La campagna di Waterloo si svolse tra il 15 giugno e l'8 luglio 1815 nel Belgio meridionale e nel nord della Francia nella fase finale delle Guerre napoleoniche, tra le forze della Settima coalizione, rappresentate dalle armate anglo-olandesi del Duca di Wellington e quelle prussiane del generale Gebhard Leberecht von Blücher, e le truppe dell'Impero francese di Napoleone Bonaparte.
La breve campagna, iniziata con l'offensiva a sorpresa dell'imperatore in Belgio per dividere e battere separatamente i suoi avversari, culminò il 18 giugno 1815 con la decisiva battaglia di Waterloo. Dopo la disfatta dei francesi, i coalizzati poterono entrare a Parigi il 7 luglio seguente.
Antefatti
Sbarcato nei pressi di Antibes il 1º marzo 1815 dopo la fuga dall'esilio sull'isola d'Elba, Napoleone fece il suo trionfale ingresso a Parigi il 20 marzo seguente, dove fu acclamato ancora una volta "Imperatore dei francesi", sostenuto dall'entusiasmo dell'esercito e con una popolarità in costante crescita; il re Luigi XVIII di Francia, restaurato sul trono da neanche un anno, dovette lasciare la Francia e rifugiarsi a Gand in Belgio sotto la protezione delle potenze alleate, che già avevano sconfitto Napoleone nel corso della precedente guerra della Sesta coalizione: queste erano riunite fin dal 1º novembre 1814 a Vienna nel tentativo di ridisegnare la mappa dell'Europa e i rapporti di forza reciproci dopo gli sconquassi causati dalla Rivoluzione francese e dalle guerre napoleoniche. I rapporti tra gli alleati erano entrati in crisi quasi subito dopo l'inizio delle trattative. Ognuno cercava di portare avanti i propri particolari interessi nazionali, ma il ritorno di Napoleone a Parigi ebbe l'effetto di ricompattare immediatamente il fronte degli ex coalizzati: il 25 marzo 1815 Regno Unito, Impero austriaco, Regno di Prussia e Impero russo sottoscrissero un trattato di alleanza contro Napoleone e dichiararono guerra alla Francia..
All'inizio di aprile entrambe le parti iniziarono a raccogliere le proprie armate in vista dell'imminente campagna. Gli accordi tra le potenze prevedevano che ognuna di esse mettesse a disposizione un minimo di uomini in armi per l'imminente campagnaAlessandro Barbero, The Battle: a new history of Waterloo, Walker & Company, 2006, p. 2. ISBN 0-8027-1453-6. (il Regno Unito ottenne un'esenzione, perché molte delle sue forze erano ancora dislocate di là dall'Atlantico, reduci dalla recente guerra anglo-americana contro gli Stati Uniti d'AmericaRene Chartrand, British Forces in North America 1793–1815 Osprey Publishing, 1998, pp. 9-10.), ma alla fine di maggio solo due delle cinque armate in assembramento si trovavano sufficientemente pronte da costituire una minaccia imminente alla Francia: l'armata del Duca di Wellington, composta da truppe britanniche, belga-olandesi del Regno Unito dei Paesi Bassi e tedeschi di Hannover, Brunswick e Nassau, concentrata nel Belgio meridionale nell'area compresa tra Gand, Bruxelles, Mons e Tournai, e le forze prussiane del generale Gebhard Leberecht von Blücher in ammassamento poco a est di Wellington lungo la linea Charleroi-Namur-Liegi; le forze austriache si stavano ancora radunando lungo il Reno e le Alpi, con le truppe russe più indietro in marcia attraverso la Germania: nei piani degli alleati l'invasione della Francia sarebbe dovuta iniziare non prima del 1º luglio 1815., in modo da poter sfruttare al massimo la schiacciante superiorità numerica sulle forze francesi, anche se ciò in definitiva finiva con il dare a Napoleone la possibilità di colpire per primo.
Ai francesi si offriva la possibilità di condurre una campagna difensiva, in una riedizione della campagna dei sei giorni del febbraio 1814, ma con un maggior numero di truppe a disposizione: città come Parigi e Lione potevano essere fortificate e costituire una base sicura per due grandi armate incaricate di proteggerle; nelle regioni occupate dal nemico poteva inoltre essere incitata l'azione dei francs-tireurs, in modo da sconvolgere le retrovie dei coalizzati con una guerra di guerriglia. Napoleone scelse invece una strategia offensiva, con un attacco preventivo alle forze nemiche prima che fossero completamente assemblate e pronte a cooperare tra loro: la distruzione di una o più delle principali armate alleate avrebbe potuto riaccendere le divisioni politiche tra i membri della Settima coalizione e spingerli a sedersi al tavolo della pace., e una vittoria ottenuta in tempi rapidi sarebbe servita a rinsaldare la posizione politica di Napoleone all'interno della Francia, scossa ancora da sommosse dei sostenitori di Luigi XVIII..
Napoleone scelse come primo obiettivo le armate alleate schierate in Belgio: benché più avanti nei preparativi rispetto agli altri coalizzati, le forze di Wellington e Blücher erano ancora sparpagliate su una vasta area e debolmente collegate tra di loro, offrendo ai francesi l'opportunità di inserirsi in mezzo tra le due e batterle separatamente.; le forze britanniche apparivano composte in massima parte da truppe di seconda linea, visto che molti dei veterani di Wellington erano stati mandati nelle Americhe per combattere gli statunitensi., e una vittoria in Belgio avrebbe potuto riaccendere i sentimenti filo-francesi della popolazione locale fino al punto di scatenare una rivolta nella francofona Bruxelles.
Le forze in campo Francia
Sotto il regno di Luigi XVIII le forze armate francesi avevano ricevuto scarsa considerazione, e l'esercito francese era calato a un totale di effettivi, di cui solo immediatamente pronti per una campagna.; grazie all'afflusso di volontari della disciolta Grande Armée e all'incorporazione nell'esercito delle forze della guardia nazionale e della polizia, entro la fine di maggio le forze a disposizione di Napoleone ammontavano a uomini con altri in fase di addestramento nei depositi.. I veterani migliori erano concentrati nel corpo della Guardia imperiale, ma in generale era presente un'alta percentuale di soldati dotati già di esperienza sul campo di battaglia anche se equipaggiati in maniera non ottimale; per la prima volta da diversi anni Napoleone si trovava a guidare un'armata composta interamente da francesi, a cui la circostanza di difendere la madrepatria minacciata di invasione conferiva una notevole spinta morale..
La necessità di coprire le varie frontiere della Francia e di reprimere un'estesa rivolta realista in Vandea obbligò Napoleone a distaccare un certo numero di contingenti secondari e alla fine per l'offensiva in Belgio furono radunati uomini con 366 cannoni, riuniti nella cosiddetta Armée du Nord ("Armata del Nord") sotto il comando dello stesso imperatore e suddivisi nei seguenti corpi d'armata.: I Corpo (generale Jean-Baptiste Drouet d'Erlon), acquartierato tra Lilla e Valenciennes; II Corpo (generale Honoré Charles Reille), riunito tra Valenciennes e Avesnes; III Corpo (generale Dominique-Joseph René Vandamme), disposto intorno a Rocroi; IV Corpo (generale Étienne Maurice Gérard), acquartierato a Metz; VI Corpo (generale Georges Mouton, conte di Lobau) dislocato a Laon; I (generale Pierre Claude Pajol), II (generale Rémi Joseph Isidore Exelmans), III (generale François Étienne Kellermann), e IV Corpo di cavalleria (generale Édouard Jean-Baptiste Milhaud), acquartierati a Guise; la Guardia imperiale (maresciallo Édouard Adolphe Casimir Joseph MortierIl maresciallo Mortier venne colpito alla vigilia della campagna da una violento attacco di lombosciatalgia con necessità di riposo a letto; egli quindi non poté assumere il comando della Guardia che venne ceduto al generale Antoine Drouot; in: ), acquartierata a Parigi.
Coalizzati
Le unità poste agli ordini di Wellington erano una forza composita: solo un terzo circa dell'armata era composto da truppe britanniche, soldati professionisti dotati di un ottimo addestramento anche se in maggioranza ancora privi di esperienza in battaglia; l'esercito britannico contava anche una discreta percentuale di stranieri, in particolare tedeschi riuniti nella King's German Legion, una forza professionista dotata di vasta esperienza sul campo e ritenuta come una delle migliori componenti dell'armata del duca.. I reparti forniti dall'Hannover, integrati nelle formazioni britanniche, erano in maggioranza coscritti appena richiamati, mentre il più piccolo contingente del Brunswick comprendeva un pugno di veterani della Schwarze Schar insieme a un più ampio numero di reclute giovani e inesperte. Circa il 30% degli effettivi di Wellington era rappresentato da truppe belghe e olandesi, reduci dalla loro precedente alleanza con la Francia e addestrate quindi secondo i metodi francesi, un fatto che rendeva difficile la conciliazione con le tattiche dei britannici; il contingente belga-olandese comprendeva anche un piccolo distaccamento di truppe tedesche di Nassau, dominio dinastico della casa reale che sedeva sul trono di Amsterdam.
In totale, comprese le guarnigioni nelle retrovie, Wellington disponeva di uomini e 216 cannoni divisi nei seguenti contingenti:
I Corpo (Guglielmo, Principe di Orange) con due divisioni britanniche-hannoveriane e due belga-olandesi disposte nella zona di Enghien-Genappe-Mons; II Corpo (generale Rowland Hill, I visconte Hill) con due divisioni britannico-hannoveriane e una belga-olandese disposte nella zona tra Ath, Oudenarde e Gand; un Corpo di cavalleria (generale Henry Paget, Lord Uxbridge) schierato nella valle del Dendre tra Geraardsbergen e Ninove; una riserva d'armata (agli ordini diretti di Wellington) con due divisioni britannico-hannoveriane e il contingente di Brunswick, schierata intorno a Bruxelles; un contingente di cavalleria olandese disposto a protezione della frontiera tra Leuze-en-Hainaut e Binche.
L'armata prussiana di Blücher disponeva di un nucleo duro di veterani, ma più della metà della forza era rappresentata da unità di coscritti della Landwehr, miliziani scarsamente equipaggiati e carenti di addestramento e disciplina; un considerevole numero di soldati era stato inoltre reclutato in territori solo recentemente integrati nel regno prussiano, e la lealtà di molti reparti (in particolare quelli formati da sassoni e vestfaliani) era più che dubbia e pronta a tramutarsi in diserzioni di massa al primo rovescio.. Comprese le unità di retrovia i prussiani mettevano in campo uomini con 312 cannoni, suddivisi in:
I Corpo (generale Hans Ernst Karl von Zieten), acquartierato lungo la Sambre tra Fontaine-l'Évêque, Fleurus e Moustier; II Corpo (generale Georg Dubislav Ludwig von Pirch), acquartierato nell'area di Namur-Hannut-Huy; III Corpo (generale Johann von Thielmann), schierato lungo la Mosa tra Dinant, Huy e Ciney; IV Corpo (generale Friedrich Wilhelm von Bülow) riunito attorno a Liegi.
Le forze dei coalizzati, per un migliore approvvigionamento di vettovaglie, si trovavano sparpagliate su un'area molto vasta, con un fronte di 900 miglia e una profondità di 300 miglia: concentrare entrambe le armate lungo uno dei due fianchi avrebbe richiesto sei giorni di manovre, mentre per convergere sul centro comune intorno a Charleroi occorrevano tre giorni; cosa ben più grave, le linee di comunicazione di Wellington e Blücher si diramavano in due direzioni opposte (a nord-ovest quelle del britannico, verso Anversa e i porti su La Manica, a est quelle del prussiano, verso Liegi e poi al Reno), e se Napoleone fosse riuscito a forzare alla ritirata una delle due armate questa si sarebbe inesorabilmente portata ad allontanarsi dall'altra, favorendo la strategia dell'imperatore di battere separatamente un nemico per volta..
La campagna 15 giugno: offensiva di Napoleone a nord della Sambre