, in seguito, fa anche la conoscenza di Sandy, la figlia di questi. Sandy, che ha avuto modo di ascoltare i discorsi del padre, riferisce a Jeffrey diversi dettagli su una donna di nome Dorothy Vallens, che lavora come cantante di night club e potrebbe essere collegata al caso dell'orecchio ritrovato. Sempre più curioso, Jeffrey va all'appartamento di Dorothy e riesce a convincerla a farlo entrare fingendosi un disinfestatore. Mentre Dorothy è distratta da un uomo vestito con un abito giallo che bussa alla sua porta (e che Jeffrey da qui in poi chiamerà "l'Uomo in Giallo"), Jeffrey ruba il duplicato della chiave dell'appartamento.

Jeffrey e Sandy vanno poi al nightclub nel quale lavora Dorothy, dove la guardano esibirsi nella canzone Blue Velvet e se ne vanno molto prima della fine dello spettacolo, in modo che Jeffrey possa intrufolarsi nel suo appartamento a curiosare. Il ragazzo, colto di sorpresa dal ritorno a casa di Dorothy, si nasconde in un armadio e assiste a una concitata telefonata tra lei e un misterioso interlocutore di nome Frank. Poco dopo Jeffrey viene scoperto da Dorothy, che lo minaccia con un coltello. Credendo che la curiosità del ragazzo sia solo di carattere sessuale e stuzzicata dal suo voyeurismo, Dorothy costringe Jeffrey a spogliarsi e comincia ad avere con lui un approccio, ma è interrotta da un colpo alla porta. Dorothy fa quindi nascondere nuovamente Jeffrey nell'armadio, e accoglie il visitatore, ossia l'uomo con cui stava parlando al telefono: si tratta di Frank Booth, un pericoloso criminale con tendenze psicotiche con il quale Dorothy ha un morboso rapporto di sesso e di violenza. Dal suo nascondiglio, Jeffrey assiste alle perverse inclinazioni dell'uomo, che includono l'inalazione di un gas non ben identificato e atti sadomasochisti con Dorothy. Frank sembra inoltre dotato di una doppia personalità: durante i suoi abusi, si riferisce costantemente a Dorothy come "mamma" e a sé stesso come "papà" e "bambino". Si scoprirà inoltre che Frank ha rapito il marito e il figlio di Dorothy per costringerla a sottostare alle sue perversioni.

Quando Frank se ne va, Dorothy cerca di sedurre di nuovo Jeffrey e chiede di essere picchiata anche da lui, ma al suo rifiuto gli dice di andarsene. Quando Jeffrey fa per andarsene, lei gli chiede di restare, ma lui non l'ascolta. Jeffrey racconta parzialmente la sua esperienza a Sandy, chiedendole in preda allo sconforto perché al mondo esistano persone come Frank. Sandy, a sua volta, gli racconta di un sogno meraviglioso che aveva fatto, nel quale vedeva tanti bellissimi pettirossi, e che lei interpreta come un segno di speranza per l'umanità. Tra Jeffrey e Sandy nasce un'attrazione, anche se Sandy ha un fidanzato. Jeffrey in seguito visita di nuovo l'appartamento di Dorothy, che inizia a essere attratta dal ragazzo. Jeffrey poi assiste a un'altra delle prestazioni di Dorothy al club, in cui canta la solita canzone. Al club, Jeffrey vede in mezzo al pubblico Frank, il quale accarezza un pezzo di tessuto di velluto blu che ha tagliato dalla veste di Dorothy la notte in cui Jeffrey si è nascosto nell'armadio. Jeffrey da ora comincia a seguire Frank e trascorre i successivi giorni a spiare i movimenti suoi e di due uomini - l'Uomo in Giallo e un altro individuo che Jeffrey comincia a chiamare "l'Uomo Elegante" - che si aggirano davanti a un edificio industriale che Frank frequenta spesso: Jeffrey capisce quindi che questi sono soci di Frank nei suoi loschi affari. Il ragazzo mette Sandy al corrente dei suoi nuovi risultati, e tra i due scappa un bacio, breve e pieno di disagio.

Jeffrey torna poi da Dorothy, e ha un rapporto sessuale con lei. La donna gli chiede con insistenza sempre maggiore di colpirla, e Jeffrey in un impeto di rabbia e di passione la colpisce con violenza, rimanendo inorridito dal suo gesto, mentre Dorothy mostra di trarre piacere dal dolore del colpo. Jeffrey, dopo uno scambio affettuoso di parole con Dorothy, che gli chiede di esserle amico e non abbandonarla, viene sorpreso da Frank, arrivato nell'appartamento insieme a tre suoi scagnozzi. L'uomo, folle di gelosia, costringe Dorothy e Jeffrey a salire in macchina con loro, e ad andare a casa di Ben, un uomo effeminato molto elegante e "soave" (come Frank lo definisce), socio in affari di Frank e che tiene il figlio di Dorothy prigioniero in casa sua. Dopo una serie di umiliazioni inflitte a Jeffrey dai due malviventi, Ben, su esortazione di Frank, si esibisce in un numero di canto in playback della canzone In Dreams, di Roy Orbison, cui Frank assiste piangendo commosso, per poi interrompere rabbiosamente la canzone. Poco dopo Frank porta Jeffrey e Dorothy in un deposito di legname e comincia a molestare Dorothy. Nel vedere questa ennesima perversione, Jeffrey reagisce con rabbia e colpisce Frank con un pugno in faccia. A questo punto, su esortazione del loro capo, i compari di Frank trascinano Jeffrey fuori dalla macchina: il folle Frank subito comincia a baciarlo furiosamente e gli intima di non avvicinarsi più a Dorothy o, in caso contrario, lo ucciderà. Poi, dopo aver ascoltato alla radio un'altra volta la canzone In Dreams, Frank comincia a picchiare selvaggiamente Jeffrey, incurante delle suppliche di Dorothy.

Il malconcio ragazzo si risveglia il giorno dopo nello stesso luogo dove è stato portato la sera precedente, e riesce a tornare a casa, scoppiando a piangere per il senso di colpa e la disperazione. Si reca poi alla stazione di polizia, dove si accorge che il collega del padre di Sandy è in realtà l'Uomo in Giallo, il tenente detective Tom Gordon, in affari con Frank e quindi corrotto. Più tardi, a casa di Sandy, il padre è stupito dalla storia di Jeffrey, ma lo mette in guardia ordinandogli di smettere di indagare per conto suo, per non mettere in pericolo sé stesso e le indagini. Jeffrey e Sandy vanno poi insieme a una festa e lì si dichiarano reciproco amore, finendo per scontrarsi con il fidanzato di Sandy. La lite è scongiurata quando il gruppo trova Dorothy, nuda e malconcia, sul prato davanti a casa di Jeffrey. Appena cosciente, Dorothy chiama Jeffrey "il mio amante", rivelando così la sua intimità con Jeffrey, cosa che sconvolge Sandy, che però finisce per perdonare Jeffrey. Jeffrey insiste a voler ritornare a casa di Dorothy e dice a Sandy di mandarvi il padre e alcuni agenti di polizia.

A casa di Dorothy, Jeffrey si trova davanti a un orrendo spettacolo: il cadavere del marito di Dorothy, ucciso con un colpo di pistola alla testa e identificabile dal suo orecchio mancante, e l'Uomo in Giallo, ancora vivo ma con un'orribile ferita alla testa che lo rende incapace di fare qualsiasi cosa, quasi come fosse lobotomizzato. Jeffrey cerca di andarsene dall'appartamento, ma vede l'Uomo Elegante salire le scale e riconosce in lui Frank sotto mentite spoglie. Jeffrey per radio mette al corrente il detective Williams della drammatica scoperta, comunicandogli la sua posizione all'interno dell'appartamento. Frank entra nell'appartamento e si vanta di aver sentito la posizione di Jeffrey sulla propria radio della polizia. Mentre Frank lo cerca per tutta la casa, Jeffrey recupera la pistola dell'Uomo in Giallo e si nasconde nello stesso armadio in cui si era nascosto durante la sua prima visita in quella casa. Frank, ormai completamente furioso, comincia a sparare all'impazzata, finendo l'Uomo in Giallo. Apre poi la porta dell'armadio, e Jeffrey gli spara alla testa, uccidendolo sul colpo. Il detective Williams, con la pistola spianata, entra con Sandy un attimo dopo. In quello che apparentemente sembra essere il giorno successivo alle vicende, Jeffrey si desta da un pisolino, finalmente libero dall'incubo. Sandy lo invita ad ammirare l'insolito affluire dei pettirossi nei cieli della loro città, mentre il padre di Jeffrey comincia a riprendersi dalla malattia e Dorothy ritrova suo figlio.

Produzione

Sceneggiatura Le origini di Velluto Blu risiedono probabilmente nell'infanzia di Lynch, quando passava molto tempo nei boschi di Spokane, una zona del nord-ovest statunitense simile a quella del film. Per Lynch c'era un "livello autobiografico molto preciso nel film". «Kyle è vestito come me. Mio padre era un ricercatore del Dipartimento di Agricoltura di Washington. Eravamo sempre tra i boschi. Ne avevo in qualche modo abbastanza degli alberi in quel periodo, ma ancora oggi, il legname e i boscaioli per me sono l'America così come la staccionata e le rose della scena di apertura del film. È così radicata, questa immagine, e mi fa sentire molto felice».Chute, David (Ottobre 1986). "Out to Lynch". Film Comment, p. 35.

Anche la scena in cui Dorothy appare nuda all'esterno è stata ispirata da un'esperienza realmente vissuta da Lynch durante l'infanzia, quando lui e suo fratello videro una donna nuda camminare lungo una strada del quartiere di notte. L'esperienza fu così traumatica per il giovane Lynch che lo fece piangere, e non l'aveva mai dimenticata.

Se i ricordi d'infanzia di Lynch ispirarono l'ambientazione di Velluto blu, l'effettiva storia del film fu originata da tre idee che si cristallizzarono nella mente del regista a partire dal 1973, anche se all'inizio egli aveva "solo una sensazione e un titolo".Bouzereau, Laurent (1987). "An Interview with David Lynch". Cineaste, p. 39.