Il termine latino rudiarius deriva dal rudis,Ne parlano e , riferendosi all'addestramento dei soldati di Scipione l'Africano in Spagna (III sec. a.C.), e definendolo clava (V sec. d.C.) la spada di legno che serviva per esercitarsi ai combattimenti nell'arena delle scuole dei gladiatori.
Se i gladiatori avevano ben combattuto nell'arena, dopo qualche tempo veniva loro concesso il congedo o dal sopraintendente ai giochi (ludi) o dal maestro della scuola che consegnavano loro il rudis: una ricompensa simbolica che implicava la concessione della libertà a quelli che avevano scelto volontariamente di combattere nell'arena. Infatti i gladiatori nella condizione di schiavi non ottenevano la libertà ma semplicemente la possibilità di non essere più obbligati a combattere. Per ottenere la piena libertà questi dovevano ottenere dal pretore il pileus (pileo), un berretto di lana bianca simbolo dell'affrancazione.
Accadeva che i rudiarii per avidità di guadagno tornassero nell'arena a combattere come testimonia Svetonio che racconta come Tiberio offrì al popolo romano due combattimenti di gladiatori: uno in onore di suo padre e un altro per celebrare il suo avolo Druso: in quest'ultimo gioco riuscì a far tornare a combattere dei valenti ed esperti rudiarii promettendo loro una ricompensa di 100.000 sesterzi.. In alternativa, i rudiari tornavano nelle scuole gladiatorie come Doctores (o Magistri), stipendiati dal lanista come addestratori delle reclute.
Note Esplicative
Bibliografiche
Bibliografia Fonti primarie
Fonti secondarie
Categoria:Terminologia latina Categoria:Equipaggiamento dei gladiatori