LOspedale di Circolo e Fondazione Macchi è il più grande ospedale della città italiana di Varese, in Lombardia. Fa parte dell’Azienda Socio Sanitaria Territoriale Sette Laghi.
Storia Il primo insediamento ospedaliero di Varese risale al 1173 sulle colline di Bosto per opera di una comunità di laici e religiosi diretta da frate Alberto da Bregnano, dedita all'assistenza di poveri e infermi: dalla zona in cui sorse, ricca di sorgenti d'acqua ritenuta di virtù terapeutica, divenne noto come ospedale del Nifontano.L'ospedale festeggia 835 anni - artevarese.com, 15 lug 2008 Ampliato nel 1347, nel XV secolo il Nifontano fu convertito in lazzaretto, dopodiché si rivelo inadeguato alle esigenze sanitarie della comunità.ANTICO BORGO DEL NIFONTANO - fondoambiente.it Nel XVI secolo le attività si spostarono in centro città, presso l'ospedale dei Poveri, anche noto in seguito come Civico o Luoghi Pii uniti. Nel 1848 Varese disponeva di 93 posti letto per degenza ospedaliera. Il polo sanitario, presto denominato "di Circolo" a significare la sua vocazione di presidio territoriale, crebbe di importanza nel XIX secolo, quando Varese divenne luogo d'incontri e di studi per scienziati e illustri clinici, tra i quali Luigi Sacco, Giulio Bizzozero, Scipione Riva Rocci e Camillo Golgi.La storia - asst-settelaghi.it
Ai primi del Novecento l'ospedale fu rafforzato dai munifici lasciti dei coniugi Silvio Macchi ed Emma Zonda (il primo funzionario pubblico di carriera, la seconda discendente di una ricca famiglia di commercianti vinicoli) e fu quindi cointitolato "Fondazione Macchi". Risale invece al 1929 il trasferimento di tutte le attività in quello che era il parco della villa del tenore Francesco Tamagno, che già in vita era stato mecenate delle attività ospedaliere e caritative varesine. La villa padronale fu adibita a direzione amministrativa, mentre nel parco vennero via via edificati i padiglioni sanitari.LA VARESE NASCOSTA. Emma Macchi Zonda e Silvio Macchi, due benefattori e una grande storia varesina - varesenoi.it, 16 lug 2022
Nel 1972 l'ospedale accolse la seconda facoltà di Medicina e Chirurgia dell'Università degli Studi di Pavia, che nel 1998 fu scorporato e inserito nel triennio clinico e della microbiologia e biochimica clinica della facoltà di Medicina e Chirurgia, nonché del dipartimento di Medicina clinica e sperimentale dell'Università degli Studi dell'Insubria, istituita in quell'anno.
Frattanto, nel 1995 arrivò il riconoscimento di rilievo nazionale e alta specializzazione. Nello stesso anno ebbe inizio il trasferimento del reparto ginecologia, ostetricia e maternità all'Ospedale Filippo del Ponte; due anni dopo la legge regionale 31 dell'11 luglio 1997 istituì un’Azienda Ospedaliera separata, competente per le attività di ricovero e specialistiche per la pediatria. Il "Del Ponte" fu comunque annesso al gruppo dell'Ospedale del Circolo come unica struttura ospedaliera. Con il 2001 le attività materno-infantili al "Circolo" cessarono del tutto.
Nel marzo 2007 è stato inaugurato il nuovo monoblocco di via Guicciardini, che ha permesso il progressivo superamento dell'organizzazione a padiglioni.
Note
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