Sanluri (, Seddori in sardo) è un comune italiano di abitanti, capoluogo (insieme a Villacidro) della provincia del Medio Campidano in Sardegna.
Centro dotato del titolo di città, è sede dell'Unione Comuni Marmilla, dell’azienda sanitaria locale (Asl Nº 6 Sanluri) e di un Ufficio del Giudice di Pace, unico ufficio giudiziario rimasto dopo la soppressione della sezione distaccata del Tribunale di Cagliari.
Geografia fisica Territorio
Il suo territorio si estende su una superficie di 84,23 chilometri quadrati ad un'altitudine media di 135 metri sul livello del mare. L’area in cui è situato il centro abitato principale e tutta l’area a sud di esso è caratterizzata da un territorio quasi esclusivamente pianeggiante di formazione quaternaria, mentre nella parte a nord del centro abitato, andando verso la Marmilla, il paesaggio inizia a diventare collinare ed è di formazione miocenica. L'altitudine minima è di 48 metri sul livello del mare, nella frazione di Sanluri Stato, mentre la massima è di 306 metri sul livello del mare, sul Bruncu Melas.
Origini del nome L'ipotesi più accreditata è che Sanluri deriverebbe del probabile antico nome Sellori, che potrebbe a sua volta derivare da Se-Lori, Sullurium e Selluri. Varie ipotesi convergono sul fatto che in questo nome si nasconde un richiamo alla fecondità granifera del territorio di Sanluri: lori ovvero grano. E forse può significare su logu de su lori (il luogo del grano). Tempo fa, però, Sanluri ebbe come patrono San Lorenzo Diacono e Martire e, proprio per aver nominato patrono il santo, si mutò il nome in Sanluri, ovvero dal termine latino che richiama proprio San Lorenzo ("San Luri").
Storia La zona di Sanluri, al pari, come testimoniato da ritrovamenti archeologici, fu abitata fin da tempi molto remoti e sicuramente dal periodo nuragico. Il suo territorio ha conosciuto tutte le dominazioni, compresa quella romana, ma la parte più interessante della storia di Sanluri comincia nel Medioevo.
Età prenuragica I ritrovamenti nel territorio di Sanluri limitano la presenza umana in età prenuragica alla fascia pianeggiante occidentale e sud-occidentale, grazie alla fertilità del terreno ed anche alla presenza dello stagno Sabazus (poi bonificato negli anni ‘20 del XX secolo), il quale era allora molto pescoso. Le prime tracce umane certificate rinvenute nel territorio di Sanluri risalgono all’Età del rame, rappresentata nell’area da tre distinte fasi culturali: Abealzu, Monte Claro e Campaniforme.Giovanni Lilliu:”La civiltà dei Sardi” La fase Abealzu (Calcolitico medio), è rappresentata dai siti di Giliadiri e Bia ‘e Collanas, rispettivamente a sud e sud-ovest del centro abitato. I due siti hanno rivelato delle fosse scavate nel terreno, colme di vasellame, ceneri, cocci e schegge di ossidiana. La fase Monte Claro (Tardo Calcolitico) è rappresentata dai resti di almeno cinque villaggi capannicoli nelle località di Corti Beccia, Corti de Crà, Cukkuru Poddinis, Padru Jossu e Porcilis. La fase Campaniforme è rappresentata dai siti di Bidd’e Cresia e Padru Jossu. Nel primo sono stati rinvenuti i resti di una sepoltura collettiva, nel secondo è stato notato il riutilizzo della già citata costruzione sotterranea risalente alla fase Monte Claro.
Età nuragica A differenza dei resti prenuragici, i rinvenimenti risalenti all’epoca nuragica sono sparsi in tutto il territorio comunale ed in particolare nella fascia collinare posta a nord-est. I nuraghi accertati, quasi tutti dal professor Giovanni Lilliu, sono i seguenti: Corti sa Perda, Geni e Nuraxi de Candelas, di tipo complesso a più torri; Mason ‘e Baccas, Brunch’e Cresia, Sant'Antiogu, Bruncu Melas, Corti Beccia, Cuccuru Casu Moiau, Nuraxi Gattus, Nuraxi Puxeddu, Predi Ara, Sa Mitzixedda, Su Mori de sa Cotti, Sa Cora de su Zippiri, Carroppu Casa Beccia, S’Uraxi Mannu, Nuraxi ‘e Fenu e Perda Bogada, di tipo semplice a torre unica. I nuraghi di Corti Beccia, S’Uraxi Mannu, Geni, Corti sa Perda, Sant’Antiogu e Sa Mitzixedda avrebbero inoltre costituito il centro dei propri villaggi, essendo circondati da altri edifici. A questi si aggiunge il villaggio di Sa Muralla, il cui nome deriva dalle mura che circonderanno il borgo in epoca medievale. Presso il villaggio di Corti Beccia sono state rinvenute anche testimonianze della tarda fase nuragica, ovvero ceramica dipinta risalente al IV secolo a.C.Giovanni Ugas: “Ricerche archeologiche nel territorio di Sanluri”, 26 giugno 1982
Dominazione punica Sono stati rilevati vari siti legati al periodo della dominazione punica, distribuiti su tutto il territorio comunale. Essi sono i seguenti: Bia Collanas, Brunch’e Cresia, Bruncu Predi Poddi, Corti Beccia, Corti sa Perda, Sa Mitzixedda, Pauli Murtas, Sa Ruina e Stuppoi, attraverso indagine di superficie; Fundabi de Andria Peis, Padru Jossu e S’Uraxi Mannu, mediante interventi di recupero in profondità. I centri abitati, tutti antecedenti al II secolo a.C., erano non molto estesi e sorgevano spesso su siti preesistenti di origine nuragica ed anche prenuragica. I villaggi erano inoltre tutti dotati di necropoli, che saranno in massima parte riutilizzate durante la dominazione romana. Come testimoniato dall’elevata densità di centri abitati (12 villaggi in un raggio di ), l’attuale territorio di Sanluri costituiva probabilmente un centro molto importante nella zona.Gruppo archeologico giovanile di Sanluri: Ricerche archeologiche sulla Sardegna Punica
Dominazione romana L’area dell’attuale centro abitato si trovò a far parte della Repubblica romana a seguito della conquista romana di Sardegna e Corsica del 238 a.C. Secondo vari storici, nel 215 a.C. nella piana di Sanluri (località Sedda de sa battalla) ebbe luogo lo scontro finale fra sardo-punici e romani nell’ambito della rivolta di Ampsicora. Il lunghissimo scontro terminò con la vittoria romana sull’esercito sardo-punico guidato da Ampsicora, Annone di Tharros e Magone Barca, con l'uccisione di circa 22.000 fra sardi e cartaginesi e la cattura di 3.700. Successivamente venne istituita l’arteria di collegamento fra Cagliari (Kalaris) e Porto Torres (Turris Libisonis), la quale collegava appunto i due capi dell’isola. Essa passava sicuramente anche per quello che è oggi il territorio di Sanluri, che divenne passaggio necessario per giungere al nord dell’isola. Sono stati rinvenuti resti di villaggi risalenti alla dominazione romana nei seguenti siti, in massima parte costruiti su centri abitati preesistenti: Bia Collanas, Brunch’e Cresia, Bruncu Predi Podda, Corti Beccia, Corti sa Perda, Cuccuru de Casu Moiau, Fundabi de Andria Peis, Padru Jossu, Geni, Masoni de Baccas, Masu Serci o sa Mitzixedda, Pauli Murtas, Prediara, Sa Ruina, Stuppoi, S’Uraxi Mannu. I siti di Pauli Murtas e Brunch’e Cresia vennero poi abbandonati durante l’età repubblicana e nacquero così altri centri, come quelli di Riu sa Figu e Santa Maria. Le necropoli di origine punica continuarono ad essere usate almeno fino all’età repubblicana. In località Geni è stato rinvenuto inoltre un tratto stradale.Gruppo archeologico giovanile di Sanluri: Ricerche archeologiche sulla Sardegna Romana
Periodo bizantino ed Alto Medioevo La presenza umana rimane constatabile anche a seguito della caduta dell’Impero romano e della conquista bizantina, rimanendo stabile per tutto il corso dell’Alto Medioevo. Sorsero vari insediamenti sparsi per tutto il territorio comunale, principalmente su siti preesistenti. Se ne contano 28, fra le quali anche tre capelle rurali: San Michele (Miali in greco bizantino), Sant’Andrea e Sant’Elena, i cui nomi richiamano santi del menologio bizantino.
Periodo giudicale Nel periodo giudicale la cittadina (unico centro abitato in Sardegna cinto da mura di fortificazione, escluse le 7 città regie), si venne a trovare dapprima al confine fra il Giudicato di Arborea ed il Giudicato di Cagliari e venne quindi continuamente contesa dai due giudicati. Fra il 1188 ed il 1195 venne fatto erigere dal giudice d’Arborea Pietro I un castello, divenuto poi noto come castello di Sanluri, volto a difendere il territorio dagli attacchi provenienti da sud e quindi dal giudicato di Cagliari, allora guidato da Guglielmo I Salusio IVAtzeni, p.32. Il 30 ottobre del 1206, a seguito della firma del trattato di pace, Sanluri e la sua fortezza passarono sotto il controllo del vittorioso giudicato di Cagliari.Francesco Cesare Casula,p.206 All’interno del giudicato di Cagliari risulta l’appartenenza del centro alla curatoria di Nuraminis, la quale si componeva, oltre a Sanluri, degli abitati di Samassi, Serrenti, Nuraminis, Furtei, Villa Greca e Segariu. Nel 1258, a seguito della caduta del giudicato di Cagliari, la curatoria di Nuraminis e di conseguenza il centro di Sanluri tornarono sotto il controllo del giudicato d’Arborea come possedimenti extra-giudicali, governati dal reggente pisano Guglielmo di Capraia.Francesco Cesare Casula,p.210 Alla morte di quest’ultimo nel 1264, il giudice Mariano II di Arborea assunse il controllo diretto degli ex territori del giudicato di Cagliari. Nel 1297, in seguito alla morte di Mariano II di Arborea, la curatoria passò sotto il controllo della Repubblica di Pisa, secondo quanto richiesto dal defunto giudice nel suo testamento risalente al 4 gennaio 1295.Francesco Cesare Casula,p.299-300 Sotto il dominio pisano nel 1300 Sanluri divenne capitale della curatoria di Nuraminis, essendo il centro più popoloso e dalla posizione strategicamente migliore. Infatti, come riportato dal censimento pisano del 1320, la popolazione ammontava a circa abitanti. Durante la dominazione pisana sorsero a Sanluri le prime istituzioni comunali pazionate, come attestato dal VI componimento pisano del 1320. Proprio a causa della sua importanza strategica,ma Sanluri costituì il primo bersaglio degli arborensi allo scoppio delle ostilità fra questi ultimi, supportati dagli aragonesi, e i pisani. Per l’appunto l’11 aprile 1323 il giudice arborense Ugone II, dopo essersi accordato con il sovrano d’Aragona Giacomo II, attaccò e sconfisse i pisani nei pressi della località Santa Caterina in territorio di Sanluri, causando lo scoppio della guerra.Francesco Cesare Casula,p.342 Nel corso dello stesso anno, durante l’assedio di Villa di Chiesa, Ugone II di Arborea sostenne Giacomo II d’Aragona contro i pisani e stipulò la propria sottomissione feudale. A seguito della conclusione vittoriosa dell’assedio e la conseguente eliminazione delle ultime forze pisane sull’isola, la Corona d’Aragona entrò in possesso del territorio di Sanluri nel corso del 1324. Successivamente alla conquista aragonese avvenne il primo sviluppo del sistema feudale: nel 1324 Sanluri venne concessa in feudo a Urraca de Entança, nel 1332 a Goffredo Gilaberto de Cruilles e nel 1349 a Ponzio Santa Pau. Nel 1353 scoppiò una rivolta contro il sistema feudale aragonese, che si diffuse poi in tutto il territorio dell’antico giudicato di Cagliari.Francesco Cesare Casula,p.342-343