Nacque nel 1058 ad Alzira, vicino a Valencia, dove trascorse gran parte della sua vita. È uno dei più famosi poeti di al-Andalus (la Spagna islamica). Nacque all'epoca delle Taifa e visse nel periodo almoravide.Samuel G. Armistead, E. Michael Gerli (ed.), Medieval Iberia, an Encyclopedia, 2003, s.v. «Ibn Khafaja».

Portò la poesia arabo-andalusa a un livello di grande raffinatezza.Salma Khadra Jayyusi, "Nature poetry and the rise of Ibn Khafaja," in: Salma Khadra Jayyusi (ed.), The legacy of Muslim Spain, Leida, E.J. Brill, 1994, p. 381. La sua poesia include alcuni panegirici, ad esempio in onore al sultano almoravide Yūsuf ibn Tāshfīn, nel quale mostrò la gratitudine che egli aveva nei suoi confronti per aver salvato al-Andalus dalla Reconquista cristiana. Altre sue poesie trattano il tema dell'amore e altre ancora descrivono i paesaggi di al-Andalus, in particolar modo i lussuosi giardini, tant'è che si guadagnò il soprannome di "al-Jannān" (il Giardiniere).

Quando i Castigliani arrivarono nella regione di Valencia (attorno al 1100), Ibn Khafāja partì per il Maghreb al-Aqsa. Era amante del vino, non si sposò mai ma ebbe molte amanti.Arie Schippers, "Ibn Khafaja (1058-1139) in Morocco. Analysis of a laudatory poem addressed to a member of the Almoravid clan", in: Otto Zwartjes et alii (ed.) Poetry, Politics and Polemics: Cultural Transfer Between the Iberian Peninsula and North Africa, Amsterdam, Rodopi, 1996, p. 14.

Ibn Khafāja dimostrò, in alcune delle sue poesie, un atteggiamento rivoluzionario nel linguaggio, utilizzando un vocabolario molto originale, che la scrittrice Salma Khadra Jayyusi descrive come "caldo e sensuale, ossessionato dall'intimità umana, turbolento e consapevole della violenza della vita intorno lui in un paese in preda alla guerra, intimorito dalla natura ed eternamente mistificato per la sua bellezza".

Lo stile di Ibn Khafāja influenzò i poeti andalusi a lui successivi, in particolar modo quelli del Sultanato di Granada. È considerato il poeta andaluso per eccellenza, il famoso storico maghrebino al-Maqqari (1578-1632) espresse nelle sue opere l'ammirazione che provava per il poeta andaluso.

Ancora oggi, le opere di Ibn Khafāja sono presenti nelle antologie dei poeti di lingua araba e non solo, e ciò lo colloca tra i più grandi poeti di al-Andalus e di tutti i tempi.

Note

Bibliografia Arthur Wormhoudt, The Diwan of Abu Ishaq Ibn Ibrahim Ibn Abu Al-Fath Ibn Khafaja, Oskaloosa, Ia., William Penn College, 1987 Arie Schippers, "Ibn Khafaja (1058-1139) in Morocco. Analysis of a laudatory poem addressed to a member of the Almoravid clan," in: Otto Zwartjes et alii, (ed.) Poetry, Politics and Polemics: Cultural Transfer Between the Iberian Peninsula and North Africa, Amsterdam, Rodopi, 1996 Magda M. Al-Nowaihi, The Poetry of Ibn Khafajah A Literary Analysis, (Rev. version of the author's thesis, Harvard, 1987), Leida, Brill, 1993 J. C. Burgel, "Man, Nature and Cosmos as Intertwining Elements in the Poetry of Ibn Khafāja," in: Journal of Arabic literature, vol. 14, 1983 Hamdane Hadjadji and André Miquel, Ibn Khafaja l'Andalou, L'amant de la nature, Parigi, El-Ouns, 2002 Abd al-Rahman Janair, Ibn Khafāja al-Andalusī, Beirut, Dār al-Āfāq, 1980 Ayyıldız, Esat (2021). Endülüslü Şair İbn Hafâce’nin Tabiat Şiirleri. Çukurova Üniversitesi İlahiyat Fakültesi Dergisi (ÇÜİF), 21 (1), 142-160. DOI: https://doi.org/10.30627/cuilah.820409

Collegamenti esterni

Categoria:Letteratura araba