Lo stile dell'autore, peculiare e immaginifico, sa dare vita a vivide scene "dietro le linee" ma anche a tragiche e movimentate sequenze di battaglia. Il suo modus narrandi incrocia influenze del romanzo picaresco, da Niente di nuovo sul fronte occidentale alla serie di racconti del Il buon soldato Sc'vèik di Jaroslav Hašek.

Biografia Secondo la biografia ufficiale, riportata sui libri pubblicati in Italia dalla Sonzogno, Sven Hassel sarebbe lo pseudonimo di Willy Arberg ma i registri delle nascite di Frederiksborg lo riportano col nome di Børge Willy Redsted Pedersen, primogenito di Peder Oluf Pedersen e di Maren Hansine Andersen. Per sfuggire alla disoccupazione si arruolò nell'esercito tedesco nel 1937. Dopo aver disertato già nei primi mesi di guerra fu arrestato e condannato e infine reinserito nelle compagnie di disciplina dell'esercito tedesco, formate da disertori, sospettati politici e condannati per gravi reati, con le mansioni più pericolose. Prese parte a diverse campagne in Russia, Italia e Francia dove combatté sino alla fine della guerra.

L'autore dichiara di essere nato con il nome di Sven Pedersen a Frederiksborg, in Selandia, regione della Danimarca. In seguito adottò il nome da nubile di sua madre, Hassel. A quattordici anni cominciò a lavorare su navi mercantili, fino al 1936, anno in cui finì militare. Nel 1937, per sfuggire alla grande depressione, il ventenne disoccupato Hassel andò in Germania per arruolarsi nella Wehrmacht. Aspettò sette mesi prima di essere accettato nel 7º Reggimento di cavalleria, dove potevano servire solo cittadini tedeschi, a condizione appunto che diventasse un tedesco naturalizzato; cambiò nome nel più germanico Sven Hassel. Servì poi nella 2. Panzer-Division, stanziata a Eisenach; nel 1939 partecipò all'invasione della Polonia come carrista.

Nel 1940 dopo aver usufruito di un periodo di licenza disertò dalla sua unità e fu condannato ad una pena detentiva. Scarcerato, fu trasferito in un battaglione di disciplina, una Sonderabteilung, formata da criminali e dissidenti politici. Servì prima con il 2º Reggimento di cavalleria e poi nell'11º e 20º Reggimento "Panzer" della 6. Panzer-Division.

Combatté su tutti i fronti, eccetto in Africa, rimanendo ferito parecchie volte. Alla fine raggiunse il grado di tenente e fu decorato con le croce di ferro di prima e seconda classe. Nella sua autobiografia afferma di essersi arreso ai sovietici nel corso della battaglia di Berlino del 1945 e divenne un prigioniero di guerra, mentre invece sembra sia stato arrestato nel 1945 in Danimarca e trattenuto come collaborazionista del regime nazistaRigsarkivet, Københavns Byret, 21. Afdeling for Retsopgørssager, Dombog 1945-1948, 8-46, Domsdato 12. November 1947 . Durante la prigionia iniziò a scrivere il suo primo romanzo, raccontando in prima persona le esperienze sue e dei suoi compagni nel reggimento disciplinare.

Rilasciato nel 1949, stava per arruolarsi nella legione straniera francese quando incontrò Dorthe Jensen, che sposò nel 1951. Nel 1953 uscì il suo primo romanzo, i Maledetti da Dio (Legion Of The Damned).

Dopo un periodo in cui rimase anche paralizzato, a causa della febbre caucasica contratta nei campi di prigionia, scrisse altri libri, con protagonisti i suoi compagni d'arme.

Nel 1964 si trasferì in Spagna, a Barcellona, dove visse fino alla morte nel 2012 a 95 anni. In totale scrisse 14 romanzi, tradotti in 18 lingue (negli anni settanta in Italia da Longanesi).

I romanzi Le opere di Hassel sono scritte in prima persona, al presente, il che rende più vivido il racconto. Narrano le vicende del 27º Reggimento "Panzer" di disciplina, formato da criminali, "indesiderati" politici e da disertori condannati dalla corte marziale. Le vicende sono ambientate sui principali fronti della Seconda Guerra Mondiale, ad esclusione di quello africano; il Reggimento fu particolarmente impiegato in Russia, in Italia, durante la battaglia di Montecassino, fino a fronteggiare le truppe alleate durante lo sbarco in Normandia.

I personaggi e lo stile

Da un'attenta analisi dei romanzi risulta evidente che, oltre ai dati e alle esperienze autobiografiche, siano stati utilizzati elementi fittizi: Hassel e i suoi alcune volte, stando alle date e ai luoghi dei libri, combattono contemporaneamente su più fronti. Gli elementi inventati sono anche nei racconti, di argomento bellico e prebellico, degli stravaganti componenti della V compagnia, II sezione in cui militano Hassel e i suoi compagni. Hassel affermava di aver preso spunto dai suoi veri commilitoni, ma le critiche restano aperte. Nonostante la presenza di alcune fotografie, che ritrarrebbero alcuni dei commilitoni di Hassel, non esistono prove sufficienti per stabilirne l'autenticità. Lo stile della narrazione è diretto, crudo, e descrive la guerra in tutta la sua violenza. Hassel è abilissimo nel passare da situazioni di ilarità e rilassamento al pieno dell'azione bellica, dove emergono le paure, il coraggio, l'ingegno dei personaggi. Raramente, nella narrazione, c'è spazio per il militarismo e l'esaltazione della guerra: battute salaci e considerazioni profonde esprimono l'estremo disgusto dei protagonisti verso la guerra e i suoi orrori. Combattono per sopravvivere, senza badare alla convenzione di Ginevra; uccidono per non essere uccisi. Spesso si scontrano con altri soldati tedeschi. Si ubriacano, saccheggiano e stuprano (sebbene, su questo punto, non vi sia sufficiente chiarezza nei vari romanzi), ricattano e commerciano al mercato nero. Sono personaggi amorali, cui la guerra ha tolto ogni illusione.

Membri principali della Seconda Sezione

Oberfeldwebel/Maresciallo Capo Wilhelm "Willie" Baier

Chiamato Vecchio Unno, o semplicemente il Vecchio, comandante della II Sezione e sorta di padre per tutto il gruppo di soldati, assimilabile al "Kat" di Erich Maria Remarque; sui trentacinque, sposato e padre di due bambini, in battaglia conserva il sangue freddo, che però perde spesso e volentieri davanti alle mascalzonate compiute dalla sua Sezione durante i momenti di riposo.

Feldwebel/Maresciallo Alfred Kalb, il Piccolo Legionario

Musulmano, ex membro della Legione Straniera Francese, nella quale ricopriva il grado di caporale, è il soldato più esperto del gruppo, con la perenne sigaretta in bocca, abilissimo col coltello ma impotente a seguito della sua castrazione per mano delle SS al campo di Fagen (come detto in "Battaglione d'assalto", "Kameraden" e altri). Prega ogni giorno rivolto alla Mecca. In alcuni romanzi è scritto che non beva, in quanto musulmano; in altri, beve tranquillamente insieme agli altri. Fuma sigarette Caporal e canta spesso una melodia inneggiante alla morte.

Feldwebel/Maresciallo Barcelona Blom

Un veterano della Guerra Civile Spagnola, nostalgico della Spagna e degli aranci; ha combattuto inizialmente coi comunisti repubblicani per poi cambiare schieramento prima della fine della guerra, ma non abbastanza in tempo da evitare la galera e il battaglione disciplinare. È il vice comandante della II Sezione. Porta con sé un'arancia, in ricordo del rancio che otteneva durante la Guerra Civile Spagnola. Ha combattuto per tre anni nel Tercio ed è un tiratore scelto.

Unteroffizier/Sergente Gregor Martin

Ex autista di un generale (von Kluge, da lui e dagli altri soprannominato "Culo e braghe"), non particolarmente coraggioso ma professionista del contrabbando, che spesso aiuta Porta a far "svanire" carichi particolarmente grossi (tipo scavatori e trattori Ford americani destinati ai russi). Non compare in "Colpo di Mano a Mosca".

Unteroffizier/Sergente Julius Heide

Un nazista fanatico e maniaco del regolamento, incarnazione del perfetto soldato tedesco, anche nell'aspetto fisico, essendo alto e biondo; figlio di proletari (madre onesta e lavoratrice e padre incapace violento e ubriacone), vede la disciplina come metodo di riscatto da quella situazione, e da diversi passaggi nei romanzi si intuisce che il suo fervore nazista è solo il modo in cui manifesta la sua assoluta obbedienza a autorità e disciplina, indifferentemente dal colore ideologico: sopravviverà alla guerra, diventando maggiore nell'esercito comunista della Germania Est e comandante di un battaglione di carri; è un soldato coraggioso e molto capace. I suoi episodi d'eroismo sono secondi solo a quelli di Fratellino, verso il quale nutre una forte rivalità che li porta spesso alle mani. È un grande pugile, e per questo è il più forte nel corpo a corpo a mani nude di tutta la II Sezione, in grado persino di sconfiggere Fratellino. È stato caporale dei paracadutisti.

Obergefreiter/Caporale maggiore Wolfgang Ewald Creutzfeld

Detto "Fratellino" (o anche "Tiny" o "Petit-frère" a seconda delle edizioni), originario di Amburgo, un gigante dotato di grande coraggio e forza erculea. Suo segno distintivo è una bombetta grigia; in più occasioni Creutzfeld asserisce orgoglioso di esser stato dichiarato "completamente imbecille" da tre psichiatri militari, e spesso usa questa sua "idiozia" per prendersi gioco anche crudelmente di ufficiali e sottufficiali che recano fastidio a lui o alla sezione coi loro metodi estremisti (esempio lampante è l'esasperazione che causa al capitano Von Pader in "L'ultimo Assalto"). In diverse occasioni si getta contro carri armati sovietici, abbattendoli con granate o mine. Insieme a Porta, compie incursioni dietro le linee nemiche, per riuscire a trovare rifornimenti.

Obergefreiter/Caporale maggiore Joseph Porta

"Caporal maggiore per grazia di Dio", un magro e astutissimo soldato originario di Berlino, amante della cucina, sempre in cerca di cibo. È l'anima degli imbrogli e dei raggiri che si verificano nei romanzi ed è l'autore di numerose "storielle incredibili" ed aneddoti, che racconta nei momenti più disparati. Suo segno distintivo è un cappello a cilindro giallo, preso in Romania ad un barone a seguito di una epica partita a "ving-et-un" descritta in "Maledetti da Dio" assieme ad una marsina e ad un monocolo; il cilindro lo accompagna anche in battaglia. Porta pilota il carro armato guidato dal Vecchio, ed è il miglior pilota della V Compagnia. Inoltre, ha buone capacità di meccanico, ed è un ottimo tiratore. Gestisce loschi affari a Berlino, conosce locandieri e criminali di ogni genere, ed è in grado di circuire qualsiasi ufficiale tedesco e sovietico, avendo una buona conoscenza della lingua russa. È un ottimo cuoco, e spesso sogna di preparare squisite pietanze ai compagni, che si disperano immaginando il tutto nel bel mezzo delle privazioni. Insieme a Fratellino, si dedica a imprese totalmente amorali, vendicando i soprusi subiti da ufficiali superiori o ingiustizie nei confronti dei civili. Porta è l'origine di ogni folle idea della II Sezione. Suona il flauto, l'organo, e ha un gatto di nome Stalin, Obergefreite come lui.

Hugo Stege

Compare in diversi romanzi, "Maledetti da Dio", "Germania Kaputt", "Kameraden", "Gestapo", "Colpo di Mano a Mosca", risultando il più citato tra i membri "secondari" della Sezione. È uno studente universitario. Il suo destino è sconosciuto.

Albert Mumbuto

Si unisce alla Seconda Sezione in "Prigione Ghepeù". Africano, ma considerato dai medici "tedesco all'80%", viene spesso scambiato per un soldato coloniale. Suo padre era un tamburino dell'Esercito. Ne "Il Commissario" avviene la sua seconda e ultima apparizione.

Il Professore

Ex SS finlandese, volontario, pieno d'idee naziste. Compare in "Colpo di Mano a Mosca" e "Battaglione d'Assalto". Porta occhiali costantemente appannati dal gelo, è impacciato e preso di mira dal resto della Sezione per i suoi atteggiamenti.

Fra i componenti della sezione si instaura un fortissimo sentimento di cameratismo e fratellanza, che li spinge a rischiare la vita per aiutare un commilitone in difficoltà ed a condividere ogni cosa, dal cibo alle emozioni e ai pensieri.