Fu condannato per crimini contro l'umanità, principalmente per essere stato il mandante di uccisioni extragiudiziali avvenute per mano dell'esercito durante il conflitto interno peruviano.
Fujimori, ingegnere agrario all'epoca della sua ascesa politica quasi sconosciuto, giunse al potere come candidato "centrista" indipendente sconfiggendo nel ballottaggio elettorale il candidato neoliberista, lo scrittore Mario Vargas Llosa. Fujimori vinse il confronto in un momento delicato per il Perù, in seguito alla crisi economica aggravatasi durante il governo dell'aprista Alan García Pérez, che portò ad un'iperinflazione e al rischio di fallimento. Il suo governo, a sorpresa, fu economicamente liberista e neoliberista, dovendo adottare una politica di forte austerità denominata "fujishock" per ottenere aiuti internazionali e la ripartenza dell'economia, e si contraddistinse per lo stile politico autoritario, specialmente dopo lautogolpe del 1992; con esso furono cancellate le libertà democratiche. Il colpo di Stato incruento fu perpetrato come risposta a un golpe fallito di una parte ribelle dei militari; i militari sfavorevoli a Fujimori si sollevarono in seguito alla forzatura costituzionale con cui il presidente alcuni mesi prima ebbe esautorato il Parlamento aprista e la magistratura, supportato da buona parte delle forze armate.
Fujimori venne poi accusato e condannato, con prove, per la violazione dei diritti umani perpetrata con il commissionamento di omicidi, rapimenti, violenze e torture, specialmente durante la guerra civile contro il gruppo guerrigliero Sendero Luminoso, di ispirazione maoista, e altri movimenti ribelli. In particolare fu accusato di crimini il Grupo Colina, un distaccamento dell'esercito peruviano formato dallo stesso governo Fujimori per combattere il gruppo guerrigliero, ma che uccise circa 60 persone, tra cui minorenni (come nel Massacro di Barrios Altos) e semplici oppositori politici. Egli negò questi addebiti, asserendo di aver posto un argine ad una guerra lunga decenni con migliaia di morti, circa 69.000. Fu assolto per quanto riguarda l'accusa di sterilizzazione forzata di centinaia di migliaia di donne indigene.
Rieletto nel 1995, tentò una forzatura costituzionale onde poter ottenere una terza rielezione, ma fu esautorato. Durante gli ultimi mesi del suo terzo mandato, il governo fu travolto da una serie di scandali che videro accusati di corruzione personaggi di primo piano. In seguito a tali fatti, Fujimori, sebbene appena rieletto, decise di fuggire e autoesiliarsi nel suo Paese di origine, il Giappone, che ne rifiutò l'estradizione, e di dimettersi da presidente. Gli succedette Valentín Paniagua. Le sue candidature successive furono invalidate per via giudiziale, e in seguito Fujimori fu arrestato (2005) ed estradato durante una visita in Cile; il 7 aprile 2009 venne condannato a 25 anni di reclusione per 25 omicidi compiuti dai paramilitari legati ai servizi segreti durante il suo governo, divenuti 44 e mezzo dopo la condanna per corruzione e uso di fondi pubblici a fini illeciti, cumulati in 32 anni effettivi.
Nel 2017 Fujimori fu scarcerato con la grazia presidenziale e un indulto parziale dopo 12 anni di prigione, per motivi umanitari, essendo gravemente malato, ma nel 2018 fu messo nuovamente sotto processo per una strage in cui morirono 6 persone. Dall'ottobre 2018, dopo l'annullamento della grazia, fu messo brevemente in stato di detenzione domiciliare per finire di scontare la pena, ma dopo pochi mesi (gennaio 2019) fu arrestato in custodia cautelare, in attesa di sentenza, e dal 2020 al 2023 venne recluso in carcere per i residui 13 anni, intervallando con brevi periodi di ricovero ospedaliero, fino alla sua morte nel 2024 agli arresti domiciliari. Nel 2022 ricevette un'amnistia e nel dicembre del 2023 venne scarcerato a seguito di una decisione della Corte Costituzionale Peruviana, che approvò una risoluzione favorevole al suo rilascio nonostante le proteste da parte della ICHR.
La figlia Keiko Fujimori, con un partito fujimorista e populista di destra da lei fondato, Forza Popolare, ha assunto a sua volta nel luglio 2026 la presidenza del Perù vincendo regolarmente il ballottaggio il 7 giugno 2026. Anche il figlio Kenji Fujimori divenne un politico.
Biografia Alberto Fujimori nacque a Lima il 26 luglio 1938 Champion, Margaret Y. (2006). Peru and the Peruvians in the Twentieth Century: Politics and Prospects. New York: Vantage Press. p. 476, da genitori immigrati giapponesi, originari del villaggio di Kawachi-Machi, nella Prefettura di Kumamoto.González Manrique, Luis Esteban (1993). La Encrucijada Peruana: de Alan García a Fujimori. Madrid: Fundación CEDEAL. p. 467 La famiglia emigrò in Perù nel 1934; nato Alberto, cittadino peruviano per ius soli, i genitori chiesero all'ambasciata del paese nipponico che il loro figlio potesse mantenere la cittadinanza giapponese.
Anche se di fede buddhista, i suoi genitori decisero di far battezzare i figli e crescerli nella religione cattolica romana perché potessero frequentare un collegio locale. Negli atti di nascita e battesimo ufficiali venne indicato che Fujimori nacque il giorno della Festa Nazionale del Perù, il 28 luglio 1938, anniversario dell'indipendenza, anche se è stato appurato sia nato in realtà il 26 luglio. Alcuni suoi oppositori sostennero che in realtà sia nato in Giappone oltre che in un altro giorno, e che quindi i suoi certificati fossero fasulli. In un'intervistaRilasciata a Marco Cicala, e pubblicata sul nº 1494 de "il Venerdì di Repubblica" il premio Nobel per la Letteratura e avversario politico Mario Vargas Llosa dichiarò: «Dopo il primo turno [delle elezioni del 1990] si presentarono tre ufficiali [della Marina militare] e mi informarono di una strana faccenda. Dissero: "la Marina ha le prove che el Señor Fujimori non è peruviano. I suoi certificati di nascita sono falsi. In realtà è nato in Giappone [e non di certo nel Giorno della Patria] e possediamo i documenti per dimostrarlo". Risposi: "se li avete immagino che li renderete pubblici". Dissero: "Ovviamente", e invece sparì tutto».
Fujimori fu un brillante studente e si laureò in Ingegneria agraria nel 1961. Successivamente studiò fisica pura a Strasburgo e matematica negli USA, conseguendo il master in scienze matematiche nel 1969.
Carriera universitaria Ottenne una cattedra presso l'Università Nazionale Agraria e successivamente, nel 1984, divenne rettore dell'ateneo, carica che occupò fino al 1989. Inoltre nel 1987 divenne presidente dellAsamblea Nacional de Rectores. Fu anche conduttore di un programma televisivo chiamato Concertando (1987-1989), trasmesso dalla Televisione Nazionale del Perù.
Famiglia e vita personale Si sposò due volte, con due donne anch'esse di origine giapponese, Susana Higuchi (1950-2021), della quale fu marito dal 1974 al 1996, e Satomi Kataoka (1966), di 28 anni più giovane, conosciuta nel 2002. Fujimori ebbe quattro figli: Hiro Alberto, Keiko Sofía, Kenji Gerardo dalla prima moglie, e Sachi Marcela dalla seconda, e diversi nipoti.
Susanna Higuchi denunciò episodi di corruzione nel 1992 e accusò il capo dell'intelligence Vladimiro Montesinos di averla sequestrata e torturata, montando poi una campagna diffamatoria sulla sua sanità mentale. Accusò inoltre Fujimori di violenza domestica. A Higuchi fu tolto il ruolo di First lady, dato alla figlia Keiko. Nel 1994, Susana Higuchi tentò di sfidarlo per la presidenza, ma il presidente approvò una legge che impediva ai parenti stretti di succedergli. Keiko, che definirà le accuse di sua madre "una leggenda" nel 2016, si riconciliò con lei solo molti anni dopo.
Keiko e Kenji seguirono anch'essi la carriera politica ma appartenendo a formazioni diverse, Forza Popolare e Cambio 21, dopo che Kenji lasciò FP in polemica con la sorella. Keiko Fujimori venne eletta Presidente del Perù nel 2026.
Attività politica Nel 1989 fondò, sostenuto da intellettuali, da piccoli imprenditori e dalla comunità evangelica peruviana, il movimento politico Cambio 90.
Presidente del Perù
Primo mandato (1990)
Nel 1987, di fronte agli intenti del governo dellAlleanza Popolare Rivoluzionaria Americana (APRA) di Alan García Pérez di nazionalizzare le banche, la destra peruviana, fino ad allora moribonda, trovò una causa e un candidato per il suo rinnovamento, aggregandosi al movimento di protesta lanciato dallo scrittore Mario Vargas Llosa e dal suo Movimiento Libertad in vista delle elezioni del 1990 a cui anche Fujimori decise di candidarsi con il suo movimento.
Per rimediare all'iperinflazione, Vargas Llosa promise di applicare un piano shock di stabilizzazione dei prezzi, mentre Fujimori, che avrebbe attuato politiche simili, si mantenne sul vago. Al primo turno delle presidenziali, Vargas Llosa ottenne il 28,2% dei voti; Fujimori il 24,3%; l'APRA il 19,6%. Fu chiaro che la sinistra e l'APRA avrebbero sostenuto Fujimori, per nessun'altra ragione che sconfiggere Vargas Llosa, candidato del centrodestra.
Lo scrittore peruviano fu visto dagli "apristi" e dalla sinistra come un rappresentante dell'élite conservatrice e tradizionale mentre Fujimori venne percepito come un outsider estraneo all'establishment politico. La condotta dei candidati durante la campagna elettorale, in congiunzione con il prolungato periodo di divisione politica che la precedette, diminuì sensibilmente la fiducia dei peruviani nel sistema politico tradizionale e nei suoi partiti. riuscì a intercettare il malcontento popolare contro la classe politica tradizionale Questo condusse all'elezione di Fujimori al secondo turno. Vargas Llosa ottenne il 33,9% contro il 56,5% del suo rivale.Novelist and outsider take lead in Peru poll. The Times (London, England), Monday, April 09, 1990; pg. 11; Issue 63675.
Il risultato sorprendente di FujimoriFujimori Rewrites Peruvian Politics, The Financial Times (London, England), Tuesday, April 10, 1990; pg. 8; Edition 31,121. e del suo movimento politico, Cambio 90, fu imputabile alla capacità di capitalizzare il profondo malcontento nella popolazione per l'operato del precedente presidente, e per la diffidenza nei confronti dello stesso Vargas Llosa, considerato un uomo dell'establishment politico peruviano. Inoltre la vittoria di Fujimori fu determinata dal sostegno delle fasce povere della popolazione, spaventate dalle proposte economiche di austerità di Vargas Llosa.Gregory D. Schmidt, Comparative Politics, Vol. 28, No. 3 (Apr., 1996)
Egli fu la terza persona di origine asiatico-estremorientale a diventare presidente di una nazione sudamericana, preceduto da Arthur Chung, ex presidente della Guyana, e da Henk Chin A Sen del Suriname, di origini cinesi (sebbene anche il cubano Fulgencio Batista avesse degli antenati cinesi). Entrò in carica il 28 luglio 1990, giorno del suo 52º compleanno e Festa Nazionale peruviana.
Riforme economiche
Fujimori ereditò un paese in crisi economicaDearer still and dearer, The Economist (London, England), Saturday, August 18, 1990; pg. 54; Issue 7668. e politica e le sue prime mosse furono volte a far ripartire l'economia del PerùInflation unbeaten, The Economist (London, England), Saturday, November 3, 1990; pg. 88; Issue 7679. e a pacificare la nazione. Durante i primi mesi di governo Fujimori si persuase che per fare rientrare il Perù nella comunità finanziaria internazionale occorressero non nuovi aiuti dai paesi esteri ma una strategia economica in rottura con il passato e adottò una politica neoliberista. Juan Carlos Hurtado Miller venne nominato sia ministro dell'economia che Premier del Perù, mentre molti dei consiglieri originali di Fujimori abbandonarono Cambio 90 in aperta polemica con il presidente.