Biografia Nacque come Milton Ernest Rauschenberg a Port Arthur, in Texas, figlio di Dora Carolina Matson ed Ernest R. Rauschenberg, di discendenza tedesca e nativa americana Cherokee, mentre sua madre era di discendenza anglosassone. I suoi genitori erano cristiani fondamentalisti. Rauschenberg, affetto da dislessia, a 16 anni venne ammesso all'università del Texas ad Austin, dove iniziò a studiare farmacia. Venne chiamato alle armi nella Marina Militare degli Stati Uniti nel 1943 in California, dove prestò servizio come tecnico all'ospedale psichiatrico, fino al suo congedo nel 1945.

Studiò all'Istituto d'arte di Kansas City e all'Académie Julian a Parigi, in Francia, dove incontrò la pittrice Susan Weil. Nel 1948 Rauschenberg e Weil decisero di frequentare il Black Mountain College nella Carolina del Nord. Qui, Josef Albers, uno dei fondatori della Bauhaus, fu l'istruttore di pittura di Rauschenberg. I corsi preliminari di Albers si basavano su una rigida disciplina che non permetteva alcuna “sperimentazione non influenzata”.

Dal 1949 al 1952 Rauschenberg studiò con Vaclav Vytlacil e Morris Kantor presso l'Art Students League di New York, dove incontrò i colleghi artisti Knox Martin e Cy Twombly.

Morì di arresto cardiaco dopo la decisione personale di staccare il respiratore che lo teneva in vita.

Vita privata Nel 1950 sposò Susan Weil. Il loro unico figlio, Christopher, nacque il 16 luglio 1951. Divorziarono nel 1953. Dopo la fine del suo matrimonio, secondo quanto riferito dal compositore Morton Feldman nel 1987, Rauschenberg ebbe relazioni romantiche con i colleghi artisti Cy Twombly e Jasper Johns, tra gli altri. Un articolo di Jonathan D. Katz afferma che la relazione di Rauschenberg con Twombly iniziò durante il suo matrimonio con Susan Weil. Rauschenberg ebbe poi una relazione durata per 25 anni, fino alla sua morte, con l'artista Darryl Pottorf, che era prima stato suo assistente.

Contributo artistico L'approccio di Rauschenberg a volte veniva considerato “Neo Dadaista”, un'etichetta che condivise con il pittore Jasper Johns. Rauschenberg veniva citato quando affermava di voler lavorare “nel vuoto, tra arte e vita”, suggerendo che contestava la distinzione tra oggetti d'arte ed oggetti quotidiani, rievocativo delle questioni innalzate dall'opera la Fontana del pioniere dadaista, Marcel Duchamp. Allo stesso tempo, i dipinti di Johns di numeri, bandiere, lettere, stavano riprendendo il messaggio di Duchamp del ruolo dell'osservatore in grado di modificare il significato dell'arte.

Inoltre, nel 1961, Rauschenberg fece un passo in ciò che poteva essere considerata la direzione opposta dal sostenere il ruolo di creatore nel modificare il significato dell'arte. Rauschenberg fu invitato a partecipare ad una mostra alla galleria Iris Clert, dove alcuni artisti erano chiamati a creare e mostrare un ritratto dello stesso proprietario, Iris Clert. La presentazione di Rauschenberg consisteva in un telegramma inviato alla galleria dichiarando, "Questo è il ritratto di Iris Clert, se io dico così".

Dall'autunno del 1952 alla primavera del 1953 viaggiò attraverso l'Europa e il Nord Africa insieme al suo collega artista e compagno Cy Twombly. In Marocco, creò collage e cassette prese dalla spazzatura. Li riportò in Italia e li esibì nelle gallerie di Roma e Firenze. Molti vennero venduti; quelli invenduti li gettò nel fiume Arno.John Richardson (September 1997), Vanity Fair. Dal suo soggiorno, 38 collage sopravvissero.Holland Cotter (28 giugno 2012), New York Times. In un famoso citato incidente del 1953, Rauschenberg eliminò un disegno di de Kooning, disegno che ottenne dal suo collage per l'espresso obiettivo di eliminarlo come dichiarazione artistica. Il risultato è intitolato "Erased de Kooning Drawing".

Tra il 1959 e il 1960 realizzò 34 illustrazioni per l'Inferno di Dante Alighieri utilizzando tecniche varie tra cui la tempera, l'acquerello, il collage e la trasposizione fotografica, oggi custodite al Museum of Modern Art di New York.https://www.bertolamifineart.com/it/asta-0373/xxxiv-tavole-per-linferno-di-dante-133828

Dal 1962, i dipinti di Rauschenberg iniziavano ad incorporare non solo oggetti trovati, ma anche immagini trovate: fotografie trasferite sulla tela tramite il processo di serigrafia. Precedentemente usata solo in applicazioni commerciali, la serigrafia permetteva a Rauschenberg di indirizzare la multipla riproducibilità di immagini, ed il conseguente appiattimento che implica l'esperienza. In questo rispetto, il suo lavoro è contemporaneo a quello di Andy Warhol, e sia Rauschenberg che Johns sono frequentemente citati come importanti precursori della Pop Art americana.

Nel 1966 Billy Kluever e Rauschenberg lanciarono ufficialmente il progetto, "Esperimenti in Arte e Tecnologia" (E.A.T.), un'organizzazione non-profit creata per promuovere collaborazioni fra artisti e ingegneri.Kristine Stiles & Peter Selz, Theories and Documents of Contemporary Art: A Sourcebook of Artists' Writings (Second Edition, Revised and Expanded by Kristine Stiles) University of California Press 2012, p. 453

Nel 1969 la NASA invitò Rauschenberg ad assistere al lancio di Apollo 11. In risposta a questo evento storico, Rauschenberg creò il suo progetto di litografie, “Stoned Moon Series”. Il progetto includeva la combinazione di diagrammi a altre immagini dagli archivi della NASA con fotografie da vari organi di stampa.

A partire dal 2003 lavorò dalla sua casa e studio a Captiva, in Florida. Il suo primo progetto sull'isola, risale al 1970, e consisteva in una serigrafia lunga 16,5 metri chiamata, “Current”, composta dai quotidiani dei primi due mesi dell'anno, seguita, nel 1971, da “Cardboards”, mentre, tra il 1973 ed il 1974 da “Early Egyptians”, una serie di rilievi murali e sculture costruite da scatole usate. Utilizzando una tecnica di sua creazione chiamata, solvent-transfer, stampò anche su tessuti: con questa tecnica, tra il 1974 ed il 1976, crea, l”Hoarfrosts”, tra il 1975 ed il 1976, "Spreads", e "Jammers", una serie di pareti di seta colorata composta e da varietà di pavimento di metalli riflettenti, come acciaio e alluminio. In aggiunta, per tutti gli anni '90, pur lavorando con tecniche più rudimentali, come il fresco umido, Rauschenberg continuò a utilizzare nuovi materiali. Con la tecnica fresco-umido, crea, nel 1996, la serie "Arcadian Retreat", e, tra il 1995 ed il 2000, con il trasferimento di immagini a mano, gli "Anagrams". Come parte del suo impegno con le ultime innovazioni tecnologiche, iniziò ad eseguire stampe digitali Iris e a usare, nei suoi processi di trasferimento, tinte vegetali biodegradabili, sottolineando il suo impegno per la cura dell'ambiente. Guggenheim Collection.

White paintings, Black paintings, Red paintings Nel 1951 Rauschenberg creò i cosiddetti "White paintings", nella tradizione del dipinto monocromatico, il cui scopo era di ridurre il dipinto alla sua natura più essenziale, e conseguentemente indurlo alla possibilità di una pura esperienza. I “White paintings” vennero esposti a New York, nell'ottobre 1953, presso la Stable Gallery di Eleanor Ward. Appaiono prima per essere essenzialmente neri, su tela bianca. Comunque, un commentatore affermò che “piuttosto che pensare a loro come riduzioni distruttive, può essere più produttivo vederle come fece John Cage, come schermi ipersensibili – ciò che Cage suggestivamente descriveva come “aeroporti di luci, ombre e particolari”. Di fronte a loro, le più piccole alterazioni nella luce e dell'atmosfera potevano essere registrate e rese visibili sulla loro superficie. Lo stesso Rauschenberg affermò che erano affetti dalle condizioni ambientali, “così puoi almeno dire quante persone ci sono nella stanza”. I "Black Paintings" del 1951 come i "White Paintings" erano realizzati su pannelli multipli: anch'essi erano opere monocromatiche. Qui Rauschenberg incorporò parti di giornale nel dipinto lavorando il foglio nella pittura, così che da una certa angolatura il giornale potesse essere visto, mentre da altre no. Tra il 1953 ed il 1954, Rauschenberg si è mosso dai dipinti monocromatici delle serie "White Painting" e "Black Painting", alle serie, "Red Painting". Questi dipinti erano realizzati utilizzando diversi tipologie di applicazione della pittura rossa, con l'aggiunta di materiali come legno, unghie, carta di giornale e altri, sulle cui tele creavano superfici complesse, precursori delle famose serie “Combines” di Rauschenberg.

Combines Rauschenberg trovava oggetti che lo interessavano per le strade e le discariche di New York City e le portava al suo studio dove potevano diventare parte integrante del suo lavoro. Reclamò che lui "voleva qualcos'altro di ciò che poteva fare da solo, utilizzando la sorpresa insita negli oggetti raccolti dalla collettività, attraverso i quali vivere il senso generoso della sorpresa. E se all'inizio non fosse stata vissuta come una sorpresa, ci sarebbe stato un momento in cui l'avrebbe raggiunta. Così l'oggetto in sé, essendo estrapolato dal suo contesto, diventava una cosa nuova."

Il commento di Rauschenberg riguardante il "vuoto creato fra arte e vita" poteva essere visto come un'affermazione che fornisce un punto di partenza per una comprensione dei suoi contributi come artista. In particolare la sua serie di opere che aveva chiamato "Combines", servivano come esempi per mostrare che i confini delineati fra arte e scultura potevano essere spezzati, così che entrambi potessero essere presenti in una singola opera d'arte. Tecnicamente, per “Combines” si riferisce ai lavori di Rauschenberg realizzati tra il 1954 ed il 1962, ma l'artista aveva iniziato a lavorare con i collage di carta di giornale e materiali fotografici con l'impeto di combinare, sia i materiali da pittura, che oggetti di tutti i giorni, come l'abbigliamento, rottami urbani e animali tassidermici, impeto che si concretizzò nell'opera, "Monogram". Continuò con questa tecnica per tutta la sua vita artistica.

Le sue opere transitorie che condussero alla creazione di "Combines" furono "Charlene" e "Collection", entrambe del 1954, dove combinò tecniche di collage. Qui iniziò ad incorporare oggetti come sciarpe, lampadine, specchi, fumetti, e parti di fasulli cornicioni architettonici. Uno dei primi dei "Combines", realizzato nel 1955, dal nome, “Bed” venne creato sgocciolando pittura rossa attraverso un piumino. Il piumino più tardi veniva disteso e mostrato come se fosse un'opera d'arte. Alcuni critici, secondo The Daily Telegraph, consideravano tale opera come un simbolo della violenza e dello stupro. "Canyon" del 1959 conteneva un'aquila dalla testa bianca imbalsamata che suscitò le ire delle istituzioni perché l'animale era una specie protetta dalla legge “Bald and Golden Eagle Protection Act” del 1940; una capra d'Angora imbalsamata con pittura sul muso era presente nel “Monogram” del 1955-1959.The New York Times, MArt’s Sale Value? Zero. The Tax Bill? $29 Million, A Catch-22 of Art and Taxes, Starring a Stuffed Eagle di Patricia Cohen, 22 luglio 2012.

All'inizio i critici vedevano le "Combines", più in termini di aspetti formali dell'arte, dove la forma, il colore, la struttura e la composizione erano a disposizione di questi. Questa visione degli anni '60 è cambiata nel tempo, così più recentemente i critici e gli storici d'arte vedono le "Combines" come portatrici di messaggi codificati difficili da decifrare, in quanto non esiste un ordine apparente alla presentazione degli oggetti.

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