La rivalità calcistica Juventus-Milan è un antagonismo che si concretizza nell'incontro di calcio tra le due squadre più titolate e fra quelle con la maggior tradizione sportiva d'Italia, la e il . La sfida pone di fronte anche due tra i club con più sostenitori nonché col maggior fatturato e valore societario nel Paese.
Pur non essendo un derby nel senso stretto del termine, la sfida è considerata una «classica» del calcio italiano poiché molto sentita dalle tifoserie di ambe le parti; per quanto concerne il campionato di Serie A è stata molto spesso una partita tra squadre in lotta per le prime posizioni della classifica, a volte determinante per l'assegnazione dello scudetto. È la partita più disputata nella storia del campionato italiano di calcio (215 gare), nonché quella più volte disputatasi complessivamente tra squadre italiane (311 sfide); è inoltre l'incontro più antico ancora oggi giocato, avendo avuto luogo ufficialmente per la prima volta il 28 aprile 1901.
La sfida tra bianconeri e rossoneri è spesso vissuta, in modo analogo al derby d'Italia, come il riflesso della rivalità sociale e politica tra Torino e Milano, le più grandi città del Nord-Ovest d'Italia nonché, assieme a Genova, componenti del triangolo industriale, la macroregione che ebbe il maggior sviluppo sportivo nel Paese; tra la metà degli anni 1980 e quella degli anni 2010 fu altresì vista come il dualismo tra i bianconeri Agnelli e il rossonero Silvio Berlusconi, gli esponenti delle due proprietà che ne hanno detenuto per più tempo la maggioranza societaria nonché di due tra le famiglie-simbolo della storia politica e socio-economica italiana del XX secolo.
Fu tra le prime partite di calcio trasmesse in diretta dalla televisione italiana (seppur in fase sperimentale), ed è stata disputata 247 volte in incontri ufficiali, divenendo anche protagonista di alcune finali, tra cui un record di cinque in Coppa Italia (1941-42, 1972-73, 1989-90, 2015-16 e 2017-18) e tre di Supercoppa italiana (2003, 2016 e 2018); in ambito internazionale Juventus-Milan è valsa nel 2003 l'assegnazione della UEFA Champions League: tale finale rappresenta una delle otto tra squadre di una stessa nazione,Insieme a –, Real Madrid– (disputata due volte), –, –, –Chelsea e –, cfr. nonché l'unica giocatasi tra club italiani.
Oltre ai numerosi incontri ufficiali, le due formazioni si sono ritrovate diverse volte contrapposte in manifestazioni di carattere amichevole o ufficioso: all'inizio del Novecento in competizioni come la Medaglia del Re o la Palla d'Argento Henri Dapples, mentre a cavallo di XX e XXI secolo principalmente in tornei prestagionali come il Trofeo Luigi Berlusconi o il Trofeo TIM.
Storia I primi anni
Il primo incontro tra le due formazioni, una gara amichevole che ebbe luogo a Milano il 22 aprile 1900, fu vinto dal Milan per 2-0. Il successivo 27 maggio si tenne la seconda partita della storia tra le due squadre, vinta nuovamente dai rossoneri che si aggiudicarono così la Medaglia del Re nella gara unica. Anche l'anno seguente la seconda delle tre consecutive competizioni del trofeo fu vinta dai milanesi (come del resto la terza), e in tale torneo sconfissero la Juventus per 4-0, in semifinale il 10 marzo. La prima sfida di campionato si giocò invece il 28 aprile 1901, e il Milan ebbe nuovamente la meglio, stavolta per 3-2. Sempre nello stesso anno, a dicembre una delle prime amichevoli tra rossoneri e bianconeri si concluse con il risultato di 7-0 per i Diavoli. Nel 1906 la sfida con la Juventus vide un Milan vincente, a tavolino, del suo secondo scudetto dal momento che i bianconeri non si presentarono al decisivo spareggio in segno di protesta, giudicando il campo di gara scelto, quello della società lombarda Milanese, non abbastanza neutro.
Un altro referto con molte reti lo si ottenne nel 1910, quando gli juventini vinsero per 5-3. Da segnalare è anche il campionato 1911-12, quando i rossoneri sconfissero i bianconeri per 4-0 a Torino, e 8-1 in casa, col belga Van Hege autore di una cinquina. Causa gli eventi della Grande Guerra, nella stagione 1915-16 i tornei regolari vennero sostituiti al Nord-Ovest da una speciale Coppa Federale che vide trionfare il Milan, di un punto, sulla coppia formata da Juve e ; nel girone finale rossoneri e bianconeri si spartirono due vittorie interne, un 3-2 a Milano e un 2-0 a Torino.
Con la fine delle ostilità al fronte, nel periodo interbellico si ebbero poi nuove goleade come nel 1924, un 5-3 casalingo per la Vecchia Signora entrata l'anno prima nell'orbita della famiglia Agnelli, nel 1925, un 6-0 ancora a Torino per i padroni di casa, e di nuovo nel 1927, quando i piemontesi s'imposero per 8-2. Nel decennio seguente trovarono posto ulteriori parziali di rilievo nel 1930-31, in uno Juventus-Milan conclusosi sul 3-3, nel 1933-34, quando la Juve del Quinquennio e del capocannoniere Borel II vinse 4-0, e infine nel 1936-37 in cui la partita di andata, giocata in Lombardia, finì con sette reti: fu 4-3 per la compagine sabauda.
Nella Coppa Italia dell'edizione 1941-42 le due squadre si affrontarono in finale, e a prevalere furono i bianconeri: all'andata la partita finì 1-1, ma al ritorno la Juventus vinse a Torino con un 4-1 che vide protagonista il miglior marcatore di quell'edizione, l'albanese Lushta, autore di una tripletta; per il Milano – nome allora adottato dalla squadra rossonera per questioni politiche – l'unico ad andare a segno fu Boffi che a sua volta in campionato, per la terza volta in carriera, fu capocannoniere in maglia milanista.
Il secondo dopoguerra
Con l'epilogo del secondo conflitto mondiale, dalla seconda metà degli anni 1940 l'incontro iniziò a diventare sempre più una sfida-scudetto. Nel 1947 la Juventus capolista, cadendo in casa per 2-1 con il Milan, perse anche la possibilità di vincere lo scudetto, che andò al Grande Torino con dieci punti di vantaggio, mentre i rossoneri si classificarono al quarto posto. Nella successiva stagione 1947-48, assieme alla , lombardi e piemontesi si piazzarono secondi a quota 49 punti, dietro al capolista con 65. La sfida di andata finì 5-0 per il Milan, mentre i bianconeri del capocannoniere Boniperti vinsero in casa per 2-1 la gara di ritorno. Nel 1949-50 a conquistare il titolo, dopo quindici anni, fu la Juve con 62 punti, cinque di vantaggio rispetto al Milan secondo classificato. Paradossalmente, se a ottobre la partita si concluse con una vittoria fuori casa dei torinesi, a febbraio il Milan s'impose largamente per 7-1, con a segno il trio offensivo Gre-No-Li: tripletta del miglior marcatore del torneo, Nordahl, e un gol a testa per Liedholm e Gren. La partita tra bianconeri e rossoneri passò alla storia anche sul versante mediatico: nel quadro delle trasmissioni sperimentali della RAI (quelle ufficiali, anche sportive, ebbero inizio il 3 gennaio 1954) l'incontro disputatosi allo stadio Comunale di Torino il 5 febbraio 1950 fu oggetto della prima diretta televisiva nazionale, per la voce di Carlo Bacarelli.
Nella stagione seguente toccò alla formazione rossonera interrompere un ben più lungo digiuno, tornando allo scudetto dopo quarantaquattro anni, contro una Juventus terza in classifica dietro all'. Il redivivo Diavolo pareggiò 1-1 a Torino e vinse 2-0 in casa; Nordahl bissò il titolo di capocannoniere, affermazione che nel corso del decennio rifarà sua anche nel 1953, 1954 e 1955, tutte coi colori rossoneri: lo svedese rimane ancora oggi l'unico ad aver svettato per cinque volte nella classifica marcatori della Serie A.
Seguì poi il campionato 1951-52 dove i bianconeri, grazie alle reti del capocannoniere Hansen, si piazzarono al primo posto con 60 punti, mentre i rossoneri furono secondi a sette lunghezze. Fu 1-1 a Milano e 3-1 a Torino per i padroni di casa. Nel 1952-53 il tricolore andò al club nerazzurro, mentre Juve e Milan si piazzarono rispettivamente seconda e terzo a poca distanza. Fu un torneo che vide i rossoneri vincere a Torino per 3-0, e i bianconeri invece a Milano per 2-1. Di nuovo, nel campionato successivo la Beneamata bissò il titolo, coi piemontesi distanziati di un solo punto e i milanisti, terzi in classifica, a sette lunghezze di distacco dalla vetta. Nel 1955 lo scudetto finì sulle maglie del Milan, che il 2 gennaio si rese protagonista di un 4-3 a Torino a proprio favore, con la Juventus settima a fine stagione. 4-1 stavolta in casa, sempre per i rossoneri nuovamente campioni, fu invece il risultato del 31 marzo 1957 con gli juventini fermi al nono posto della graduatoria. Il 16 novembre 1958 la sfida terminò con ben nove reti: i rossoneri vinsero 5-4 in casa dei bianconeri, che si classificarono quarti, mentre il titolo fu vinto proprio dal Milan. Nel campionato 1959-60 lo scudetto fu appannaggio della Juventus di Sívori, miglior marcatore del torneo, col Milan invece al terzo posto. La gara di andata terminò 2-0 a Milano per i bianconeri, così come quella di ritorno 3-1.
Gli anni 1960 e 1970
Nel torneo 1960-61 l'ultima Juve del Trio Magico si confermò campione davanti al Milan, giunto al secondo posto. In quella stagione i rossoneri prevalsero tuttavia in entrambi i confronti: per 4-3 a Torino e per 3-1 a Milano. Il 12 novembre 1961 i meneghini di Altafini, miglior marcatore a fine campionato, sconfissero i torinesi per 5-1 in casa e, in Piemonte, l'11 marzo 1962 per 4-2, in un torneo che osservò i milanisti infine campioni, e gli juventini dodicesimi. Il titolo del 1962-63 lo vinse la Milano nerazzurra, con juventini e milanisti subito a seguire in classifica. Fu un campionato che vide i torinesi vincere in casa di misura, mentre al ritorno fu 0-0. In quella stagione il Milan vinse peraltro la Coppa dei Campioni, primo successo di una squadra italiana nella massima competizione europea per club. Nel campionato 1963-64 la squadra meneghina si classificò a tre punti dalle due capoliste e Inter (lo scudetto andò poi ai felsinei tramite spareggio), mentre la Juventus al quarto. Le partite tra bianconeri e rossoneri si conclusero con un 2-2 a Milano e un 2-1 dei lombardi a Torino. Nel 1964-65 i meneghini conclusero secondi, a tre punti dall'Inter di Herrera; la Juve, quarta, finì distante dieci punti dai rossoneri, consolandosi sollevando la Coppa Italia, battendo in finale proprio i nerazzurri. In campionato fu 2-2 a Torino e 1-0 in casa per il Milan.
Nel 1967-68 il Milan di Rivera e del capocannoniere Prati vinse sia lo scudetto che la Coppa delle Coppe, mentre i bianconeri chiusero terzi. Le partite tra bianconeri e rossoneri si conclusero con uno 0-0 e un 2-1 per i rossoneri a Torino. La Juve si piazzò terza e il Milan quarto nel 1969-70, stagione in cui a cucirsi sul petto lo scudetto fu il . I piemontesi vinsero sia in trasferta (2-0) che in casa (3-0).