Biografia Figlio di Emanuele Palazzotto jr. (1886-1963) e della baronessa Angela Mancuso Peria, originaria di Palazzo AdrianoP. Barbera, M. Giuffré (a cura di), P. Palazzotto, Emanuele Palazzotto in Archivi di architetti e ingegneri in Sicilia 1915-1945, Volume 10 di Frammenti di storia e architettura, Palermo, Edizioni Caracol, 2011, ISBN 978-88-89440-69-8., p. 136, sposa nel 1964 Mimì Avellone Mormino, appartenente alla famiglia originaria di Roccapalumba (Palermo), tra i cui esponenti era il barone d'Intorella, e per parte di madre trisnipote di Pasquale Mormino, con la quale ha quattro figli: Emanuele, Alessandro, Pierfrancesco e Giorgio.
Si laurea in Architettura presso l'Università degli Studi di Palermo nel 1960 con Luigi Epifanio.P. Palazzotto, L’Archivio Palazzotto: tre secoli di architettura a Palermo, in Archivi di Architettura a Palermo. Memorie della città (XVII-XX secolo), a cura di M. Marafon Pecoraro e P. Palazzotto, presentazione di M. Fagiolo, "La Lucertola, collana di Arti, Lettere e Scienze", n. 2, 40due Edizioni, Palermo 2012, ISBN 978-88-98115-01-3, p. 41.
Prosegue, come unico discendente diretto, l'antica tradizione familiare nell'arte edificatoria a Palermo per la quinta generazione, dopo Salvatore Palazzotto, Emmanuele Palazzotto, Giovan Battista Palazzotto, Francesco Paolo Palazzotto, e il padre Emanuele Palazzotto jr., e l'accompagna all'attività universitaria, prima come assistente di Gino Levi-Montalcini e di Gianni Pirrone, e poi come docente presso la cattedra di Disegno e Rilievo della Facoltà di Architettura di Palermo.
Attività professionale Già negli anni '50 sperimenta la creazione di elementi d'arredo di design e, poi, collabora nello studio di Pietro Airoldi, impegnandosi come direttore dei lavori delle ville progettate da Giuseppe Samonà a Falconara di Baida (Palermo).
Tra le architetture più significative si segnala la villa Crisci a Palermo (1974), frutto di un'evoluzione razionalistica matura che organizza i volumi squadrati, dotati di grandi aperture, accompagnando il naturale declivio della collina in cui sorge la costruzione.P. Palazzotto, L’Archivio Palazzotto: tre secoli di architettura a Palermo, in Archivi di Architettura a Palermo. Memorie della città (XVII-XX secolo), a cura di M. Marafon Pecoraro e P. Palazzotto, presentazione di M. Fagiolo, "La Lucertola, collana di Arti, Lettere e Scienze", n. 2, 40due Edizioni, Palermo 2012, ISBN 978-88-98115-01-3, p. 29.
Sulla medesima linea progettuale in cui forme geometriche semplici sono abilmente raccordate è il Mercato Ittico (1977) a Portopalo di Capo Passero (Siracusa), opera fondamentale per la principale economia del luogo.
Di ancora maggior prestigio la nuova Pretura Circondariale di Termini Imerese (Palermo) (1991-2004) progettata con il figlio Emanuele, anch'egli architetto e docente universitario a Palermo, e ultima delle sue opere realizzate, in cui la chiave progettuale risiede anche nella citazione degli archi del locale acquedotto romano, archi che formano le campiture dell'imponente prospetto che si affaccia dalla collina sull'autostrada Palermo Catania."D'A. D'ARCHITETTURA", n. 23, p. 55; Enciclopedia della Sicilia, a cura di C. Napoleone, Ricci Editore, Parma 2006, p. 686; "D'A. D'ARCHITETTURA", n. 29, p. 37; M. Chiavetta (a cura di), Annuario 0, Rassegna “Architetture 1990/2010” sulla produzione architettonica degli iscritti all’OAPPC di Palermo
La sua attività autonoma si sviluppa anche attorno alla ristrutturazione interna di numerosi appartamenti cittadini e molte sedi di agenzie bancarie. Palazzotto fu, infatti, tecnico di fiducia e perito dai primi anni '80 del XX secolo del Banco di Sicilia e unico architetto a Palermo del Banco di Roma per oltre 15 anni.
Altre occasioni di significativo riscontro si riscontrano in restauri, tra cui si ricordano l'ottocentesca palazzina Zalapì in corso Pisani (1991-93) a Palermo e il sei-settecentesco palazzo Chiaramonte Bordonaro (1997-2003), in pieno Centro Storico, a piazza Pretoria di fronte a Palazzo delle Aquile, solo parzialmente attuato per contrasti sorti con parte della proprietà.G. Di Benedetto (a cura di), La città che cambia. Restauro e riuso nel Centro Storico di Palermo, Palermo 2000, pp. 941-948.
Il prestigio riconosciutogli come docente e professionista lo portarono a rappresentare l'Ordine degli Architetti di Palermo in seno alla Commissione Edile del Comune dal 1985 al 1990.
Attività di ricerca Fondamentale il suo contributo dal 1976 al 1979, per la redazione in collaborazione del primo inventario della cosiddetta Dotazione Basile della Facoltà di Architettura di Palermo, ovvero la collezione di disegni degli architetti Giambattista Basile ed Ernesto Basile, composta da circa 3000 disegni che vennero ordinati, classificati e schedati, consentendo quella notevole mole di ricerche e pubblicazioni che, per l'appunto, presero le mosse proprio da quel primo lavoro, il quale, per altro, trovò una ribalta internazionale nella mostra monografica organizzata alla Biennale di Venezia nel 1980.Ernesto Basile architetto, catalogo della mostra alla Biennale di Venezia, Venezia 1980, pp. 28-29 È documentato co-responsabile della collezione ancora nel 1982.
Almeno dai primi anni '70L'Archivio Palazzotto, Palermo, in "AAA Italia. Associazione Nazionale Archivi Architettura Contemporanea. Bollettino", n. 7, dicembre 2007, p. 26 procede alla sistemazione, riconoscimento e ordinamento dei disegni dell’Archivio Palazzotto di Palermo, un coacervo di oltre 2000 disegni architettonici dal XVII al XX secolo, dando la stura ad una serie di studi sull'architettura siciliana del '700 e '800S. Boscarino, M. Giuffrè, La Torre Campanaria del Duomo di Palermo, in La Parabola del restauro stilistico nella rilettura di sette casi emblematici, a cura di G. Fiengo, A. Bellia, S. Della Torre, “Quaderno del Dipartimento di Conservazione e Storia dell'Architettura del Politecnico di Milano”, Facoltà di Architettura, 7, Milano 1994, ISBN 88-389-1318-8, p. 31, e in particolare sui Marvuglia,'M. Giuffré, Classicismo e Neoclassicismo in Giuseppe Venanzio Marvuglia, in Ricordo di Roberto Pane, incontro di studi (Napoli, villa Pignatelli, 14-15 ottobre 1988, Napoli 1991, p. 304, nota 26. che così avrebbero avuto finalmente esiti innovativi ed estremamente rilevanti per la storiografia artistica. Spiccano, tra i primi esiti, i lavori del prof. Vincenzo Capitano, condotti in forma di profonda collaborazione e partecipazione intellettuale.'V. Capitano, Giuseppe Venanzio Marvuglia architetto ingegnere docente, II parte, Palermo 1985, pp. 7-8.
Del tutto pregno di novità, in relazione alla produzione di Giuseppe Venanzio Marvuglia presso l'Accademia Nazionale di San Luca a Roma, ed esemplare della fino ad allora sconosciuta modalità di approccio accademico di quella istituzione, è il testo V. Capitano, I disegni e i rilievi di Giuseppe Venanzio Marvuglia nell'Archivio Palazzotto, con contributi filologici di V. Palazzotto, in “XY. Dimensioni del Disegno”, nn. 6-7, Roma 1989, pp. 47-60.
Tra le sue ricerche spiccano alcuni studi su Giuseppe Venanzio Marvuglia, uno dei principali architetti del neoclassicismo italiano,Oltre ai testi già citati: V. Capitano, Giuseppe Venanzio Marvuglia architetto ingegnere docente, I parte, Palermo 1984; V. Capitano, Giuseppe Venanzio Marvuglia architetto ingegnere docente, III parte, Palermo 1989; V. Palazzotto, Il Rilievo nel ‘700: Giuseppe Venanzio Marvuglia (1729-1814), Palermo 1990; V. Palazzotto, Giuseppe Venanzio Marvuglia e l'apprendistato romano, in L’Architettura in Sicilia nel Settecento, a cura di M. Giuffré, Atti del seminario di studi (Palermo 1989), Palermo 1997, pp. 223-230 sull'architettura funeraria a Palermo,'V. Palazzotto, Architettura funeraria a Palermo tra il '700 e il primo '900. Schizzi e progetti, Palermo 1990, su Emmanuele PalazzottoV. Palazzotto, Emmanuele Palazzotto architetto, 1798-1872. Catalogo dei disegni, Palermo 1990 sulla Chiesa di San Francesco Saverio (Palermo)V. Palazzotto, Angelo Italia e S. Francesco Saverio in Palermoi, Palermo 1977 e sull'architettura siciliana tra '800 e '900,R. Zappulla, L'Architettura a Palermo dal 1860 al 1930 1860/1930. Analisi architettonica ed ambientale "la via Roma nella città murata", 1984, p. 3. che ebbero esiti a stampa.
Rilevante anche la partecipazione all'organizzazione di mostre scientifiche tra cui Urbanistici a Palermo (1800-1939) nel Foyer del Teatro Politeama di Palermo (1975-1976), sede a quel tempo della Galleria d'Arte Moderna, che vide per la prima volta esposti moltissimi disegni del tutto inediti e sconosciuti di alcuni dei maggiori architetti operanti a Palermo nell'arco cronologico scelto,"Urbanistici a Palermo (1800-1939)" a cura di S. Braida, Foyer del Teatro Politeama di Palermo, 28 dicembre 1975-31 gennaio 1976 la citata monografica su Ernesto Basile alla Biennale di Venezia del 1980 e, ancora a Palermo, la mostra Palermo 1900, tenutasi sempre alla Galleria d'Arte Moderna,Palermo 1900, catalogo della mostra (Palermo, Galleria d'Arte Moderna, 1 ottobre 1981-15 gennaio 1982) a cura di G. Pirrone, Palermo 1981, p. 130 quella sulle relazioni tra le trasformazioni nell'800 dei centri storici di Palermo e Catania (Villa Pantelleria, 1981),R. Zappulla, Architetture 1860/1930. Palermo/Catania: "Per una nuova definizione di Centro Storico", catalogo della mostra Centro Reinhardt, Villa Pantelleria, Palermo 1984, p. 1. ancora su Ernesto Basile Architetto (Teatro Massimo Vittorio Emanuele, 1981),Ernesto Basile Architetto, coordinamento generale di P. Portoghesi e A. De Bonis, Palermo, Teatro Massimo Vittorio Emanuele, 17 ottobre 1981-15 gennaio 1982) su "Accademia e Professione nel disegno di Architettura" (Palermo, Palazzo Chiaramonte-Steri, 1991), etc.
Non mancarono la partecipazione a incontri di studi, convegni e seminari di cui si ricordano a Palermo Sicilia Classica e Sicilia Neoclassica: storia e progetto dell'architettura tra Il Sette e l'Ottocento (1987),Sicilia Classica e Sicilia Neoclassica: storia e progetto dell'architettura tra Il Sette e l'Ottocento, a cura di M. Giuffré, Palermo, Facoltà di Architettura, Palazzo Larderia, 4-13 maggio 1987 L'Architettura in Sicilia nel Settecento (1989),L’Architettura in Sicilia nel Settecento, a cura di M. Giuffré, Palermo, Dipartimento di Storia e Progetto nell'Architettura, 4-13 maggio 1989 Palermo Liberty: la città nella città (1991).Palermo Liberty: la città nella città, a cura di R. Zappula, A.M. Sciarra Borzì, et al., Biblioteca Comunale di Palermo, 2 maggio 1991.
Altre opere civili ed industriali progetto per Albergo a Canicattì (1963) progetto per edificio in viale Regina Margherita a Canicattì (1964) progetto per edificio di civile abitazione a Canicattì (1964) progetto per villa a Falconara di Baida Palermo (1966) progetto per Campeggio con attrezzature a S. Croce Camerina (1977) progetto per villa Riccobono a Partanna-Mondello (1978) progetto per villa Barbuscia a Partanna-Mondello (1978)
Onorificenze Nel 2004 riceve dal Rotary Club Palermo, Club Decano del Distretto 2110 Sicilia e Malta (fondato nel 1924), il Paul Harris Fellow del Rotary International, premio intitolato al fondatore Paul P. Harris. Nel 2005 Il Rotary Club Palermo Decano lo nominò socio onorario.
Note
Bibliografia Enciclopedia della Sicilia, a cura di C. Napoleone, Ricci Editore, Parma 2006, p. 686. R. Leonforte, I Palazzotto, da 4 secoli una dinastia di architetti, in "La Repubblica, ed. Palermo, 6 marzo 2010, p. XIV.
P. Palazzotto, L'Archivio Palazzotto: tre secoli di architettura a Palermo, in Archivi di Architettura a Palermo. Memorie della città (XVII-XX secolo), a cura di M. Marafon Pecoraro e P. Palazzotto, presentazione di M. Fagiolo, "La Lucertola, collana di Arti, Lettere e Scienze", n. 2, 40due Edizioni, Palermo 2012, ISBN 978-88-98115-01-3, p. 41. Palazzotto, Vincenzo
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