La nazionale di calcio della Russia () è la rappresentativa calcistica della Russia ed è posta sotto l'egida della Rossijskij Futbol'nyj Sojuz.

Sia la FIFA che l'UEFA considerano la nazionale russa come unica erede di quella sovietica, ereditandone anche i titoli vinti.

Ha partecipato a quattro fasi finali del campionato mondiale (1994, 2002, 2014 e 2018, in qualità di paese ospitante), dove ha ottenuto quale miglior risultato i quarti di finale nell'edizione casalinga del 2018, e a sei fasi finali del campionato europeo (1996, 2004, 2008, 2012, 2016, 2020), competizione in cui ha raggiunto la semifinale nel 2008. Ha partecipato, come nazione ospitante, alla Confederations Cup 2017, dove è stata eliminata al primo turno.

Nella classifica mondiale della FIFA, istituita nell'agosto 1993, la Russia ha ottenuto come miglior piazzamento il 3º posto nell'aprile 1996, mentre il peggior piazzamento è stato il 70º posto del giugno 2018. Attualmente occupa il 35º posto della graduatoria.

Storia

Nazionale imperiale La prima rappresentativa russa fu quella dell'antico Impero russo, che esordì in modo ufficioso nell'ottobre 1910 contro la Boemia vincendo per 5-4 e, dopo la fondazione, nel gennaio 1912, dell'Unione Calcistica Panrussa, in modo ufficiale alle Olimpiadi di Stoccolma del 1912 contro la , perdendo per 2-1.

Quella rappresentativa non brillò particolarmente in campo europeo: nei pochi anni in cui calcò i campi di calcio incassò il proprio peggiore passivo di sempre, perdendo per 16-0 contro la il 1º luglio 1912 a Stoccolma, in un'altra gara valevole per le Olimpiadi.

Lo scoppio della prima guerra mondiale frenò lo sviluppo della selezione dell'Impero russo. Nella primavera del 1915 erano in programma alcuni incontri con le nazionali di Germania e Francia, ma le partite furono annullate a causa del conflitto, durante il quale furono arruolati o perirono svariati calciatori russi. Dopo la Rivoluzione russa del 1917 la squadra scomparve anche a causa della fuga di molti giocatori dal paese. La selezione venne sostituita dall', che fu costituita nell'agosto 1923 e fu riconosciuta dalla FIFA come squadra succeditrice della rappresentativa dell'Impero russo.

Nazionale sovietica

Nel periodo di esistenza dell'Unione Sovietica non esistevano le attuali nazionali delle repubbliche che ne facevano parte e che oggi sono indipendenti, tanto meno una nazionale russa, per cui dal 1923 al 1991 i calciatori russi confluivano pertanto nella nazionale sovietica. La rappresentativa sovietica vinse un campionato europeo (1960) e giunse per tre volte seconda nel torneo (1964, 1972, 1988). Nelle competizioni olimpiche vinse due ori (1956, 1988) e tre bronzi (1972, 1976, 1980). Il miglior posizionamento ai mondiali di calcio fu il quarto posto ottenuto nel 1966.

Nazionale russa Anni 1990 La nazionale russa nacque nel 1992 dopo lo smembramento dell'URSS e, conseguentemente, la scomparsa della nazionale di calcio dell'Unione Sovietica. Nel corso di quell'anno in sostituzione della nazionale sovietica giocò la nazionale , rappresentativa della Comunità degli Stati Indipendenti e presente con questa dicitura agli Europei 1992.

L'esordio internazionale della Russia, allenata dal CT Pavel Sadyrin, avvenne il 16 agosto 1992 a Mosca contro il . La partita finì 2-0 per i padroni di casa, che presentarono una formazione composta da ex giocatori della nazionale sovietica, provenienti però in larga parte anche dalle altre repubbliche (casi eclatanti furono Viktor Onopko ed Andrej Kančel'skis): a molti calciatori, infatti, fu proposto di scegliere dopo lo scioglimento dell'URSS se adottare la cittadinanza russa o quella del paese di nascita.

La Russia si qualificò per il campionato del mondo 1994 grazie al secondo posto ottenuto in un girone con , , e in cui ottenne 5 vittorie, 2 pareggi e una sconfitta in otto partite. Della nazionale facevano parte Stanislav Čerčesov, Aleksandr Borodjuk, Viktor Onopko, Oleg Salenko, Aleksandr Mostovoj, Vladimir Besčastnych e Valerij Karpin; alcuni di questi calciatori avrebbero potuto giocare per l', ma la federcalcio ucraina non ottenne dalla FIFA il riconoscimento in tempo utile per far competere la sua nazionale nelle qualificazioni a USA '94.

Negli Stati Uniti la Russia fu inserita nel gruppo B con , e . Battuta dal Brasile per 2-0 nel primo incontro, perse anche la gara contro la Svezia per 3-1. Già eliminata, sconfisse nettamente il Camerun per 6-1 in una partita che vide come protagonista Oleg Salenko, autore di cinque gol, primato in una singola partita di campionato del mondo.

Dopo l'esonero di Sadyrin prese il timone della nazionale Oleg Romancev, che si affidò a giocatori già presenti al mondiale statunitense: Onopko, Mostovoi, Beschastnykh e Karpin. La Russia vinse il girone di qualificazione al campionato d'Europa 1996, comprendente anche , , , , con otto vittorie e due pareggi in dieci partite. In Inghilterra fu sorteggiata nel girone C con , e . La squadra perse le prime due partite contro Italia (2-1) e Germania (3-0, con tre gol subiti nel secondo tempo), per poi raggiungere i cechi sul 3-3 nell'ultima partita, grazie a una prova di carattere, ma ciò non bastò ad evitare l'ultimo posto in classifica. Il raggruppamento era giustamente considerato uno dei più competitivi del torneo, tant'è che Germania e Repubblica Ceca furono le due finaliste della manifestazione.

Dal 1993 al 1997 la Russia fece parte delle prime venti posizioni della classifica mondiale della FIFA, raggiungendo anche il terzo posto nel 1996.

Dopo l'europeo inglese il ruolo di CT fu affidato a Boris Ignat'ev, che condusse la squadra ai play-off per la qualificazione al campionato del mondo 1998. La compagine russa, inserita nel raggruppamento con , , e , iniziò le qualificazioni con due vittorie contro Cipro e Lussemburgo e due pareggi contro Israele e ancora contro Cipro, cui fecero seguito le vittorie contro Lussemburgo e Israele. Persa la sfida in trasferta contro la Bulgaria, i russi batterono i bulgari per 4-2 in casa e ottennero il secondo posto. Il sorteggio mise di fronte Russia e . Dopo l'1-1 di Mosca in una bufera di neve, l'1-0 per gli azzurri nel ritorno allo Stadio San Paolo di Napoli lasciò fuori la squadra di Romancev dalla fase finale del mondiale.

Romancev lasciò il ruolo di CT e fu rimpiazzato da Anatolij Byšovec, che richiamò alcuni calciatori esclusi dai precedenti commissari tecnici. La squadra iniziò molto male le qualificazioni al campionato d'Europa 2000, perdendo tre partite di fila, contro , (2-3) e (le altre avversarie del girone erano e ). A farne le spese fu Byšovec', esonerato e sostituito dal rientrante Oleg Romancev, sotto la cui guida la Russia ottenne ben sei vittorie consecutive, tra cui lo storico successo per 3-2 del 5 giugno 1999 contro la a Parigi. Nell'ultima partita delle qualificazioni, contro l'Ucraina, alla Russia sarebbe stata sufficiente una vittoria per vincere il girone e qualificarsi così direttamente per la fase finale del campionato europeo del 2000, in virtù della migliore differenza reti nei confronti della Francia, con cui gli scontri diretti erano in esatta parità. La Russia passò in vantaggio, ma un errore del portiere Aleksandr Filimonov nei minuti finali della partita su un innocuo cross di Andrij Ševčenko da posizione defilata consentì agli ucraini di pareggiare. La Russia chiuse il girone al terzo posto, fallendo per la seconda volta consecutiva la qualificazione ad un grande torneo.

Anni 2000 Oleg Romancev rimase in carica per le qualificazioni al , che la Russia chiuse al primo posto nel proprio raggruppamento, dopo sette vittorie, due pareggi e una sconfitta contro , , , e . Nella fase finale del mondiale, in Giappone e Corea del Sud, la Russia fu inserita nel gruppo H insieme con , e . La formazione di Romancev si presentava in Asia con una rosa promettente, composta in parte da veterani e in parte da debuttanti. Nella prima partita vinse per 2-0 contro la Tunisia e nella seconda gara, contro i padroni di casa del Giappone, fu sconfitta per 1-0, fatto che causò le proteste dei tifosi radunatisi a Mosca per assistere all'incontro (due i morti). Il terzo match, quello contro il Belgio, iniziò con un gol di Johan Walem dopo sette minuti, cui rispose al 52° di gioco Egor Titov. Alla Russia sarebbe bastato il pareggio per qualificarsi agli ottavi di finale, ma a dodici minuti dalla fine una rete di Wesley Sonck portò il Belgio sul 2-1 e a otto dal termine Marc Wilmots realizzò il punto del 3-1. All'88º minuto la giovane promessa Dmitrij Syčëv segnò il gol del 3-2, che non salvò la Russia dall'eliminazione.

Romancev fu immediatamente esonerato e sostituito con Valerij Gazzaev, allenatore del . Sorteggiata in un difficile girone con , , e , la Russia iniziò le eliminatorie del campionato d'Europa 2004 vincendo in casa contro Irlanda e Albania, ma perse le due successive trasferte in Albania e Georgia. Dopo il deludente pari contro la Svizzera a Basilea Gazzaev fu esonerato e rimpiazzato da Georgij Jarcev, che grazie alle vittorie interne contro Svizzera e Georgia riuscì a qualificare la Russia per il play-off contro il . Dopo il pareggio a reti bianche a Mosca, la vittoria per 1-0 a Cardiff grazie ad un colpo di testa di Vadim Evseev consentì ai russi di accedere alla fase finale dell'europeo portoghese. La vittoria fu oscurata dalla positività di Egor Titov ad una sostanza illecita, il bromantan, episodio che costò al calciatore russo un'ammenda e una squalifica di un anno, comminate il 15 febbraio 2004. Titov fu così costretto a saltare l'europeo.

In Portogallo la squadra russa, priva degli infortunati Sergej Ignaševič e Victor Onopko, dovette affrontare la , la e il . Come avvenuto al mondiale del 2002, la Russia, nel girone A, fu ancora una volta opposta ai padroni di casa (questa volta portoghesi). Alle sconfitte contro Spagna (1-0) e Portogallo (2-0) seguì, a eliminazione già maturata, una vittoria per 2-1 contro la Grecia (poi trionfatrice in finale) il 16 giugno, con reti di Dmitrij Kiričenko al secondo minuto (uno dei gol più veloci del torneo) e Dmitrij Bulykin al diciassettesimo. Anche in questo caso, come nel 1996, le due finaliste dell'europeo erano state avversarie Russia nel girone di prima fase.

Per le qualificazioni al campionato del mondo 2006 fu raggruppata con Portogallo, , , , e . La Russia cominciò con un pareggio a Mosca contro la Slovacchia (1-1) e una vittoria per 4-0 contro il Lussemburgo, ma poi fu battuta per 7-1 a Lisbona dal Portogallo, per quella che resta la peggiore sconfitta di sempre della Russia. Il Portogallo si insediò subito al primo posto del girone, con russi e slovacchi al seguito. Le vittorie contro Estonia e Liechtenstein parvero rimettere in carreggiata la Russia, che però si smarrì pareggiando per 1-1 a Tallinn contro l'Estonia, risultato che causò l'esonero di Jarcev. Il sostituto, Yuri Semin, risollevò inizialmente la squadra, conducendola alla vittoria interna contro la Lettonia (2-0), ma un nuovo pareggio (1-1) a Riga contro i lettoni rimise la classifica in discussione. Malgrado le vittorie contro Liechtenstein e Lussemburgo elo 0-0 interno contro il Portogallo, il 12 ottobre 2005 la Russia si presentò a Bratislava con il bisogno di vincere, ma lo 0-0 finale consentì alla Slovacchia di qualificarsi per i play-off per un solo punto, in virtù di una migliore differenza reti. In 12 partite la Russia totalizzò 23 punti, frutto di 6 vittorie, 5 pareggi e una sconfitta, la peggiore nella storia della nazionale russa (7-1 contro il Portogallo a Lisbona).