La teodicea agostiniana, che prende il nome dal filosofo e teologo Agostino di Ippona (IV-V secolo), è una teodicea cristiana concepita per rispondere al problema del male. Come tale, essa cerca di spiegare l'esistenza di un Dio infinitamente buono e onnipotente in contrasto con la presenza del male nel mondo. Nel corso della storia sono state proposte diverse varianti di queste teorie ma il filosofo John Hick riconobbe le loro somiglianze, classificandole come "agostiniane". Di norma, esse affermano che Dio è il bene perfetto, che ha creato il mondo dal nulla, e che il male è il risultato del peccato originale dell'umanità. L'ingresso del male nel mondo è generalmente spiegato come una punizione per il peccato e la sua continua perseveranza da parte degli uomini a causa dell'abuso del libero arbitrio. La bontà e la benevolenza di Dio, secondo la teodicea agostiniana, rimangono comunque perfette, senza che egli abbia responsabilità per il male o per la sofferenza.
Agostino di Ippona fu il primo a sviluppare questa forma di teodicea. Egli respinse l'idea che il male esista in sé, descrivendolo invece come una corruzione della bontà causata dal peccato. Agostino credeva nell'esistenza di un inferno fisico come luogo di espiazione per il peccato ma tuttavia sosteneva che coloro che avessero scelto di accettare la salvezza di Gesù Cristo sarebbero stati destinati al Paradiso. Tommaso d'Aquino, influenzato da Agostino, propose una teodicea simile basata sulla considerazione che Dio è bontà e che non ci può essere alcun male attribuibile a lui. Egli credeva che l'esistenza del bene permettesse al male di esistere per colpa degli esseri umani. Agostino influenzò anche Giovanni Calvino il quale a sua volta sostiene che il male è il risultato del libero arbitrio, che il peccato corrompe l'uomo e che è necessaria la grazia di Dio per poter usufruire di una guida morale.
La teodicea fu criticata da un contemporaneo di Agostino, Fortunato, un sacerdote manicheo che sosteneva che Dio doveva essere implicato nel maleS. Agostino, Contro Fortunato e il teologo settecentesco Francesco Antonio Zaccaria criticò il concetto agostiniano del male poiché non contemplava la sofferenza umana. John Hick presentò una teodicea alternativa dove il male era considerato come necessario per lo sviluppo degli esseri umani; i teologi del processo sostengono invece che Dio non è onnipotente e quindi non può essere responsabile per il male. L'approccio logico di Agostino è stato adattato, tra gli altri, da Alvin Plantinga nel 1980 il quale difende il libero arbitrio e cerca di rispondere solo al problema logico del male. Tale difesa (non considerabile come una "teodicea" corretta) non cerca di dimostrare l'esistenza di Dio o la sua probabile esistenza, ma dimostra che l'esistenza di Dio e la presenza del male nel mondo non sono in logica contraddizione.
Formulazione generale
John Hick, nel suo Evil and the God of Love, del 1966, riconosce quella agostiniana come la prima formulazione della teodicea e classifica come "agostiniani" gli sviluppi successivi. Hick fa una distinzione tra la teodicea agostiniana, che cerca di esimere Dio da ogni responsabilità per il male, basandolo sulla libera volontà umana, e la teodicea ireneana che al contrario attribuisce a Dio il male ma giustificando ciò come causa di benefici per lo sviluppo umano.Hall 2003, p. 132
La teodicea agostiniana è una risposta al problema probatorio del male,Svendsen & Pierce 2010, pp. 48–49 che solleva l'obiezione sull'esistenza del male stesso dal momento che Dio è onnipotente e infinitamente buono. La prova dell'esistenza del male potrebbe, infatti, rimettere in causa l'esistenza stessa o la natura di Dio: è o non è onnipotente? è o non è benevolo? esiste o non esiste?. La teodicea è un tentativo di conciliare l'esistenza e la natura di Dio con l'evidenza del male nel mondo, fornendo spiegazioni valide per la sua presenza. La teodicea agostiniana afferma che Dio ha creato il mondo ex nihilo (dal nulla) ma sostiene che Dio non ha creato il male e non è responsabile per la sua esistenza.Bennett, Peters, Hewlett & Russell 2008, p. 126 Il male non viene considerato come esistenza a sé stante, ma è descritto come la privazione del bene, la corruzione della buona creazione di Dio.Menn 2002, p. 170
La teodicea agostiniana accoglie inoltre il concetto di peccato originale. Tutte le versioni della teodicea accettano un'interpretazione letterale della creazione, così come raccontata nella Genesi, compresa la convinzione che Dio abbia creato l'uomo e la donna senza peccato e senza sofferenza. Si ritiene che il male sia una giusta punizione per la caduta dell'uomo quando Adamo ed Eva, disobbedendo a Dio, sono stati esiliati dal Giardino dell'Eden.Corey 2000, pp. 177–178 Il libero arbitrio proprio dell'uomo è considerato dalla teodicea agostiniana come la ragione per l'esistenza del male morale: gli individui commettono atti immorali quando la loro volontà corrisponde al male.Svendsen & Pierce 2010, p. 49 La natura malvagia della volontà umana è attribuita, così, al peccato originale. I teologi agostiniani sostengono che il peccato di Adamo ed Eva abbia danneggiato la volontà degli esseri umani,Green 2011, p. 779 sostenendo che Dio è irreprensibile e buono e non responsabile del male.Geivett 1995, p. 19
Evoluzione
Agostino
Agostino di Ippona (354-430 d.C.) è stato un filosofo e teologo originario dell'Africa romana (l'attuale Algeria). Nella prima parte della sua vita fu un seguace della religione manichea ma, nel 386, si convertì al cristianesimo. Le sue due opere principali, le Confessioni e La città di Dio, sviluppano le sue idee chiave per la sua risposta al tema della sofferenza. Nelle Confessioni, Agostino scrisse che il suo precedente pensiero era dominato dal materialismo e che lo studio delle opere di Platone gli permise di prendere in considerazione l'esistenza di una entità non fisica. Ciò contribuì in lui a sviluppare una risposta al problema del male da una prospettiva teologica e non manichea, fondando i primi capitoli sull'interpretazione della Genesi e sugli scritti di Paolo Apostolo.Korsmeyer 1995, p. 47 Ne La città di Dio, Agostino, sviluppò la sua teodicea come parte del tentativo di tracciare la storia umana e descrivere la sua conclusione.
La proposta di Agostino fu che il male non possa esistere in Dio né può essere creato da Dio ed è invece un risultato della creatività di Dio.Menn 2002, p. 168 Egli respinse, inoltre, l'idea che il male esista in sé, considerandolo invece come una sorta di privazione (o di allontanamento) dal bene e una corruzione della natura. Scrisse, infatti, che: "il male non ha natura positiva; ma la perdita del bene riceve il nome di male".The City of God, Augustine of Hippo, Book XI, Chapter 9 Agostino sostenne che, sia il male morale che naturale, siano dovuti al cattivo uso del libero arbitrio, ipotesi che riconduce al peccato originale di Adamo ed Eva. Egli credeva che questo male, insito da allora nell'animo umano, fosse una corruzione della volontà data da Dio all'uomo come giusta punizione per il peccato.Menn 2002, p. 174 Ritenendo che tutta l'umanità sia discendente da Adamo, Agostino sostiene che essa abbia ereditato da lui il suo peccato e la conseguente giusta punizione.Bennett, Peters, Hewlett & Russell 2008, p. 127 Tuttavia, nonostante la sua convinzione che il libero arbitrio possa essere il responsabile del verificarsi del male, Agostino sosteneva che senza di esso gli umani non possano vivere. Egli argomenta che il male deve essere insito negli uomini, poiché se così non fosse essi sarebbero stati infinitamente buoni e quindi non corruttibili.Menn 2002, p. 176
Agostino credeva nell'esistenza di un inferno come luogo reale, ma che la punizione fisica fosse secondaria alla pena di essere separati da Dio. Propose due spiegazioni a ciò: in primo luogo, gli esseri umani hanno il libero arbitrio e solo coloro che scelgono di seguire Dio saranno perdonati e quindi in grado di evitare l'inferno;Cavadini 1999, p. 422 in secondo luogo, egli credeva che la scelta di Adamo ed Eva di peccare aveva influenzato la capacità degli uomini di scegliere e quindi essi sono in grado di resistere al peccato.Cavadini 1999, p. 423 Secondo Agostino la grazia di Gesù Cristo ha liberato l'uomo dal peccato originale ma essi potevano essere salvati solamente se avessero scelto la grazia e che tale scelta dipendesse da ogni singolo individuo.
Tommaso d'Aquino
Tommaso d'Aquino, un filosofo e teologo del XIII secolo facente parte della Scolastica medievale e fortemente influenzato dal pensiero di Agostino, propose una forma di teodicea agostiniana nella sua opera Summa Theologica. D'Aquino inizialmente provò a stabilire l'esistenza di Dio attraverso le cinque vieGeivett 1995, p. 18 e quindi asserendo che Dio è bontà e deve esistere un motivo morale sufficiente per permettere al male di esistere.Little 2005, p. 44 Egli propose che tutto il bene del mondo dovesse esistere perfettamente in Dio e che egli stesso doveva essere perfettamente buono. Concluse così che Dio è la bontà e che non vi può essere male in Dio.
Tommaso sostenne la visione di Agostino che il male fosse una privazione del bene.Geivett 1995, pp. 19–20 Per d'Aquino, l'esistenza di questo male è attribuibile completamente al libero arbitrio. Di fronte all'affermazione che gli esseri umani sarebbero stati meglio senza possedere il libero arbitrio, egli sostenne che la possibilità di peccare è necessaria per un mondo perfetto, così che le persone siano responsabili per il loro peccato. D'Aquino osserva anche che se il bene rende il male possibile, il male non è per forza necessario. Questo significa che Dio (che è buono) non è considerato come la causa del male, poiché il male nasce da un difetto nella scelta dell'uomo e Dio è in assenza di difetti.Little 2005, pp. 42–43 La filosofa Eleonore Stump, considerando il commento di d'Aquino sul libro di Giobbe, sostiene che egli avesse una visione positiva della sofferenza; infatti essa è necessaria per differenziare la terra e il paradiso e ricordare agli uomini che hanno ancora la propensione a commettere il peccato. D'Aquino ritiene che il male sia accettabile poiché esso è necessario affinché il bene si possa verificareHoward-Snyder 1996, p. 51. Dio, secondo il filosofo scolastico, non è direttamente responsabile dell'insorgenza del male ma piuttosto permette che ciò possa accadere.Korsmeyer 1995, p. 45 Come Agostino, Tommaso d'Aquino affermò che gli esseri umani sono responsabili del male per via dell'abuso del libero arbitrio.Wawrykow 2005, p. 53
Giovanni Calvino
Giovanni Calvino, teologo francese del XVI secolo, figura principale nello sviluppo del Calvinismo, fu fortemente influenzato dalle opere di Agostino.Cavadini 1999, pp. 116–118 Tuttavia, a differenza di lui, Calvino era disposto ad accettare che Dio fosse responsabile per il male e la sofferenza, ma non poteva comunque essere incolpato per esso.Case-Winters 1990, p. 70 Calvino continuò l'approccio agostiniano al peccato attribuendolo come risultato della caduta dell'uomo e sostenendo quindi che la mente, la volontà e le emozioni umane sono affette dal peccato. Egli riteneva che solo la grazia di Dio fosse necessaria a fornire agli esseri umani una guida etica, sostenendo che la ragione fosse accecata dalla natura peccaminosa degli umani.McKim 2004, p. 93 Calvino proponeva che l'umanità fosse predestinata, divisa perciò in eletti e reprobi: gli eletti sono coloro che Dio ha scelto di salvare e saranno gli unici che saranno salvati.Steele & Thomas 1963, pp. 15–17
Accoglienza e dibattiti
Fortunato