Laltruismo efficace (AE) è una filosofia e un movimento che si propone di applicare l'evidenza scientifica e la ragione per determinare i modi più efficaci per migliorare il mondo e metterli in pratica. È questo approccio basato sulla ricerca scientifica di prove che distingue l'altruismo efficace da forme tradizionali di altruismo o beneficenza. Sebbene una parte sostanziale degli altruisti efficaci si focalizzi sul settore non-profit, la filosofia dell'altruismo efficace si estende a progetti scientifici, aziende e politiche che possano salvare o migliorare il numero più alto di vite. Il filosofo etico Peter Singer è un noto sostenitore dell'altruismo efficace. Il movimento ha diverse sezioni ed organizzazioni in tutto il mondo.

Principi Se l'altruismo efficace si differenzia da altre pratiche di beneficenza, questo non è dovuto all'originalità dei suoi obiettivi. Infatti, gli aspiranti altruisti efficaci perseguono scopi caritatevoli largamente condivisi: il miglioramento delle condizioni di vita dei bisognosi; la riduzione della sofferenza animale; la salvaguardia di un pianeta abitabile per le generazioni future. Non sono tanto gli obiettivi di fondo a rendere particolare l'altruismo efficace, quanto piuttosto il metodo col quale quegli obiettivi vengono perseguiti. È l'enfasi posta sul confronto analitico delle diverse cause caritatevoli perseguibili e delle diverse azioni benefiche possibili; è l'importanza riconosciuta alla ricerca di quel corso d'opera che verosimilmente massimizza determinati valori umani (felicità, utilità, QALY, etc.).

Data questa premessa, si può vedere come la prospettiva dell'altruismo efficace sia facilmente declinabile in chiave consequenzialista, un'impostazione etica comune a molte figure di spicco del movimento.

Questo non significa, però, che l'altruismo efficace sia unicamente consequenzialista. Secondo MacAskill, l'idea base dell'altruismo efficace, ovvero quella di fare il massimo bene possibile con risorse limitate, è compatibile con un'ampia varietà di prospettive morali e metaetiche.

Va notato che, se da un lato i principi dell'altruismo efficace forniscono una qualche guida all'azione, d'altra parte esiste fra gli altruisti efficaci una consapevolezza di come questa non sia una guida sufficiente, da sola, a determinare che cosa sia meglio fare, e di come l'obiettivo dell'altruismo efficace (trovare e percorrere le vie più efficaci per aiutare gli altri) sollevi molte domande di natura morale:

Imparzialità Fondamentale per l'altruismo efficace, l'imparzialità è la nozione (talvolta indicata invece col nome di 'neutralità') per cui al benessere di ciascun individuo debba essere attribuito eguale valore morale intrinseco. Ad esempio, un altruista efficace considera la vita d'una persona qualsiasi egualmente preziosa, che essa abiti in una terra lontana o viva nella sua stessa comunità. Così Peter Singer nel suo saggio “Famine, Affluence and Morality” del 1971:

Il principio di imparzialità si applica dunque a ciascun essere umano attualmente in vita. E che cosa dire degli altri esseri viventi? Un dilemma collegato al principio d'imparzialità è la questione circa quali esseri siano degni di considerazione morale. Molte persone che si riconoscono negli ideali dell'altruismo efficace attribuiscono valore non solo al benessere degli esseri umani, ma anche a quello degli altri animali senzienti; tanti perciò si spendono per ridurre la sofferenza degli animali non umani, ad esempio di quelli allevati intensivamente.

Ci sono poi i lungoterministi, che rifiutano d'attribuire più valore morale alla vita di una persona oggi che non a quella di membri di generazioni future; guardando negli anni a venire, queste persone si concentrano su progetti volti a ridurre i rischi di catastrofe globale.

William Schambra ha criticato il principio d'imparzialità dell'altruismo efficace, sostenendo che la carità determinata dalla reciprocità e dall'interazione faccia a faccia sia più forte e più diffusa di quella basata su un altruismo imparziale e distaccato. Le opere di beneficenza imperniate sulla comunità, scrive Schambra, hanno un ruolo fondamentale per la società civile e, di conseguenza, per la democrazia.

Costo-efficacia In un discorso del 2013, Peter Singer rilevava come molte delle più significative personalità dell'altruismo efficace avessero ricevuto un'educazione improntata al pensiero logico e quantitativo, studiando filosofia, economia o matematica.

Questo dato riflette l'alta importanza del principio di costo-efficacia nell'altruismo efficace.

Definita una certa quantità di risorse da spendersi in opere di bene (come denaro od ore di lavoro), e determinato il genere di impatto positivo desiderato (ovvero la causa per cui impegnarsi), l'aspirante altruista efficace va in cerca di progetti in cui le sue risorse possano produrre il maggior impatto positivo possibile; quelli, in altre parole, col minor rapporto costo-efficacia.

Ad esempio: chi volesse donare del denaro (risorsa) per migliorare lo stato di salute altrui (impatto positivo), potrebbe decidere quale intervento sanitario finanziare in funzione del numero di quality-adjusted life years (QALY) che la sua donazione contribuirebbe a produrre.

Si prenda il caso della malattia dell'occhio denominata tracoma, un'infezione batterica della congiuntiva e della cornea, causata da Chlamydia trachomatis. Durante il decorso della malattia la rima palpebrale si rivolta verso l'interno della palpebra (entropion), e con essa si ha anche inversione delle ciglia (trichiasi). Queste ultime creano per sfregamento lesioni via via sempre più gravi alla cornea e cicatrici che causano distorsione visiva. Questo processo è molto doloroso e progressivamente conduce alla completa cecità.

Un cane guida per ciechi non rende la vista, e negli Stati Uniti del 2012 il suo allevamento ed addestramento costavano, in tutto, circa $ 42.000.

Per contro, in Africa il costo di una terapia chirurgica per il tracoma, risolutiva nell'80% dei casi, si aggirava attorno ai $ 25.

Pertanto, con le stesse risorse, era possibile donare un solo cane guida negli Stati Uniti, o salvare dalla cecità circa 1344 persone in Africa.

Risulta dunque evidente come alcuni progetti filantropici siano molto più efficienti di altri. Parimenti, alcune organizzazioni di beneficenza (charities) sono molto più efficaci ed efficienti di altre.

Alcune organizzazioni semplicemente non raggiungono i propri obiettivi.

Di quelle che riescono ad essere efficaci, alcune sono molto più efficienti, cioè ottengono risultati più significativi spendendo meno.

Ricercatori di hanno calcolato che alcune organizzazioni di beneficenza sono centinaia o addirittura migliaia di volte più efficaci di altre.

Ragionamento in condizioni d'incertezza L'altruista efficace tenta perciò di identificare progetti ed organizzazioni dalle quali ci si aspetti un ottimo rapporto costo-efficacia, così da massimizzare l'impatto positivo prodotto. Molti progetti hanno un esito incerto, ed un progetto può avere un valore atteso più elevato di un altro anche laddove la probabilità di successo sia inferiore, a condizione che l'impatto positivo potenziale sia sufficientemente elevato. Ad esempio, se un intervento A consentisse di salvare 1'000'000 vite con una probabilità dell'1%, ed un intervento B consentisse di salvarne 10 con una probabilità del 100%, il valore atteso dell'intervento A ammonterebbe a 10'000 vite, una quantità 1'000 volte superiore al valore atteso dell'intervento B, 10 vite.

Esempi di iniziative con impatto potenziale estremamente elevato ed esito estremamente incerto possono essere facilmente trovati fra quelle dedicate alla riduzione del rischio di catastrofi globali.

Alcuni aspiranti altruisti efficaci preferiscono determinare quali interventi abbiano il maggior impatto principalmente attraverso studi controllati randomizzati,

comunemente ritenuti la prova più dirimente in ricerca sanitaria. Un caso esemplare d'intervento supportato da evidenze empiriche è quello dei trattamenti di sverminazione di massa, la cui efficacia nel promuovere l'istruzione in alcuni Paesi in via di sviluppo è stata dimostrata, appunto, da studi controllati randomizzati.

In confronto ai progetti filantropici più pionieristici, quelli che invece consistono nella distribuzione d'interventi la cui efficacia sia già stata adeguatamente documentata risultano facilmente più promettenti; il loro effetto appare meno incerto.

Tra i gruppi di ricerca di spicco che conducono studi controllati randomizzati per valutare l'impatto di diverse misure vi sono il Poverty Action Lab

ed Innovations for Poverty Action.

Altri hanno messo in guardia dalla richiesta di prove tanto rigorose, argomentando che essa restringa inutilmente l'attenzione a quelle cause per le quali tali prove possano essere prodotte, a discapito di altre, pure importanti ma meno misurabili.

Anche Pascal-Emmanuel Gobry, facendo riferimento al cosiddetto 'effetto lampione', ha rilevato questo rischio che i progetti dagli esiti meno misurabili siano trascurati: questioni come la ricerca medica o la riforma del governo, sostiene, vengono necessariamente sempre affrontate "un passo alla volta" e i risultati sono difficili da misurare con esperimenti controllati.

Kelsey Piper, giornalista vicina all'altruismo efficace, sostiene che l'incertezza non sia una buona ragione per cui gli aspiranti altruisti efficaci dovrebbero astenersi dall'agire sulla base della loro più accurata immagine del mondo, perché un progetto sulla cui efficacia non vi siano prove contrastanti sarebbe più un'eccezione che la regola.

Rivalutazione dei costi amministrativi Tradizionalmente, le valutazioni delle organizzazioni caritatevoli si sono concentrate sulla minimizzazione dei costi amministrativi in proporzione al costo di un programma. Gli altruisti efficaci in genere rifiutano questo metodo di misurazione, trovandolo semplicistico ed erroneo.

Gli altruisti efficaci preferiscono misurare i risultati ottenuti per unità di risorse investite (QALYs/dollaro, ad esempio), indipendentemente dalla quota dei costi amministrativi. Inoltre, come spiega Dan Pallotta, fondatore di AIDSRides (una serie di eventi di raccolta fondi contro l'AIDS), gli enti di beneficenza dovrebbero essere incoraggiati ad investire di più nella raccolta fondi, se questo investimento consente loro di aumentare le entrate e destinare più risorse al loro lavoro di beneficenza.

Uno studio di Dean Karlan ha persino scoperto che "le organizzazioni caritatevoli più efficienti investono una percentuale maggiore del loro budget in costi amministrativi rispetto ai loro concorrenti meno efficienti",

presumibilmente perché le spese amministrative possono essere finalizzate a condurre analisi volte a determinare quali attività dell'organizzazione siano più efficaci. Pertanto, le spese amministrative possono aiutare a indirizzare risorse verso le attività migliori.

Considerazione del margine per ulteriori finanziamenti

In generale, gli altruisti efficaci ritengono che la scelta di obiettivi e progetti di beneficenza da sostenere debba essere guidata dalla stima del valore marginale che nuove risorse destinate a ciascun obiettivo o progetto potrebbero aggiungere ai risultati positivi già conseguiti.

In quest'ottica, appare importante per l'aspirante altruista efficace il concetto di margine per ulteriori finanziamenti (room for more funding, o funding gap): una misura della capacità delle varie organizzazioni filantropiche d'assorbire efficacemente risorse finanziarie aggiuntive.