Roccamonfina è un comune italiano di abitanti della provincia di Caserta in Campania.
Geografia fisica Il paese si trova a circa 600 m s.l.m., all'interno del cratere dell'antico omonimo vulcano, sulle pendici orientali del monte Santa Croce (), che ne costituisce il cono terminale. La zona è coperta da castagneti.
Il territorio del comune fa parte del Parco regionale di Roccamonfina e Foce del Garigliano e della Comunità montana Monte Santa Croce.
Origini del nome Il nome deriva dall'originario toponimo del monte Santa Croce – il rilievo più alto del complesso vulcanico –, che in documenti risalenti all'anno Mille viene chiamato Monte Fino. Parrebbe invece priva di fondamento storico la leggenda sull'origine del nome legata all'eponima Fina, una principessa romana cristiana giunta nella zona in fuga dalle persecuzioni ordinate dall'imperatore Decio alla metà del III secolo d.C.Leggenda riportata dall'erudito settecentesco don Girolamo Perrotta.
Storia Nel territorio della conca vulcanica esistono tracce di insediamenti ausoni o aurunci, con mura in opera poligonale, attribuite al VI-V secolo a.C., sul monte La Frascara, l'Orto della Regina, e sul monte Santa Croce, forse riferibili a semplici postazioni militari di difesa.
I ritrovamenti di iscrizioni e monete sembrano indicare la presenza di un insediamento già nel III secolo d.C., ma l'attuale abitato è attestato nei documenti solo a partire dal X secolo, appartenente al principato di Capua.
Roccamonfina fu in possesso feudale dei Marzano e dei principi di Stigliano. Tra Trecento e Quattrocento assunse importanza con l'istituzione di un mercato settimanale (dal 1352) e di una fiera annuale. Nel 1618 entrò in possesso di una nipote di papa Clemente VIII, Elena Aldobrandini. L'epidemia di peste del 1656 uccise gran parte della popolazione. Sotto il dominio borbonico divenne Terra Regia, diretto possesso del sovrano.
Dopo l'unità d'Italia venne interessata per quasi un decennio dal fenomeno del brigantaggio, in particolare dalle azioni della banda di Alessandro Pace di Caspoli. Durante la seconda guerra mondiale subì i bombardamenti alleati e la deportazione di più di mille suoi cittadini da parte delle truppe tedesche.
Simboli Nello stemma è raffigurata una torre di tre palchi, posta su tre colli, affiancata dalle lettere maiuscole L.A.M.F., aggiunte nel Seicento, iniziali di Locus Arcis Montis Fini ("Luogo della Rocca di Monte Fino"). Il gonfalone è un drappo di azzurro.
Onorificenze
Monumenti e luoghi d'interesse
Chiesa collegiata di Santa Maria Maggiore, sita nella centrale piazza Nicola Amore, il cui attuale stato si deve ad un rifacimento del 1715. Presenta un grande protiro ad arco sulla facciata ed è fiancheggiata da un campanile con decorazione a maioliche del 1775. L'interno è a tre navate. Alla chiesa è annesso un "Museo parrocchiale", che ne raccoglie gli arredi sacri. Chiesa di San Michele Arcangelo, nella frazione Gallo con fonte battesimale marmoreo seicentesco. Chiesa di San Giovanni Battista, sita nella frazione di Torano-Filorsi, risale al XIII secolo ed è in stile romanico; fu gravemente danneggiata dai terremoti del 1960 e 1964, che interessarono l'area campana. Restaurata di recente, della magnifica volta affrescata resta un solo brandello di affresco. Santuario di Maria Santissima dei Lattani, fondato nel 1430 da san Bernardino da Siena e san Giacomo della Marca, in seguito alla notizia del ritrovamento di una statua della Vergine. Gli edifici del santuario si aprono su un ampio cortile interno, aperto sul panorama. Vi si affacciano la chiesa, il convento e un edificio costruito al momento della fondazione, detto "Protoconventino" o "romitaggio di San Bernardino", recentemente restaurato nelle forme originali. Nel cortile si trovano anche una fontana in pietra e, sul lato verso il monte, una fontana quattrocentesca decorata nel 1961 da una raffigurazione su ceramica colorata. Chiesa di Ognissanti del 1191 con affreschi, sita in via Cicioni. Palazzo Colletta, edificio quattrocentesco con torre annessa – parte dell'originaria cinta muraria medievale, in gran parte perduta –, si affaccia sulla piazza Nicola Amore. Chiesa di San Nicola, barocca, nella frazione Garofali. Chiesa di Santa Maria della Carità a navata unica con Madonna addolorata del XVIII secolo nella frazione Fontanafredda. Chiesa e convento di San Domenico, siti nella frazione omonima ed eretti nel XVII secolo per donazione testamentaria di Gian Nicola Fusco. La chiesa ha tre navate e conserva un coro ligneo.
Borgo fantasma medievale di Cerquarola, abbandonato in seguito a eventi sismici, presso la frazione San Domenico. Mura megalitiche dell'Orto della Regina, a qualche chilometro dalla frazione Fontanafredda. Antiche neviere, in località Pratolongo.
Società Evoluzione demografica
Tradizioni e folclore Nell'ultimo martedì di maggio la statua del santo patrono, sant'Antonio, viene condotta in processione dalla chiesa del Santuario dei Lattani alla chiesa di Santa Maria Maggiore (Calata di sant'Antonio), per venire ricondotta al suo posto l'ultima domenica di agosto (Salita di sant'Antonio).
Cultura Musei Presso il Palazzo dei Congressi di Roccamonfina in via Roma è stato istituito nel 2010 il Museo delle Arti e del Geosito dei Monti Aurunci (MAGMA). Ospita collezioni di arte contemporanea di maestri internazionali, giovani del territorio nazionale e collezioni di scienze ambientali. Il Museo Storico di Roccamonfina - "Una Storia da Raccontare", creato nel 2016, documenta gli eventi della seconda guerra mondiale avvenuti nel territorio.
Economia Roccamonfina, assieme ad altri otto comuni, costituisce la zona di produzione della IGP «castagna di Roccamonfina».
La presenza del castagno nell'area di Roccamonfina è fatta risalire ad alcune centinaia di anni prima della dominazione romana nella zona. Fu tuttavia nel Medioevo, dopo le invasioni barbariche, che la castanicoltura dell’area rappresentò una parte fondamentale per l’economia e la sopravvivenza della popolazione locale. Principale fonte di sostentamento alimentare nei periodi invernali e di carestia, il castagno a Roccamonfina e dintorni, infatti, aveva un ruolo fondamentale nella vita familiare della popolazione. Con il suo legno si costruivano le travi dei tetti delle case, i mobili, gli utensili e si alimentava il fuoco delle stufe e dei camini.
Infrastrutture e trasporti Strade Roccamonfina è attraversata dalla Strada provinciale 14 Sessa Aurunca-Mignano Monte Lungo. Ferrovie Il comune è servito dalla stazione di Sessa Aurunca-Roccamonfina-Cellole, sulla ferrovia Roma-Formia-Napoli, situata però a 20 km dal centro abitato.
Amministrazione
Gemellaggi
Note
Bibliografia
Voci correlate Roccamonfina (vulcano) Orto della Regina Santuario di Maria Santissima dei Lattani Ciampate del Diavolo Parco regionale di Roccamonfina-Foce Garigliano Comunità montana Monte Santa Croce
Altri progetti
Collegamenti esterni
Categoria:Architettura megalitica poligonale