Banská Bystrica (pronuncia slovacca: ; in ungherese Besztercebánya, in tedesco Neusohl, in latino Neosolium, in italiano storico Neosolio) è una città del centro della Slovacchia, situata sulle rive del fiume Hron in una valle racchiusa dalla catena dei Bassi Tatra, dalla Grande Fatra (Veľká Fatra) e dai monti metalliferi (Slovenské rudohorie). Fa parte della regione turistico-geografica dell'Horehronie.
Con i suoi abitanti circa, è la sesta città più popolosa della Slovacchia. La città odierna fu fondata da tedeschi, invitati dalla dinastia reale ungherese degli Arpadi durante il Medioevo (come parte dellOstsiedlung), ma venne costruita su un precedente insediamento slavo-avaro. Durante il regno di Béla IV ottenne, nel 1255, il privilegio di libera città del Regno d'Ungheria.
La città acquisì l'attuale aspetto nel tardo Medioevo, quando i cittadini più ricchi costruirono le chiese, i palazzi e le fortificazioni centrali ancora presenti. Banská Bystrica è capoluogo della regione e del distretto omonimi ed è sede dell'Università Matej Bel.
Geografia fisica Territorio Banská Bystrica è situata a un'altezza di 368 e ha una superficie di 103,37 km2. È circa a metà strada tra le due città più popolate della Slovacchia: è infatti situata 208 km a nord-est della capitale Bratislava e 217 km a est di Košice. Un susseguirsi di cittadine la collega a Zvolen, 20 km più a sud.
Banská Bystrica si trova nella valle del fiume Hron, che attraversa la città da est a sud. La città è annidata tra tre catene montuose, tutte aree protette: i Bassi Tatra a nord-est, la Grande Fatra a nord-ovest e i monti di Kremnica a ovest. La città è sede del parco nazionale dei Bassi Tatra. Nonostante la vicinanza con queste catene, il paesaggio cittadino è dominato dal monte Urpín, molto più basso (510 m)..
Clima La città si trova nella zona temperata e ha un clima continentale con 4 stagioni distinte. Il clima è caratterizzato da un'importante variazione tra le estati calde e gli inverni freddi e nevosi.
Origini del nome Il nome slovacco Banská Bystrica include due parole: l'aggettivo Banská, da baňa (it. "miniera"),. e il nome del locale fiume Bystrica, dallo slavo bystrica (it. "torrente veloce").. Il nome della città in ungherese, Besztercebánya, viene anch'esso dal torrente Beszterce, dal nome slavo del corso d'acqua, e dal suffisso bánya, che indica le miniere della città. Il fiume diede il nome alla città già nel 1255, quando il nome latino Villa Nova Bystrice (ovvero "Città nuova di Bystrica" o "Civitanova di Bystrica") venne riportato nel documento in cui il re ungherese Béla IV concesse alla città dei privilegi...
Diverse varianti di "Bystrica" (Byztherze, Bystrice, Bystrzice...) vennero utilizzate regolarmente senza un aggettivo per identificarla come una città mineraria, fino alla fine del XVI secolo. Sebbene la prima apparizione del nome Byzterchebana sia avvenuta nel 1263, questo fu raramente usata successivamente. Il vecchio nome tedesco antico Neusohl ("Nuova Zvolen"), riportato per la prima volta nel 1300, e poi la versione latina Neosolium, riflettevano il fatto che alcuni dei primi insediamenti provenivano dalla vicina città di Zvolen, al tempo conosciuta in tedesco come Altsohl (de. "Vecchia Zvolen").
Nel corso del 1500 l'uso della specificazione mineraria divenne più frequente (Bystrzicze na baniech o Bystricze Banska, entrambi riportati nel 1530). Questa evoluzione portò al nome attuale, riportato per la prima volta nel 1773 come Banska Bystrica. Nell'impero austriaco il nome tedesco "Neusohl" venne usato fino al compromesso del 1867, quando il toponimo ungherese "Besztercebánya" venne riconosciuto come ufficiale.. "Banská Bystrica" divenne il nome ufficiale della città nel 1920.
Storia Antichità L'insediamento cittadino era legato, in passato, alla ricchezza mineraria, in particolare di rame. Nel sito Na Pieskoch, nella vicina Španá Dolina, sono state rinvenute numerose tracce di lavorazione del rame risalenti all'età del bronzo, quando il territorio della Slovacchia centrale costituiva la base delle materie prime per gran parte dell'attuale Slovacchia. I ritrovamenti di insediamenti nelle vicinanze di Zvolen indicano che quest'area era un importante polo commerciale per quel tempo. Nella recente età del bronzo la località di Banská Bystrica era abitata da persone della cultura lusaziana che, oltre alla lavorazione dei minerali, si dedicavano anche all'agricoltura e all'allevamento. Nacquero in quel periodo fortilizi collinari, dove si concentrava tutta la vita delle comunità.
Medioevo
Nell'alto medioevo il territorio nei pressi di Zvolen era abitato dagli avari, che si mescolarono con i cotini e con altre popolazioni germaniche. Già in quel periodo, gruppi di slavi (subordinati agli avari) si insediarono nelle pianure slovacche attraverso i passi dei Carpazi. Con l'emergere del regno di Samo questi gruppi di slavi infatti si unirono. I ritrovamenti nell'area di Zvolen hanno confermato la presenza di queste popolazioni già nel VII secolo, mentre l'insediamento slavo in città è stato confermato da ritrovamenti di ceramica del IX secolo vicino a piazza SNP.
Nel periodo successivo all'invasione mongola dell'Ungheria, tra il 1241 e il 1242, fino alla metà del XIII secolo circa, nell'area della città arrivò un gruppo di colonizzatori tedeschi che giunse nel regno successivamente ai mongoli. Probabilmente arrivarono nella zona dell'odierna Banská Bystrica da Krupina o Banská Štiavnica e provenivano dalla Sassonia. Nel 1255 il re ungherese Béla IV concesse dei privilegi agli "ospiti del nuovo insediamento di Bystrica" (in latino hospites nostri de villa nova Bystrice), ovvero i coloni tedeschi. Il sovrano, in particolare, rese autonoma la città rispetto alle autorità che avevano sede a Zvolen, e concesse ai coloni il diritto di pescare e cacciare, oltre a quello di estrarre metalli preziosi. I sudditi rimanevano però assoggettati all'autorità regia. La città si sviluppò molto grazie all'immigrazione. Nel XIV secolo la città venne inclusa nel comitato di Zvolen, di cui divenne capoluogo nel tardo Settecento. Nel 1494 venne fondata a Banská Bystrica la società Ungarischer Handel (dal tedesco "commercio ungherese"), detta anche Der Neusohler Kupferhandel (commercio di rame di Neusohl) o società Turzovsko-Fugger, che nel corso del XVI secolo divenne una delle più grandi compagnie minerarie del Paese. Essa contribuì significativamente allo sviluppo dell'attività mineraria e metallurgica, sulle quali si basò l'economia cittadina medievale.
Età moderna e contemporanea L'invasione ottomana verso il territorio ungherese costrinse la città ad essere fortificata nel 1589 con una cinta muraria in pietra. In quanto centro protestante, Banská Bystrica era opposta agli ungheresi, ai turchi e allo Stato Pontificio. Il 20 agosto 1620 il principe Gabriele Bethlen fu eletto re ungherese dalla dieta della città. Dopo che si esaurirono le scorte di rame, la produzione fu riorientata verso la lavorazione del legno e la produzione di carta e la rivoluzione industriale costituì un nuovo impulso per lo sviluppo.
Tra il 1857 e il 1910 il numero degli abitanti raddoppiò e in quegli anni la città venne collegata tramite ferrovia con diverse città: Zvolen nel 1873, Podbrezová nel 1884 e Harmanec nel 1913. Nel 1845 fu fondata una cassa di risparmio, nel 1872 una banca di credito e successivamente diversi istituti finanziari. Alle attività artigiane e manifatturiere seguirono diverse piccole fabbriche tessili; vennero poi create un'industria di materiali da costruzione e una alimentare. Nel 1908 fu costruita una centrale elettrica.
A metà del XIX secolo Banská Bystrica divenne il centro dell'intellighenzia slovacca durante il mandato del primo presidente della Matica slovenská; ciò portò a sviluppare in città l'istruzione e la cultura slovacche, ma la magiarizzazione limitò fortemente queste tendenze. Tra il 1873 e il 1883 si pubblicò in città la rivista Svornosť, filogovernativa e antislovacca, e tra il 1904 e il 1918 si pubblicò un'altra rivista, Krajan, con le medesime tendenze. Le attività del liceo classico locale negli '50 e '60 ebbero importanza su scala nazionale: era l'unica scuola superiore nei 5 distretti slovacche, con lo slovacco come lingua d'insegnamento e con numerosi professori cechi e slovacchi. Nel 1867 questi vennero licenziati e l'istruzione venne germanizzata. Encyklopédia Slovenska I. Bratislava: Veda, vydavateľstvo Slovenskej akadémie vied, 1977, p. 123
Fino al 1928 era sede del distretto di Zvolen. Il numero di abitanti crebbe lentamente tra il 1919 e il 1940, ma nonostante ciò l'industria edilizia non si fermò. Nel 1920 si costruiì una villa in stile Art Nouveau e nel 1928 fu completata la Národný dom. Diversi edifici funzionalisti risalgono agli anni '30. Nel 1930 si costruì l'odierno policlinico, nel 1934 un istituto di insegnamento e nel 1936 una filiale della Cassa di risparmio di Praga, vicino alla torre civica.
La città rimase un centro commerciale e finanziario con la costruzione delle strade ferrate Zvolen-Vrútky e Banská Bystrica–Červená Skala, aumentando ancor più la sua importanza come snodo ferroviario. Furono fondate diverse imprese metalmeccaniche, alimentari ed edili, ma scomparvero le industrie tessili e di lavorazione del legno. Negli anni della crisi del 1929 si registrò un alto tasso di disoccupazione. Nel 1940 la città divenne sede del nuovo distretto di Pohron.
Dopo lo scoppio dell'insurrezione nazionale slovacca Banská Bystrica divenne il centro politico, militare e amministrativo della Slovacchia ribelle. Qui avevano infatti sede il Consiglio nazionale slovacco e il quartier generale della prima armata cecoslovacca. In città avevano inoltre sede le missioni militari anglo-americane e sovietiche. Nel 1944 iniziarono ad essere pubblicati la Pravda del partito comunista slovacco, oltre al settimanale Nové slovo. Nel settembre del 1944 Banská Bystrica subì diversi bombardamenti tedeschi. Alla fine del mese successivo la situazione militare peggiorò notevolmente e gli insorti abbandonarono la città quasi senza combattere, con i tedeschi che la occuparono il 27 ottobre. Il 30 ottobre il generale Hermann Höfle organizzò in città una cerimonia militare con la partecipazione dei rappresentanti del governo slovacco guidato da Jozef Tiso, il quale ringraziò pubblicamente Hitler. L'occupazione della città durò 5 mesi, quando fu poi liberata dall'Armata Rossa e dall'esercito rumeno il 25 marzo 1945.HAJKO, Vladimir, c. d., p. 124
Monumenti e luoghi d'interesse In città ci sono diversi monumenti derivanti dalle diverse epoche, a partire dal Medioevo in poi, concentrati in gran parte nei pressi di piazza dell'insurrezione nazionale slovacca.
Architetture religiose
Cattedrale di san Francesco Saverio Katedrála Svätého Františka Xaverského in slovacco, è la principale chiesa della città. È detta anche "chiesa capitolare" (Kapitulský kostol). Essa venne costruita sul modello della barocca Chiesa del Gesù di Roma, nel XVIII secolo. Era la sede dei gesuiti in città fino al 1773; tre anni dopo, dal 1776, divenne sede della diocesi di Banská Bystrica della chiesa cattolica slovacca.
Chiesa dell'Assunzione della Vergine Maria Kostol Nanebovzatia Panny Márie in slovacco, è detta anche "chiesa tedesca" ed è chiesa parrocchiale. È un edificio tardogotico a navata unica risalente al periodo compreso tra il XIV e il XV secolo. La chiesa è stata costruita su una preesistente basilica romanica del Duecento. È situata all'interno del castello cittadino. Nonostante diversi incendi, la chiesa conserva ancora diversi elementi gotici ed è circondata dall'antico cimitero.. Uno degli altari di questa chiesa fu scolpito da Pavol di Levoča nel XIII secolo.