La guerra libico-ciadiana venne combattuta a fasi alterne tra il 1978 e il 1987, principalmente nelle regioni settentrionali e centrali dello Stato africano del Ciad. Il conflitto si originò dall'intervento della Libia del dittatore Muʿammar Gheddafi nei convulsi eventi della prima guerra civile ciadiana in corso dal 1965, che vedeva opposte le genti del nord del Ciad, principalmente arabizzate e di religione musulmana, a quelle del sud, africane e cristiane/animiste; la mossa libica era motivata principalmente dal desiderio di annettersi il territorio della striscia di Aouzou nel nord del Ciad, ritenuto ricco di giacimenti di uranio, e di esercitare un'influenza nelle questioni interne ciadiane al fine di trasformare il paese in uno Stato satellite della Libia.
I libici appoggiarono l'organizzazione ribelle ciadiana del FROLINAT, composta dalla sommatoria di più gruppi distinti, e poi il cosiddetto "Gouvernement d'Union Nationale de Transition" o GUNT, insediatosi alla guida del Ciad dopo la conclusione della guerra civile nel 1979: i libici fornirono armamenti moderni ai ribelli come pure supporto di fuoco con artiglieria, carri armati e aerei da combattimento. Varie nazioni africane come Egitto, Sudan e Zaire, nonché gli Stati Uniti d'America e soprattutto l'ex potenza coloniale della Francia, appoggiarono invece il governo centrale ciadiano del presidente François Tombalbaye e poi la fazione anti-libica del signore della guerra Hissène Habré (Forces Armées du Nord o FAN, divenute Forces Armées Nationales Tchadiennes o FANT nel 1983 dopo la fusione con altri gruppi di ribelli): la Francia in particolare inviò a più riprese contingenti di truppe nel Ciad per sostenere i suoi protetti.
Il conflitto conobbe una svolta a partire dal 1986, quando il GUNT si dissolse a causa di contrasti interni tra le sue varie componenti permettendo ad Habré di riunire i vari gruppi ciadiani per fare fronte comune contro i libici; una serie di rapide offensive delle FANT nel corso del 1987 provocarono il rapido crollo delle posizioni libiche nel nord del Ciad, obbligando Gheddafi a siglare un accordo di cessate il fuoco l'11 settembre 1987. I rapporti tra Libia e Ciad andarono poi progressivamente migliorando: le due nazioni decisero di sottoporre il caso della striscia di Aouzou alla Corte internazionale di giustizia, la quale il 3 febbraio 1994 decise di attribuire il territorio al Ciad.
Antefatti L'occupazione della striscia di Aouzou
Il coinvolgimento della Libia nelle questioni del suo vicino meridionale ebbe inizio nel 1968, durante gli eventi della prima guerra civile del Ciad: il Front de Libération Nationale du Tchad ("Fronte di Liberazione Nazionale del Ciad", meglio noto come FROLINAT), di ispirazione socialista e rappresentativo delle genti musulmane del Ciad, aveva esteso la sua guerriglia contro il governo centrale del presidente cristiano François Tombalbaye alla Prefettura di Borkou-Ennedi-Tibesti, comprendente tutta la parte settentrionale del paese in pieno deserto del Sahara, al confine meridionale con l'allora Regno Unito di Libia.; a causa dei contatti di lunga durata tra le popolazioni insediate sulla linea di frontiera, il re Idris I di Libia si sentì obbligato a fornire un certo supporto al FROLINAT, ma poiché il suo governo non voleva guastare le sue relazioni con l'ex potenza coloniale e attuale "protettore" del Ciad, la Francia, questo aiuto si concretizzò solo con la concessione ai ribelli di campi e rifugi sul suolo libico e alcuni rifornimenti di equipaggiamenti non letali..
Questa situazione cambiò dopo il colpo di Stato che il 1º settembre 1969 depose Idris e portò al potere a Tripoli Muʿammar Gheddafi: il nuovo governo repubblicano decise di portare avanti una vecchia disputa di frontiera tra Libia e Ciad rivendicando il possesso del territorio della cosiddetta "striscia di Aouzou" nel nord del Ciad, in forza del mai ratificato accordo franco-italiano del 7 gennaio 1935 che attribuiva la zona alla Libia (all'epoca una colonia dell'Italia); rivendicazioni simili erano state avanzate dallo stesso re Idris nel 1954, ma i soldati libici inviati nella striscia per sostenerle erano stati allontanati dalle truppe francesi schierate nel Ciad..
Inizialmente diffidente nei confronti del FROLINAT, nel corso del 1970 Gheddafi iniziò a considerare l'organizzazione come utile ai suoi fini: con il supporto delle nazioni del blocco orientale, e in particolare della Germania Est, i libici iniziarono quindi ad addestrare i ribelli ciadiani e a rifornirli di armi e finanziamenti. Il 27 agosto 1971 il Ciad avanzò accuse circa l'appoggio dato da Egitto e Libia a un fallito colpo di Stato contro il presidente Tombalbaye da parte di ex ribelli recentemente amnistiati: il governo ciadiano ruppe le relazioni diplomatiche con le due nazioni e invitò i gruppi dissidenti libici a fare base in Ciad, avanzando anche rivendicazioni territoriali sulla regione libica del Fezzan in forza di non meglio precisati "diritti storici". In risposta, il 17 settembre Gheddafi riconobbe il FROLINAT come unico governo legittimo del Ciad, e in ottobre il ministro degli esteri ciadiano Baba Hassan denunciò alle Nazioni Unite le "idee espansionistiche" della Libia..
Dopo pressioni da parte della Francia sulla Libia e la mediazione del presidente del Niger Hamani Diori, Libia e Ciad ristabilirono relazioni diplomatiche il 17 aprile 1972; pochi giorni dopo, il Ciad ruppe le relazioni con Israele e il presidente Tombalbaye stipulò un trattato segreto con Gheddafi per la cessione alla Libia della striscia di Aouzou in cambio di un pagamento di 40 milioni di sterline. Le due nazioni siglarono un trattato di amicizia nel dicembre del 1972: Gheddafi interruppe il suo sostegno ufficiale al FROLINAT e obbligò il suo leader Abba Siddick a lasciare il suo quartier generale di Tripoli per trasferirsi ad Algeri.. Le buone relazioni furono confermate negli anni seguenti, con una visita di Gheddafi nella capitale ciadiana di N'Djamena nel marzo del 1974 e la creazione nello stesso periodo di una banca congiunta per fornire al Ciad fondi di investimento.
Sei mesi dopo la stipula del trattato del 1972, truppe libiche entrarono nella striscia e stabilirono una base aerea militare poco a nord di Aouzou, protetta da batterie di missili terra-aria; il territorio fu sottoposto a un'amministrazione civile connessa alla Municipalità di Cufra, e la cittadinanza libica fu estesa alle poche migliaia di abitanti locali.. Gli esatti termini in base ai quali la Libia ottenne la striscia di Aouzou rimasero però in parte oscuri, e sono dibattuti: l'esistenza di un trattato segreto tra Tombalbaye e Gheddafi fu resa nota solo nel 1988, quando il presidente libico esibì una copia di una presunta lettera di Tombalbaye in cui questi riconosceva le pretese della Libia sulla striscia; studiosi come Bernard Lanne sostengono però che non ci fu mai un vero e proprio accordo formale, e che Tombalbaye adottò questo espediente per non dover ammettere l'occupazione di parte della sua nazione da parte di una potenza straniera. La Libia non fu poi in grado di produrre una copia originale del tratto del 1972 quando la questione della striscia di Aouzou fu discussa davanti alla Corte internazionale di giustizia nel 1993.
L'espansione della ribellione Il riavvicinamento tra Libia e Ciad non fu di lunga durata. Il 13 aprile 1975 un colpo di Stato a N'Djamena portò all'uccisione di Tombalbaye e alla sua sostituzione con il generale Félix Malloum; il golpe era stato in parte motivato con l'opposizione alla politica di accondiscendenza di Tombalbaye verso la Libia, e fu quindi considerato da Gheddafi come una minaccia alla sua influenza sul paese: i libici ripresero a sostenere il FROLINAT, e nell'aprile del 1976 vi fu un fallito tentativo di assassinare Malloum. Al contempo reparti libici presero ad accompagnare le scorribande del FROLINAT, penetrando nelle regioni centrali del Ciad..
Il rinnovato attivismo libico generò contrasti all'interno dello stesso FROLINAT, che andò incontro a una scissione interna: l'ala maggioritaria sotto Goukouni Oueddei si dichiarò favorevole all'alleanza con i libici e diede vita alle Forces Armées Populaires o FAP; una minoranza sotto Hissène Habré si dimostrò invece ostile al regime di Gheddafi, e diede quindi vita alle Forces Armées du Nord o FAN. Se negli anni precedenti il supporto della Libia ai gruppi ribelli ciadiani era stato più morale che materiale, a partire dal febbraio del 1977 i libici rifornirono le forze di Oueddei di armamenti moderni come fucili d'assalto AK-47, lanciarazzi RPG-7, mortai e cannoni senza rinculo; così bene armate, nel giugno seguente le FAP attaccarono le roccaforti delle forze armate governative (Forces Armées Tchadiennes o FAT) nella regione del Tibesti e del Borku a nord: la città di Bardaï, assediata a partire dal 22 giugno, cadde in mano ai ribelli il 4 luglio seguente, mentre la vicina Zouar fu evacuata dai governativi. Le FAT persero 300 uomini oltre a vasti quantitativi di materiale militare, ma sostenute da consiglieri militari francesi riuscirono a respingere l'attacco ribelle contro la cittadina di Ounianga Kébir nel nord-est..
Divenuto ormai evidente che la striscia di Aouzou era utilizzata dai libici come base per una più profonda penetrazione in Ciad, Malloum decise di portare la questione dell'occupazione della striscia davanti alle Nazioni Unite e all'Organizzazione dell'unità africana.; inoltre, nel settembre del 1977 Malloum e Habré avviarono negoziati segreti a Khartum che portarono il 22 gennaio 1978 alla stipula di una nuova costituzione ciadiana: il 29 agosto seguente venne proclamato un governo di unità nazionale con Habré come primo ministro. L'accordo tra Malloum e Habré fu attivamente sostenuto da Sudan e Arabia Saudita, nazioni che temevano un Ciad radicale assoggettato all'influenza libica e vedevano in Habré, considerato un buon musulmano e con forti credenziali anti-colonialiste, la sola possibilità di contrastare i piani di Gheddafi.
La guerra L'intervento libico L'accordo Malloum-Habré fu visto da Gheddafi come una seria minaccia alla sua influenza sul Ciad, spingendo il dittatore a incrementare il coinvolgimento libico. Per la prima volta con l'attiva partecipazione di unità libiche di terra, le FAP di Goukouni diedero avvio a una massiccia offensiva il 29 gennaio 1978 contro le residue roccaforti governative nel Ciad settentrionale: Faya Largeau, Fada e Ounianga Kebir. Gli attacchi ebbero successo, e l'alleanza di FAP e libici assunse uno stabile controllo dell'intera parte settentrionale del Ciad.. Lo scontro decisivo tra libici e FAP da un lato e regolari governativi ciadiani dall'altro si ebbe a Faya Largeau, centro amministrativo della Regione di Borkou-Ennedi-Tibesti: difesa da soldati delle FAT, la città cadde il 18 febbraio 1978 dopo l'attacco di circa ribelli supportati da più di regolari libici, che, secondo uno schema poi divenuto abituale, pur non venendo coinvolti direttamente negli scontri sostennero l'attacco delle FAP con mezzi corazzati, artiglieria e appoggio aereo. I ribelli erano ormai molto meglio armati dei regolari ciadiani, potendo mettere in campo anche lanciatori per missili terra-aria Strela 2.