Annoverato tra i tennisti più forti della sua generazione, alla fine del 2016 ha raggiunto per la prima volta la vetta del ranking ATP, dove è rimasto per un totale di 41 settimane. Ha vinto in singolare tre tornei del Grande Slam (su undici finali disputate), è l'unico tennista ad aver vinto due medaglie d'oro olimpiche in singolare maschile ed in carriera vanta altri 41 titoli ATP, tra cui 14 Masters 1000 e le ATP Finals 2016. Con il trionfo nella Coppa Davis 2015, ha riportato alla Gran Bretagna il trofeo che mancava da 79 anni.
Nel 2012 è stato il primo britannico dopo 74 anni a raggiungere la finale di Wimbledon. Con la vittoria nei successivi US Open ha interrotto il digiuno del Regno Unito nei tornei dello Slam, che durava dalla vittoria di Virginia Wade a Wimbledon nel 1977. Il 7 luglio 2013 ha battuto nella finale del torneo di Wimbledon il nº 1 ATP Novak Đoković, diventando il primo tennista maschio britannico a vincere il torneo di casa nell'era Open, 77 anni dopo il successo di Fred Perry nel 1936.
Rappresentando la Gran Bretagna, ha vinto l'oro nel singolare e l'argento nel doppio misto in coppia con Laura Robson ai Giochi Olimpici di Londra 2012. Ai Giochi di Rio 2016 si è aggiudicato la sua seconda medaglia d'oro in singolare, diventando il primo tennista a vincere due Olimpiadi consecutive e su due diverse superfici (erba e cemento). Nel 2016 ha chiuso la stagione al nº 1 della classifica mondiale e ha ricevuto il premio ATP come giocatore dell'anno.
La sua carriera è stata compromessa dal grave infortunio all'anca subito nel 2017 – quando era il numero uno del mondo – che lo ha costretto a sottoporsi a due interventi chirurgici e a lunghe convalescenze, tornando a giocare a pieno regime solamente nel 2021. Ha disputato l'ultimo torneo della sua carriera in doppio ai Giochi Olimpici di Parigi 2024, perdendo ai quarti di finale.
Nel 2025 diventa per alcuni mesi il coach di Novak Đoković ed in seguito di Jack Draper.
Biografia Nato a Glasgow, in Scozia, nel 1987, e cresciuto a Dunblane, città di origine della sua famiglia, è figlio di Will Murray e Judy Erskine, insegnante di tennis e figlia di Roy Erskine, già calciatore professionista scozzese. Anche il fratello maggiore Jamie è un tennista professionista ed eccelle nel doppio e doppio misto, specialità nelle quali ha vinto svariati titoli tra cui alcuni del Grande Slam.
Nel 1996 i due fratelli scamparono al massacro della scuola elementare di Dunblane che frequentavano; un uomo armato entrò nella struttura uccidendo 16 bambini e un insegnante prima di suicidarsi, mentre i due Murray si salvarono barricandosi nell'ufficio del preside. Di questa vicenda ha detto di non ricordare molto e ha preferito mantenere uno stretto riserbo, rivelando in seguito di essere stato particolarmente shockato in quanto con la madre aveva dato alcuni passaggi in macchina all'omicida, che era un suo istruttore al locale gruppo scout.
Inizia a giocare a tennis all'età di due anni sotto la guida della madre, che sarà il suo coach fino a 12 anni. A 14 anni aveva già vinto due edizioni del prestigioso Orange Bowl. Cresce come tennista ispirandosi ad Andre Agassi. Appassionato di calcio, a 15 anni gli viene offerto di fare un provino con i Rangers Glasgow ma rinuncia per rimanere concentrato sul tennis.
Si è sposato l'11 aprile 2015 con Kim Sear, con la quale ha avuto nel febbraio 2016 la prima figlia Sophia Olivia. In seguito avrà dalla moglie anche Edie, Teddy Barron e il quartogenito, nato nel marzo 2021.
Carriera Nelle categorie giovanili Viene allenato fin da bambino dalla madre, a cui a 11 anni si affianca il coach scozzese Leon Smith. A 12 anni vince l'Orange Bowl Under-12 e il campionato nazionale britannico under-14. A 14 anni vince l'Orange Bowl Under-14, diventando l'ottavo tennista ad aver vinto entrambe le categorie Under-12 e Under-14 del torneo, impresa che era riuscita anche a Jimmy Connors, Jennifer Capriati e Monica Seles. Murray si rende conto di essere inferiore a Rafael Nadal, che ha quasi un anno più di lui, dopo averlo incontrato in un torneo internazionale. In quel periodo il maiorchino si allena con l'ex numero 1 ATP Carlos Moyá, mentre lui in Scozia non ha rivali con cui confrontarsi e si trasferisce in Spagna. I genitori si sobbarcano la spesa di 30.000 euro l'anno per mandarlo ad allenarsi, all'età di 14 anni, all'Accademia Sanchez-Casal di Barcellona sotto la guida del proprietario, l'ex campione Emilio Sánchez, con il quale compie grandi progressi, in particolare nella posizione al momento di colpire la palla e nella resistenza fisica.
Al suo esordio nell'ITF Junior Circuit nel gennaio 2002 vince il titolo in doppio in un torneo di Grade 5 austriaco e in agosto vince il primo titolo in singolare in un altro torneo di Grade 5. Continua a raccogliere successi in entrambe le specialità e nel gennaio 2003 vince in singolare il primo torneo di Grade 1 in Colombia. Quell'anno soffre per la prima volta di mal di schiena, problema che si ripresenterà durante la carriera da professionista. Nel settembre successivo viene sconfitto nei quarti di finale al torneo juniores degli US Open. Nonostante un infortunio al ginocchio che lo tiene fermo sei mesi, nel gennaio 2004 raggiunge la 2ª posizione nel ranking mondiale di categoria. A settembre conquista il suo unico titolo di Grade A con il trionfo in singolare al torneo juniores degli US Open, battendo in finale Serhij Stachovs'kyj. Nel giugno 2005, al suo ultimo torneo tra gli juniores, viene sconfitto in semifinale da Marin Čilić al Roland Garros. Chiude l'esperienza dopo aver vinto 6 titoli in singolare e 11 in doppio.
2002-2004: esordi tra i professionisti e primi titoli ITF Fa la sua prima apparizione tra i professionisti nel giugno 2002 e viene eliminato nelle qualificazioni a Nottingham, nel luglio 2003 fa il suo esordio nel tabellone principale al torneo Challenger di Manchester e raggiunge i quarti di finale. A settembre vince il suo primo trofeo Futures aggiudicandosi il Great Britain F10 di Glasgow. La settimana successiva raggiunge le semifinali in un Futures di Edimburgo. All'inizio del 2004 subisce l'infortunio al ginocchio che lo tiene lontano dalle competizioni 6 mesi. In agosto vince il Futures Spain F17 di Xativa, sulla terra battuta, ripetendosi subito dopo nel Futures Italy F22 di Roma. A settembre trionfa al torneo juniores degli US Open. A dicembre vince lo Spain F34 sul cemento di Orense e lo Spain F34 sulla terra battuta di Pontevedra.
2005: top 100, prima finale ATP e primi trofei Challenger All'inizio del 2005 sente nuovamente i dolori alla schiena che lo costringono a rinviare di due mesi l'esordio stagionale e che si sarebbero ripresentati in seguito nel corso della carriera, un problema dovuto a una malformazione ossea per aver giocato troppo a tennis nel periodo dello sviluppo a 16 anni. Il debutto stagionale è in marzo al Challenger di Barletta, dove esce al secondo turno. Ad aprile, grazie ad una wild card, accede per la prima volta al main draw di un torneo ATP a Barcellona e perde al primo turno contro Jan Hernych dopo essersi aggiudicato il primo set. Tra aprile e maggio arriva in semifinale al Futures Spain F5 di Lleida e al secondo turno del Challenger di Dresda.
Conclusa la carriera da juniores, a giugno accede con un'altra wild-card al tabellone del Queen's di Londra, dove ottiene la sua prima vittoria nel circuito maggiore battendo Santiago Ventura 6-1, 6-2, al secondo turno supera il nº 30 ATP Taylor Dent per 6-3, 6-3 e al terzo turno viene sconfitto al terzo set dal nº 20 Thomas Johansson, dopo essere arrivato a 2 punti dal match prima di crollare vittima dei crampi. Ottiene una wild card anche per Wimbledon, debutta così in un torneo del Grande Slam e vince al primo turno contro George Bastl, al secondo ottiene un'altra sorprendente vittoria in 3 set contro il nº 13 del ranking Radek Štěpánek, diventando il primo scozzese ad accedere al terzo turno del prestigioso torneo. Nel successivo incontro viene sconfitto da David Nalbandian dopo essersi aggiudicato i primi 2 set.
Raggiunge il secondo turno al torneo ATP di Newport e vince il suo primo trofeo Challenger nel torneo di Aptos, superando Rajeev Ram per 6-4, 6-3. Al secondo turno del torneo ATP di Indianapolis viene eliminato da Mardy Fish. Arriva ai quarti di finale in due Challenger canadesi e si aggiudica quello di Binghamton con il successo in finale su Alejandro Falla. Riceve poi una wild card per il Masters Series di Cincinnati dove supera nuovamente Dent, per poi perdere al secondo turno contro il nº 4 del ranking Marat Safin con il punteggio di 4-6, 6-1, 1-6. Si qualifica per il main draw degli US Open e debutta sconfiggendo Andrei Pavel al quinto set. Al secondo turno recupera lo svantaggio di 2 set a Arnaud Clément, all'inizio del quinto si infortuna a una gamba e perde la frazione per 6-0. Al debutto nella squadra britannica di Coppa Davis nella sfida contro la Svizzera, perde in tre set contro Stan Wawrinka.
Nel successivo torneo di Bangkok supera nuovamente Bastl, poi Robin Söderling, il nº 21 del ranking Robby Ginepri e in semifinale l'idolo locale Paradorn Srichaphan. Raggiunge così la sua prima finale di un torneo ATP e viene sconfitto dal nº 1 del ranking Roger Federer per 3-6 5-7. Grazie a questi risultati entra per la prima volta nella top 100 del ranking, al 72º posto. Chiude la stagione partecipando al torneo ATP di Basilea, in cui sconfigge il più forte giocatore inglese in classifica, il nº 28 ATP Tim Henman. Al secondo turno ha la meglio sull'emergente Berdych, e al terzo perde contro Fernando González. Al termine della stagione ha compiuto il più grande balzo in avanti tra i tennisti ATP, scalando nei dodici mesi 449 posizioni, e dopo Novak Djoković è il più giovane giocatore nella top 100.
2006: primo trofeo ATP e top 20 Colleziona due secondi turni nei tornei di Adelaide, sconfitto da Tomáš Berdych, e di Auckland, sconfitto da Mario Ančić. Al suo esordio agli Australian Open raccoglie solo 7 giochi nel match di primo turno contro Chela. Eliminato al primo turno anche a Zagabria, si rifà conquistando il suo primo trofeo ATP ai Pacific Coast Championships di San Jose. In semifinale ottiene una clamorosa vittoria per 7-5, 7-5 su Andy Roddick, nº 3 del ranking ATP e primo top ten che riesce a battere; in finale supera l'ex numero 1 Lleyton Hewitt per 2-6, 6-1, 7-6 e fa il suo ingresso nei top 50. Eliminato nei quarti di finale a Memphis da Söderling e al secondo turno a Indian Wells dal nº 5 del ranking Nikolaj Davydenko, perde al primo turno al Masters 1000 di Miami contro Wawrinka. Sotto tono la stagione sul rosso, esce al primo turno a Montecarlo e a Roma, al secondo a Barcellona e al Masters di Amburgo, ma soprattutto al primo turno del Roland Garros, dove cede di schianto nel quarto e quinto set a Gaël Monfils.
La stagione sull'erba inizia con la sconfitta al primo turno del Queen's, mentre a Nottingham raggiunge i quarti ed è eliminato da Andreas Seppi. A Wimbledon, dove sono riposte in lui tutte le speranze del Regno Unito e la concentrazione dei media, supera Massú al primo turno, poi Benneteau e soprattutto Roddick, battuto in tre set. Nel quarto turno perde contro Marcos Baghdatis, reduce dalla finale all'Australian Open. Chiude la stagione sull'erba raggiungendo la semifinale al torneo di Newport, dove perde a sorpresa da Gimelstob, e sugli stessi campi sconfigge Ram nella sfida di Coppa Davis contro Israele. In luglio inizia la collaborazione con Brad Gilbert – il coach che aveva portato Andre Agassi ai primi trionfi negli Slam – pagato per intero dalla federazione britannica (Lawn Tennis Association) per portarlo ai vertici con una spesa, secondo quanto riporta la stampa, di 750.000 sterline l'anno.