Spigno Saturnia è un comune italiano di abitanti della provincia di Latina nel Lazio meridionale.

Geografia fisica Territorio Nel territorio comunale, dove si elevano il Monte Petrella () e il Monte Fammera (), scorre il fiume Ausente.

Clima Classificazione climatica: zona C, 1017 GR/G

Origini del nome Il toponimo "Spigno" deriva dalla diffusione sul territorio di due piante spinose, il biancospino e il pruno selvatico, e dal fatto che quest'ultima veniva utilizzata dagli spignesi per rendere più efficaci le palizzate di recinzione con le sue spine.

Dal IX all'XI secolo il centro abitato era noto con il nome di Spinium o Casalis Spini, divenuto nel XII secolo Castrum Spinei, poi nel XVII secolo "Spingo" o "Spigno", venendo rinominato dopo l'Unità d'Italia, il 16 febbraio del 1862, "Spigno Saturnia", con l'aggiunta di "Saturnia", antico nome poetico dell'Italia legato al dio Saturno.

Storia Sino al VI secolo il centro abitato era situato nella località Santo Stefano, dove forse sorgeva l'antica città aurunca di Ausona, il cui territorio comprendeva anche parte delle aree degli odierni comuni di Ausonia e di Minturno. Dal IX all'XI secolo era sito al Casale, con il nome di Spinium o Casalis Spini.

Le sue maggiori attrattive storiche sono offerte dai ruderi dell'antico borgo del Casale e dal Castrum Spinei, fortezza sorta alla fine dell'XI secolo ad opera dei Normanni, che governarono il castello fino al XIII secolo allorché si estinsero i Dell'Aquila nella contea di Traetto.

Negli anni successivi, Spigno rimase incorporato nella contea di Fondi, alle dipendenze di Roffredo Caetani, nipote del papa Bonifacio VIII. Sotto gli esponenti della famiglia Caetani, il piccolo feudo visse uno dei periodi più concitati della sua storia, per essere stato coinvolto nell'aspra lotta tra Angioini ed Aragonesi, fortemente interessati al possesso della munitissima piazzaforte di Gaeta (1435) considerata, a buona ragione, chiave del Regno di Napoli.

In quel delicato frangente il castello di Spigno si trovò esposto alle rappresaglie delle truppe angioine; il territorio fu devastato e saccheggiato e gli abitanti sottoposti ad ogni tipo di vessazione. Pochi anni dopo (1438) Alfonso d'Aragona, memore delle promesse fatte durante l'assedio di Gaeta, affidò il governo di Spigno ad Onorato II Caetani, figlio di Cristoforo Caetani.

Onorato (dal popolo benevolmente chiamato "re piccolo") emanò a favore dei sudditi importanti privilegi e provvisioni, contenute in una specie di statuto, il più antico di cui si ha finora notizia. In esso era garantita l'osservanza di antiche consuetudini; erano stabilite le modalità che regolavano le entrate annue a favore dell'erario, le agevolazioni fiscali, ripristinati i confini territoriali e definita la struttura amministrativa del feudo.

All'inizio del XVI secolo Spigno passò dai Caetani ai Colonna e quindi ai Carafa di Stigliano. Subì poi una progressiva decadenza, che durò fino all'abolizione della feudalità, proclamata il 2 agosto 1806 da Giuseppe Bonaparte, insediatosi sul trono del Regno di Napoli dopo il colpo di Stato del fratello Napoleone e le sue spedizioni militari. In conseguenza dei nuovi eventi, la Universitas (Comunità) fu chiamata Comune; il feudatario scomparve di scena ed il vecchio apparato amministrativo passò dagli iudices (boni homines), al sindaco, coadiuvato da alcuni decurioni (consiglieri). I nuovi responsabili del governo cittadino duravano in carica solo un anno ed il sindaco veniva scelto dai consiglieri che formavano il decurionato (consiglio comunale).

Nonostante queste innovazioni, tuttavia, per molti decenni ancora non si registrò, nella vita sociale del paese, un effettivo, sostanziale cambiamento. Perdurarono l'analfabetismo e i privilegi, con preclusione di qualsiasi possibilità attuativa di quei diritti dei cittadini tanto decantati dalla rivoluzione francese.

Gli avvenimenti di rilievo ai quali gli spignesi presero parte nei secoli passati sono molti: va ricordata soprattutto la loro partecipazione alla Crociata di Guglielmo II in Terra Santa (fine XII secolo) e sono da menzionare le lotte contro i pirati turchi che, specie nel corso del XVI secolo, infestarono incessantemente le zone del basso Lazio. Si ricordano inoltre il coraggioso sostegno dato dagli spignesi a fra Diavolo, l'itrano Michele Pezza, nella lotta contro gli invasori francesi (1798-1800) e la concreta azione svolta a favore delle Società segrete (1820-25 circa).

Spigno Saturnia ha fatto parte per secoli della Terra di Lavoro del Regno delle Due Sicilie e questa appartenenza è durata fino al 1860, anno in cui, senza alcuna formale dichiarazione di guerra, avvenne l'invasione del Regno da parte delle truppe del Regno di Sardegna. Infatti, in seguito alle sconfitte dell'esercito borbonico nella battaglia del Volturno e in quella del Garigliano, e dopo l'assedio di Gaeta e la successiva annessione del Meridione d'Italia al detto Regno di Sardegna, poi Regno d'Italia, anche Spigno fu aggregato allo Stato unitario sabaudo. Comunque, anche dopo il 1860 e la fine del governo dei Borbone di Napoli, Spigno Saturnia continuò a far parte della provincia di Terra di Lavoro (circondario di Gaeta) e questo durò fino al 1927 quando, per volere dei fascisti di Mussolini, fu incluso nella provincia di Roma. Successivamente (1934) fu aggregato al territorio della provincia di Littoria (l'attuale provincia di Latina), anche stavolta per decisione autoritaria del governo fascista. È infine da menzionare la sommossa popolare messa in atto nel 1911, diretta a rovesciare il potere oligarchico ed incontrollato della prepotente e corrotta classe dominante locale.

Durante la Seconda guerra mondiale Spigno fu quasi interamente distrutto a causa dei combattimenti avvenuti lungo la linea Gustav fra tedeschi e alleati, durante la campagna d'Italia, fra l'autunno del 1943 e la primavera del 1944. Proprio a causa di ciò, dopo il conflitto, fu deciso di costruire il paese di Spigno Nuovo nella pianura sottostante Spigno Vecchio.

Simboli Lo stemma e il gonfalone sono stati concessi con DPR del 24 marzo 1994.

In precedenza era in uso uno stemma concesso con DPR del 22 ottobre 1970 in cui erano rappresentate tre spighe di grano. Il gonfalone è un drappo di verde.

Onorificenze

Monumenti e luoghi d'interesse Architetture religiose Chiesa di Santa Croce, è una chiesa a navata unica, con portale sormontato da copertura in cemento, e transetto coperto da una cupola quadrata. Chiesa di San Giovanni Battista, risalente al XVIII secolo, ricostruita completamente nel 1944, è una chiesa con ingresso preceduto da portico, ad una unica navata, con tetto ligneo spiovente.

Architetture militari Castello medievale, costruito dai Normanni nell'XI secolo, conserva resti dell'alta torre quadrata e due torrioni laterali.

Aree naturali Parco naturale dei Monti Aurunci, un'estesa area naturale protetta del Lazio, istituita nel 1997 che si trova al confine tra le province di Frosinone e Latina.

Società Evoluzione demografica

Religione Il comune riferisce all'arcidiocesi di Gaeta.

Cultura

Istruzione Musei Museo Naturalistico, dedicato alla conoscenza del territorio e della biodiversità del Parco naturale dei Monti Aurunci.

Geografia antropica I centri abitati comunale sono: Spigno nuovo centro, Spigno superiore, Santo Stefano e Campodivivo.

Spigno Superiore, o Vecchio (375 ), è il centro abitato che conserva i ruderi dell'antico castello, in posizione panoramica sul versante orientale del Monte Petrella (), mentre Spigno nuovo centro (146 ) è sorto nel secondo dopoguerra a ridosso della Strada Statale 630.

Economia Di seguito la tabella storica elaborata dall'Istat a tema Unità locali, intesa come numero di imprese attive, ed addetti, intesi come numero degli addetti delle unità locali delle imprese attive (valori medi annui). +201520142013Numero imprese attive% Provinciale Imprese attive% Regionale Imprese attiveNumero addetti% Provinciale Addetti% Regionale AddettiNumero imprese attiveNumero addettiNumero imprese attiveNumero addettiSpigno Saturnia2270,58%0,05%5930,49%0,04%233595248617Latina8,43%7,75% Lazio Nel 2015 le 227 imprese operanti nel territorio comunale, che rappresentavano lo 0,58% del totale provinciale ( imprese attive), hanno occupato 593 addetti, lo 0,49% del dato provinciale ( addetti); in media, ogni impresa nel 2015 ha occupato due persone (2,61).

Artigianato Tra le attività economiche più tradizionali, diffuse e rinomate vi sono quelle artigianali, come l'arte del cotto fatto a mano, del ricamo e del merletto.

Agricoltura Il territorio è anche luogo ufficiale di produzione delle olive Itrane.

Amministrazione

Nel 1934 Spigno Saturnia passò dalla provincia di Roma alla nuova provincia di Littoria, costituita dal governo fascista dell'epoca.

Altre informazioni amministrative Fa parte della XVII Comunità Montana dei Monti Aurunci e del Parco naturale dei Monti Aurunci.

Note

Bibliografia

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