Cervinara (AFI: ) è un comune italiano di abitanti della provincia di Avellino in Campania. È situato sulla dorsale settentrionale dei Monti del Partenio, nella Valle Caudina.
Geografia fisica
Territorio Il comune di Cervinara si trova all'estremità occidentale della provincia di Avellino. Pur trovandosi nel cuore della Valle Caudina, il centro abitato si sviluppa in posizione leggermente defilata rispetto all'asse viario della statale Appia. La sua collocazione all'estremità della provincia irpina lo pone a stretto contatto con la provincia di Benevento e, attraverso la catena montuosa del Partenio, con l'agro nolano nella città metropolitana di Napoli. Il comune confina a nord con Montesarchio, ad est con Rotondi, e ad ovest con San Martino Valle Caudina. A sud i rilievi del Partenio separano nettamente Cervinara dai territori di Avella e Roccarainola.
Il territorio di Cervinara comprende una porzione montana, ricadente all'interno del Parco regionale del Partenio, e una porzione collinare-pianeggiante, che comprende gli insediamenti urbani e si sviluppa alle pendici dei monti del Partenio. L'altitudine del territorio comunale varia da un minimo di 260 metri s.l.m. nella piana caudina fino a un massimo di 1 475 metri sulle vette del Partenio.
Classificazione sismica: zona 2 (sismicità media-alta).
Idrografia La rete idrografica del comune è caratterizzata da diversi corsi d'acqua a regime torrentizio (detti anche valloni) che nascono dai rilievi del Partenio e scendono verso il fondovalle caudino per immettersi infine nel torrente Isclero, a sua volta tributario del fiume Volturno. I principali sono:
Torrente Castello, nasce dal versante montano orientale, attraversa la frazione omonima di Castello e quella di Ioffredo e sfocia oltre i confini del comune nel torrente Carmignano; Torrente San Gennaro, nasce sui monti retrostanti la frazione Ferrari e si immette nel torrente Castello; Torrente Conca (o Conga), origina a monte della frazione Trescine, giunge in prossimità della linea ferroviaria e si immette nel torrente Carmignano; Torrente Pirozza, attraversa la frazione omonima per correre poi lungo il confine tra Cervinara e Rotondi.
Clima Il clima di Cervinara è di tipo temperato, influenzato sia dalla vicinanza delle catene montuose del Partenio sia dalla sua posizione all'interno della piana della Valle Caudina. Gli inverni sono generalmente umidi e freschi, con frequenti gelate notturne legate all'inversione termica; nel centro abitato le precipitazioni nevose si verificano solo episodicamente e gli eventuali accumuli nevosi al suolo risultano modesti e tendono a dileguarsi nel giro di pochi giorni. Le estati sono calde ma ventilate.
Classificazione climatica: zona D.
Origini del nome Sulle origini del toponimo "Cervinara" esistono diverse ipotesi etimologiche:
L'ipotesi maggiormente accreditata fa risalire il nome al latino cervus, indicando quindi una «terra di cervi» o un luogo in cui abbondava la presenza di questo animale. Una tradizione di origine mitologica o popolare lega il nome a un presunto altare dedicato dai Romani a Cerere, dea delle messi (da Cereris ara, «altare di Cerere»); tuttavia, tale ricostruzione priva di riscontri archeologici storicamente certi viene considerata una paraetimologia. Una terza congettura propone l'ipotesi della presenza di una cella vinaria, ossia un luogo adibito alla produzione e conservazione del vino.
La prima attestazione documentale del toponimo risale al XII secolo, e la si ritrova nel Chronicon Vulturnense dove è riportata la frase castrum quod dicitur Cerbinaria in Caudetanis.
Storia In età pre-romana e romana il territorio era per lo più boschivo e scarsamente abitato se non da coloni dipendenti dalla vicina Caudium.
Nel VI secolo i Longobardi, penetrati in Italia meridionale, costituirono il ducato di Benevento. L'insediamento (castrum) di Cervinara, di pertinenza monastica e sotto il controllo dell'Abbazia di San Vincenzo al Volturno fino alla metà del IX secolo, venne ceduto al duca di Benevento Sicardo nell'837 d.c., come testimoniato dal Chronicon Volturnense.
A seguito della scissione avvenuta nell'849 d.c. tra il ducato di Benevento e il principato di Salerno, il fortilizio di Cervinara, posto sulla sommità dell'attuale frazione Castello e affacciante sull'intera Valle Caudina, si costituì come nodo strategico per il controllo territoriale e la difesa della capitale.
Sul finire del XI secolo, in epoca normanna, Cervinara si struttura in un borgo fortificato, sormontato da un castello con mastio a base rettangolare e munito di merlatura. Tra il 1128 e il 1139 il borgo è saccheggiato e devastato dalle milizie di Ruggero II, nella lotta di quest'ultimo contro il cognato Rainulfo I.
Nel corso dei secoli successivi nel feudo di Cervinara si avvicendano numerosi feudatari, tra cui i Della Leonessa, i Carafa e i Caracciolo. A partire dal XVI secolo, grazie al miglioramento delle attività agricole e commerciali, si assiste ad una crescita economica e demografica.La popolazione si espande in casali più a valle rispetto al nucleo originario, quasi completamente abbandonato, e arriva a contare circa 2500 residenti. Nello stesso periodo viene edificato il palazzo marchesale, nella frazione di Ferrari.
La crescita economica e demografica, arrestatasi in parte nel XVII secolo, riprende e si consolida nel corso del XVIII secolo, quando i casali periferici si trasformano in veri e propri nuclei urbani.
Durante il Risorgimento il paese contribuì ai moti liberali del 1820 e del 1848, quando i carbonari decisero di partire proprio da Cervinara per marciare su Napoli ed instaurarvi la Repubblica. Ma i fermenti rivoluzionari non riuscirono mai a coinvolgere la maggioranza della popolazione, anzi, il paese, il 29 e 30 novembre 1860, si schierò dalla parte dei Borbone ed insorse contro il governo piemontese che giungeva nel Regno di Napoli per occuparlo.
Ebbe, così, inizio il periodo del brigantaggio, che si configurò come una vera e propria guerra partigiana. Le bande di Cipriano e Giona La Gala, scelsero come rifugio i monti sovrastanti il paese per combattere contro l'invasoreGli eventi del periodo sono stati ritratti da due cervinaresi: lo storico Luigi Barionovi, in una serie di studi legati al territorio non solo cervinarese, e lo scrittore Angelo Renna nel suo romanzo storico Terre di Briganti.
A causa di intense piogge il 16 dicembre 1999 una frana fangosa si abbatté sulle frazioni di Ioffredo e Castello. Tale sciagura, nota come alluvione della Valle Caudina del 1999, causò cinque vittime e distrusse o danneggiò vari edifici.
Simboli Lo stemma si presenta di cielo, al cervo al naturale, sostenuto da un monte di tre cime di verde, accompagnato nel canton sinistro del capo da una cometa d'oro, posta in sbarra all'interno di uno scudo a cartoccio, con ornamenti esteriori da Città. Il gonfalone è un drappo di azzurro.
Onorificenze
Monumenti e luoghi d'interesse Architetture religiose Chiesa di San Gennaro Vescovo e Martire
Si tratta di una chiesa parrocchiale , facente parte dell'arcidiocesi di Benevento.
La chiesa è collocata nella frazione Ferrari. La pianta originaria risale probabilmente all'anno mille. Secondo alcune testimonianze potrebbe essere la più antica chiesa del territorio diocesano dedicata al culto del santo. Elevata ad abbazia nel 1791, allo stato attuale è priva delle strutture architettoniche comuni alle abbazie (refettorio, dormitorio, chiostro, foresteria), sebbene ne mantenga la denominazione per l'importanza come luogo di culto nel territorio. Dal 1991 è riconosciuta santuario per il culto della Beata Vergine Addolorata.
Altre chiese
Chiesa di San Nicola a Ioffredo-Castello, dal 1894 sede della Confraternita della Santissima Immacolata. Chiesa del Carmelo, in Piazza Trescine Chiesa di San Potito Chiesa di Sant'Adiutore, ai Salomoni Chiesa di Santa Maria della Valle Chiesa di San Marciano. Chiesa della Divina Misericordia, a San Marciano Chiesa della Madonna di Montevergine, a Pantanari Chiesa di San Rocco, a Ferrari Chiesa rurale dei Santi Cosma e Damiano Cappella di San Biagio, sulle pendici del Monte Pizzone
Architetture civili
Palazzo Marchesale, edificato a Ferrari nella seconda metà del XVI secolo. Palazzo Finelli, ai Salomoni Palazzo Marchese, ai Salomoni Palazzo Bizzarro, alla Pirozza Palazzo municipale Ex carcere, ora ufficio locale dell'INPS Villa comunale
Architetture militari Torrione medievale diroccato, in cima alla frazione Castello.
Aree naturali Il territorio comunale ricade in gran parte all'interno del Parco regionale del Partenio, un'area protetta caratterizzata da estese coperture boschive di castagni, querci e faggi alle quote superiori.
Nel territorio di Cervinara sono presenti alcuni esemplari vegetali iscritti all'Elenco ufficiale degli alberi monumentali d'Italia (AMI), tutelati per il loro notevole valore biologico, storico e paesaggistico:
In piazza Regina Elena, notevoli per la chioma e la posizione reciproca: Tiglio selvatico (Tilia cordata) Platano orientale (Platanus orientalis) Platano orientale (Platanus orientalis) Platano orientale (Platanus orientalis): ubicato in via Rettifilo, nel piazzale antistante la stazione ferroviaria, di rilevante valore monumentale ed età secolare (oltre 200 anni); il medesimo piazzale accoglie altri 5 esemplari di imponenza paragonabile; Agrifoglio (Ilex aquifolium): ubicato in località montana Costa della Noce, a oltre 1000 metri di altitudine; è un complesso di 12 piante di agrifoglio che si stagliano come un unico corpo su un pianoro solitamente invaso da felci e arbusti. Raggiunge i 50 metri di circonferenza. Nel dialetto locale è conosciuto come O'Cirifuoglio
Società Evoluzione demografica
Etnie e minoranze straniere Al 31 dicembre 2010 nel territorio di Cervinara risultano residenti 194 cittadini stranieri. Le comunità più numerose sono quelle di: Marocco 83 Ucraina 37 Romania 29 Albania 12 fonte Istat
Cultura Cucina Tra i piatti tipici locali si annoverano le lavanelle (rigorosamente fatte in casa) con i fagioli, la menesta 'o pignato, i fusilli, gli gnocchi, la carne paesana, ruocculi e sasicchie, diversi tipi di cacciagione, cinghiale, fagiani, patate alla brace, peperoni arrostiti, dolci fatti con le castagne, funghi porcini, tartufi, vini locali (Aglianico in primis).
Piatto tipico e antico ma quasi scomparso sono i ravioli farciti con ricotta e zucchero serviti con sugo al pomodoro fresco. Tale pietanza rappresenta la tradizione di Cervinara. Ciò è dimostrato anche dal fatto che in passato l'agrodolce caratterizzava la cucina tipica dell'Irpinia.
Media Hanno sede a Cervinara l'emittente televisiva locale Retesei e il periodico Il Caudino.
Economia Le risorse principali del paese oggi sono l'agricoltura ed il commercio. In misura minore è ancora presente l'artigianato, benché sia un'attività che va scomparendo. Il terreno assai fertile produce fagioli di ottima qualità, tabacco, uva da vino (Aglianico, Falanghina) e frutta, in particolare ciliegie e mele annurche. La montagna, poi, produce castagne, funghi porcini e tartufi neri, di tipo scorzone. Alla montagna è legata anche la produzione di carbone e di legna da ardere. Il paese, da qualche decennio, subisce un sensibile spopolamento causato, soprattutto, dall'emigrazione degli abitanti più giovani in cerca di lavoro verso il Nord ed il Centro Italia.
Infrastrutture e trasporti Il comune è servito dalla stazione di Cervinara, sulla ferrovia Benevento-Cancello, ed è interessato dalle strade provinciali 153, 228, 247 e 268.
Amministrazione Sindaci di Cervinara
Gemellaggi
Altre informazioni amministrative La sede comunale è nella frazione di Trescine.
Il comune fa parte della Comunità montana Partenio - Vallo di Lauro.
Note
Voci correlate Comunità montana del Partenio
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