Biografia Enrica Follieri nacque a Roma nel 1926 da una famiglia originaria della provincia di Foggia. Nella Capitale frequentò l'Università "La Sapienza", dove conseguì la laurea in Lettere classiche nel 1948, allieva di Silvio Giuseppe Mercati, primo professore ordinario di Filologia bizantina in Italia. La Follieri, sotto la sua guida, si laureò discutendo una tesi sul Teseida neogreco, opera che rivelò da subito la capacità della studiosa di spaziare fino a scritti rappresentativi per l'influenza della cultura bizantina nella letteratura italiana rinascimentale. La Follieri alimentò ulteriormente le proprie competenze anche grazie al filologo classico Antonio Maria Cervi e al bizantinista Ciro Giannelli (che di Mercati fu successore); di entrambi fu assistente volontaria e poi ordinaria. Rimase sempre in stretto rapporto di collaborazione con l'orientalista e glottologo Antonino Pagliaro, con il grecista Gennaro Perrotta e con l'archeologa ed epigrafista Margherita Guarducci.

Ottenne la libera docenza in Filologia bizantina nel 1960 e in Paleografia greca l'anno seguente: insegnò Paleografia greca, in qualità di docente incaricato, presso l'Università La Sapienza di Roma sia per la Facoltà di Lettere e Filosofia sia per la Scuola Speciale per Archivisti e Bibliotecari, dal 1961 al 1975. Nel 1976, vinti i concorsi a cattedra sia per Filologia bizantina sia per Paleografia greca, scelse di ricoprire l'incarico relativo al primo insegnamento, esercitando sempre presso La Sapienza dal 1976 fino al 31 ottobre del 1999.A. Luzzi, La Filologia e la Storia bizantina alla Sapienza nell’ultimo trentennio del ‘900, in «La Sapienza bizantina. Un secolo di ricerche sulla civiltà di Bisanzio all’Università di Roma», Roma 2012, pp. 253 s. Per la stessa Università fu coordinatrice di due cicli del Dottorato di Ricerca in Filologia giudaico-ellenistica, bizantina e neogreca (VIII-IX ciclo, dal 1992 al 1997).

A illustrazione della sua personalità, tre qualità con cui l'hanno descritta allievi e studiosi: chiarezza, umiltà e fierezza inscindibili.A. Acconcia Longo, Enrica Follieri (5-12-1926 – 11-12-1999), in «Byzantinische Zeitschrift», n. 93 (2000), p. 800; G. Spadaro, Ricordo di Enrica Follieri, in «Orpheus. Rivista di umanità classica e cristiana», n. 21 (2000), pp. 16

Era sorella dell'archeobotanica Maria Follieri (1932-2012), anch'essa ricercatrice e poi docente alla Sapienza di Roma.

Attività scientifica e di ricerca

Appartenenza a società scientifiche ed accademie La Follieri si mostrò sempre legata alle relazioni professionali e umane, intessute con importanti Istituzioni di ricerca e cultura; nel 1977 fu nominata socio ordinario dell'Istituto siciliano di studi bizantini e neoellenici di Palermo, nel 1979 ricoprì la carica di presidente del Comitato scientifico per gli Incontri di studi bizantini di Reggio Calabria, nel 1981 divenne socio ordinario della Ἑταιρεία Βυζαντινῶν Σπουδῶν di Atene, l'anno successivo divenne membro effettivo della Pontificia Accademia Romana di Archeologia. Fu socio corrispondente inoltre di noti sodalizi accademici e culturali, dal 1987 dell'Accademia nazionale dei Lincei, dal 1990 “membre adhérent” della Société des Bollandistes di Bruxelles e dal 1992 socio dell'Ἀκαδημία Ἀθηνῶν. Il respiro internazionale degli studi di Enrica Follieri fu ulteriormente impreziosito dalla continua disponibilità alla collaborazione con studiosi di affermata competenza, a partire dal bizantinista domenicano Raymond-Joseph Loenertz e dal bollandista François Halkin. Le parole che la stessa Follieri utilizza nella prefazione al primo volume contenente gli Atti del Congresso Internazionale svoltosi a Roma nel 1989, e dedicato agli studi di filologia medievale e umanistica greca e latina nel XX secolo, sono di nuovo esemplari per comprendere la sua apertura verso le ricerche degli altri Paesi: «I rappresentanti di molti Paesi ebbero la possibilità di presentarsi a Roma e di parlare con una libertà che sarebbe stata impensabile qualche anno prima. Sono le loro relazioni quelle che presentano un più vivo interesse non solo scientifico, ma umano».E. Follieri, La filologia bizantina in Italia nel secolo XX, in «La filologia medievale e umanistica greca e latina nel secolo XX. Atti del Congresso Internazionale, Consiglio Nazionale delle Ricerche Università La Sapienza 11-15 dicembre 1989», Roma 1993, p. VI

Coordinamento di imprese editoriali scientifiche La studiosa rivelò presto vivo interesse per le opere collettive di organizzazione e trasmissione della conoscenza: sin dal 1963 fu consulente per le fonti bizantine del Comitatus exsecutorius per la realizzazione del Repertorium fontium historiae Medii Aevi e dal 1967 fu redattrice per la stessa collana, applicandosi nella formulazione dei criteri per la resa in lingua italiana dei nomi di famiglia bizantini, progressivamente invalsi.E. Follieri, Dal nome del Bessarione al problema della resa in italiano dei nomi di famiglia bizantini, in «Rivista di studi bizantini e neoellenici», n. 35 (1998), pp. 131-137; A. Acconcia Longo, Enrica Follieri (5-12-1926 – 11-12-1999), in «Byzantinische Zeitschrift», n. 93 (2000), p. 801; L. Perria, Ricordo di Enrica Follieri, in «Rivista di studi bizantini e neoellenici», n. 39 (2002), p. 6; P. Cesaretti, Bisanzio e la bizantinistica attraverso il “Repertorium fontium historiae Medii Aevi", in «Senza confini: il “Repertorium fontium historiae Medii Aevi 1962-2007"», Roma 2008, p. 116 Circa un decennio dopo, nel 1976, fu inserita anche nel Comitatus particularis pro fontibus Byzantinis, il gruppo di specialisti che si occupò di perfezionare ulteriormente il Repertorium, con il quale la Follieri collaborò fino a quando rimase in vita.P. Cesaretti, Bisanzio e la bizantinistica attraverso il “Repertorium fontium historiae Medii Aevi”, in «Senza confini: il “Repertorium fontium historiae Medii Aevi 1962-2007”», Roma 2008, p. 116 Dal 1968 partecipò anche alle attività del Comitato editoriale dei Monumenta Musicae Byzantinae di Copenaghen.A. Acconcia Longo, Enrica Follieri (5-12-1926 – 11-12-1999), in «Byzantinische Zeitschrift», n. 93 (2000), p. 801; L. Perria, Ricordo di Enrica Follieri, in «Rivista di studi bizantini e neoellenici», n. 39 (2002), p. 6 Nel 1977 assunse la direzione delle pubblicazioni di settore edite dalla Sapienza: la «Rivista di studi bizantini e neollenici» e la collana correlata, «Testi e studi bizantino-neoellenici».E. Follieri, La filologia bizantina in Italia nel secolo XX, in «La filologia medievale e umanistica greca e latina nel secolo XX. Atti del Congresso Internazionale, Consiglio Nazionale delle Ricerche Università La Sapienza 11-15 dicembre 1989», Roma 1993, p. 422 La partecipazione al continuo aggiornamento delle ricerche spinse la Follieri a collaborare per la redazione dei bollettini bibliografici delle riviste «Byzantinoslavica» (1958-1992) e soprattutto «Byzantinische Zeitschrift» (1960-1996). Come ella stessa scrisse in una sua sintesi dedicata agli studi di filologia bizantina in Italia nel XX secolo, si trattò di «un impegno che cerco volentieri di assolvere “pro communi utilitate” al meglio delle mie capacità».Ibidem

Ricerca

Agiografia e filologia bizantina La variegata produzione scientifica di Enrica Follieri annovera tredici monografie edite in vita e una postuma, relativa alla vita di san Nilo da Rossano. Inoltre, più di un centinaio di contributi di vario genere che coinvolgono anche questioni metodologiche (storiografia, diplomatica, filologia), ma che si concentrano essenzialmente sull'agiografia e il suo rapporto con la produzione innografica. La storica Vera von Falkenhausen, in un convegno svoltosi a Roma nel 2002 in ricordo della studiosa, sottolineò infatti che più della metà delle opere di Enrica Follieri riguardarono studi agiografici.V. von Falkenhausen, L’agiografia nell’opera di Enrica Follieri, in «Rivista di studi bizantini e neoellenici», n. 39 (2002), pp. 25-31; A. Luzzi, La Filologia e la Storia bizantina alla Sapienza nell’ultimo trentennio del ‘900, in «La Sapienza bizantina. Un secolo di ricerche sulla civiltà di Bisanzio all’Università di Roma», Roma 2012, pp. 256-258

Particolarmente per quanto attiene alle fonti di contesto italo-meridionale, per il genere agiografico la Follieri considerò non solo la veridicità storica delle relative tradizioni, ma anche la resa linguistica e lo stile delle fonti, indagate alla luce della tradizione manoscritta. Tra i numerosi temi e i testi considerati dalla Follieri va menzionato lo studio sulla vita inedita di san Fantino il Giovane, seguita dalle ricerche sulla figura di san Nilo, ma altrettanto l'analisi relativa alla presenza dei santi Saba il Goto e Saba Stratelata nei calendari, nei sinassari e nella poesia liturgica bizantina. Grazie alla puntigliosa attenzione rivolta agli inni liturgici, la Follieri riuscì parimenti ad approfondire la tradizione della Passio di Trifena di Cizico, ma anche la produzione di Vitae come quelle di sant'Ardomio di Larissa e sant'Agrippina di Mineo. Nel corso di tali indagini agiografiche, peraltro, non trascurò il contributo dell'archeologia e della storia dell'arte bizantina, come si evince dal richiamo alla monumentalità romana rintracciata nella versione greca della Passio di Sisto, Lorenzo e Ippolito e analizzata con dettagliato studio dalla Follieri.E. Follieri, Antiche chiese romane nella Passio greca di Sisto, Lorenzo ed Ippolito, in «Rivista di studi bizantini e neoellenici», nn. 17-19 (1980), pp. 43-71 L'attenzione della studiosa per la communis utilitas la portò anche alla redazione di un repertorio fondamentale per i cultori di innografia bizantina, l'incipitario degli inni liturgici greci: Initia hymnorum Ecclesiae Graecae, raccolta in cinque volumi edita tra il 1960 e il 1965 (5 v., 6 t., Città del Vaticano, Biblioteca Apostolica Vaticana, «Studi e testi» 211-15bis).E. Follieri, La filologia bizantina in Italia nel secolo XX, in «La filologia medievale e umanistica greca e latina nel secolo XX. Atti del Congresso Internazionale, Consiglio Nazionale delle Ricerche Università La Sapienza 11-15 dicembre 1989», Roma 1993, p. 422; G. Spadaro, Ricordo di Enrica Follieri, in «Orpheus. Rivista di umanità classica e cristiana», n. 21 (2000), pp. 13 s. Il progressivo perfezionamento nel già menzionato rapporto tra agiografia e innografia la indusse a prestare particolare attenzione all'opera del poeta bizantino Cristoforo Mitileneo (XI secolo), ai cui calendari in metro innografico dedicò nel 1980 una celebrata edizione critica (I calendari in metro innografico di Cristoforo Mitileneo, 2 v., Bruxelles, Societe des Bollandistes, «Subsidia Hagiographica», 63). Nel 1993 infine, produsse la monumentale edizione critica della Vita di san Fantino il Giovane, un breve testo agiografico (36 pp. a stampa) al quale ella accostò un'introduzione di quasi 400 pagine e un commento di 140.

Paleografia greca