Petruro Irpino è un comune italiano di abitanti della provincia di Avellino in Campania.

Geografia fisica Petruro Irpino sorge in posizione panoramica su uno sperone roccioso nella media Valle del fiume Sabato, là dove si insinua nella località conosciuta come Stretto di Barba.

Origini del nome In merito all'origine del toponimo, con riferimento alle tracce di insediamenti di epoca romana ritrovati nel territorio, Petruro deriverebbe dal latino Petra ("rupe", "roccia"), oppure secondo altri da Petrurium, "pietra-roccia". Ipotesi entrambe plausibili considerando l'orografia del luogo.

Nel 1950 al nome Petruro fu aggiunto l'aggettivo "Irpino", con chiaro riferimento al distretto storico-geografico dell'Irpinia.

Storia Al 1240 il paese era un casale di Montefusco. In epoca angioina (1289) il feudo di Petruro era in possesso di Giovanni Mentella. Nel XV secolo era in possesso dei D'Afflitto. Petruro fu possesso feudale dei de Candida alla metà del XV secolo per poi passare ai Calenda agli inizi del XVI secolo. Alla fine del XVI secolo passò ai Matelica e poi ai Marano (XVII secolo). Nel 1695 Carlo II di Spagna investì Gaetano Marano del titolo di marchese di Petruro. La famiglia si estinse alla fine del XVIII secolo con Teresa Marano che sposò Domenico Bonito. Il titolo di marchese passò così al figlio Alessandro BonitoErasmo Ricca, Istoria de' feudi del regno delle Due Sicilie di qua dal faro…, v. III, Napoli, 1865, p. 470..

Tra il 1927 ed il 1945 Petruro perse l'autonomia amministrativa e fu aggregato a Chianche.

Simboli Lo stemma comunale e il gonfalone sono stati concessi con decreto del presidente della Repubblica del 21 dicembre 1988.

I due colli ravvicinati, ma non contigui, rappresentano lo stretto di Barba, la gola ubicata sul confine tra le province di Avellino e di Benevento, originata dall'azione erosiva del fiume Sabato.

Il gonfalone è un drappo troncato di bianco e di azzurro.

Società Evoluzione demografica

Petruro Irpino, risulta essere il secondo comune meno popolato della provincia.

Grazie allo SPRAR dal settembre 2017 la popolazione è aumentata, accogliendo 20 richiedenti asilo.

Monumenti e luoghi d'interesse

Architetture religiose

Chiesa Arcipretale Badiale di San Bartolomeo Apostolo Chiesa madre del borgo, eretta intorno al XIV secolo, già sede del Vicariato Foraneo. La chiesa in passato era un’abbazia e, per concessione, il parroco si può fregiare del titolo di Abate-Parroco. Essa conserva un dipinto, che copre l’intero soffitto, di Vincenzo Sorrentino del 1920 raffigurante il Martirio di San Bartolomeo, un quadro seicentesco della Madonna di Montevergine e una reliquia di San Bartolomeo, oltre a statue lignee e non settecentesche ed ottocentesche. Nella navata sinistra è presente un sacello dedicato alla memoria dei defunti delle due guerre mondiali. Restaurata un’ultima volta nel 1973, a cura del parroco, don Paolo Italo Capozzi, attualmente la chiesa versa in uno stato quasi disastrato e pericolante, a causa dell’incuria e della negligenza da parte delle Istituzioni, presentando gravi problemi strutturali sul tetto, e in maniera particolare sulla cupola del presbiterio e sulle colonne interne. L’annesso campanile, composto da un concerto campanario di sei elementi, ne presenta una degna di nota e datata 1581, la quale risulta essere una delle più antiche della Valle del Sabato.

Chiesetta rurale della Madonna di Montevergine Cappella rurale eretta nel XIX secolo, di ridotte dimensioni. Ogni anno viene celebrata una Santa Messa a seguito della processione con il quadro seicentesco presente nella Chiesa Madre. Restaurata nel 2025 con fondi privati, ad oggi si presenta in buone condizioni. Degna di nota, la cappella presenta i resti di un’antica botola in pietra sotto l’unico altare. La botola porta l’incisione “Pio VI” ed evidenti sono anche le due fessure che sostenevano dei ganci in metallo per facilitare l’apertura. Verosimilmente, la stessa fungeva da chiusura per una semplice fossa cimiteriale, così come uso e costume nel medioevo, quando le chiese assolvevano anche il compito di camposanto. L’incisione, presumibilmente in onore di chi aveva voluto santificare quel luogo, ci riporta al papato Braschi (1775 - 1799), promotore delle arti e delle opere pubbliche. Realisticamente, quando l’arciprete Lucido Colantuono, durante il suo rettorato a Petruro (1846 - 1881) fece ricostruire la cappella, distrutta da un evento calamitoso, a futura memoria, ricollocò (usanza comune all’epoca), sotto l’altare della stessa, le antiche pietre della precedente costruzione.

Cappella Gentilizia di Santa Barbara Cappella annessa a Palazzo Annecchini, consacrata nel 1708 dall’allora arcivescovo di Benevento Vincenzo Maria Orsini, poi eletto al soglio pontificio con il nome di Benedetto XIII, è situata nella piazza principale del paese e presenta un altare preconciliare, alcuni dipinti, statue lignee (tra cui Sant’Antonio e San Gaetano) e epigrafi settecentesche.

Area di preghiera della Croce dei Padri Passionisti

Ridonata alla comunità nel 2025, dopo più di venti anni di abbandono, l’area, già consacrata nel 1988 a seguito della donazione di una croce, è stata ricollocata e riconsacrata il 2 agosto 2025. Ogni anno si festeggia l’anniversario della ricollocazione e della riconsacrazione, alla presenza di membri della Congregazione della Passione di Gesù Cristo.

Architetture civili Palazzo Marchesale Annecchini

Palazzo Troisi

Palazzo della storica famiglia Troisi, oggi adibito a casa privata.

Palazzo Capozzi

Palazzo della storica famiglia Capozzi, oggi adibito a casa privata.

Parco della Rimembranza

Piccolo parco cittadino, già giardino privato di Palazzo Annecchini, oggi ospita il Monumento ai Caduti delle due guerre mondiali, la fontana detta “‘A Pila” e una piccola area giochi.

Fontana detta “‘A Pila”

Biblioteca Comunale “Angelo Troisi”

Dedicata al poeta, scrittore e patriota risorgimentale petrurese Angelo Troisi (1824 - 1907), è stata riaperta, dopo anni di chiusura, nel 2022. La biblioteca presenta una piccola pinacoteca di documenti storici e un fondo librario di circa 500 volumi, donato dal parroco, don Paolo Italo Capozzi (1912 - 2008), di libri religiosi e storici della propria collezione, che porta il nome di “Fondo Capozzi”.

Amministrazione Sindaci

Note

Voci correlate Comunità Montana del Partenio

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