Discepolo di Antonio Labriola, fu uno dei principali capi dei movimenti studenteschi di Roma negli anni novanta del XIX secolo. Fu conosciuto per la sua lotta contro il fascismo e per le sue qualità intellettuali che hanno formato una generazione di storici e scrittori del Sud Italia (tra cui Corrado Alvaro e Umberto Bosco).
Biografia Uno dei grandi esponenti della famiglia De Nobili di Catanzaro, era figlio di Carlo De Nobili (1845-1908), barone di Magliacane, e di Concetta Pugliese, nonché pro-nipote di Carlo De Nobili, primo sindaco di Catanzaro e Cavaliere di Malta.
Giovinezza Studiò all'Università di Roma, dove divenne discepolo del filosofo marxista Antonio Labriola, incontrò Giosuè Carducci e Francesco D'Ovidio. Fu uno dei 3 capi dei movimenti studenteschi dell'Università di Roma e venne espulso nel 1896 per aver capeggiato un'agitazione studentesca in favore dell'ex ministro Guido Baccelli e contro il nuovo ministro dell'Istruzione Pubblica Emanuele Gianturco, ma anche per aver fondato un movimento antimonarchico ispirato a Gesù Cristo.
Conseguì dunque la laurea in giurisprudenza a Messina e divenne avvocato..
Il bibliotecario antimonarchico e antifascista Dal 1908 fino al 1958 diresse la Biblioteca Comunale Filippo De Nobili, succedendo al padre. Conosciuto nel 1913 Corrado Alvaro, allora studente liceale a Catanzaro, gli riservò un angolo della biblioteca. Aderì all'Associazione italiana biblioteche dalla sua fondazione nel 1930 e compare nuovamente tra i soci nel dopoguerra. Fu il fondatore, con Ernesto Peronaci, del giornale Battaglia. Rimase famoso il suo rifiuto di una onorificenza della Corona d'Italia, nel 1934, quando rispose: «Le sarò gratissimo se, in cambio dell'onorificenza, che non ho mai desiderato e non desidero, Ella vorrà ottenere un congruo sussidio alla Biblioteca da me diretta».
Fervente antimonarchico prima e poi antifascista, scrisse per periodici di satira politica con lo pseudonimo di "Fideno", mentre il padre si firmava "Olrac". Beffeggio pubblicamente Benito Mussolini quando questi venne a Catanzaro, scimmiottando l'atteggiamento che il Duce aveva quando era alla finestra di Piazza Venezia. Filippo De Nobili visse nel Palazzo De Nobili di Magliacane a Catanzaro.
Tra gli amici di Filippo De Nobili, vi furono Piero Calamandrei (1889-1956), Umberto Bosco (1900-1987), Guido Puccio (1894-1980), Corrado Alvaro e Giuseppe Isnardi (1886-1965).
Riconoscimenti Nel 1959 venne insignito della medaglia d'oro dei benemeriti della cultura. Donò alla Biblioteca, che è stata poi intitolata al suo nome, i suoi libri e un vasto carteggio. Gli è stata intitolata anche una sala dell'Archivio di Stato di Catanzaro.
Il bibliotecario del romanzo Mastrangelina di Corrado Alvaro, pubblicato nel 1960, è riconoscibile come Filippo De Nobili.
Note
Bibliografia Civiltà di Calabria: studi in memoria di Filippo De Nobili, a cura di Augusto Placanica. Un bibliotecario rimpianto (Don Pippo De Nobili), di Guerriera Guerrieri. Filippo De Nobili (In memoriam), di Giuseppe Isnardi. Per i cento anni della Biblioteca comunale "Filippo De Nobili" di Catanzaro (1889-1989), di Nicola Siciliani de Cumis.
Collegamenti esterni
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