Report è un programma televisivo italiano di giornalismo investigativo trasmesso su Rai 3 dal 1997. Ideato e condotto da Milena Gabanelli fino al 2016, è stato poi presentato da Sigfrido Ranucci fino al 2026 e successivamente da Daniele Piervincenzi e Claudia Di Pasquale.
Storia Nel 1994 la Rai realizzò Effetto video 8 – Professione reporter, un programma ideato da Giovanni Minoli e Aldo Bruno e condotto da Milena Gabanelli su Rai 2 fino al 1996. Il programma proponeva reportage realizzati da giornalisti freelance con una telecamera portatile Video8, secondo un modello di video giornalismo che permetteva di ridurre i costi e di seguire le inchieste con maggiore autonomia rispetto alle produzioni televisive tradizionali. L'esperienza è considerata dalla Rai un antesignano di Report.
Report nacque nel 1997 in terza serata su Rai 3 con un budget ridotto e un gruppo di video giornalisti freelance incaricati di realizzare autonomamente le inchieste. Condotto da Milena Gabanelli, il programma riscosse l'apprezzamento del pubblico e della critica e nel 2003 fu promosso in prima serata. Con questo passaggio si ampliarono anche gli argomenti trattati, comprendendo inchieste di carattere economico e ricostruzioni di vicende di criminalità e malaffare, anche a livello internazionale.
Negli anni successivi la redazione si ampliò con l'ingresso di nuovi giornalisti e autori, tra cui Michele Buono, Giovanna Boursier, Paolo Mondani e Sigfrido Ranucci. Quest'ultimo, proveniente da RaiNews24, collaborò per dieci anni come coautore del programma prima di succedere a Milena Gabanelli alla conduzione nel marzo 2017.
Nell'agosto 2026, la Rai comunica ufficialmente l'estromissione di Ranucci dalla conduzione del programma. A seguito della comunicazione, Ranucci ha contestato formalmente il provvedimento inviando tramite i propri legali una lettera all'azienda radio-televisiva pubblica. Nella contestazione, la decisione è stata definita illegittima e priva di idonee motivazioni di fatto, preannunciando il ricorso alle sedi giudiziarie competenti. Inizialmente la conduzione viene affidata a Giulia Presutti e Daniele Piervincenzi, ma Presutti – in seguito a malumori provenienti dalla redazione del programma – decide di rinunciare. Dopo un confronto tra l'azienda e la redazione, viene scelta Claudia Di Pasquale come co-conduttrice del programma.
Organizzazione e costi Report adotta un modello produttivo basato sulla collaborazione tra la redazione della Rai e giornalisti freelance. Le inchieste sono realizzate dai reporter, che ne curano direttamente la ricerca e la produzione, mentre la redazione del programma ne coordina il lavoro e provvede alla distribuzione e alla messa in onda. Questa modalità produttiva, adottata dalla Rai fin dalla nascita del programma, consente di contenere i costi e di dedicare alle singole inchieste tempi di lavorazione più lunghi rispetto a quelli di un normale servizio televisivo.
La particolare organizzazione del programma si basa quindi su una struttura redazionale relativamente contenuta e sul lavoro di una squadra di reporter che realizza le singole inchieste. Nel corso degli anni il gruppo di autori e video giornalisti si è ampliato e il programma ha affiancato alla redazione una struttura dedicata alla produzione e alla qualità delle immagini.
Secondo Milena Gabanelli, questo modello organizzativo, basato anche sull'impiego di mezzi propri da parte dei giornalisti, contribuì a mantenere competitivi i costi di produzione del programma. In un'intervista del 2013 la giornalista sottolineò inoltre che alcune inchieste richiedevano diversi mesi di lavoro.
Musiche Nel corso degli anni Report ha utilizzato diversi brani musicali per la sigla, le anteprime e l'accompagnamento delle inchieste. Tra il 2019 e il 2022, in particolare, furono utilizzati anche brani tratti dalla colonna sonora della serie televisiva Succession, composta da Nicholas Britell.
Dal 26 ottobre 2025 la sigla del programma è composta da Enrico Melozzi.
Critiche Report è stato oggetto nel corso degli anni di critiche riguardanti sia il metodo utilizzato nelle inchieste sia il contenuto di alcuni servizi.
Nel 2010 il critico televisivo Aldo Grasso aveva elogiato il programma condotto da Milena Gabanelli, considerandolo un'importante espressione del giornalismo d'inchiesta e sottolineando il ruolo di quest'ultimo nell'ambito del servizio pubblico. Negli anni successivi Grasso ha invece espresso giudizi negativi sulla conduzione di Sigfrido Ranucci e sul taglio di alcune inchieste, contestandone in particolare l'impostazione e il ricorso a ricostruzioni che, a suo giudizio, partono da una tesi precostituita.
Controversie giudiziarie e contestazioni Alcune inchieste di Report hanno suscitato contestazioni da parte di associazioni, esponenti politici, esperti e persone direttamente coinvolte nei servizi. Altre hanno inoltre dato luogo a controversie giudiziarie.
Il 29 marzo 2009 la trasmissione mandò in onda l'inchiesta L'Inganno, dedicata all'energia nucleare. L'Associazione Italiana Nucleare presentò una protesta alla direzione della Rai e alla Commissione parlamentare per l'indirizzo generale e la vigilanza dei servizi radiotelevisivi, contestando alcune affermazioni contenute nel programma e definendole prive di fondamento scientifico. L'associazione allegò alla protesta un documento con osservazioni tecniche sulle informazioni diffuse durante la trasmissione.
Il 17 aprile 2017 Report trasmise l'inchiesta Che spettacolo!, dedicata agli investimenti effettuati da Roberto Benigni e Nicoletta Braschi nel rilancio degli Umbria Studios di Papigno, a Terni. Il giorno successivo Benigni e Braschi presentarono una querela per diffamazione nei confronti della trasmissione poi ritirata nel febbraio 2023.
Nella stessa puntata fu trasmesso il servizio Reazioni avverse, dedicato alla sicurezza dei vaccini contro il virus del papilloma umano e alle procedure di farmacovigilanza. Il servizio suscitò forti critiche da parte di alcuni esperti e rappresentanti delle istituzioni sanitarie, tra cui il virologo Roberto Burioni e la ministra della Salute Beatrice Lorenzin, che contestarono il modo in cui erano state presentate le informazioni sull'efficacia e sulla sicurezza della vaccinazione contro il papillomavirus e lamentarono l'assenza di un adeguato contraddittorio. Sigfrido Ranucci respinse le accuse, affermando che il servizio non intendeva mettere in discussione l'efficacia dei vaccini, ma evidenziare alcune criticità del sistema di farmacovigilanza.
Nel 2018 la Corte di cassazione, con l'ordinanza n. 18006/2018, ha confermato la sentenza del 2016 di condanna della Rai al risarcimento dei danni, per 25.000 euro, per le modalità con cui era stata realizzata e trasmessa nel 2012 un'intervista effettuata mediante riprese occulte, montate e trasmesse in modo distorsivo.
Nel 2021 un'altra controversia ha riguardato l'accesso alla documentazione utilizzata per un'inchiesta di Report. Il Tribunale amministrativo regionale del Lazio accolse il ricorso presentato dal soggetto interessato dal servizio e dispose l'accesso alla documentazione propedeutica all'inchiesta. La Rai impugnò la decisione e nel 2022 il Consiglio di Stato accolse il ricorso, ritenendo legittimo il diniego di accesso alla documentazione richiesta. Nel mese di novembre alcune forze politiche criticarono una puntata dedicata ai vaccini contro il COVID-19, contestando in particolare alcune affermazioni del conduttore Ranucci. La vicenda suscitò anche un dibattito sul trattamento televisivo delle informazioni relative alla campagna vaccinale.
Nel novembre 2024 suscitò polemiche un servizio dedicato ad Antonella Giuli, sorella del ministro della Cultura Alessandro Giuli. La trasmissione sostenne che la giornalista, dipendente della Camera dei deputati, continuasse a svolgere attività di comunicazione per Fratelli d'Italia. Giuli contestò la ricostruzione e dichiarò che la sua attività al di fuori dell'orario di lavoro era legata soprattutto alla necessità di occuparsi del figlio gravemente malato. La vicenda suscitò reazioni politiche e un dibattito sul metodo utilizzato dalla trasmissione.
L'8 dicembre 2024 Report mandò in onda l'audio della telefonata tra l'ex ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano e la moglie Federica Corsini relativamente al caso Maria Rosaria Boccia. I legali di Federica Corsini presentarono un esposto al Consiglio di Disciplina dell'Ordine dei Giornalisti del Lazio contro Sigfrido Ranucci per violazione della privacy e il Secondo Collegio del CDT lo archiviò nell'aprile del 2025, con una delibera firmata dal Presidente del Secondo Collegio Andrea Balzanetti, dal Consigliere relatore Antonio Panei e dalla Consigliera segretaria Roberta Feliziani, per assenza di violazioni deontologiche. Successivamente, per un analogo esposto, il Garante della Privacy, presieduto da Pasquale Stanzione, nell’ottobre del 2025, condannò la Rai al pagamento di una multa di 150 mila euro. La sanzione pecuniaria venne infine annullata dal Tribunale di Roma nel gennaio del 2026 con la sentenza numero 1180/2026.
Il caso Barnard Il giornalista Paolo Barnard realizzò per Report l'inchiesta Il marketing del farmaco, dedicata al comparaggio nell'industria farmaceutica e trasmessa l'11 ottobre 2001.
Nel 2004 Barnard, la Rai e Milena Gabanelli furono citati in giudizio presso il Tribunale civile di Roma in relazione all'inchiesta. La controversia riguardò anche la tutela legale dei giornalisti freelance che realizzavano le inchieste per il programma. Nel 2005 la Rai inviò a Barnard un atto di costituzione in mora relativo all'eventuale responsabilità economica per le somme che l'azienda avrebbe potuto essere tenuta a pagare nell'ambito del procedimento.
La vicenda divenne pubblica nel 2008, quando Barnard accusò la Rai di averlo lasciato privo di adeguata assistenza legale e di aver previsto la possibilità di rivalersi economicamente su di lui in caso di soccombenza. Gabanelli respinse tale ricostruzione, sostenendo che la Rai non garantiva ai collaboratori l'assistenza dei propri legali nei procedimenti civili e difendendo comunque la correttezza dell'inchiesta.
Il procedimento civile si concluse con una sentenza del Tribunale civile di Roma del 18 maggio 2007, n. 10784, della quale le fonti disponibili riportano gli estremi e alcuni passaggi relativi alle richieste delle parti.
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EdizioneAnnoConduzionePeriodoPuntateRegiaInizioFine1ª1997-1998Milena Gabanelli3 settembre 19974 maggio 19986Claudio Del Signore2ª199824 settembre 199810 dicembre 199893ª1999-200029 settembre 199914 giugno 2000144ª2000-20011º ottobre 20001º marzo 2001165ª2001-200229 settembre 200128 agosto 2002166ª2002-200324 settembre 20029 giugno 2003157ª2003-200416 settembre 20036 giugno 2004158ª2004-200510 settembre 200428 giugno 2005149ª2005-200616 ottobre 20054 giugno 20061310ª2006-200724 settembre 20063 giugno 20071911ª2007-200814 settembre 20071º giugno 20081912ª2008-200912 ottobre 20088 luglio 20092013ª2009-201011 ottobre 20096 giugno 20102014ª2010-201117 ottobre 201012 giugno 20111815ª2011-201223 ottobre 201113 maggio 20121616ª2012-201330 settembre 201219 maggio 20131817ª2013-201430 settembre 20132 giugno 20141918ª2014-20155 ottobre 20147 giugno 20152119ª2015-201611 ottobre 20155 giugno 20161920ª2016-2017Milena GabanelliSigfrido Ranucci10 ottobre 20165 giugno 20171821ª2017-2018Sigfrido Ranucci23 ottobre 201711 giugno 20182022ª2018-201922 ottobre 201816 giugno 20192123ª2019-202021 ottobre 20198 giugno 20202124ª2020-202119 ottobre 2020 14 giugno 20212425ª2021-202225 ottobre 202127 giugno 20222826ª2022-20237 novembre 202210 luglio 20232727ª2023-20248 ottobre 202323 giugno 20242828ª2024-202527 ottobre 20246 luglio 20252829ª2025-202626 ottobre 202531 maggio 20262430ª2026-2027 Daniele Piervincenzi Claudia Di Pasquale 8 novembre 2026in corso
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