Aversa (AFI: **., Averza in dialetto aversano) è un comune italiano di abitanti della provincia di Caserta in Campania.

Fondata dai Normanni nel 1030 e sede dell'antica contea di Aversa, la città è posta al centro di un territorio pianeggiante conosciuto come Agro aversano, vasta area rurale dell'antica Terra di Lavoro nota anche come Campania Felix. Il nome della città deriva dal luogo della sua fondazione Sancti Pauli ad Averze. La radice del suo nome richiama quello di Velsu, una delle dodici antiche città etrusche non ancora individuate. Con il passare delle generazioni è stato poi corretto in Verzelus, Versaro e successivamente in Aversa..

Dal 1053 è sede vescovile della diocesi di Aversa ed è famosa anche per la produzione della mozzarella di bufala, del vino asprinio e del dolce di pasta lievitata chiamato polacca. Prima dell'avvento del proibizionismo della cannabis, è stata uno dei maggiori centri italiani per la produzione di canapa.

Geografia fisica Territorio Aversa è il centro di riferimento dell'agro aversano, territorio sito amministrativamente in provincia di Caserta ma di fatto confinante con l'area metropolitana di Napoli.

Aversa è in piena pianura Campana, situata tra i Regi Lagni e il Lago Patria, al centro di una vasta area pianeggiante di antica vocazione agricola. ed è caratterizzata da un dislivello che varia dai 64 ai 30 La morfologia del territorio, unita alla fertilità del terreno e alle antiche e recenti opere di bonifica e di risistemazione del suolo, sono ancora oggi elementi strategici nella costruzione del paesaggio.

Dal punto di vista sismico il territorio comunale si trova, stando alla classificazione della Protezione Civile, in zona 2 (soggetta a sismicità medio-alta).

Clima La zona climatica di Aversa è di fascia C; di conseguenza l'accensione degli impianti termici di cui al D.P.R. n. 412 del 26 agosto 1993 è consentita dal 15 novembre al 31 marzo per un massimo di dieci ore giornaliere.

Il clima di Aversa è di natura mediterranea, con inverni miti ed estati calde. Le medie invernali sono di solito inferiori ai 10 °C; le medie estive sono di 23 °C (con valori massimi che possono toccare i 30 °C). Le precipitazioni si concentrano principalmente tra ottobre e gennaio, subendo significative diminuzioni nel periodo estivo.

Storia

L'età antica e il primo nucleo abitato Intorno al X secolo, la città non esisteva ancora e il territorio era popolato da piccoli raggruppamenti, casali e ville. Quasi al centro di una delle vie romane esisteva il casale Sancti Pauli ad Averze. Di forma pressoché circolare, situato a breve distanza dal corso del Clanio, nell'area compresa tra la via Consolare Campana e la via Atellana, in una posizione di dominio delle principali vie di comunicazione tra il nord e il sud e tra i paesi interni e il mare, e solo in seguito piccolo casale cominciò ad avere un assetto ben definito. Si ritiene che si trattasse di uno stanziamento di tipo religioso, legato alla originaria chiesa di San Paolo..

La conquista normanna dell'Italia meridionale e la fondazione

Dopo la conquista normanna dell'Italia meridionale, Aversa fu fondata ufficialmente da Rainulfo Drengot, che nel 1030 ne divenne primo conte su investitura di Sergio IV duca di Napoli e poi confermato, nel 1038, dell'imperatore Corrado II. Dodici furono i conti normanni che ressero le sorti della città di Aversa, che da piccolo borgo, grazie alla politica di asilo incominciata da Rainulfo, divenne una piccola capitale, da dove partirono le conquiste normanne dell'Italia meridionale. Il più importante dei conti fu senza dubbio Riccardo Drengot, l'unico che seppe tener testa a Roberto il Guiscardo. Il conte aversano condusse, nella battaglia contro le truppe pontificie nella battaglia di Civitate del Fortore, in Capitanata nella piana del Fortore, i suoi normanni alla vittoria, imprigionando papa Leone IX. Riccardo I però non trattò il pontefice da prigioniero, ma lo scortò a Roma con tutti gli onori. Questo gesto gli valse la conciliazione con la Chiesa, la cancellazione della scomunica e la creazione della diocesi di Aversa.

Il periodo degli Angioini e il delitto di Andrea d'Ungheria

Dopo la dinastia normanna e quella sveva, con la conquista di Carlo I d'Angiò subentrò la dinastia degli Angioini. A partire dal 1285, prima con Carlo II d'Angiò e poi con Roberto d'Angiò, la città visse un periodo florido, anche perché la dinastia scelse la città come meta per la caccia, e vi edificarono un castello che ospitò per lunghi periodi la corte angioina; in particolare la regina Giovanna I, scelse Aversa come sua sede preferita. Presso la cittadina, alcuni nobili napoletani capeggiati da Carlo di Gravina, pretendente al trono di Napoli, si ritiene in congiura con la stessa regina Giovanna I, uccisero, lanciandolo da una finestra con un cappio al collo, il principe consorte dell'angioina, Andrea d'Ungheria.

Tuttavia l'assassinio del principe non rimase impunito; infatti il fratello, il re Luigi d'Ungheria, scese con l'esercito in Italia, e dopo aver attraversato l'intera penisola, si fermò nel castello di Aversa. Qui tramò la sua vendetta, con Giovanna I che scappò ad Avignone e i nobili, invitati a un pretestuoso banchetto di riconciliazioni, incarcerati e sommariamente processati, e Carlo di Gravina fu impiccato dalla stessa finestra del principe ungherese.

Nel 1320 venne ultimata la Real Casa dell'Annunziata, istituto benefico, orfanotrofio e in seguito anche ospedale psichiatrico, che ha segnato la vita e lo sviluppo sociale dell'intera comunità aversana. Numerose furono poi le chiese e i monasteri edificati per volere dei d'Angiò, come la chiesa di San Luigi dei Francesi (oggi dedicata a San Domenico), fatta erigere dal nipote, re Carlo II d'Angiò e la chiesa di San Nicola.

Gli Aragonesi e la peste del 1656

Con il dominio della corona d'Aragona nel sud Italia e la costituzione del Regno di Sicilia la città continuò a godere di alcuni privilegi, tanto che Ruggero II volle la costruzione di un castello nella zona nordoccidentale cittadina, ma la sua importanza cominciò a declinare a partire dalla discesa di Carlo VIII di Francia, nel 1494, tanto che nel 1503 divenne un centro periferico per lo spopolamento, dovuto all'epidemia di peste.

Nel periodo spagnolo Aversa decadde ulteriormente a causa della peste del 1656. Questo avvenimento causò la perdita di buona parte della popolazione. Il calo demografico e le ristrettezze economiche determinarono un freno dello sviluppo. Durante il primo periodo borbonico Aversa ospitò re Carlo di Borbone, poi Carlo III di Spagna, tra l'aprile e il maggio del 1734, nel Palazzo Ventignano e dove ritornò nel 1738 con la moglie Maria Amalia di Sassonia..

L'età napoleonica e la restaurazione del 1815 Durante l'età napoleonica, dopo la breve Repubblica Partenopea, ci fu il ritorno dei Borbone, poi con il Regno di Napoli napoleonico di Giuseppe Bonaparte vi furono due innovazioni: la fine del sistema feudale e la statalizzazione dei beni ecclesiastici. Nella città molti ordini scomparvero e i loro beni passarono allo Stato. La città subì vari danni provocati dal terremoto del Molise del 1805, e nel 1813 col regno di Gioacchino Murat, l'ordine dei frati minori conventuali lasciò il Convento della Maddalena che fu occupato dall'ospedale psichiatrico istituito dal sovrano, mentre il Convento di San Lorenzo fu trasformato in un orfanotrofio militare. Lo stesso monarca fondò il Convitto delle Orfanelle di Sant'Agostino e istituì il Banco dei Pegni. Con la restaurazione del 1815, quando ritornò Ferdinando I nello stesso anno vi furono malcontenti che portarono a diversi moti popolari. Nei tumulti si tentò di imprigionare il vescovo Agostino Tommasi della diocesi cittadina, che fu poi ucciso nel 1821. I moti culminarono con la cattura di molti carbonari.

Dal XX secolo ad oggi

Tra gli eventi di rilevo nel XX secolo si segnala, dopo la fine della seconda guerra mondiale in Europa, la fucilazione del generale della Wehrmacht Anton Dostler, avvenuta il 1º dicembre 1945. Il militare fu condannato per i crimini di guerra, per aver fatto fucilare i soldati alleati prigionieri di guerra. L'esecuzione è stata fotografata e filmata con immagini in bianco e nero. A partire dal 1977 e per alcuni anni operò l'emittente televisiva Rta 47 Tele Aversa (detta così perché trasmetteva sul canale UHF 47) creata per iniziativa dell'imprenditore Alfredo Bo con sede in Via Raffaello n. 22 tra i cui programmi ci fu "Disco lancio", dedicato alla musica napoletana. Il comune italiano fu poi colpito anche dal terremoto dell'Irpinia del 1980, come il luogo più lontano dall'epicentro (l'Irpinia) nel quale si siano registrate vittime; morirono infatti cinque persone nella Parrocchia dei Santi Filippo e Giacomo (Santuario Maria Regina della famiglia) in via Roma.

Nell'ottobre del 1990 le venne concesso il titolo di città con decreto del presidente della Repubblica del 10 ottobre 1990 ed il mese successivo dello stesso anno fu meta di una delle visite pastorali di Giovanni Paolo II; nel 1991 venne inaugurato il nuovo ospedale civile - sito in via Gramsci - ed ospitò poi l'ottava tappa del giro d'Italia 1992 e nello stesso anno divenne città universitaria con l'insediamento delle strutture della Seconda Università degli Studi di Napoli. Infine nel 2012 è divenuta sede del tribunale ordinario di "Napoli Nord".

Simboli

Lo stemma in uso è stato riconosciuto con decreto del Capo del Governo del 18 luglio 1931. Il Comune si identifica con lo stemma: Basilisco in oro su fondo blu con la scritta, fuori campo grafico: e con il gonfalone attuale costituito da un drappo di azzurro concesso con regio decreto del 26 febbraio 1934.

L'emblema della città di Aversa raffigura un gallo basilisco, con la punta delle ali e la coda a forma di serpente. Perfetta sintesi culturale tra l'origine d'oltralpe dei Normanni fondatori di Aversa (il cui simbolo era appunto il gallo) e la tradizione osca locale che aveva eletto il basilisco, re dei serpenti, a emblema dell'eternità. La traduzione del motto è: "Il Basilisco che giacque sull'arena, libero risollevò il capo invitto". In origine "l'arme" della città era raffigurata dal solo gallo, che non compare per la prima volta nelle terre aversane con la venuta dei galli normanni, difatti era già stato adottato nell'antichità, in particolar modo, nelle monete.

Dopo che Aversa risorse dai danni provocati dalla peste del 1496 che decimò buona parte della popolazione, venne aggiunto al gallo il basilisco, altro simbolo antichissimo della Liburia..

Onorificenze

Monumenti e luoghi d'interesse

Il centro storico è costituito da numerose chiese da cui deriva il nome di "città dalle cento chiese" con una moltitudine di opere artistiche e architettoniche di competenza della diocesi di Aversa.

Nelle chiese aversane sono presenti opere di importanti pittori: Guido da Siena, Angiolillo Arcuccio, Colantonio, Polidoro da Caravaggio, Marco Pino da Siena, Guercino, Pietro da Cortona, Pietro Negroni detto il Giovane Zingaro, Josè de Ribeira detto lo Spagnoletto, Cornelis Smet, Teodoro d'Errico, Massimo Stanzione, Paolo De Matteis, Francesco Solimena, Francesco De Mura.

Le architetture religiose di Aversa costituiscono una parte fondamentale del patrimonio monumentale della città: la cattedrale di San Paolo costituisce il fulcro della vita religiosa della diocesi. La sua costruzione risale al XI secolo. Le architetture civili consistono in diversi edifici e altri monumenti che accompagnano la storia della città da molti secoli, come Palazzo Golia, Palazzo Gaudioso e il sedile di San Luigi. Il nucleo urbano fu cinto da una struttura di difesa muraria con cinque porte, inoltre sin dalle origini Aversa fu dotata di castelli fortificati come Castello Angioino e Castello Aragonese. Tra i parchi, il Parco "Salvino Arturo Pozzi" è il principale polmone verde della città.

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